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Doveva essere una vacanza, in terra di Calabria. Prenotano su un sito internet, effettuano un bonifico di 650 euro, ma la magra sorpresa arriva quando giunti sul posto scoprono che la struttura non esiste. Così i 9 giovani agrigentini scoprono di essere stati truffati e tornati a casa, sporgono denuncia in Questura, fornendo ai poliziotti tutti le informazioni in loro possesso, per identificare gli autori della truffa.

 

 

I carabinieri di Canicattì si sono recati presso la sua abitazione per verificare la sua presenza in casa, poiché detenuto agli arresti domiciliari.

Ma alle 21,45 il giovane non era in casa e i militari sono stati costretti ad avvisare il procuratore di turno, procedendo alla denuncia alla procura della Repubblica di Agrigento, proprio con l’ipotesi di reato di evasione dai domiciliari.

La pratica del controllo dei domiciliari da parte dei Carabinieri di Canicattì sul territorio, avviene quotidianamente e a diversi orari, pertanto non era prevedibile la visita a quell’ora.

È accaduto in via Formica, nelle prime ore dell’alba e per causa ancora ignote.

Le fiamme hanno avvolto l’intero stabile, ma per fortuna non c’è stata nessuna vittima.

Sul posto i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme e che adesso dovranno verificare le condizioni della struttura e le cause del rogo, e gli uomini della guardia di finanza che hanno tratto in salvo un occupante, che per fortuna non ha subìto danni gravi.

Sono 875 i nuovi contagi Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia, a fronte di 8.998 tamponi processati. Sono i dati contenuti nel bollettino quotidiano del ministero della Salute. Gli attualmente positivi sono 42.266, con una diminuzione di 469 casi. Il tasso di positività si attesta al 9,7%, in diminuzione rispetto al 10,2% di ieri. I guariti sono 1.335, mentre nove sono le vittime, per un totale di decessi, dall’inizio della pandemia, di 12.155. I pazienti ricoverati sono 282, sette in meno rispetto a ieri; quelli in terapia intensiva sono 28 (+2). A livello provinciale i casi sono così distribuiti: Palermo 141 casi, Catania 174, Messina 171, Siracusa 107, Trapani 69, Ragusa 68, Caltanissetta 52, Agrigento 64, Enna 29. La Sicilia è la sesta regione d’Italia per numero di contagi

Con l’atto di affidamento della città alla Patrona, Maria Ss del Rosario, alla presenza delle massime autorità cittadina, in particolare del sindaco, Stefano Castellino, si sono concluse a Palma di Montechiaro, le manifestazioni religiose. Proseguiranno, invece, fino al prossimo fino al prossimo 18 settembre, le tradizionali manifestazioni del Settembre palmese. In particolare, domani, domenica 11 settembre, avverrà la premiazione degli atleti del territorio che si sono particolarmente distinti e subito dopo, intorno alle 21,30 avrà inizio uno spettacolo di danza. Entrambe le iniziative si svolgeranno alla Chiesa Madre.

L’imprenditore palermitano antimafia e testimone di giustizia Gianluca Calì, in politica con il Movimento “Sud chiama Nord”, rilancia l’invito a tutti candidati alle elezioni Regionali e alle Nazionali a sottoscrivere una “carta comune” contro la mafia. E spiega: “Si tratta di una sorta di manifesto, promosso da chi ha conosciuto la mafia e ha lottato e continua a combattere contro il racket delle estorsioni, e che intende far sottoscrivere a quanti oggi si candidano a rappresentare le istituzioni a Palermo e a Roma. Il terreno del contrasto alla criminalità organizzata, in special modo in Sicilia, deve costituire un impegno prioritario per i partiti e per i candidati, e non soltanto una mera dichiarazione di intenti. Tutto ciò deve poi trasformarsi in azioni di governo concrete al fine di contrastare l’illegalità. In questa campagna elettorale si sente parlare poco di questi argomenti, e pertanto crediamo sia necessario più che mai porre con forza all’attenzione dell’agenda politica di tutti la questione della criminalità organizzata che rappresenta una seria minaccia per le nostre imprese e per la nostra fragile economia” – conclude Gianluca Calì.

Stasera dalle 21,30 si svolgerà la seconda edizione di SitaFest, in piazza Madonna della Catena a Villaseta. Sul palco “Dancing Queen”, la cover band ’70-’80 dance. Dopo, toccherà alla guest star, la cantante e conduttrice Anna Tatangelo.
Sempre stasera sarà il momento, al Teatro della Valle dei Templi, per il Festival “Il Mito”, di Drusilla Foer con lo spettacolo “Eleganzissima Estate”, che si preannuncia come “un viaggio fra gli aneddoti tratti dalla vita straordinaria di Madame Foer”.
Domani sera a San Leone al piazzale Giglia concluderà le rappresentazioni estive il magico Lello Analfino dei Tinturia. A poche settimane dall’uscita del suo ultimo singolo “Mi fai stare bene”, Lello torrna in concerto nella “sua” Agrigento. Domani alle 21.30, in piazzale Giglia a San Leone, Analfino sarà sul palco con una insolita sorpresa: il concerto nella città dei templi sarà anche l’occasione di una storica reunion con i tanti amici musicisti di Lello nonché con chi negli oltre vent’anni di attività con i Tinturia ha fatto parte della band.
Il concerto – fortemente voluto da Roberto Sciarratta, direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi che ha finanziato l’evento – sarà soprattutto la prima occasione per Lello di cantare nella sua città alcuni brani del suo nuovo album “Punto e a capo”, in uscita il prossimo 9 settembre.

Rigettato il ricorso presentato da “Confcommercio Imprese per l’Italia Palermo” per ottenere l’annullamento degli atti del procedimento di rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Palermo ed Enna, convenuta in giudizio con l’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Sicilia e il Ministero dello Sviluppo Economico.

Il TAR Sicilia-Palermo accogliendo tra le altre le ragioni prospettate dalla contro interessata SICINDUSTRIA, assistita dall’Avv. Michele Cimino, con l’ordinanza cautelare n. 533/2022 ha evidenziato come la procedura per il rinnovo del Consiglio camerale sia stato immune da censure e ossequioso della normativa nazionale e della disciplina di settore.

In particolare, i giudici del TAR hanno evidenziato come le criticità prospettate dalla Confcommercio Palermo sulla presunta irregolarità della procedura fossero non solo infondate  ma anche tardive.

In particolare, per quanto riguarda l’istanza istruttoria richiesta dalla ConfCommercio Palermo al TAR Sicilia, in merito ai vizi afferenti i verbali di accesso relativi al procedimento di rinnovo della C.C.I.A.A. di Palermo ed Enna, il TAR ha disposto che “per quanto attiene all’istanza istruttoria contenuta nel ricorso, la stessa non possa trovare accoglimento, in quanto parte ricorrente avrebbe dovuto impugnare tempestivamente i verbali di accesso nelle parti asseritamente illegittime; per contro, non risulta che detti atti siano stati contestati né formalmente, né sostanzialmente”.

L’ordinanza cautelare, in merito al presunto pregiudizio patito dalla ConfCommercio nei singoli settori e nei relativi seggi, ha inoltre evidenziato come a parte la mancanza di specificità degli assunti – e il consistente divario, in taluni settori, tra le medie aritmetiche delle contendenti e quella della ricorrente – i numerosi dati relativi a tutte le imprese iscritte sono statiassoggettati ad un primo controllo tecnico informatico sul 100% delle imprese, per mezzo della piattaforma Infocamere S.c.p.a.nonché ad un successivo controllo a campione disposto dalla Camera di Commercio  apparendo in linea con le regole che presidiano tale iter .

Infine i giudici, pronunciandosi sulla domanda cautelare, hanno stabilito per quanto attiene al periculum in mora, che, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, appare prevalente l’interesse, palesato (anche) dalla resistente Camera di Commercio, assistito dal Prof. Avv. Salvatore Raimondi alla continuità nel funzionamento del sistema camerale e all’insediamento del nuovo Consiglio Camerale.

Si chiude pertanto con una vittoria della Camera di Commercio di Palermo ed  Enna e delle altre controinteressate tra cui  Sicindustria, il giudizio amministrativo instaurato dalla ConfCommercio volto a gettare ombre sull’ operato della C.C.I.A.A. di Palermo-Enna, che oggi più di prima risulta essere stato trasparente e immune da vizi procedurali.

Le imprese aderenti a Fipe Sicilia, la federazione dei pubblici esercizi, spegneranno le insegne dalle 20 del 15 settembre per protestare contro il caro bollette.

«Una situazione – ha affermato il presidente Dario Pistorio presentando l’iniziativa nella sede regionale di Confcommercio a Palermo – che ci porterà all’inaridimento della già problematica economia siciliana, alla perdita del lavoro per i collaboratori e i titolari d’azienda. Ma era questo quello a cui puntavamo dopo il Covid?».

Alla conferenza stampa erano presenti Antonio Cottone, vicepresidente vicario, e presidente provinciale Fipe Palermo, Giovanni Trimboli, presidente del sindacato ristoratori di Catania, e Gianluca Manenti, presidente Confcommercio Sicilia.

“Ogni giorno che passa, man mano che arrivano le varie bollette – ha spiegato Pistorio – il comparto va sempre più in tilt. In pochi, con questi chiari di luna, se la sentono di andare avanti. Le nostre stime? Parlano della chiusura in Sicilia di circa 4.000 attività nel settore somministrazione con la perdita del lavoro per poco meno di 12mila persona. Insomma, un disastro». “Abbiamo subito una crisi aziendale e di sistema – ha detto Cottone – abbiamo subito l’aumento delle materie prime e quello dei costi dell’energia. Tutto ciò senza avere potuto aumentare i listini, e ci chiediamo, d’altronde, che senso avrebbe avuto, visto che il nostro pubblico ha subito gli stessi aumenti e fa, dunque, i conti con una spendibilità minore».

L’imprenditore palermitano antimafia e testimone di giustizia Gianluca Calì, in politica con il Movimento “Sud chiama Nord”, rilancia l’invito a tutti candidati alle elezioni Regionali e alle Nazionali a sottoscrivere una “carta comune” contro la mafia. E spiega: “Si tratta di una sorta di manifesto, promosso da chi ha conosciuto la mafia e ha lottato e continua a combattere contro il racket delle estorsioni, e che intende far sottoscrivere a quanti oggi si candidano a rappresentare le istituzioni a Palermo e a Roma. Il terreno del contrasto alla criminalità organizzata, in special modo in Sicilia, deve costituire un impegno prioritario per i partiti e per i candidati, e non soltanto una mera dichiarazione di intenti. Tutto ciò deve poi trasformarsi in azioni di governo concrete al fine di contrastare l’illegalità. In questa campagna elettorale si sente parlare poco di questi argomenti, e pertanto crediamo sia necessario più che mai porre con forza all’attenzione dell’agenda politica di tutti la questione della criminalità organizzata che rappresenta una seria minaccia per le nostre imprese e per la nostra fragile economia” – conclude Gianluca Calì.