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San Calò bastona i gufi; smentito chi presagiva una catastrofe durante la processione. Grazie a tutte le Forze dell’Ordine ed al Prefetto Maria Rita Cocciufa. Ed anche agli agrigentini

 

Qualcuno, nel solito delirante e accafonato video rivolto alla massima Istituzione di Agrigento, aveva persino invocato i caschi blu, i servizi segreti americani, il Kgb e i militari sparsi afghani.

Il tutto per fermare una sorta di ecatombe pronta a piombare sulla città di Agrigento a mezzogiorno esatte, cioè all’uscita dalla chiesa di San Calò di Giurgenti.

Il Santo Nero è uscito regolarmente, nessuna calca, nessuna rissa, nessuna scena raccapricciante. Agrigento ed il suo popolo si sono comportati egregiamente e precisamente come lo sceriffo dalla stella assai cadente non aveva pronosticato. Davvero una bella lezione di civiltà, educazione, senso del rispetto delle regole.

Si le regole. Causa Covid il Prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa ha organizzato la processione con alcuni restringimenti. Nessuno ha chiesto di salire nel simulacro per baciare e pregare anche per soli 10 secondi; come detto, tutti hanno rispettato le regole.

Non possiamo non fare i complimenti a Sua Eccellenza il Prefetto, Cocciufa, per la perfetta organizzazione della processione durante la quale tutto è andato per il verso giusto.

A dirigere l’orchestra sul campo l’esperienza messa a disposizione di un grande vice Questore, Cesare Castelli, oggi in quel di Licata ma vecchia conoscenza di agrigentini ed empedoclini per avere guidato il Commissariato di Frontiera in modo davvero eccellente. Nel pomeriggio un altro vice Questore, Angelo Cavaleri, non ha fatto rimpiangere l’ottimo Castelli permettendo così il regolare svolgimento fino all’arrivo della statua in via Garibaldi. Così come siamo certi che anche nel turno serale che spetterà al Commissario Capo Andrea Palermo tutto filerà liscio come l’olio.

Come non ringraziare anche le altre Forze dell’Ordine, il 118, i volontari; insomma tutti coloro che hanno contribuito a rendere perfetta una festa grazie anche alle difficoltà (previste) derivanti dal caldo assassino.

Certo, il rischio dei contagi esiste, impossibile negarlo. Ma lo stesso rischio si corre andando nelle pizzerie, nei ristoranti, nei bar, nei luoghi della movida, in via Atenea, a San Leone. Se qualcuno pensava (o voleva farci credere) che gli assembramenti della processione fossero più letali di quelli della movida, il tentativo è fallito miseramente.

In attesa di vedere i numeri dei prossimi giorni (se aumenteranno si dovrà dimostrare che sono tutti beccati nella processione e non nei ristoranti, nei pub, nelle pizzerie e così vi dicendo), facciamo ancora una volta i complimenti a coloro i quali si sono adoperati per la riuscita della festa più importante dell’anno (per gli agrigentini).

Chiamamu a cu n’aiuta, evviva San Calò!!!

 

1COMMENTO
  • Philips 4 Luglio 2022

    Direttù, ricorda a qualcuno che San Calò fa i miraculi, quelli veri

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