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1.920 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 12.787 tamponi processati. Ieri erano 2.931. Il tasso di positivita’ e’ al 15%, in diminuzione rispetto al 16,7% ieri. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane.

Gli attuali positivi sono 149.827 con un decremento di 571 casi. I guariti sono 2482 e 9 le vittime che portano il totale dei decessi e’ di 11.801. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 850, in terapia intensiva sono 47.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 463, Catania 403, Messina 343, Siracusa 164, Trapani 155, Ragusa 140, Caltanissetta 80, Agrigento 136, Enna 36.

Improvviso e violentissimo: è stato il temporale che si è abbattuto sul capoluogo nisseno e sulla stessa San Cataldo nel pomeriggio di oggi. Poco dopo le 15 un’autentica bomba d’acqua s’è abbattuta imperversando per una buona mezzora.

In questo arco di tempo, la violenza del fenomeno atmosferico ha fatto si che si registrassero diversi alberi caduti (ad esempio a Caltanissetta in via Cavour) ma anche l’allagamento di alcune abitazioni, oltre a tombini che sono letteralmente saltati a causa della forza prorompente dell’acqua piovana. In pratica, quanto non era piovuto in termini di acqua in questi ultimi mesi, è letteralmente precipitato dal cielo in poco più di quaranta minuti.

Sono stati poco più di una ventina gli interventi che i Vigili del Fuoco hanno dovuto sostenere per allagamenti in abitazioni a Caltanissetta in viale Monaco e in via Due Fontane, mentre a San Cataldo, invece, allagamenti si sono registrati in via Babbaurra.

ilfattonisseno

Ripescata in cantina, spolverata per bene, ribattezzata. Automatic indexation come vuole l’UE,ma non è altro che la “vecchia” scala mobile. Un sistema di rivalutazione automatica delle retribuzioni dei lavoratori. La scala mobile venne introdotta in Italia durante la grande crisi del 1945. Un meccanismo di indicizzazione dei salari in funzione degli aumenti dei prezzi di merci.  Dopo la crisi di inflazione e prezzi di fine anni Ottanta, la “scala mobile” venne definitivamente soppressa il 3 luglio 1992 a firma Governo Amato. Con la cessazione della scala mobile, viene pagata solo l’indennità di contingenza maturata fino ad allora: in molti contratti collettivi. Dagli anni 2000 però l’indennità di contingenza è confluita in un’unica voce retributiva, insieme al salario base previsto dai contratti nazionali per ogni livello di inquadramento. In tanti non vedono di buon occhio l’obiettivo UE, a partire da Brunetta, il quale afferma: Chi vuole tornare alla scala mobile dice una stupidaggine, i lavoratori si tutelano con i contratti, con il welfare, con una buona Pa, con investimenti in capitale umano”

Per chi l’avesse dimenticato, Brunetta, è stato uno dei fautori, all’epoca del Governo Amato dell’abolizione della scala mobile. Continua Brunetta: “anche il salario minimo legale sarebbe un errore è contro la nostra storia di relazioni industriali e sindacali, poi dobbiamo pensare a tutelare meglio i più deboli”. I più deboli, quelli che fanno la fame, quelli appena poveri, quelli che Brunetta non ha mai incontrato. La povertà assoluta si misura proprio sui consumi, sulla capacità della famiglia di sostenere le spese essenziali per vivere, dal cibo all’affitto, dalle cure al riscaldamento. Una politica cieca, sconcertante e approssimativa, la quale disconosce il lavoro in nero, e cooperative “da strozzo” i contratti da quattro soldi, i turni spezzati, le categorie sottopagate, i vigilante a 5 euro l’ora, stage da 10 mesi a 3 euro, i camionisti 15 ore al giorno per 7 euro, lo sfruttamento dei braccianti, alle langhe alla Puglia. Per non parlare della ristorazione “super stellata” dove lo stage è di 200 euro a morire. La lista è lunga. Tutta colpa del reddito di cittadinanza? Nel silenzio più assoluto delle piazze, che ci auguriamo di  riempire a settembre, c’è chi corre:  la Germania ha approvato il nuovo salario minimo orario in due fasi: primo scatto da 9,82 a 10,45 entro luglio e un secondo scatto da 10,45 a 12 euro a ottobre. 

Ieri, festa della Trasfigurazione di N.S. Gesù Cristo, nella parrocchia dedicata alla Trasfigurazione del Signore in Palma di Montechiaro, l’arcivescovo mons. Alessandro Damiano ha annunciato l’ordinazione presbiterale di tre giovani diaconi e ha reso noti gli avvicendamenti pastorali.

L’arcivescovo si è recato a Palma per l’immissione canonica del nuovo parroco del Villaggio Giordano, don Calogero Sallì.

Al termine della celebrazione eucaristia, ha detto:

“Carissimi, vi annuncio con gioia che il prossimo 7 ottobre, memoria liturgica della Beata Vergine Maria del Rosario, in Cattedrale, ordinerò presbiteri don Salvatore Casà, della comunità ecclesiale di Raffadali, don Angelo Porrello, della comunità ecclesiale di Licata e don Marco Scirica, della comunità ecclesiale di Menfi”.

L’Arcivescovo ha, inoltre comunicato altri avvicendamenti pastorali che si aggiungono a quelli già comunicati lo scorso 19 giugno.

  • Don Giuseppe Anello — continuando a esercitare il servizio di economo del Seminario Arcivescovile — parroco della parrocchia San Giacomo di Comitini;
  • Don Gianluca Arcuri parroco dell’U.P. San Giovanni Battista – B.M.V. di Fatima di San Giovanni Gemini;
  • Don Mario Giuseppe Bellanca parroco della parrocchia S.Francesco d’Assisi di Aragona;
  • Don Rosario Bellavia parroco della parrocchia Ss. Redentore di Canicattì;
  • Don Ignazio Bonsignore si unirà al gruppo di missionari agrigentini a servizio dell’Amministrazione Apostolica del Sud Albania;
  • Don Marco Caruso eserciterà il ministero diaconale nella parrocchia B.M.V. del Carmine di Porto Empedocle;
  • Don Salvatore Casà eserciterà il ministero diaconale e — ordinato presbitero — sarà vicario parrocchiale dell’U.P. Sant’Antonio di Padova – B.M.V. del Transito – B.M.V. del Carmelo di Favara;
  • Don Angelo Cerenzia parroco della parrocchia B.M.V. delle Grazie di Agrigento;
  • Don Dario Fasone vicario parrocchiale dell’U.P. Maria Ss. Annunziata – B.M.V. del Carmelo – San Giuliano di Racalmuto;
  • Don Giovanni Fregapane vicario parrocchiale dell’U.P. San Biagio Martire – Sacra Famiglia di San Biagio Platani;
  • Don Antonio Gucciardo vicario parrocchiale della parrocchia B.M.V. dell’Itria di Favara;
  • Don Gioacchino La Rocca — mantenendo il servizio di vicario parrocchiale dell’U.P. Maria Ss. Del Buon Consiglio e Santa Croce di Porto Empedocle — collaboratore dell’Ufficio Beni Culturali e Edilizia di culto della Curia Arcivescovile;
  • Don Giuseppe Lentini — mantenendo il servizio di direttore dell’Archivio Storico Diocesano — vicario parrocchiale dell’U.P. B.M.V. Immacolata – B.M.V. Assunta di Agrigento;
  • Don Pastor Mgeni vicario parrocchiale della parrocchia San Gerlando di Lampedusa;
  • Don Gerlando Montana Lampo — mantenendo il servizio di direttore dell’Ufficio Amministrativo della Curia Arcivescovile — parroco dell’U.P. B.M.V. Immacolata – B.M.V. Assunta e rettore del Santuario di San Calogero di Agrigento;
  • Don Renato Nocera parroco dell’U.P. B.M.V. del Rosario – S. Antonio Abate di Castrofilippo;
  • Don Salvatore Piazza vicario parrocchiale della parrocchia San Gregorio di Agrigento;
  • Don Saverio Pititteri — mantenendo il servizio di cappellano dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento — amministratore parrocchiale della parrocchia San Giovanni Battista nella frazione San Michele di Agrigento ;
  • Don Angelo Luca Restivo parroco della parrocchia B.M.V. del Carmine di Sciacca;
  • Don Sergio Sanfilippo parroco delle parrocchie B.M.V. del Carmelo – San Rocco di Grotte;
  • Don Marco Scirica eserciterà il ministero diaconale e — ordinato presbitero — sarà vicario parrocchiale dell’U.P. San Domenico – San Diego di Canicattì;
  • Don Gioacchino Zagarrì parroco della parrocchia San Giuseppe Artigiano di Aragona;

Accompagniamo – ha concluso mons. Damiano – con la preghiera i presbiteri, i diaconi e le comunità coinvolte negli avvicendamenti. Grati al Signore per le prossime ordinazioni presbiterali continuiamo a pregare il “padrone della messe” perché continui a benedire la nostra Chiesa Agrigentina”.

Villaggio della Gioventù danneggiato da incendio a Raffadali, Di Caro (M5S): “Sono vicino alla comunità”
“L’incendio che ha interessato il Villaggio della gioventù a Raffadali, se è stato innescato dalla mano dell’uomo, è certamente un vile gesto che penalizza tutta la comunità che, in quel polmone verde, ha da sempre trascorso momenti di relax. Alle autorità spetterà adesso il compito di stabilire se si sia trattato di un rogo doloso, all’amministrazione comunale di Raffadali, giunga comunque la mia vicinanza e la invito a portare avanti il progetto di riqualificazione del parco urbano danneggiato dall’incendio”.
Così il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Di Caro interviene sul rogo di natura incerta che si è sviluppato a Raffadali nel Villaggio della Gioventù.

Lo scorso 22 luglio, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Palermo hanno provveduto al sequestro di oltre 24.000 confezioni e vaschette di gelati, del peso complessivo di 5mila chili, per un valore di circa 15mila euro (e non 40mila euro), a Palma di Montechiaro, in un’azienda che si occupa della produzione di gelati. Alla titolare dell’attività è stata elevata una sanzione amministrativa da 1.500 euro. E ciò a causa di una riscontrata mancanza di tracciabilità. Ebbene, il mancato tracciamento è stato dovuto all’assenza, per almeno una settimana, della segretaria addetta al tracciamento, costretta a casa a causa del covid. Rientrata in ufficio, ha subito provveduto al tracciamento della merce, peraltro perfettamente integra, commestibile e in ottimo stato di conservazione. Pertanto il sequestro è stato revocato.

I carabinieri del Nas di Palermo, nell’ambito dell’operazione denominata “Estate tranquilla 2022”, insieme ai Carabinieri di Agrigento hanno trovato e sequestrato all’interno di uno stabilimento balneare di San Leone 27 chilogrammi di prodotti ittici, dal valore di circa 800 euro, in cattivo stato di conservazione.

Al locale gli è stata anche elevata una sanzione amministrativa da mille euro per il mancato aggiornamento della registrazione sanitaria, in relazione ad una cabina dello stabilimento, impropriamente, adibita a deposito bevande, per questo è stata inviata una segnalazione all’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, per inadeguatezze igieniche dei locali.

La proprietaria, una cinquantenne residente ad Agrigento, è stata denunciata, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica, per l’ipotesi di reato di detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione.

Giornata di festa al Borgo Bonsignore, nel territorio di Ribera, nell’Agrigentino, dove sono nella fase conclusiva i lavori di recupero e restauro del Borgo realizzato nel 1940. Ad accogliere il presidente della Regione Nello Musumeci, accompagnato dall’assessore regionale alle Autonomie locali Marco Zambuto, c’erano il sindaco di Ribera Matteo Ruvolo, una delegazione del consiglio comunale e il soprintendente per i Beni culturali di Agrigento, Michele Benfari. Presenti anche il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, il commissario della ex Provincia, Raffaele Sanzo, la presidente della commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana, Giusi Savarino e le autorità militari. Il presidente durante la visita ha potuto constatare lo stato degli interventi completati, al momento, per due terzi.
«Abbiamo il dovere – ha sottolineato il presidente Musumeci – di recuperare l’edilizia pubblica. Questo è un immobile della Regione, guai se dovessimo abbandonarlo al suo destino. È un luogo che rappresenta una delle più importanti architetture rurali del Novecento, che stiamo recuperando. Tra gli obiettivi del governo c’è proprio la valorizzazione dei borghi rurali degli anni Trenta: ne stiamo riqualificando tre, Borgo Borzellino nella parte occidentale dell’Isola, Borgo Pietro Lupo in quella orientale e qui a Borgo Bonsignore, in Sicilia centrale. Qui può davvero crearsi una straordinaria occasione di incontri culturali, di iniziative legate all’agricoltura e al turismo. Dipende dalla buona volontà dei privati e dalla collaborazione, che sappiamo piena e convinta, dell’amministrazione comunale di Ribera. Il tutto deve avvenire nel rispetto assoluto della legge e in piena trasparenza». 
 
Partendo dalla chiesa, il governatore ha percorso il perimetro della piazza quadrata sulla quale si affacciano gli otto edifici in cui si articola il borgo: oltre al luogo di culto, anche il dispensario medico, la scuola, gli uffici dell’ente di bonifica e del podestà, la trattoria, l’ufficio postale e la caserma dei Carabinieri.
Gli interventi, finanziati con 2,2 milioni di euro dalla Regione Siciliana, sono stati portati avanti nel rispetto delle opere e dei materiali originari avvalendosi anche di un’analisi filologica e storica resa possibile dalla grande quantità di documentazione fotografica a disposizione. Nel caso della stesura degli intonaci si sono resi necessari degli studi sulle cromie. Gli otto edifici presentano infatti elementi artistici di pregio come gli affreschi del pittore Alfonso Amorelli, che abbelliscono la chiesa, e le formelle in terracotta a decoro della trattoria e della scuola realizzate dell’artista calatino Salvatore Alberghina. Lo stesso criterio è stato seguito per il rifacimento della pavimentazione della piazza che si concluderà nelle prossime settimane e per la quale sono state utilizzate mattonelle identiche a quelle esistenti e per la scelta dei pali dell’illuminazione.
 
Nel borgo, il presidente ha inoltre visitato la mostra “La città aurea” dedicata alla nascita della comunità e, in generale, all’architettura degli anni Trenta nell’Agrigentino. Successivamente, ha assistito al concerto a cura del conservatorio “Arturo Toscanini” di Ribera. Nel corso dell’evento è stato anche reso omaggio all’archeologo Sebastiano Tusa con l’interpretazione dell’attore Alfonso Veneroso su testo di Fulvia Toscano.
Il progetto che coinvolge Borgo Bonsignore prevede anche un’esposizione permanente per raccontarne la storia attraverso antichi filmati dell’archivio storico dell’Istituto Luce e fotografie d’epoca. Il piccolo centro fu realizzato nel 1940, su progetto di Donato Mendolia, dall’Ente nazionale per la colonizzazione del latifondo e venne intitolato ad Antonio Bonsignore, capitano dei Carabinieri di Agrigento, caduto in combattimento durante la campagna in Africa qualche anno prima.

E’ di due morti ed un ferito il tragico bilancio di un incidente stradale avvenuto questa notte, intorno alle 2,10 sull’autostrada Siracusa-Catania, nel tratto vicino allo svincolo di Augusta.

A perdere la vita sono stati due giovani, Giuseppe Armenio, 19 anni, Gabriel Fazio, 22 anni, entrambi di Augusta che erano a bordo di una macchina, una Bmw, mentre è in prognosi un trentenne, che era alla guida del veicolo.

Si sarebbe trattato di un incidente autonomo su cui sono al lavoro gli agenti della Polizia stradale.