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“Non ci lasciamo intimidire ”: queste le parole del Segretario generale della Cgil di Agrigento, Alfonso Buscemi, appena uscito dalla caserma dei carabinieri di Agrigento, dove ha esposto UNA denuncia. “Rigurgiti fascisti in giro nel nostro paese che bisogna non sottovalutare. Prendono di mira una grande Organizzazione, come la CGIL, la cui storia è fatta di difesa dei deboli, dei bisognosi, delle famiglie, della democrazia e della Libertà. Agli autori di questo deplorevole gesto, diciamo che non può essere una minaccia ad intimidirci. Devono rassegnarsi perché abbiamo gli uomini e le donne che sapranno difendere la ricchezza della democrazia che ci hanno lasciato i tanti caduti per la conquista della liberta.

Questi signori devono rassegnarsi alla sconfitta delle loro azioni e delle loro idee fatte di sopraffazione e violenza  perché abbiamo tutto il mondo dell’associazionismo, organizzazioni sindacali e datoriali, la Chiesa, il tessuto sociale del nostro paese pieno di belle persone. A tutti loro, che hanno voluto testimoniare vicinanza e solidarietà e  il loro sostegno con l’affetto dei tanti singoli  cittadini,  diciamo grazie. Continueremo a lavorare per la difesa dei nostri ideali. Andremo dritti per la nostra strada facendo sempre il nostro dovere, con le nostre battaglie a difesa dei valori democratici della giustizia e della legalità, a difesa dei lavoratori e dei più bisognosi”.

Il posto di direttore generale dell’Aica Azienda Idrica Comuni Agrigentini è ancora vacante. Infatti, è stato rigettato il ricorso presentato dall’ingegnere Domenico Armenio, dirigente regionale, vincitore dello specifico concorso bandito dall’Aica, ma impossibilitato ad assumere l’incarico per la mancata concessione dell’aspettativa preordinata da parte dell’assessorato regionale alla Funzione Pubblica. Adesso, pertanto, secondo normativa in materia, si procederà allo scorrimento della graduatoria concorsuale. E la carica di direttore generale dell’Aica dovrebbe essere assegnata al dottor Claudio Guarneri.

Gli agenti, arrivati sul posto, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, sono entrati in casa ed hanno constatato che il cane, che la denunciata aveva in custodia, era morto di stenti da alcuni giorni, stante l’assenza per le ferie estive della sua padrona e la totale mancanza di cibo e di acqua. La donna è stata denunciata per aver abbandonato il suo cane procurandone la morte.

4.737 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 25.181 tamponi processati. Ieri erano 1.266. Il tasso di positività è al 18,8% in aumento rispetto al 10% ieri. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 172.834 con un incremento di 1.868 casi. I guariti sono 3.083 e 27 vittime che portano il totale dei decessi resta 11.705. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 932, in terapia intensiva sono 47.

Questi i numeri nei Comuni capoluogo: Palermo 987 casi, Catania 1007, Messina 892, Siracusa 474, Trapani 372, Ragusa 342, Caltanissetta 268, Agrigento 513, Enna 123.

Vandali in azione al nuovo campetto del Villaggio Mosè che l’amministrazione comunale di Agrigento intende affidare ai privati. Il bando è stato già pubblicato all’albo pretorio. Purtroppo, la mancanza di videocamere, rende la struttura, all’avanguardia e di ultima generazione, alla merce di tutti. Qualcuno ha pensato bene di sfondare il cancello rompendo il lucchetto del catenaccio. A denunciare il fatto il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Gerlando Piparo, che giornalmente si reca sul posto, anche più volte, per controllare che tutto vada bene. Ma non è bastato. Infatti, i vandali sono entrati in azione di sera quando la zona è praticamente deserta.

In arrivo 33 milioni di euro per i comuni siciliani: si tratta di risorse aggiuntive destinate dalla Legge di Bilancio 2022 al potenziamento dei servizi sociali comunali e per le assunzioni di assistenti sociali.

Il Fondo di solidarietà comunale si allarga, dunque, a Sicilia e Sardegna escluse dalla suddivisione dei fondi per il 2021.

Per la Regione Siciliana i fondi messi a disposizione aumenteranno fino a circa 85 milioni annui (a regime dal 2030).

  Un decreto ministeriale, atteso nei prossimi giorni, formalizzerà il riparto delle risorse tra i comuni siciliani e sardi e indicherà gli enti che dovranno rendicontare l’utilizzo di tali risorse in coerenza con i criteri adottati l’anno scorso per i comuni delle Regioni a Statuto ordinario.

Il riparto ed i contenuti della relazione di rendicontazione sono stati già approvati dalla Conferenza Stato-Città del 27 luglio scorso.

“L’ANCI Sicilia, – spiegano Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’Associazione- che ha seguito fin dal 2020 tutte le fasi della determinazione delle risorse aggiuntive per il sociale e ha assistito i comuni nella rendicontazione del 2021, ha ritenuto utile organizzare (in collaborazione con IFEL) un incontro di informazione al fine di facilitare la conoscenza della misura e l’utilizzo delle maggiori somme in assegnazione nell’arco di tempo relativamente breve che ci separa dalla fine del 2022”.

L’incontro dal titolo “Le risorse aggiuntive per i comuni siciliani a sostegno di servizi sociali”, che si svolgerà in videoconferenza giovedì 4 agosto 2022 dalle 9.30 alle 11.00, sarà introdotto dal presidente Leoluca Orlando e coordinato dal segretario dell’Associazione dei comuni siciliani, Mario Emanuele Alvano.

 Nel corso del webinar verranno anche fornite informazioni preliminari sulle risorse aggiuntive disposte sempre a partire dal 2022 per l’incremento dei posti degli asili nido comunali e del trasporto scolastico studenti con disabilità.

L’IFEL, infine, presenterà la piattaforma “Obiettivi in Comune”, un sistema di informazioni sui tre obiettivi indicati (sociale, asili nido trasporto studenti disabili) che permette la compilazione assistita online, al fine di supportare i comuni negli adempimenti richiesti. Il sistema “Obiettivi in Comune”, aggiornato al 2022, sarà reso disponibile sul portale di IFEL a partire dal mese di agosto 2022.

All’incontro prenderanno parte, tra gli altri, Andrea Ferri, responsabile Finanza Locale Anci-IFEL

Angela Galvano a titolo personale ed in qualità di Presidente dell’ Arci provinciale di Agrigento,insieme al nostro gruppo dirigente, esprime piena e totale solidarietà e vicinanza alla CGIL agrigentina per il vile e meschino atto subito.Condanniamo con forza ” gesti” vigliacchi di tale tipo frutto del dilagare di forme chiare di una cultura fascista che bisogna fermare con un impegno politico adeguato ed unitario.

Legacoop Sicilia coordinamento Agrigento , Palermo, Trapani , esprime piena e totale solidarietà alla CGIL di Agrigento , al suo gruppo dirigente ed al suo segretario generale Alfonso Buscemi. La scritta comparsa nella parete della camera del Lavoro rappresenta un vero e
proprio attacco al sindacato democratico e costituisce un offesa per le tante lavoratrici ed i lavoratori che grazie al sindacato ,ogni giorno, conducono nei luoghi di lavoro autentiche battaglie per il riscatto sociale, ha dichiarato Domenico Pistone coordinatore di legacoop Sicilia occidentale.
Legacoop è da sempre vicina al sindacato democratico con cui condividiamo la difesa di valori imprescindibili per il nostro sistema democratico , come l’antifascismo, la lotta alla mafia e la difesa dei diritti fondamentali degli ultimi . Ilegame tra la cooperazione ed il sindacato democratico si fonda su una storia di valori condivisi che alla luce dei numerosi attacchi volgari ricevuti proprio dalla CGIL intendiamo proseguire condannando con forza e determinazione questa stagione di odio che qualche balordo vorrebbe inaugurare nel nostro
Paese.
I vertici provinciali della CNA di Agrigento esprimono vicinanza per quanto accaduto al Segretario, Alfonso Buscemi, e all’intera struttura del territorio. “Si tratta di episodi che vanno condannati – affermano il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto – e che certamente non rientrano nell’esercizio legittimo della sana dialettica democratica. Gli organismi intermedi svolgono una funzione sociale importante, oggi più che mai rilevante – sottolineano Di Natale e Spoto – rappresentano un punto di riferimento per cittadini e istituzioni. Le forze sane del territorio sono chiamate a fare fronte comune per respingere, con forza e convinzione, ogni azione di attacco e di disorientamento”.

Il movimento politico “Servire Agrigento” ha già più volte denunciato, e documentato in foto, il problema delle bare insepolte al cimitero di Piano Gatta. Adesso il coordinatore provinciale Raoul Passarello punta il dito contro le limitazioni all’accesso durante il mese d’agosto, e afferma: “Come se non bastassero le bare insepolte e in un deposito, adesso vi sono anche le visite limitate – per tutto il mese di agosto – con la chiusura e rimodulazione dei giorni e delle fasce orarie a causa della mancanza di personale. Decine di persone sono state ad aspettare l’apertura del cimitero ieri, che però non sarebbe mai avvenuta e non avverrà tutti i lunedì del mese, sollevando sdegno e rabbia anche tra gli emigrati tornati in città per le ferie estive che avrebbero voluto fare visita ai propri cari e che invece mestamente hanno dovuto rinunciare. Occorrono azioni tempestive per sopperire alle carenze di organico e garantire ai cittadini la continuità dei servizi essenziali che non possono essere interrotti o erogati a singhiozzo. Nelle more di una auspicabile riorganizzazione dei servizi comunali, ribadiamo all’Amministrazione comunale di prendere in considerazione la proposta che siano gli agenti della Polizia locale a garantire nelle giornate più critiche l’apertura e la chiusura del cimitero di Piano Gatta per consentire ai cittadini di rendere omaggio ai propri defunti”.

La Presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, Rosanna De Nictolis, ha emesso il decreto n. 335/2022 che respinge l’appello delle Associazioni venatorie contro l’ordinanza del TAR Palermo che, lo scorso 25 luglio, aveva sospeso l’apertura anticipata della caccia in Sicilia autorizzata dal Calendario venatorio 2022-2023, emanato dall’Assessorato regionale dell’Agricoltura. Il CGA, inoltre, ha confermato anche il divieto di caccia a Tortora e Coniglio selvatico, specie a rischio a causa di un’eccessiva pressione venatoria.

Ne danno notizia, con viva soddisfazione, le Associazioni Enpa, Lac, Legambiente Sicilia, Lndc Animal Protection, Lipu e Wwf Italia che avevano impugnato al TAR il Calendario venatorio, denunciandone l’illegittimità per violazione delle normative nazionali e comunitarie sulla tutela della fauna e per il mancato rispetto del parere scientifico dell’Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA). Ora anche il CGA, con parole che non lasciano spazio ad interpretazioni e che faranno giurisprudenza, ha “blindato” la decisione del TAR che aveva già sospeso il Calendario proprio nelle parti più impattanti e negative per la conservazione delle popolazioni selvatiche, sia quelle oggetto di caccia sia quelle protette ma comunque a rischio indiretto. Non solo, il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha ricordato come negli anni passati il Calendario sia già stato più volte censurato dai giudici per le reiterate disposizioni che aumentavano illegittimamente i tempi, le modalità e le specie cacciabili, senza che però la Regione ne abbia tenuto conto.

Così il CGA ha ritenuto corretta e condivisibile la sospensiva del TAR “avuto riguardo al supremo principio di precauzione in materia ambientale, al valore giuridico del parere dell’ISPRA, ai precedenti calendari venatori della Regione Siciliana e al relativo contenzioso”, evidenziando proprio il “valore giuridico” di tali precedenti pronunciamenti “sui calendari faunistico-venatori degli anni pregressi, che dovrebbero avere valore di orientamento e guida dell’azione amministrativa al fine di assicurare un corretto bilanciamento tra la tutela della fauna selvatica, che costituisce patrimonio non della sola Regione Siciliana ma dell’intero Paese, e la tutela dell’interesse dei cacciatori”. Una chiara ed autorevole stigmatizzazione del comportamento dell’Assessorato dell’Agricoltura, che ogni anno ripropone nel calendario venatorio le stesse identiche disposizioni già censurate dall’Autorità giudiziaria o prive del parere favorevole di ISPRA.

Enpa, Lac, Legambiente Sicilia, Lndc Animal Protection, Lipu e Wwf Italia auspicano che, finalmente, la Regione Siciliana smetta di forzare le regole a favore dei cacciatori, si adegui una volta per tutte e regolamenti la stagione venatoria nel pieno rispetto delle norme vigenti e delle indicazioni scientifiche di ISPRA, rispettando la legalità, la fauna e la biodiversità che sono patrimonio prezioso di tutti noi e delle future generazioni. In particolare, le Associazioni ambientaliste ed animaliste confidano che la Regione abbandoni ogni eventuale ipotesi di decreti “last minute” per “aggirare” le decisioni di TAR e CGA e riaprire la caccia sin dal 1° settembre, così come avvenuto nel recente passato.

Il parlamentare regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, torna per l’ennesima volta a richiedere misure straordinarie per risolvere, o almeno limitare, i disagi dei pronto soccorso che un pò ovunque in Sicilia sono in grave sofferenza di organico, sia per quanto riguarda il personale medico che infermieristico.
Lo fa poche ore dopo una conferenza stampa con cui il Commissario dell’Asp di Agrigento, Mario Zappia, ha illustrato all’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca le azioni previste su tutto il territorio provinciale per limitare i disagi, segnalando purtroppo che gli avvisi per reclutare dirigenti medici a tempo indeterminato continuano ad andare deserti.

“Il Commissario Zappia – dice Catanzaro – mostrando disponibilità e sensibilità rispetto ai problemi segnalati, ha illustrato una situazione che riguarda la provincia di Agrigento come tutta la Sicilia e il resto del Paese, una carenza che sta assumendo i contorni di una vera emergenza nazionale. Io da tempo dico che per continuare a garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza nell’ambito del sistema regionale di emergenza urgenza – aggiunge Catanzaro – la Regione deve mettere in campo una serie di misure straordinarie. In Toscana, ad esempio, sono stati varati provvedimenti per il riconoscimento del valore dell’impegno del personale attualmente impegnato nei pronto soccorso regionali in relazione alle attuali carenze di organico, un’azione incentivante che potrebbe aiutare a reperire nuove risorse umane”.