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I poliziotti del Commissariato di Licata, coordinati dal vice Questore, Cesare Castelli, hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento un uomo di 50 anni per i reati di porto abusivo di armi, e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Sulla sua automobile è stato rinvenuto un coltello nel vano porta oggetti, e un altro coltello dentro un borsello, E poi un’ascia sotto il sedile anteriore. Alla domanda: “Coma mai?, lui non ha risposto alcunché.

Incidente stradale mortale a Cefalù, in provincia di Palermo. Lo scontro tra un’automobile Citroen, guidata da un giovane di 22 anni, e uno scooter ha provocato la morte di un uomo di 65 anni, Giovanni Lo Menso. Le indagini, tese a ricostruire la dinamica di quanto e perché accaduto, sono condotte dai Carabinieri. Il motociclista è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato all’ospedale “Giglio”, dove è deceduto a causa delle gravi ferite subite.

A Martina Patti, 23 anni, la donna che a Tremestrieri Etneo ha ucciso la figlia Elena di quasi 5 anni, le si contesta la premeditazione dell’omicidio e l’occultamento di cadavere. Secondo gli inquirenti non si è trattato di un delitto d’impeto. Lei ha condotto a casa la figlia dall’asilo, e l’ha accoltellata mortalmente. Poi ha chiuso il cadavere in diversi sacchi e lo ha abbandonato in un terreno incolto a circa 200 metri dall’abitazione, simulando il sequestro da parte di “tre uomini armati e incappucciati”, di cui non vi è alcuna traccia nei video dei sistemi di sorveglianza. Martina Patti avrebbe ucciso la figlia perché folgorata dall’affetto che sarebbe maturato nella piccola verso la famiglia dell’ex compagno, Alessandro Del Pozzo, di 24 anni, e, soprattutto, nei confronti della nuova compagna di lui. Si tratta di una ipotesi paventata dai Carabinieri. Lei ha solo confessato di avere commesso l’omicidio, ma non ha ancora spiegato il movente.

Maria Falcone commenta la sentenza appena emessa dalla Cassazione nel merito della strage di Capaci. E afferma: “La sentenza della Cassazione, che conferma l’imponente lavoro investigativo fatto dalla Procura coordinata da Sergio Lari e le condanne inflitte dai giudici di Caltanissetta ai boss Salvatore Madonia, Lorenzo Tinnirello, Giorgio Pizzo e Cosimo Lo Nigro, accerta pienamente le responsabilità di Cosa Nostra nella fase esecutiva della strage di Capaci, sancendo in via definitiva il ruolo del mandamento mafioso di Brancaccio. Il verdetto, inoltre, apre allo scenario della convergenza di interessi nell’attentato, prospettato nella sentenza della Corte d’Assise, sulla base di due elementi accertati dai magistrati: il ‘sondaggio’ che, ha raccontato il pentito Giuffrè, fu fatto da Cosa Nostra presso ambienti politici e imprenditoriali prima dell’attentato, e il diktat di Riina che, a marzo del 1992, disse ai suoi di fermare la missione romana che avrebbe dovuto eliminare Giovanni Falcone perché a Palermo c’erano cose più importanti da fare. Sono elementi che fanno pensare appunto a una convergenza di ambienti esterni alla mafia nell’interesse ad uccidere Giovanni. L’augurio adesso è che su questa strada si possa fare piena chiarezza sia sulla strage di Capaci che su quella di Via D’Amelio, che tanti punti oscuri ancora presenta”.

La Cassazione conferma la condanna all’ergastolo a carico degli ultimi imputati per la strage di Capaci. La Procura Generale contesta l’assoluzione di Tutino. I dettagli.

Il 18 settembre del 2008 la Cassazione ha condannato i mandanti della strage di Capaci, la Cupola di Cosa Nostra e gli esecutori materiali, tra cui Giovanni Brusca, che azionò il telecomando. Adesso, 30 anni dopo il 23 maggio del ‘92, la Cassazione martella il sigillo definitivo sulle condanne all’ergastolo a carico di altrettanti quatto imputati di avere partecipato alla organizzazione dell’attentato e di avere reperito l’esplosivo. Si tratta di Salvatore Madonia, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro e Lorenzo Tinnirello. Ed è definitiva anche l’assoluzione, come già in primo e secondo grado, di Vittorio Tutino, nonostante il Procuratore generale, Delia Cardia, avesse preteso l’annullamento della sentenza assolutoria e il rinvio ad una seconda Corte d’Appello.

Cardia, nel corso della requisitoria, ha definito Tutino “il soldato di mafia”, aggiungendo: “E’ uscito sempre prosciolto dal processo nonostante del suo attivismo nella stagione delle bombe abbia parlato Gaspare Spatuzza, il pentito che ha svelato i depistaggi nelle indagini sull’attentato a Paolo Borsellino e alla sua scorta. Nell’assoluzione di Tutino c’è stata da parte della sentenza di Appello una caduta totale di logicità nel metodo utilizzato, si è seguito un percorso tutto di facciata. Insomma, Tutino è ancora un’ombra da illuminare. I giudici di secondo grado si sarebbero fatti influenzare dall’assoluzione di Tutino emessa in primo grado, con una omessa valutazione di materiali decisivi e probatori sull’attivismo di Tutino anche nella strage di Milano. E poi ci sono le sentenze di Firenze che parlano della sua probabile partecipazione a tutti gli attentati, data la caratura del personaggio, uomo di fiducia dei Graviano. Lo dobbiamo a tutte le vittime di Capaci un nuovo processo a Tutino, per il suo ruolo credo che sia veramente mancata l’analisi delle emergenze processuali” ha concluso Delia Cardia. Gli imputati si sarebbero impegnati nelle operazioni di recupero del tritolo in mare, tramite il pescatore Cosimo D’Amato, e poi nella lavorazione dell’esplosivo mortale.

Poi, Salvuccio Madonia, boss di Resuttana, avrebbe partecipato alle riunioni a cavallo tra ‘91 e ‘92 in cui Cosa Nostra tracciò la strategia stragista e l’uccisione di Falcone. Salvino Madonia, assassino di Libero Grassi, poi si sposò in carcere il 23 maggio del 1992, il giorno della strage di Capaci. E tra i mafiosi si sarebbe commentato così: “E’ il regalo di nozze per Salvino”. Secondo la Procura di Caltanissetta, che ha imbastito il processo, furono solo i mafiosi a piazzare 500 chili di esplosivo sotto l’autostrada. Infatti, al processo sono state depositate anche le confidenze di Totò Riina ad Alberto Lorusso, registrate nel carcere di Opera a Milano. Le cimici hanno intercettato Riina che, passeggiando con il mafioso pugliese, ha ammesso: “Sono tante le fesserie dette sulla strage di Capaci. Hanno anche parlato di un aereo che ha bombardato la zona. Quante fesserie. Sono stato io che ho ordinato di prendere il T4, l’esplosivo, dal fondo del mare, e sono stato sempre io a farne mettere 150 chili in più nel cunicolo sotto l’autostrada, così saltava in aria meglio.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Nuovi agghiaccianti dettagli vengono alla luce sull’omicidio della piccola Elena del Pozzo di soli 5 anni. Ad aver confessato, dopo ore di interrogatorio è Martina Patti, la madre.

Secondo gli inquirenti il reale motivo che ha portato la donna ad uccidere la figlia ci sarebbe la gelosia; una gelosia che si sarebbe tramutata in furia omicida.

Durante la conferenza stampa degli inquirenti si è rimarcata la sua posizione: “fino a questa mattina, la signora Martina Patti, ha continuato  ad insistere sulla prima versione data nella primissima fase della vicenda, confermando piu’ volte l’avvenuto rapimento della figlia, versione poi smentita dalle attività investigative. Ha agito con premeditazione, vicino la salma sono stati rinvenuti una zappa e una pala che si sarebbe procurata prima dell’omicidio. La bambina è stata uccisa in casa, al suo indirizzo le sono state inferte coltellate plurime alla parte alta della schiena e all’altezza dell’orecchio”.

In ragione degli elementi raccolti, l’autorità’ Giudiziaria ha disposto il fermo dell’indagata,  l’abitazione è stata sottoposta a sequestro dove continueranno le attività d’indagine da parte della scientifica. Alla donna viene contestata l’omicidio premeditato e  pluriaggravato. Il cadavere e’ stato trasferito all’ospedale Cannizzaro per l’esame cadaverico.

Andiamo in ordine di tempo:

La sera prima (12 giugno) del finto rapimento, Elena, la vittima ha dormito a casa dei nonni paterni, in quella casa vi era anche il padre e la sua nuova compagna. Quest’ultima ha giocato e riso con Elena. “Probabilmente in quelle stesse ore la gelosia per la nuova vita dell’ex compagno e il timore che la figlia si potesse affezionare alla donna ha fatto maturare il diabolico piano che l’ha spinta all’efferato omicidio. In sintesi è questa la chiave di lettura che danno gli investigatori”.

Nella mattina del 13 giugno, Elena viene accompagna dalla zia paterna all’asilo. Alle 13, Martina Patti preleva la figlia dall’asilo, facendo una sosta per dare un saluto ad un amico. Alle 15.30  la donna riferisce telefonicamente del rapimento, per mano di tre uomini incappucciati,  all’ex compagno e ai suoi genitori. Subito dopo raggiunge l’abitazione dei genitori ed assieme si recano dai Carabinieri di Mascalucia a sporgere denuncia.

Nelle 24ore successive vengono acquisite le immagini della zona del presunto rapimento e vengono sentiti tutti i soggetti coinvolti compresi gli ex conviventi, la macchina investigativa segue tutte le piste plausibili. Ma alla luce degli elementi acquisiti il quadro è diverso; E’ una situazione non facile, è una famiglia non felice e la gioia della figlia Elena non era riuscita a compattare l’ormai ex coppia, ma che ha evidenziato caratteri di mancato rispetto reciproco.

Le immagini acquisite dagli impianti di video sorveglianza delle zone del presunto rapimento, hanno mosso alla signora Patti le prime contestazioni da parte degli investigatori. E’ emerso che nel punto indicato non era presente alcun commando armato, e in quell’ora c’è solo il transito della sua autovettura. L’intenzione della donna era quella di  scaricare le colpe sull’ex compagno, portando gli investigatori a valutarne la posizione, la donna riferì di alcuni avvenimenti giudiziari che lo avevano coinvolto nel 2020 e poi prosciolto.

Nella mattinata di oggi, 14 giugno, l’abitazione della donna dove viveva con la figlia Elena è stata passata sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori, in quella circostanza la signora non ha retto e ha fornito indicazioni sul luogo dove si trovasse il corpo della figlia. La zona è poco distante, 600m, dall’abitazione in un terreno incolto. Il cadavere della bambina era parzialmente interrato e occultato in 5 sacchi di plastica.

Dopo il ritrovamento della salma e in presenza del suo legale la sig.ra Martina Patti viene risentita dagli investigatori. Ha confermato di aver ucciso la figlia utilizzando un coltello, non fornendo il movente dell’insano gesto e di aver agito da sola.

 

Comincia ad avere un quadro più chiaro quello che sarà l’assetto amministrativo al Comune di Palermo.

Centrodestra unito e soprattutto Lagalla hanno dilagato nel Comune capoluogo che ha coinvolto i palermitani per il rinnovo degli organi politici.

Un premio straordinario lo ha raggiunto Totò Cuffaro, ex governatore della Sicilia e per il quale, in questa campagna elettorale, non sono state lesinate polemiche e anche insulti causati dal suo appoggio proprio al vincitore Roberto Lagalla.

Cuffaro ha brillantemente superato la soglia del 5% portando in Consiglio comunale ben tre esponenti della Nuova DC. Cuffaro, in proposito, ha dichiarato:  “Esprimo massima soddisfazione per il risultato raggiunto dalla DC; voglio ringraziare e complimentarmi con tutti i candidati in Consiglio comunale e nelle circoscrizioni. La DC è nata giovane e donna e da oggi ha una nuova classe dirigente”

 

Nelle ultime 24 ore, in Sicilia, registrati ben 3.675 nuovi casi positivi di Covid19, a fronte di 18.173 tamponi processati. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 757. Il tasso di positività sale al 20,2%. Emerge dal bollettino del Ministero della Salute di martedì 14 giugno.

I guariti sono 20.965, mentre le vittime sono 11, e portano il totale dei decessi a 11.072. Gli attuali positivi sono 45.955, con una diminuzione di 16.920 casi. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 573, in terapia intensiva sono 25.

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 1.104, Catania 1.044, Messina 356, Siracusa 445, Trapani 222, Ragusa 320, Caltanissetta 199, Agrigento 246, Enna 120.

Le tradizionali bancarelle che ogni anno fanno da corollario alla festa di San Calogero ci saranno.

A dare la buona notizia il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gerlando Piparo: “Dopo l’interlocuzuone avuta con Il Sindaco della città, Francesco Miccichè, e grazie alla collaborazione degli uffici preposti e dell’assessore al ramo Franco Picarella, siamo riusciti a trovare la quadra per consentire il regolare svolgimento del tradizionale mercatino delle bancarelle, annualmente presente nel periodo della festa, dando, così, a tanti lavoratori, la possibilità di esercitate la propria attività ed assicurando, dopo anni di stop dovuti alla pandemia, la piena fruizione di una festa a cui gli agrigentini sono tanto affezionati e per vedere la quale arrivano in città tantissimi turisti.

Le bancarelle potranno essere montate al Viale della Vittoria, Piazzale Saiseb e zone limitrofe”.

Con la conclusione delle operazioni di scrutinio per le elezioni Amministrative in Sicilia, il bilancio si rivela positivo.”
Questo il commento dell’On. Savarino, sul voto di rinnovo di 120 Comuni siciliani.
“A Palermo, il collega ed ex assessore del Governo Musumeci, Roberto Lagalla ha registrato una netta vittoria. Una vittoria, resa possibile anche dal generoso passo indietro di Carolina Varchi, che mostra la competitività in termini elettorali del centro destra unito.
In generale i risultati elettorali in Sicilia confermano la bontà della decisione di far confluire i candidati #db in un’unica lista con #FdI. Una scelta politica gradita alla nostra classe dirigente locale, che ha registrato un buon riscontro dai nostri elettori.” Prosegue Savarino che poi concentra la sua analisi sui risultati del territorio agrigento.
“Sono felice per la riconferma a Bivona del nostro Sindaco uscente Milko Cinà, un amico vero, che conosco da oltre vent’anni e con cui abbiamo affrontato fianco a fianco diverse battaglie per Bivona, e che è stato giustamente premiato dai suoi cittadini e quindi continuerà a lavorare per il bene della città con la dedizione e puntualità che da sempre lo hanno contraddistinto.
A Campobello di Licata si trovano ben 3 candidati in soli 36 voti e la nostra lista si piazza al secondo posto ottenendo 4 consiglieri comunali. In generale, durante lo spoglio si sono registrate lamentele con probabili futuri ricorsi per via di presunti errori anche sulla stampa della scheda elettorale.
Intanto, attendiamo i risultati a Villafranca Sicula dove si è registrato il clamoroso pareggio di Balsamo e Bruccoleri.
E infine, porgo i miei auguri a tutti gli eletti di questa tornata ai Consigli Comunali e mi congratulo con Stefano Castellino e Giuseppe Pendolino per gli ottimi risultati registrati a Palma di Montechiaro e Aragona”, conclude l’Onorevole.