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All’alba di domenica mattina la nave umanitaria spagnola “Open Arms” ha effettuato un difficile intervento di soccorso di 294 persone, da 4 giorni alla deriva in mare. A bordo della nave, a sud di Malta, vi sono adesso 372 persone in attesa dell’indicazione da parte del ministero dell’Interno italiano di un porto sicuro dove approdare. E nel frattempo tre bambini, due di 1 anno e mezzo e l’altro di 4 mesi, sono stati evacuati per ragioni mediche da un’altra nave umanitaria, la Humanity 1, che si trova in attesa di un porto al largo del tratto di mare tra Catania e Siracusa, con 398 migranti soccorsi a bordo.

I poliziotti della Squadra Mobile e del Commissariato di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, con il supporto dei Carabinieri, hanno bloccato centinaia di giovani prossimi diretti a partecipare ad un rave party in un’area del demanio in contrada Raffo Rosso, in territorio di Mazzarino. La Polizia è intervenuta prima che il raduno iniziasse. Gli agenti, indirizzati dai post sui social che hanno pubblicizzato l’evento, hanno riscontrato le presenza di centinaia di partecipanti provenienti da tutta la Sicilia, dalla Liguria e dal Piemonte, giunti con camper, autocarri e mezzi privati. Nel luogo del rave è stato smontato un impianto di amplificazione alimentato da gruppi elettrogeni e sgomberate diverse tende da campeggio in tutta l’area circostante. Molti dei circa 70 identificati sono risultati con precedenti anche specifici per aver partecipato ad altri rave party in diverse regioni del territorio nazionale. Lo sgombero dell’area si è svolto senza disordini.

Il generale dei Carabinieri del Ros, Mario Mori, interviene sulle motivazioni della sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Palermo che lo ha assolto al processo “trattativa”. I dettagli.

Il generale dei Carabinieri del Ros, Mario Mori, a seguito della pubblicazione delle motivazioni della sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Palermo che lo ha assolto al processo “Trattativa” insieme ai colleghi Antonio Subranni e Giuseppe De Donno, ha diffuso una lettera alla stampa. E tra l’altro ha affermato: “Bisogna valutare quanto accaduto nel contesto storico dell’epoca: le stragi contro Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e poi prima tante morti eccellenti, da Piersanti Mattarella, Cesare Terranova, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Pio La Torre e tanti altri ancora. E bisogna considerare attentamente anche l’impatto di tali avvenimenti sulla pubblica opinione che, davanti alle tragiche scene di Capaci e via D’Amelio, constatava la drammatica impotenza dello Stato nel combattere il fenomeno mafioso, mai giunto a osare tanto nella storia italiana, e pretendeva una reazione adeguata da parte dell’ambito istituzionale. Ciò provocò una fase d’incertezza e di vuoto estremamente pericolosa. E trascorse del tempo prima che lo Stato nella sua interezza si riprendesse dal trauma provocato dagli attentati di Cosa Nostra. Nel frattempo pochi, tra quelli rimasti sul terreno, tentavano di indirizzare le proprie attività. Come responsabile delle operazioni di un reparto operativo quale il Ros, forte delle mie esperienze passate, applicai immediatamente lo schema già definito contro il terrorismo, proponendomi, come preciso obiettivo, la cattura di elementi del vertice mafioso. Per realizzare questo disegno spiegai anche in modo chiaro ai magistrati interessati, agli esponenti istituzionali competenti e ai miei superiori, quali erano gli obiettivi prefissati e le procedure attraverso le quali intendevo raggiungerli. Le modalità esecutive che volevo applicare erano peraltro note in ambito nazionale, perché conosciute ed apprezzate come proprie del così detto ‘Nucleo Dalla Chiesa’, che aveva operato con successo nella lotta al terrorismo. Non servivano mano libera o autorizzazioni speciali. Attuavo una linea investigativa adeguata alla grave situazione della sicurezza pubblica, ma pienamente inquadrata nelle norme previste dall’ordinamento legislativo. Prova ne sia che questa tecnica, messa in atto in più parti del territorio nazionale, non ha mai dato luogo altrove a polemiche. Ed è stata sempre giudicata rispettosa delle disposizioni vigenti. Il contatto con Vito Ciancimino può essere considerato (come lo definiscono i giudici) ‘improvvido’ oggi, quando lo si giudica a 30 anni dai fatti. Penso che non lo fosse nel 1992 quando lo Stato appariva in ginocchio e non giungevano, anche dai magistrati requirenti, indirizzi o iniziative da assumere. Vi era anzi chi dichiarava, come il sostituto procuratore Vittorio Teresi: ‘Dobbiamo dare un segnale fortissimo. La giurisdizione penale a Palermo è finita. Dobbiamo chiudere il Tribunale per cinque anni. Lo riapriremo solo quando gli altri organi dello Stato faranno il loro dovere fino in fondo. Prendete i dieci superlatitanti, sorvegliate le zone ad alto rischio. E poi ne riparleremo. Volevo andare via, ma dopo Falcone sono rimasto, ho detto a Borsellino: metto la mia vita nelle tue mani, ma battiamo la mafia. Adesso basta, mi accorgo che non serve a nulla combattere. Qui si muore per nulla”. A chi legge o ascolta, queste parole suonano come una resa di fronte a Cosa Nostra, anche perché contestualmente c’era chi, come il dottor Antonino Caponnetto, dopo la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sosteneva che ‘era tutto finito’. Il contatto con la fonte Ciancimino era un atto del tutto consentito alla polizia giudiziaria e poteva essere sviluppato in tutta riservatezza. Dissento anche sul fatto che il Ros non rispettò le procedure, se ciò fosse stato evidente penso proprio che la Procura della Repubblica di Palermo lo avrebbe sottolineato con atti documentati, ma ciò non avvenne”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Il sindaco di Alessandria della Rocca, Giovanna Bubello, ha proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali di Alessandro Mulè, 52 anni, il motociclista sposato e padre di una figlia che è morto lungo la strada statale 115, in territorio di Montallegro, nei pressi del lago Gorgo, scontrandosi con un cane, risultato senza microchip e non iscritto all’anagrafe canina. Mulè ha viaggiato in sella ad una Kawasaki 750. I rilievi di rito e le indagini sono state sostenute dai poliziotti della Stradale coordinati dal vice questore Andrea Morreale.

Ad Agrigento una donna, ancora un volta dopo le numerose precedenti, è stata costretta a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” perché è stata picchiata dal marito. Ematomi ed escoriazioni al volto. In ospedale, quando sono accorsi i poliziotti della Squadra Volanti, lei, al contrario delle altre volte, ha denunciato il marito. Lui risponderà all’autorità giudiziaria di maltrattamenti in famiglia. A tutela della donna è stato attivato il “codice rosso”.

Il commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Mario Zappia, interviene in merito alle notizie circa la paventata chiusura del reparto di chirurgia del presidio ospedaliero “Barone Lombardo” di Canicattì rassicurando l’utenza di tutto il comprensorio. “Nessuno stop è in atto né si profila per le attività dell’Unità operativa di chirurgia dell’ospedale di Canicattì – afferma il commissario ASP. Un provvedimento di chiusura di un qualsiasi reparto ospedaliero aziendale è una prerogativa della sola direzione strategica che, in questo come in altri casi, non ha mai disposto nessuna interruzione. Vorrei precisare che, in questo senso, la decisione del primario volta ad interrompere le attività non solo non ha prodotto effetti, poiché immediatamente stoppata e rigettata dalla direzione aziendale, ma ha rischiato di produrre un ingiustificato allarme nella collettività oltre ad aver comunque ingenerato nei cittadini un senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni. Peraltro – continua Zappia – già da domani due ulteriori chirurghi potenzieranno gli organici della chirurgia di Canicattì per appianare le criticità operative del reparto. Questo provvedimento fa parte di una serie di interventi già programmati dall’Azienda per sopperire alle difficoltà che, come previsto e come risaputo anche dal primario del reparto, sarebbero entrati in vigore proprio alla metà del mese in corso. In aggiunta alla disposizione che immette in servizio i due chirurghi, prevedendo il vicariato da parte di medici in servizio presso gli altri ospedali della provincia nei reparti in situazione di contingente carenza in un’ottica di ottimizzazione delle risorse professionali aziendali, la direzione ha già da tempo avviato anche un’intesa di collaborazione, in corso di perfezionamento, con l’Università di Palermo per l’ampliamento degli organici. Anche questo strumento, una volta a regime, contribuirà a snellire le attività sanitarie decongestionando l’operato dei sanitari che attualmente, con grande senso di abnegazione, si stanno prodigando per appianare le difficoltà”.

Si preannuncia un lunedì intenso quello del candidato alla presidenza della Regione Siciliana Cateno De Luca. Diversi gli incontri che lo vedranno impegnato l’intera mattina a Palermo. Qui alle 10 è atteso dai componenti di Astra, associazione Trasporti, presso università Lumsa. Alle 11,30 appuntamento con i rappresentanti di Confartigianato Sicilia e alle 13 sarà dis

“Gli impianti per il trattamento dei rifiuti? Non sono stati fatti dalla politica per favorire i signori delle discariche e ora siamo in emergenza continua. È ora di cambiare, di chiudere col passato una volta per tutte. È ora per noi di mettere  a frutto l’esperienza maturata in 10 anni di opposizione all’Ars per governare questa Regione”. Lo ha detto tra le altre cose oggi ad Agrigento Nuccio Di Paola il candidato M5s alla presidenza della Regione.
Il presente M5S Giuseppe Conte ha messo l’accento sull’ affidabilità e concretezza del Movimento e la sua determinazione a fare sempre meglio. ” Abbiamo realizzato – ha detto- l’80 per cento del nostro programma.Ma  vogliamo realizzarlo tutto, la prima cosa che faremo è il salario minimo”.

Sono 733 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 7.908 tamponi processati.

Ieri i positivi erano 809.

Il tasso di positività è al 9,2%, in diminuzione rispetto all’9,5% di ieri.
La Sicilia è al sesto posto per contagi. Gli attuali positivi sono 38.782 con un aumento di 733 casi. Non ci sono i guariti mentre e nessuna vittima. Il totale dei decessi resta al 12.179.
Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 224, 4 in più rispetto a ieri e in terapia intensiva sono 17, uno in più rispetto al giorno prima.
A livello provinciale si registrano a Palermo 184 casi, Catania 218, Messina 97, Siracusa 64, Trapani 56, Ragusa 37, Caltanissetta 26, Agrigento 34, Enna 17.

Tragedia nella notte lungo la strada statale 115 nei presi del bivio di Montallegro.
Un 52enne di Alessandria della Rocca, Alessandro Mulè stava percorrendo la statale a bordo della sua Kawasaki 750 quando ada un certo punto ha investito un cane, un pitbull. L’impatto è stato violentissimo e sembra che il Mulè sia sbalzato dalla sella, mentre la moto senza conducente ha proseguito la sua corsa per almeno altri 500 metri. Nulla da fare per il centauro di Alessandria della Rocca il cui corpo è stato dilaniato in piu parti.
Sul luogo dell’incidente la Polizia Stradale, i Carabinieri della Stazione di Montallegro e i Vigili del Fuoco del Comando provinciale i quali adesso dovranno accertare le cause del tragico incidente.