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Francesca Maggio, dal Corpo della Polizia Municipale ai fondali marini

 

Francesca Maggio, 55 anni di Mazara, agente di Polizia Municipale, con la passione di attività subacque relative alla archeologia. In passato si è occupata di scavi archeologici collaborando con il compianto Sebastiano Tusa, già assessore alla regione tragicamente scomparso alcuni anni addietro.

Ama tanto il mare e solo il papà in famiglia aveva la stessa passione. I fratelli hanno preso altre direzioni. Abbiamo avvicinato Francesca Maggio per sentire le sue impressioni dopo questo eccezionale ritrovamento.

Francesca come nasce la tua passione per il mare?

“Nasce nel lontano 2005 in quanto studente universitaria di archeologia navale. Ho iniziato li a muovere i primi passi per poi diventare un archeologo subacqueo. Sentivo che questa attività era la mia vera passione”.

Hai trovato prima di ieri altri reperti archeologici?

“Non ho fatto delle vere e proprie scoperte anche se in passato ho collaborato per recuperare alcuni reperti importanti presso altre sedi, non solo marine”.

Oggi sei “incappata” in une delle più importanti scoperte di reperti archeologici marini.

“Sono stata chiamata da Luca Mezzapelle, 17ennne di Mazara con la passione di snorkeling, cioè maschera, tubo, pinne in superficie pronto a scandagliare i fondali. Mi ha detto che nel corso di una sua incursione aveva intravisto su un fondale di circa 4 metri un’anfora. A quel punto ho chiamato un mio collega per fare delle foto e un video. Ho chiamato anche l’avvocato Walter Marino della Scuba School con il quale siamo stati sul posto e in effetti abbiano visto che si trattava di un reperto eccezionale. Subito dopo ho avvisato le autorità marine e da li il recupero di ben 4 anfore; una sola è in ottime condizioni, le altre hanno bisogno di restauro”.

Chissà quale gioia ti assale per una appassionata dopo una scoperta del genere?

“E’ sempre una emozione trovarsi davanti ad un reperto di questa portata eccezionale. Spero di trovarne ancora anche perché sono certa che i nostri fondali sono ricchi di reperti di ogni genere e soprattutto di grande importanza. Il Mediterraneo, come è ben noto, è stato la corsia preferenziale di innumerevoli navi da trasporto da tanti millenni. Le profondità nascondono reperti eccezionali mai venuti alla luce”.

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