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Forum Siciliano dei Movimenti per l’Acque e i Beni Comuni scrive all’Ati e all’Aica: “La gestione pubblica di Aica non edve essere ostaggio di nessuno”

 

Registriamo con forte preoccupazione una conflittualità sia tra i Sindaci della ex Provincia di Agrigento che tra gli organismi deputati ad assicurare che la gestione pubblica e partecipativa di AICA, l’Azienda Speciale Consortile di proprietà dei Comuni agrigentini nata dopo il fallimento di Girgenti Acque per le note vicende malavitose e di malagestione legate a quella infausta stagione.

Preoccupazione amplificata da una serie di segnali che sembrano voler prefigurare un fallimento annunciato e, temiamo, auspicato da chi vorrebbe far tornare i privati a lucrare e speculare sul Bene Comune primario. Noi non lo permetteremo!!

Innanzitutto riteniamo gravissimo il fatto che l’Azienda sia ancora priva della figura del Direttore sebbene la nomina sia stata deliberata dall’Assemblea dei Sindaci; sarebbe gravissimo, se rispondesse al vero, che il Direttore nominato non può prendere servizio perchè non ha ricevuto dalla Regione il nulla osta necessario; sarebbe l’ennesimo attacco del Governo Musumeci all’Acqua Pubblica ed al rispetto della legge regionale 19/2015 vigente ricordando a tutti che:

all’art.1 si definisce l’acqua “bene comune pubblico non assoggettabile a finalità lucrative”;

all’art.2 “la legge si prefigge l’obiettivo di definire i principi per la tutela, il governo pubblico e partecipativo della gestione delle acque… e disciplina altresì funzioni e compiti per il governo pubblico del ciclo integrato dell’acqua”;

l’art.4 comma 1 afferma che “la gestione del SII è realizzata senza finalità lucrative”.

Grave, anche alla luce delle sentenze del TAR e del CGA promosse dalla stessa ATI di Agrigento che ha dichiarato illleggittime le tariffazioni di Siciliacque, che tutti gli organi preposti non abbiano ancora dato attuazione, mettendo in campo le azioni necessarie, al comma 5 dell’art.3 che recita: “la gestione dei sistemi acquedottistici relativi al servizio idrico integrato, dei servizi e delle opere idriche di captazione, di accumulo, di potabilizzazione e di adduzione, individuati nel piano regolatore degli acquedotti, è affidata ai gestori del servizio idrico integrato in ciascun Ambito territoriale ottimale, così come individuati al comma 1.” In soldoni significa che Siciliacque deve cedere le reti e gli impianti ad AICA, quindi risparmiare gli 11 milioni di euro per l’acquisto di acqua all’ingrosso.

Riteniamo altrettanto grave la mancata erogazione dele somme del prestito ponte regionale di 10 milioni di euro, che alcuni Comuni si ostinano a non voler girare ad AICA.

Bisonga al più presto che AICA abbia piena operatività gestionale uscendo dall’affitto del ramo d’azienda della fallita Girgenti Acque.

Occorre che la Consulta delle Associazioni, sia costituita al più presto con le caratteristiche proprie degli organismi partecipativi  a norma di Statuto e di atto d’indirizzo dell’Assemblea di AICA, con la verifica dei requisiti di coloro che hanno fatto richiesta di parteciparvi, escludendo chi non ha partecipato al processo di ripubblicizzazione. Fuori da meccanismi e logiche di maggioranza e minoranza, ma attraverso il metodo del consenso che consenta di svolgere un ruolo di proposta, vigilanza e controllo a garanzia di una gestione pubblica efficace, efficiente ed economica.

Tutti sono chiamati in causa, ognuno deve assumere la responsabilità che gli compete con la massima responsabilità e trasparenza, attuando la legge vigente e rispondendo esclusivamente agli interessi delle comunità che amministra ed a nessun altro oscuro interesse ancora in campo, perché AICA è un Bene Comune e vigileremo nei confronti di tutti affinché possa dimostrare di poter funzionare al meglio pronti a denunciare ogni malversazione e tentazione di ritorno al passato.

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