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Miccichè ha ricordato che le attuali regole sono le stesse degli anni precedenti e ha fatto. Poi ha detto: “Valuterò le proposte degli addetti ai lavori”.

Oggi l’incontro.Partecipano il sindaco e la rappresentanza di adetti ai lavori.

“Ho voluto convocare tutti gli esercenti e la rappresentanza di giovani e varie associazioni come la Confcommercio – ha detto Miccichè – apprezzando il loro impegno e la loro massiccia presenza. Valuterò le loro proposte, ma sempre nel rispetto del regolamento comunale redatto e approvato dal Consiglio nel 2009.

Non capisco la polemica: abbiamo fatto semplicemente un copia e incolla delle vecchie ordinanze dal 2018 ad ora. Forse l’ordinanza non è stata letta bene.

Le regole vanno comunque rispettate: chi ha una licenza per fare ristorazione non può trasformare la propria attività in discoteca. Per cui bisogna avere rispetto delle autorizzazioni e degli orari”.

Il sindaco ha poi dichiarato che valuterà eventuali modifiche all’ordinanza attuale per andare incontro alle istanze dei gestori dei locali.

“La sinistra ha le ore contate”. Tuona così Matteo Salvini all’arrivo a Lampedusa di questa mattina dove ad attenderlo all’aeroporto c’era un gruppetto di contestatori.

Salvini ha continuato: “La sinistra essendo a conoscenza del mio arrivo ha cercato di nascondere i clandestini. L’hot spot è al collasso.

“Vanno ringraziate le forze dell’ordine che garantiscono regole e diritti e sicurezza di lampedusani e di chi sbarca,. L’obiettivo è riportare questo centro a dimensioni civili e normali come già abbiamo fatto nel 2018 quando ero Ministro dell’Interno. Il contrasto a scafisti era importante e in questo centro invece di esserci 1.500 ospiti arrivavano solo alcune decine di persone. Se gli italiani sceglieranno la Lega proteggeremo i confini e accoglieremo solo chi realmente scappa dalla guerra. Ho parlato con il sindaco e dietro questo hotspot ci sono problemi di salute, di tasse, di rifiuti e di acqua. Se c’è bisogno di portare un ospite in Sicilia in elicottero i lampedusani sono poi sprovvisti. Stiamo lavorando per azzerare accise a Lampedusa e Pantelleria. In questo mese sono sbarcati più immigrati che in tutto lo scorso anno. Per un posto che ha 380 di capienza arrivare a 1.500 vuol dire che le condizioni non sono umane. Avere già oltre 100 esponenti delle forze dell’ordine è garanzia ma non possono fare miracoli. C’è il presidio dell’esercito e la videosorveglianza ma è indegno non offrire la giusta accoglienza a chi la merita. Non possiamo spalancare le porte all’Italia a tutti. Siamo qui a cercare di garantire diritti di tutti. Decideranno gli italiani il 25 settembre e se la Lega avrà più voti sarò io a indicare il presidente del consiglio. Al Viminale vogliamo che ci sia un uomo o una donna della Lega. Girerò l’Italia in questi giorni e porterò proposte non rispondendo agli attacchi di Renzi, Letta, Calenda. L’immigrazione è solo una parte del tema sicurezza che vuol dire anche mafia, discriminazioni ed evasione. Quando c’ero io all’interno posso dire che l’Italia, e lo dicono i numeri, era un posto più sicuro. Lampedusa è la porta d’Europa e non può essere campo profughi. Mi auguro che tra qualche mese questo centro possa essere chiuso. Al Ministero dell’Interno c’è qualcuno che non fa il suo lavoro e l’Italia non merita questo. Il mio obiettivo è quello di chiudere questi centri straordinari e regolare e qualificare il fenomeno. Chi ha diritto viene accolto, non certamente per terra su un materasso, e chi non ha diritto non parte neanche. Dal 25 settembre ci sarà un governo politico e se ci sarà il centrodestra come penso, e la Lega avrà più forza, faremo la nostra parte”.

foto ANSA

 

 

A Cefalù scoperta dai Carabinieri un’altra maxi truffa sul reddito di cittadinanza. 117 furbetti hanno ottenuto indebitamente dallo Stato circa 1.500.000 euro.

Ieri la Guardia di Finanza ha scoperto una truffa milionaria a Torino, dove oltre 300 cittadini romeni hanno percepito il reddito di cittadinanza dichiarando di risiedere nel capoluogo piemontese, e invece hanno vissuto all’estero. E’ stata accertata una truffa, a danno dei contribuenti italiani, da oltre 1.400.000 euro. Ebbene oggi i Carabinieri della Compagnia di Cefalù, in provincia di Palermo, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Termini Imerese altri 117 “furbetti” del reddito di cittadinanza, tutti residenti a Cefalù e dintorni, che hanno incassato indebitamente il beneficio dal novembre 2020 al maggio 2022. Tra di loro vi sono anche imprenditori e pregiudicati per mafia. Nella maggior parte dei casi la causa dell’illecito è stata la mancanza del requisito della residenza. Il danno stimato all’Erario, quindi ancora a beffa dei contribuenti italiani, è di circa 1 milione e mezzo di euro. I denunciati sono stati segnalati all’INPS per la revoca del sussidio. Il reddito di cittadinanza è stato promosso e sostenuto dal Movimento 5 Stelle, e approvato dal primo governo Conte con decreto-legge del 28 gennaio 2019 come misura di contrasto alla povertà. Avrebbe dovuto essere un sostegno economico finalizzato all’inserimento nel lavoro e all’inclusione sociale. Molti invece ne hanno approfittato rubando soldi allo Stato. Tra gli ultimi raggiri, uno è stato scoperto a Treviglio, in provincia di Bergamo, dove una persona ha dichiarato di essere padre di otto figli quando invece ne ha due. Moltiplicando il numero dei figli è riuscito a rientrare nei parametri Isee imposti per ottenere l’aiuto economico. Totò: “E io pago!”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

A notte fonda l’Assemblea Regionale ha approvato il disegno di legge sulle Variazioni di bilancio, ultima manovra della legislatura.

A conclusione a notte fonda di una maratona in aula, l’Assemblea Regionale siciliana ha approvato il Disegno di legge sulle variazioni di bilancio. Intorno alla mezzanotte è atterrato a Sala d’Ercole un maxi-emendamento del governo Musumeci, ovvero: comprendiamo in un unico provvedimento il tutto, o quasi, e approviamo subito. Alcuni deputati hanno storto il naso, soprattutto dell’opposizione, che ha tuonato: “E’ una manovra elettorale”. Il maxi – emendamento, con interventi per poco più di 400 milioni di euro, in ampia parte somme statali da destinare in altrettanta ampia parte ai Comuni di Palermo e Catania per l’emergenza rifiuti, è stato approvato intorno all’una e 30. Contiene norme proposte da governo e maggioranza ma anche alcuni emendamenti presentati dalle opposizioni, e prevede interventi per diversi comparti, dall’agricoltura al turismo, dalla sanità ad investimenti destinati anche ai Comuni siciliani, da somme necessarie al pagamento di stipendi a quelle per il bacino dei pensionati Asi. Quella della notte appena trascorsa è stata la prima maratona notturna dell’Assemblea durante la legislatura che volge al termine. Proprio ieri, nel corso della cerimonia del Ventaglio all’Ars, il presidente Gianfranco Miccichè ha sottolineato che negli ultimi cinque anni è riuscito ad evitare la ‘brutta abitudine’ (così l’ha definita) delle sedute notturne che avevano spesso caratterizzato i lavori d’aula del parlamento regionale in passato. Adesso, durante la notte, si è rammaricato così: “Abbiamo evitato sedute notturne fino ad ora. Proprio all’ultimo non ci siamo riusciti”.

Nuovo appuntamento nel chiostro del Museo Archeologico “Pietro Griffo” per il ciclo di spettacoli cinematografici a cura di Beniamino Biondi. Appuntamento giovedì 4 agosto alle ore 21:00, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

In proiezioni il film “In nome della legge” diretto da Pietro Germi, tratto dal romanzo autobiografico Piccola pretura del magistrato Giuseppe Guido Lo Schiavo e girato nella cittadina di Sciacca, in provincia di Agrigento.

 Guido Schiavi, un giovane magistrato di Palermo, viene inviato come pretore a Capodarso (che corrisponde nella realtà a Barrafranca, in provincia di Enna) e, per amore della giustizia e della legalità, si trova costretto a combattere contro varie ingiustizie sociali. Il suo zelo lo porterà a scontrarsi con un notabile, il barone Lo Vasto e contro la mafia, rappresentata dal massaro Turi Passalacqua e dai suoi uomini. Tutto ciò contornato da una realtà omertosa e fortemente diffidente che non fa che ostacolare il suo lavoro. Solo contro tutti, appoggiato unicamente da Grifò, il maresciallo della locale stazione dei carabinieri, e dal giovane amico Paolino (la cui barbara uccisione lo convincerà a rinunciare alle dimissioni appena presentate), condurrà fino alla fine la sua battaglia che consiste non solo nell’applicare la legge ma anche nell’insegnarne il valore.

Un “posto occupato” l’iniziativa dell’Ars cui ho partecipato… una sedia vuota per ogni donna che non c’è più.
Anche lì… nell’aula in cui seguiva le lezioni che l’avrebbero condotta al traguardo della Laurea in Medicina la sedia di Lorena è vuota.
Oggi proviamo a riempire il vuoto incolmabile che la sua morte ha portato con sé dedicandole un pensiero: l’istituzione di una borsa di studio in sua memoria.
Potranno beneficiarne studenti meritevoli che frequentano la sua stessa Università.
È stato, infatti, approvato in Aula e all’unanimità un emendamento alle variazioni di bilancio di cui sono prima firmataria con l’obiettivo di sostenere la formazione di giovani futuri medici iscritti all’Università di Messina.
Pur nella sua assenza, il posto di Lorena è lì, accanto ai suoi colleghi, lungo quei corridoi e in quelle aule, a vivere la vita e i sogni sul futuro che qualcuno le ha strappato via.

Lo dichiara l’on. Giusei Savarino di Diventerà Bellissima.

E sulla vicenda interviene anche l’on. Giovanni Di Caro che dichiara: “E’ un ottimo segnale da parte dell’Ars. Il via libera dell’Ars al finanziamento per l’istituzione della borsa di studio “Lorena Quaranta, la giovane di Favara barbaramente assassinata dal suo fidanzato, rappresenta un grande gest oper la sua memoria.

Il beneficio, sarà destinato agli studenti più brillanti del corso di laurea in Medicina dell’università di Messina, Ateneo quest’ultimo che ha concesso la laurea honoris causa alla sfortunata ragazza favarese.

L’iniziativa era stata avanzata dal deputato del Movimento Cinque Stelle all’Ars, Giovanni Di Caro, che dichiara: “E’ un ottimo segnale da parte di quest’assemblea nei confronti di un problema dalle dimensioni preoccupanti e un doveroso omaggio alla memoria di una promettente studentessa”.

A Caltanissetta un uomo di Licata di 50 anni ha tentato di entrare nel Tribunale dei minori con un coltello a serramanico nascosto all’interno del borsello. Il metal detector lo ha bloccato. Le guardie giurate hanno sequestrato l’arma, con una lama di 17 centimetri. Lui risponderà all’autorità giudiziaria di porto ingiustificato di coltello. Il licatese avrebbe dovuto visionare alcuni fascicoli relativi ad un processo.

Ad Agrigento, nel centro storico, un immigrato dalla Nigeria di 40 anni, ha picchiato violentemente la moglie, peraltro innanzi ai figli piccoli. Lei, nigeriana di 30 anni, è stata soccorsa in ospedale, al “San Giovanni di Dio”, a seguito dei tramuti subiti. Prognosi di 10 giorni. Lui è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per il reato di maltrattamenti in famiglia. La donna, probabilmente temendo ritorsioni, non ha denunciato il coniuge, ma i Carabinieri hanno proceduto d’ufficio.

Non accenna a placarsi l’ondata di sbarchi di migranti a Lampedusa. Gli ultimi 112 sono stati soccorsi a 12 miglia dalla costa dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. Il gruppo, composto da persone in fuga da Egitto, Siria, Bangladesh e Pakistan, ha viaggiato su una lancia libica di 12 metri partita da Zawiya in Libia. Il Centro d’accoglienza in contrada Imbriacola è ancora in ginocchio. Sono 1.655 i migranti ospiti a fronte di un massimo di 350. Sono in corso i trasferimenti organizzati dalla Prefettura di Agrigento, avvalendosi sia dei traghetti di linea che della nave “Novelli”, resa a disposizione dal ministero degli Interni.