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Un incidente lungo la strada statale 113 che collega Partinico ad Alcamo ha provocato la morte di un motociclista di 40 anni, Antonino Cernigliaro, di Piana degli Albanesi, che, per cause in corso di accertamento, si è scontrato con un camion, nei pressi del Baglio della Luna. Ricevute le prime cure da parte dei sanitari del 118 è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale Civico di Palermo dove è morto poche ore dopo il ricovero. Cernigliaro è stato sbalzato sull’asfalto dopo l’impatto con il mezzo pesante. I rilievi di rito sono stati compiuti dai Carabinieri della Compagnia di Partinico.

L’infermiere presunto killer di due pazienti arrestato a Catania è stato in cura da due psicologi. Loro si sono rivolti alla Procura dopo che gli ha raccontato dei due decessi.

Sviluppi nelle indagini dopo l’arresto dell’infermiere di 50 anni, Vincenzo Villani Conti, ammanettato a Catania perché indagato del duplice omicidio di due pazienti che sono stati ricoverati in un ospedale della città. Dagli accertamenti tecnici e tossicologici, disposti dalla Procura dopo la riesumazione dei cadaveri, è emersa la presenza di dosi massicce di Diazepam e Midazolam, farmaci controindicati per le patologie di cui avrebbero sofferto le vittime. Ebbene l’inchiesta sarebbe stata avviata a seguito delle denunce di due psicologi che hanno in cura l’infermiere Villani Conti. Loro hanno raccolto le sue confidenze, e hanno sospettato che fosse accaduto qualcosa di grave. E hanno raccontato tutto in Procura. Hanno denunciato che l’infermiere gli avrebbe riferito di essere “mosso da uno stato di preoccupante distacco emotivo maturato nei confronti dei pazienti a causa del comportamento vessatorio dei superiori”. Vincenzo Villani Conti, infermiere nel reparto di Medicina e Chirurgia d’accettazione e urgenza, avrebbe ucciso perché frustrato dopo essere stato trasferito da un reparto all’altro dell’ospedale, e in ultimo nel reparto in cui ha lavorato finora. E ha ritenuto tali trasferimenti una regressione nella professione. Secondo la Procura, l’azione criminosa dell’infermiere è stata premeditata e accuratamente progettata in tutte le fasi: si è rifornito dei farmaci nonostante non vi fosse una prescrizione medica, li avrebbe inoculati, non avrebbe indicato di avere compiuto l’inoculazione nelle cartelle cliniche, e avrebbe parlato dei due decessi ai suoi psicologi. Inoltre nella farmacia dell’ospedale non vi è un sistema di tracciabilità dei farmaci, e di ciò l’infermiere è stato a conoscenza. E quindi li avrebbe potuti sottrarre facilmente. Gli si contesta l’aggravante, oltre che della premeditazione, anche dei futili motivi. L’infermiere avrebbe agito indisturbato durante il turno di notte. Villani Conti avrebbe inoculato i farmaci con un dosaggio da due a cinque volte superiore alle dosi indicate.

La Procura conclude le indagini sulla morte di Cinzia Pennino a Palermo dopo una dose di AstraZeneca. Contestato l’omicidio colposo al medico vaccinatore.

A Palermo la professoressa Cinzia Pennino è morta dopo una dose del vaccino anti-covid AstraZeneca il 28 marzo del 2021 all’età di 46 anni. Adesso il medico che le iniettò la dose rischia di essere processato. La Procura di Palermo gli ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini, anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, per omicidio colposo. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Giorgia Spiri. Il medico attualmente è pensionato, e nel corso dell’interrogatorio ha respinto le accuse, spiegando che, vaccinando in quel periodo mediamente 80 persone al giorno, non ha alcun ricordo della vittima, e che comunque, nella scheda consegnata all’hub della Fiera del Mediterraneo, la paziente Cinzia Pennino non ha indicato di soffrire di alcuna patologia, non sollevando preoccupazioni. Secondo la Procura, invece, anche se due perizie avrebbero escluso il nesso di causalità tra la morte dell’insegnante e il vaccino, il medico vaccinatore avrebbe dovuto accorgersi che lei sarebbe stata affetta da “obesità severa evidente”, perché avrebbe avuto un indice di massa corporea superiore al valore di 35, ovvero 39,79. Dunque la donna avrebbe dovuto essere inserita tra le persone a rischio e ricevere l’altra tipologia di vaccini, Pfizer o Moderna. Il medico ha 20 giorni a disposizione per opporre contro-deduzioni, dopodiché la Procura formulerà la richiesta di rinvio a giudizio al Tribunale.

Pronta la maxi manovra a completamento della Finanziaria regionale approvata a maggio. In attesa di 813 milioni di euro sono diverse categorie. I dettagli.

I documenti contabili alla Regione sono ormai caratterizzati dalla corsa contro il tempo per l’approvazione definitiva. E non è una eccezione alla regola l’attesa maxi manovra correttiva, approvata dalla Giunta Musumeci, in settimana all’esame dell’Assemblea Regionale, e da approvare, secondo gli auspici, entro la fine del mese di luglio. L’assessore regionale all’Economia, e vice presidente della Regione, Gaetano Armao, ha lanciato sul tavolo un “tesoretto” di 813 milioni di euro, frutto di contributi da parte dello Stato e dello sblocco di somme precedentemente accantonate, a maggio, in attesa del semaforo verde da Roma appena acceso. In tal modo, dopo l’approvazione, sarà chiuso il cerchio per completare la Finanziaria approvata a metà maggio.

Più nel dettaglio, lo Stato ha garantito poco meno di 376 milioni di euro come contributo per la compensazione delle minori entrate a causa della pandemia covid. E poi altri 211 milioni necessari a fronte del disavanzo registrato fino al 2018. Il resto sono operazioni contabili, concordate fra Roma e Palermo. Nella relazione che accompagna il testo della manovra, Armao ha scritto che, fra le somme sbloccate adesso e ciò che è giunto da Roma durante l’approvazione della Finanziaria a maggio, il totale a disposizione del governo regionale è di 1 miliardo. I soldi sono destinati a diverse categorie della galassia regionale da finanziare. Dunque, i Comuni riceveranno gli ultimi 47 milioni di euro del budget previsto in Finanziaria. Poi, tra i precari storici, gli Lsu Lavoratori socialmente utili 15 milioni e 600mila euro, i Pip Piani di inserimento professionale 12 milioni e 800mila euro, e gli operai dei cantieri di servizi di Caltanissetta ed Enna 3 milioni e 500mila euro. Poi per il trasporto pubblico locale, ovvero gli autobus urbani ed extraurbani, la maxi manovra scongela 68 milioni e 500mila euro, e per i traghetti che collegano le isole minori altri 26 milioni e 800mila euro.

E poi, all’Istituto Vini e Oli di Sicilia 1 milione e 856mila euro, poi 1 milione all’Istituto per l’Incremento Ippico, poi 1 milione e 237mila euro all’Istituto Zootecnico, e poi 16 milioni e 900mila euro alla Sas Servizi ausiliari Sicilia. E poi più di 6 milioni di euro pioveranno su Parchi e Riserve, poi 9 milioni e 700mila euro per finanziare i corsi di formazione del cosiddetto “obbligo scolastico”, e 1 milione e 500mila euro per le scuole paritarie.

Per l’assistenza scolastica ai disabili la manovra paga gli ultimi 11 milioni e 200mila euro necessari a garantire la copertura dell’intero anno scolastico. E poi 4 milioni e 600mila euro agli Ersu Enti regionali per il diritto allo studio universitario, e 1 milione e 320mila euro ai Consorzi universitari. E poi si sbloccano altri finanziamenti spesso con impatto elettorale, ad esempio 1 milione e 258mila euro per le azioni di propaganda da parte delle Attività produttive, e 1 milione e 874mila euro per alimentare il bando che assegna i contributi della ex Tabella H. Citando alcuni casi: 520 mila euro a TaoArte e 93 mila euro alle Orestiadi.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

E’ morto durante la notte Domenico, il bambino di 4 anni figlio di una donna originaria di Lampedusa, vittima di una infezione da enterococco che sarebbe stata contratta in ospedale.

E’ morto all’ospedale pediatrico di Taormina il bambino catanese di 4 anni, Domenico, vittima di una infezione, un batterio intestinale, un enterococco che ha aggredito organi vitali, come cuore e reni. La madre, Ambra Cucina, originaria di Lampedusa ma residente a Catania, tramite i social e gli organi di stampa, ha invocato accertamenti, e paventa che si sia trattato di un caso di mala sanità. Lei ha denunciato che Domenico ha contratto l’infezione all’ospedale “San Marco” a Catania, dove è stato ricoverato per un disturbo intestinale. E, a seguito dell’applicazione di un sondino, avrebbe contratto l’enterococco. E’ stato trasferito al Policlinico di Catania e poi, in fin di vita, all’ospedale di Taormina. La madre aggiunge: “Mio figlio stava bene quando è stato ricoverato, quell’infezione si prende soprattutto negli ospedali”. La salma è stata sottoposta a sequestro da parte della Procura della Repubblica per gli esami necessari.

 

A Palermo è stata sfregiata la targa dedicata recentemente dal Comune al giudice Alfonso Giordano, presidente della Corte d’Assise allo storico maxi processo alla mafia alla fine degli anni ’80. Il sindaco Roberto Lagalla interviene così: “E’ più di un atto vandalico. E’ una grave offesa alla memoria del magistrato che ha presieduto il maxi processo alla mafia e a quella Palermo che, il giorno di quella storica sentenza, ha scritto una pagina indelebile nella lotta a Cosa Nostra. Ho subito provveduto ad attivare tutte le procedure per la sostituzione immediata della targa, per affermare che di fronte a questi gesti l’amministrazione comunale non si piegherà, né arretrerà mai di un passo nel contrasto alla criminalità organizzata”.

l gup del tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, ha ammesso al giudizio abbreviato il 37enne agrigentino Pietro Gucciardo, accusato di omicidio stradale, in seguito all’incidente in cui perse la vita Davide Ciulla, giovane carabiniere di Siculiana in servizio presso la Tenenza di Ribera, deceduto l’8 maggio dello scorso anno a Cattolica Eraclea. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Salvatore Pennica, ha ottenuto l’acquisizione di una perizia di parte.

Secondo l’ipotesi accusatoria, sostenuta in aula dal pm Gloria Andreoli, il 37enne avrebbe effettuato una svolta a sinistra in un tratto di strada in cui non era permesso. L’accusa però riconosce l’attenuante all’imputato, ovvero l’ipotesi di un sorpasso azzardato del motociclista.

La donna si sarebbe accreditata con i «clienti» come avvocato, affermando di avere conoscenze tra le alte cariche degli uffici giudiziari di Palermo. Proponeva l’acquisto di immobili a prezzi vantaggiosi. Chiedeva poi soldi per cancellare improvvise iscrizioni ipotecarie. Con questa procedura sarebbe riuscita in brevissimo tempo ad ottenere oltre 160 mila euro in contanti.

8.425 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 34.336 tamponi processati in Sicilia secondo il bollettino odierno. Il tasso di positività scende al 24,5%, il giorno precedente era al 29,5%. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 135.091 con un aumento di 6.081 casi. I guariti sono 3.751 mentre si registrano 21 vittime che portano il totale dei decessi 11.344. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 1033, in terapia intensiva sono 48.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 2.089 casi, Catania 1.783, Messina 1.772, Siracusa 942, Trapani 745, Ragusa 690, Caltanissetta 475, Agrigento 1.011, Enna 346.