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In un video su Istagram fa nomi e cognomi dei medici che ritiene colpevoli della morte di suo figlio (video)

 

Lei si chiama Lina Pierro, mamma di Vincenzo un bambino morto due anni fa dopo che – da quanto si evince dal racconto – nessuno dei medici che per mesi lo avevano visitato si sarebbero accorti che il piccolo aveva un tumore, un linfoma non hodgkin tipo T, scambiando ripetutamente la malattia per bronchite asmatica e adenoidi.

La signora Lina, in un video su Instagram racconta la sua storia e chiede di aiutarla a diffondere il racconto della tragedia vissuta e dell’agonia di suo figlio che – a suo dire – non si è salvato a causa della diagnosi sbagliata fatta al suo bambino sia da medici privati che da quelli ospedalieri del Santobono di Napoli.

Una vera e propria via crucis, per questa mamma e il suo bambino che stava sempre peggio, che oltre a non riuscire a respirare, era inappetente, perdeva peso rapidamente e che i medici continuavano a curare con il cortisone, farmaco che ben nascondeva la malattia. Ogni qualvolta però il ciclo di cura terminava, il piccolo Vincenzo stava sempre peggio.

Nell’agosto del 2019 il piccolo viene visitato  da uno specialista, un otorino, che parla di adenoidi.
La mamma si domanda come mai un mese di mare non abbia migliorato la condizione di suo figlio e le sarebbe stato risposto che “il medico è lui e che ha 30 anni di carriera”.

Vincenzo viene visitato anche dalla sua pediatra, che lo visita spesso, da quando è nato ma neanche a lei viene in mente di fare accertamenti più approfonditi. Al pneumologo che visiterà Vincenzo, un mese e mezzo prima di morire, la mamma racconta di aver fatto presente che il bambino ha i linfonodi ingrossati, ma sembrerebbe che neanche questo dettaglio per nulla trascurabile, consegnerà alla famiglia del piccolo la giusta diagnosi.

Di proprio iniziativa sarà la famiglia a sottoporre il piccolo ad una lastra che evidenzierà il collasso di un polmone.
Solo allora, tornati in ospedale, al piccolo sarà data la giusta attenzione, con la diagnosi nefasta. Ma sarà troppo tardi.

Il 1 aprile del 2020 i medici scoprono la massa tumorale, il 2 aprile il piccolo Vincenzo è in sala rianimazione, e ai suoi genitori viene detto che ha solo l’1% di possibilità di uscirne vivo. La mamma rassicura il piccolo che tornerà a casa, ma non potrà mai dirgli addio.

Questo il racconto fatto dalla signora Lina che commossa fa i nomi di tutti i medici che hanno visitato suo figlio, chiedendo di non affidare mai i proprio figli a quelle persone semmai ce ne fosse bisogno, considerato che sono stati gli stessi che hanno scambiato un tumore per adenoidi.

Aiutatemi a far conoscere la storia di mio figlio, per me non è facile fare questo video, e vi prego se capitate nelle mani di queste persone, non fategli toccare i vostri bambini 

 

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