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Gaetano Cani, ex deputato regionale canicattinese, è stato assolto, con la formula “per non avere commesso il fatto”, dai giudici della quarta sezione penale della Corte d’Appello di Palermo. L’ex parlamentare regionale, in relazione al procedimento penale per il reclutamento di docenti presso l’istituto scolastico paritario “Athena” di Menfi, è stato imputato di estorsione per averli costretti, secondo gli inquirenti, a firmare dimissioni in bianco e accettare compensi inferiori o inesistenti rispetto a quelli indicati in busta paga, pur di ottenere il relativo punteggio valido per le graduatorie. La Corte d’Appello di Palermo, accogliendo i motivi di appello formulati dai difensori, gli avvocati Lillo Fiorello e Antonino Reina, ribaltando la sentenza emessa dal Tribunale di Sciacca, ha accertato l’assoluta estraneità di Gaetano Cani alle accuse contestate.

Due milioni e mezzo di euro per i Comuni della DMO, Santa Elisabetta e Joppolo Giancaxio, capofila Sant’Angelo Muxaro. A tanto ammonta il finanziamento relativo al bando del 20 dicembre scorso, collegato all’investimento “Attrattività dei borghi storici” del PNRR. Obiettivo dell’intervento: la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici e, più precisamente, la “rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”.  “Abbiamo appreso con soddisfazione dalla comunicazione ufficiale che il progetto, a cui abbiamo collaborato come Distretto Turistico Valle dei Templi, è stato approvato e finanziato per 2.559.203,38 con un punteggio di 72. Siamo certi che questo intervento contribuirà allo sviluppo turistico del territorio –  commenta l’amministratore del Distretto turistico, Fabrizio La Gaipa -. Un plauso va anche al Comune di San Biagio Platani che, come Sant’Angelo Muxaro, ha già manifestato interesse ad aderire alla DMO sostenendo il progetto Costa del Mito. Queste azioni sinergiche dimostrano come, con un unico intento e con una regia condivisa si possa fare rete e realizzare progetti di sviluppo”. Il Distretto Turistico con il progetto finanziato contribuirà alla promozione, al marketing e alla comunicazione  dei luoghi di interesse. Inoltre, parteciperà alla creazione di sistemi di incentivazione finalizzati a motivare e stimolare la visita nei Comuni destinatari dell’intervento.

Con il caschetto protettivo alla scoperta del luogo deputato all’acqua, una vera cattedrale immemore al tempo, dove ci si troverà catapultati all’indietro ai tempi dell’antica Akragas. Riapre infatti al pubblico l’antico ipogeo Giacatello, chiuso da otto lunghi anni, il luogo da cui si dipartono gli antichi acquedotti. Si potrà scendere in profondità con l’aiuto degli speleologi di Agrigento Sotterranea e seguendo gli archeologi di CoopCulture: per ritrovarsi in un ambiente perfettamente conservato, una vera opera di ingegneria idraulica totalmente scavata nel banco di roccia; un esempio antico di sostenibilità e di rispetto dei popoli del passato verso la terra e le sue risorse visto che da qui sotto si diramano i diversi acquedotti in uso all’epoca di Akràgas e Agrigentum. E’ un vasto ambiente quadrangolare, alto poco più di 2 metri, puntellato da 49 pilastri disposti su più file.  Dalle dodici aperture del tetto, funzionavano i pozzi per prelevare l’acqua. Al suo interno confluisce, da nord ovest, un acquedotto, mentre dall’angolo di sud-est parte un cunicolo tortuoso che sfocia nel vicino torrente San Leone. Originariamente l’ipogeo Giacatello era una cisterna che apparteneva alla complessa rete di acquedotti di Akràgas che, secondo la tradizione, fu progettata dall’architetto Feace e realizzata sfruttando la manodopera dei prigionieri cartaginesi dopo la sconfitta di Himera (480 a.C.); con i romani, divenne un deposito di grano.

Dopo il grande successo delle Giornate dell’Archeologia – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – ecco un nuovo appuntamento per scoprire uno dei segreti meglio conservati della Valle dei Templi. Un luogo fra i più interessanti per la sua unicità: un nuovo percorso di visita che permetterà di scoprire la zona di Colle San Nicola, vero cuore pulsante delle attività religiose e civili della greca Akràgas e della romana Agrigentum. Un impegno mantenuto”. Pronto infatti il nuovo percorso di visita: per la sua inaugurazione, è stata organizzata domani (domenica 26 giugno) alle 17, una visita gratuita condotta dagli operatori archeologi di CoopCulture, che coinvolgerà gli speleologi dell’associazione Agrigento Sotterranea, giovani professionisti che dal 2014 si occupano della valorizzazione del patrimonio ipogeo.

“Aggiungiamo un nuovo tassello alle visite al Parco archeologico della Valle dei Templi – interviene il direttore Roberto Sciarratta – riconsegnando alla comunità agrigentina e ai turisti, un luogo straordinario chiuso da troppo tempo, che permette di raccontare il rapporto di grande rispetto che gli antichi avevano nei confronti della natura”. Ma non sarà l’unico, presto renderemo fruibili altre aree uniche”.

Il percorso inizierà dal chiostro del Museo archeologico Pietro Griffo: sarà possibile osservare da vicino l’area dell’Ekklesiasterion (il luogo in cui si riunivano in assemblea i cittadini che avevano diritto al voto) e del cosiddetto Oratorio di Falaride, il piccolo edificio religioso posto su un vero e proprio podio con tanto di scala. I visitatori poi raggiungeranno l’Agorà superiore dove gli archeologi parleranno di questi antichissimi luoghi di culto, e mostreranno  il Bouleuterion ellenistico (poi trasformato in Odeon), indicando le trasformazioni a cui fu sottoposto il santuario ellenistico-romano. Il momento più suggestivo dell’esperienza sarà di certo scendere nell’ipogeo Giacatello, dotati di protezioni adeguate per svolgere la visita in completa sicurezza. Dopo l’inaugurazione, la visita all’ipogeo Giacatello sarà a disposizione su prenotazione.

“Le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Regionale siciliana e per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione alle quali saremo chiamati in autunno rappresentano un nodo cruciale per il futuro della Sicilia e dei siciliani. Dalle scelte che faremo dipenderà parte di quel riscatto che ci deve portare a una visione del futuro che non sia fondata sulla gestione del bisogno e della miseria ma sulla creazione di reali opportunità di crescita e sviluppo.

La fine ingloriosa dell’esperienza di governo del centro destra targata Musumeci lascia in eredità una Sicilia più povera economicamente, con tante emergenze irrisolte, con riforme naufragate e impugnate,  con i comparti agricoli e della pesca in ginocchio, una sanità allo sbando, una disoccupazione galoppante e una condizione di fragilità infrastrutturale –  imputabile essenzialmente a ritardi, incapacità e inefficienze – che rappresenta un ostacolo alla crescita e alla sostenibilità delle piccole e medie imprese.

Di fronte alla straordinaria crisi economica e alle ripercussioni della pandemia che ha tagliato le gambe all’intero assetto socio-economico della Sicilia, in particolare a quello della provincia di Agrigento che più di altre avverte la condizione di marginalità geografica ed economica, è venuto il tempo delle scelte e di guardare avanti con senso di responsabilità.

Tornare ai valori, alla forza delle idee, al confronto, alla partecipazione, alle pari opportunità non è un auspicio ma un incombente necessità per non rimanere ancora ostaggio di opportunisti, voltagabbana e di personaggi furbi e senza scrupoli che ignorano le istanze dei territori e i problemi reali dei cittadini.

“Servire Agrigento” è una voce libera e alternativa rispetto ad un modo di fare politica sempre più proteso agli interessi di bottega che dimentica i territori, gli ultimi, i più deboli e mortifica aspettative e speranze. In questi due anni stiamo mettendo testa e cuore per difendere la provincia di Agrigento da malefatte, negligenze e ingiustizie rilanciando la necessità che abbiamo bisogno di infrastrutture, scuole, strade, ferrovie e posti di lavori come premessa per qualsiasi modello di sviluppo.

In questa ottica gli amministratori, i professionisti, i giovani che si riconoscono nel Movimento politico “Servire Agrigento” hanno ritenuto di sposare con convinzione la candidatura alle Presidenziali del centro sinistra del magistrato ed europarlamentare del Partito Democratico, on. Caterina Chinnici.

Una candidatura autorevole e credibile che rappresenta il passo iniziale di un nuovo percorso che deve portare il centro sinistra a vincere le elezioni regionali. Le macerie lasciate dal governo Musumeci impongono un cambio di passo netto, forte e deciso per affrontare le tante sfide che ci attendono e restituire speranze e attese al popolo siciliano guardando con rinnovato slancio progettuale alle opportunità di sviluppo offerte dai fondi del PNRR ed europei.

In una terra straordinariamente bella e incredibilmente smemorata, dove i diritti sono sempre più violati, dove si assiste ad una inarrestabile fuga di giovani siamo pronti ad impegnarci e a fare la nostra parte con coraggio e determinazione per riprenderci ciò che è nostro ma che ci è stato negato da governi non sempre all’altezza e da un ceto politico che in provincia di Agrigento si è rivelato al di sotto di qualsiasi aspettativa”.

Lo dichiara il coordinatore provinciale di Servire Agrigento Raoul Passarello.

La LegaCoop Sicilia Coordinamento Agrigento – Palermo – Trapani, tramite il coordinatore Domenico Pistone e il presidente Filippo Parrino, rivolge solidarietà alla cooperativa “Rosario Livatino”, appena vittima di un attentato incendiario in una sua coltivazione di grano su un terreno confiscato alla mafia a Naro. Pistone e Parrino aggiungono: “Siamo sgomenti e preoccupati per l’ennesimo incendio che colpisce i terreni gestiti dalla nostra cooperativa. La lotta alla mafia e la costruzione di una Sicilia solidale e libera costituiscono per il movimento cooperativo siciliano una delle ragioni principali del nostro quotidiano impegno. Nel riporre fiducia nell’operato delle forze dell’ordine alla ricerca dei responsabili, LegaCoop è stata e sarà sempre al fianco della cooperativa ‘Livatino’. Ne incontreremo martedì prossimo i soci per valutare le iniziative a sostegno”.

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Fulvia Veneziano, ha assolto Angelo Marco Sortino, 38 anni, e Calogero Strincone, 36 anni, entrambi di Licata, imputati dell’attentato incendiario, risalente all’8 maggio del 2016, a danno della villa, in quel tempo disabitata, di proprietà di Rosario Cambiano, padre dell’ex sindaco di Licata, Angelo Cambiano. Sortino e Strincone, difesi dagli avvocati Giuseppe Glicerio e Francesco Lumia, sono stati arrestati dopo la visione dei video degli impianti di sorveglianza. Hanno sempre respinto le accuse.

L’Italgas, intorno a cui ruota l’inchiesta della Procura di Agrigento sull’esplosione a Ravanusa, bonificherà l’area della strage. Gli interventi della società a fronte delle polemiche ricorrenti.

Lo scorso 30 dicembre, dieci persone, tra vertici nazionali e regionali di Italgas, sono state iscritte sul registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Agrigento nell’ambito dell’inchiesta sull’esplosione del precedente 11 dicembre a Ravanusa che ha provocato la morte di 9 persone, tra cui Selene Pagliarello, incinta al nono mese e prossima al parto di Samuele. Il fascicolo, che ipotizza i reati di disastro colposo ed omicidio colposo plurimo, è stato avviato come atto dovuto per eseguire, come avvenuto nel tempo successivo, un incidente probatorio, e quindi irripetibile, nel luogo della tragedia. Ebbene, nel frattempo, adesso, come annunciato dal sindaco, Carmelo D’Angelo, l’Italgas ha deciso di accollarsi tutti gli oneri per il ripristino delle condizioni di sicurezza e per la rimozione delle macerie degli immobili distrutti dallo scoppio in via Trilussa. Il Municipio ha quindi autorizzato formalmente Italgas Reti S.p.A. a procedere, a proprie cure e spese, alle opere nell’area compresa tra le vie della Pace, Galileo Galilei, Ciceruacchio e delle Scuole. Saranno demoliti, qualora non vi sia altra alternativa, i fabbricati pericolanti, e saranno rimosse le rovine già sul posto e quelle provocate dalle demolizioni. Il tutto è stato sancito nel corso di un’apposita riunione tra il Comune, Italgas, e Incico, una società di ingegneria incaricata da Italgas di redigere il relativo progetto presentato lo scorso 3 giugno. La prima tappa è l’allestimento di un’area di cantiere, ad ampio raggio, nella zona del disastro. A fronte delle polemiche che all’indomani della strage si sollevarono rabbiose nel merito di asserite segnalazioni da parte dei residenti di fughe di gas, l’Italgas, il 14 dicembre, intervenne così: “In merito alle notizie diffuse relative a dispersioni di gas segnalate nell’abitato di Ravanusa, Italgas Reti precisa di aver ricevuto tre segnalazioni riguardanti le vie Calabria, San Francesco e Galileo Galilei. A seguito di verifiche, per due di esse non sono state rilevate alcune perdite. Per una terza i tecnici hanno provveduto alla sostituzione di un breve tratto di tubazione di piccolo diametro, posto al limite della sede stradale. Le segnalazioni sono state tutte verificate ampliando il controllo della rete anche a tutte le vie limitrofe”. E poi, sulle asserite carenze di manutenzione Italgas replicò così: “Sulla base di quanto registrato nei sistemi aziendali, non vi è evidenza di lavori eseguiti sulla rete stradale, ma unicamente interventi ordinari, di routine, eseguiti su contatori domestici e su alcune valvole stradali da eseguire con cadenza periodica. Tali interventi si sono svolti nell’abitato di Ravanusa in vie distanti dal luogo dell’evento. Gli interventi effettuati rientrano tra quelli ciclici di manutenzione programmata, sono riferiti alle verifiche di manovrabilità delle valvole di rete e non comportano interventi sulle tubazioni. Essi consistono nelle seguenti operazioni: ispezione e pulizia del pozzetto, ingrassaggio della valvola, e verifica di manovrabilità della valvola”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Non solo il pesce ma anche 4 kg di carne e verdure.

E’ questo il prodotto sequestrato da parte dei Carabinieri del nucleo Tutela per la salute ad un noto stabilimento situato nel viale delle Dune a San Leone nel corso di un controllo che fa parte di una serie di ispezioni che i militari del Nas stanno effettuando a tappeto in tutta la provincia denominata “Estate tranquilla”.

Dopo l’ispezione igienico-sanitaria che ha portato al sequestro del cibo, i militari hanno anche elevato una multa al proprietario dello stabilimento di 1500 euro.

 

 

Lavori di manutenzione straordinaria nella galleria Lercara, sulla linea Palermo-Agrigento. Sono previsti da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) dalle 22 di oggi fino alle 5 di lunedì 27 giugno.

Per consentire gli interventi sarà sospesa la circolazione ferroviaria fra le stazioni di Roccapalumba e Agrigento, e garantito un servizio sostitutivo con bus.

Informazioni di dettaglio sono consultabili in stazione e sul sito web dell’Impresa ferroviaria.