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A Palermo un atto intimidatorio è stato commesso contro la Camera del Lavoro “Giovanni Orcel”. Nottetempo ignoti hanno imbrattato l’esterno della sede del sindacato, in via Meli, con scritte offensive: “Sindacati nazisti, Landini nazista”. Lo stesso episodio è accaduto lo scorso giugno. Mario Ridulfo, segretario della Camera del Lavoro di Palermo, commenta: “C’è evidentemente una regia. Ci sono dei mandanti e ci sono degli ignoti esecutori. Questi atti si ripetono da mesi in ogni parte del Paese in tante Camere del lavoro, e non possono essere classificati come atti di semplici imbecilli. Siamo preoccupati ma fermi nel ribadire che la Cgil non si fa intimidire. Ma basta però a sminuire questi avvertimenti come semplici goliardate”.

A Palermo un atto vandalico è stato perpetrato in via Bernini all’esterno della ex villa di Totò Riina che adesso ospita l’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Nottetempo sono state scritte, con spray rosso, frasi come: “”I vax uccidono”, “Complici di genocidio”, “Stampa nazista”. L’Ordine dei giornalisti di Sicilia replica: “Sono concetti che l’Ordine dei giornalisti respinge con forza, stigmatizzando i metodi attraverso i quali sono espressi. L’Ordine dei giornalisti di Sicilia continua a essere sentinella dell’informazione e organismo a tutela del diritto dei cittadini di essere informati, peraltro sancito dalla Costituzione”.

I Carabinieri della Compagnia di Trapani con il supporto, in fase esecutiva, dei militari del XII Reggimento Carabinieri Sicilia e del Nucleo Cinofili Carabinieri di Palermo Villagrazia, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal GIP del Tribunale di Trapani su richiesta della locale Procura, nei confronti di tre soggetti ritenuti presunti responsabili, a vario titolo, dei reati di detenzione di esplosivi, resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni personali aggravate.
Il provvedimento è stato emesso dall’Autorità Giudiziaria a seguito dell’intervento operato dai Carabinieri lo scorso 19 agosto, quando personale della locale Compagnia Carabinieri aveva perquisito un magazzino nel Rione San Giuliano, rinvenendo all’interno un ordigno esplosivo artigianale di circa 90 grammi e 90 batterie di fuochi d’artificio collegate in serie, dal peso complessivo di circa 50 kg di miscela pirica con innesco a miccia a lenta combustione. Sul posto erano dovuti intervenire anche gli artificieri per la pericolosità del materiale rinvenuto.
Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, durante la perquisizione, i militari operanti erano stati ostacolati dagli indagati che, con l’ausilio di persone a loro compiacenti, avevano aggredito gli operanti e proferito nei loro confronti gravi frasi minacciose.
In quella circostanza era stato necessario l’invio, in ausilio, di diverse pattuglie presenti in circuito riuscendo così a ristabilire l’ordine. I Carabinieri avevano poi identificato tutti quelli che si sarebbero opposti all’attività e avevano denunciato 4 persone per resistenza, violenza e minaccia a Pubblico Ufficiale, lesioni personali e danneggiamento aggravato.
Durante l’esecuzione della misura cautelare nei confronti degli arrestati, i militari hanno rinvenuto nell’immobile e nei locali a loro disponibili, tre banconote contraffatte dal valore complessivo di 250,00€, 280 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish suddivisa in tre panetti, 6 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina e 7 grammi di sostanza stupefacente del tipo crack.
Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati ristretti presso le proprie abitazioni in regime degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

L’Associazione dei costruttori edili di Sicilia denuncia i dipendenti regionali, ritenendoli colpevoli di ammutinamento per il mancato disbrigo delle pratiche dei pagamenti alle imprese.

I costruttori edili siciliani sono esasperati perché da 11 mesi attendono il pagamento da parte della Regione delle fatture per lavori pubblici eseguiti. Gli imprenditori si indebitano con le banche, licenziano personale, altri, costretti a fronteggiare anche l’aumentato costo delle materie prime, sono costretti al fallimento, e altri ancora gettano la spugna rassegnati. Ecco perché adesso l’Ance, l’Associazione dei costruttori edili di Sicilia, denuncerà i dipendenti regionali, ritenendoli colpevoli di “ammutinamento” perché – come spiega il presidente, Santo Cutrone – “paradossalmente i soldi in cassa ci sono, ma mancano le pratiche”. E poi Cutrone spiega: “Abbiamo pazientemente ascoltato per un anno dal governo regionale uscente e dal tavolo tecnico appositamente costituito tutte le giustificazioni amministrative. E abbiamo atteso l’espletamento degli iter mancanti. Ma riguardo al pagamento delle fatture delle imprese edili, da parte di numerosi dipartimenti regionali, ad oggi neanche l’ultima delle scadenze promesse è stata mantenuta. Il termine per la chiusura del riaccertamento globale, dopo svariate posticipazioni, è stato prima fissato al 10 settembre, poi al 20 settembre, e ad oggi non abbiamo alcun segnale che quest’ultima data sia rispettata. I burocrati hanno persino ignorato i richiami, le minacce e i procedimenti disciplinari adottati dal governo uscente. Adesso basta. Quando all’arrivo delle prossime maxi-bollette non potremo pagarle e saremo colti da malore o daremo di matto, la colpa non sarà solo di Putin o degli speculatori dell’energia, ma anche di burocrati regionali che non completano il riaccertamento dei residui senza che ne comprendiamo il motivo. E che, di conseguenza, tengono in ostaggio i nostri soldi”. E poi Cutrone annuncia: “Abbiamo avviato le pratiche legali contro l’indecoroso e inaccettabile malcostume dei mancati pagamenti alle imprese. Sappiano i responsabili di ciò che siamo pronti a denunciarli, ad uno ad uno, ritenendoli personalmente responsabili di tutte le conseguenze civili e penali di tali comportamenti omissivi in questa particolare fase di grave crisi, nell’auspicio che in questa terra almeno i finanzieri e i magistrati possano imporsi. Oggi si ha come la sensazione che il demone dell’anarchia si sia impossessato della macchina amministrativa regionale. Nella storia della Regione siciliana non era mai accaduto che una tale molteplicità di burocrati operasse non rispondendo più alle leggi e all’autorità che impongono termini precisi, in una sorta di ‘ammutinamento’. In epoca antica gli ammutinamenti navali si risolvevano quanto meno con la sostituzione degli equipaggi. Qui, al contrario, sembrerebbe che, mentre la nave affonda, dirigenti e burocrati invece di lavorare siano impegnati a fare campagna elettorale e presenzialismo a sostegno di coloro che presumono saranno i vincitori. Se fosse vero, lo farebbero, probabilmente, sperando di ingraziarseli e assicurarsi comode posizioni, ottenere conferme o nuovi incarichi. Il danno risultante alle nostre imprese che rischiano di chiudere è, di fatto, incalcolabile anche per le conseguenze sociali, basti pensare ai lavoratori coinvolti. Al rientro dalle ferie non c’è neppure stato quell’atteso e sperato ‘colpo di reni’ dell’attività regionale. In questi giorni, quando andiamo a chiedere conto dei nostri pagamenti, riscontriamo che diversi uffici degli assessorati sono ancora vuoti o bloccati in assenza di direttive. Se qualcuno di noi potesse verificare, probabilmente scoprirebbe che pochi fogli di carta si sono spostati rispetto a dove si trovavano a luglio”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ad Agrigento, a Casa Sanfilippo, sede del Parco della Valle dei Templi, oggi in conferenza la presentazione, su iniziativa dell’associazione culturale Kairos e del Parco di Templi, di “Ovidio, il poeta relegato. Metamorfosi dell’esilio”, di Luigi Di Raimo a cura di Daniele Salvo con Ugo Pagliai, Paola Gassman, Daniele Salvo e Barbara Capucci, in scena venerdì prossimo, 23 settembre, alle ore 20:30, al Teatro del tempio di Giunone. Il costo del biglietto è di 15 euro. Gratis fino ai 10 anni, 10 euro per gli studenti di ogni ordine e grado di scuola e universitari, 10 euro per tutti i soci dei club service e 10 euro per gli over 65. Prevendita al BoxOffice Agrigento telefono 0922 20500, via Imera 27, o direttamente al botteghino del teatro.

Calogero Pisano è stato sospeso con effetto immediato da tutti gli incarichi nel partito guidato da Giorgia Meloni; Il provvedimento, come riportato dall’ANSA,  è arrivato nella tarda serata di ieri.

Pisano, candidato alle prossime elezioni, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia ad Agrigento e   componente della direzione nazionale è sollevato da tutti gli incarichi nel partito a lui è stato imposto il divieto d’utilizzo del simbolo del partito.

Il provvedimento e il contestuale deferimento al collegio di garanzia del partito è stato eseguito a seguito di un articolo pubblicato su repubblica.it intitolato “Calogero Pisano, il candidato FdI che inneggia a Hitler e Putin”. Immediate sono state le proteste del  presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello: “È inaccettabile l’idea che nel prossimo Parlamento possa sedere chi inneggia a Hitler. L’ho detto in riferimento a un candidato di un altro partito e lo ripeto qui: non può esserci spazio per chi legittima l’odio”.

Pisano non si lascia attendere, dopo aver appreso la notizia e pone le sue scuse pubbliche: “Anni fa ho scritto cose profondamente sbagliate. Avevo cancellato il mio profilo personale su Facebook perché mi vergognavo delle cose che erroneamente avevo pubblicato. Non so come Repubblica le abbia trovate oggi, ma sono il primo a condannare senza ambiguità quelle espressioni. Chiedo scusa a chiunque si sia sentito offeso da quei post che a distanza di anni giudico indegni”.

 

A Lampedusa i Carabinieri del Nas hanno sequestrato 16 chili di prodotti ittici, poco meno di 7 chilogrammi di salumi, e 4 chili e mezzo di formaggi e mozzarelle, del valore complessivo di 1.500 euro, risultati non correttamente tracciabili. Sotto sequestro anche i locali adibiti a deposito ed area lavaggio, del valore di circa 80 mila euro, privi di registrazione sanitaria. Inoltrata alle competenti autorità una segnalazione per delle carenze igieniche riscontrate nei locali e tra le attrezzature. Bersaglio dell’ispezione, nell’ambito della campagna “Estate tranquilla 2022”, è stato un ristorante sul lungomare Luigi Rizzo di Lampedusa. Il legale rappresentante dell’attività lavorativa è stato sanzionato per complessivi 2.500 euro.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha rinviato a giudizio due donne originarie della Romania e da tempo residenti in città, imputate di stalking e lesioni personali con aggravante. Si tratta di Mihaela Lucan, 32 anni, e Romina Monalisa Lepadatu, 35 anni. Prima udienza il 24 febbraio innanzi al giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Fulvia Veneziano. Un’altra romena, vicina di casa delle due, ha denunciato di essere stata vittima, per cause non esattamente definite, di continui atti persecutori dall’ottobre 2020 e fino al febbraio 2021. In un’occasione sarebbe stata aggredita e picchiata a calci e pugni, e poi soccorsa in ospedale. La vittima si è costituita parte civile tramite l’avvocato Gianfranco Pilato. Le imputate sono difese dagli avvocati Paolo Ingrao e Fabio Inglima Modica.

A Santa Margherita Belice ignoti sono entrati furtivamente nell’impianto fotovoltaico in contrada “Gulfa”, e hanno rubato ben 15 quintali di cavi di rame, provocando un danno di circa 65 mila euro. Un impiegato della società che gestisce la struttura ha sporto denuncia ai Carabinieri della locale stazione, che hanno informato la Procura della Repubblica di Sciacca e hanno avviato le indagini eventualmente avvalendosi anche di video di telecamere di sorveglianza se presenti nella zona.

Operazione contro i crimini fiscali della Guardia di Finanza a Palermo: arrestati tre imprenditori. Altri nove sono gli indagati a piede libero. L’intervento del comandante Angelini.

A Palermo si sono infiammate le Fiamme Gialle del Comando provinciale. La Procura della Repubblica ha firmato il provvedimento, il Tribunale ha contro-firmato, e la Guardia di Finanza, che ha sostenuto le indagini, lo ha eseguito. Tre imprenditori al primo mattino di oggi sono stati ristretti agli arresti domiciliari. Gli si contestano i reati di essersi associati per delinquere, e di emissione di fatture false. E non solo: sono state sequestrate preventivamente quattro società, e 160mila euro. Gli arrestati sono Armando Caggegi, 71 anni, Giovanni Cannistraro, 70 anni, e Pietro Anello, 68 anni, tutti residenti a Palermo. Le società sigillate sono la Arca Edilizia srls, A&G Multiservice sas, Anpi Naval srls, e la General Service. E non solo: oltre ai tre in stato di arresto sono indagate a piede libero altre nove persone, tra cui tre dipendenti pubblici che avrebbero svolto “in nero” lavori edili e di giardinaggio usufruendo dello “schermo” societario reso a disposizione dall’associazione per delinquere. E tre percettori di reddito di cittadinanza che avrebbero richiesto l’emissione delle fatture false per coprire la propria attività lavorativa e non rinunciare al beneficio assistenziale. Sono stati segnalati all’Inps. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, oltre 2 milioni di euro è l’ammontare delle fatture oggettivamente e soggettivamente inesistenti che sarebbero state emesse dalle quattro società sequestrate tra il 2019 e il 2021. Il profitto spettante agli indagati sarebbe stato il 10% dell’importo delle fatture. Inoltre, ad uno degli arrestati è contestato anche il reato di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche perché, nascondendo i redditi di cui sarebbe risultato titolare, avrebbe ottenuto indebitamente la percezione dell’assegno sociale corrisposto dall’Inps per un importo di 3.300 euro. E un altro ancora dei quattro è percettore del reddito di cittadinanza per 700 euro mensili, adesso sospeso. Il comandante, Gianluca Angelini, commenta: “La tutela dell’economia legale riveste oggi più che mai un’importanza centrale per la salvaguardia degli imprenditori onesti, e per questo l’impegno della Guardia di Finanza è costantemente rivolto al contrasto della criminalità economica, in grado di inquinare il tessuto sano dell’imprenditoria nazionale e particolarmente difficile da colpire alla luce del tecnicismo delle operazioni contabili e finanziarie illecite. L’obiettivo è quello di garantire l’effettivo ristoro delle casse dello Stato di quanto indebitamente sottratto alla collettività dagli evasori fiscali”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)