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Agrigento: al via la mostra Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani

 
La sala Fazello del museo archeologico regionale Pietro Griffo di Agrigento, ha ospitato, stamani, la conferenza stampa di presentazione della mostra itinerante “Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani”, curata da Ilaria Bernardi, in programma dal 5 giugno (prima domenica del mese con ingresso gratuito al museo) al 4 settembre.
Al museo ogni sabato si terranno attività educative gratuite, offerte dall’Associazione Genesi: si terranno due visite guidate, una alle 11:30 e una alle 15, e un workshop partecipativo alle 17.
Organizzata dall’associazione Genesi in collaborazione con il FAI – Fondo Ambiente Italiano, la mostra si snoda tra il Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo” e la Biblioteca Lucchesiana.
Al Griffo la mostra si sviluppa nelle sale e all’interno della Sala Zeus stessa, dove è custodito l’unico esemplare intero di Telamone.
Questi spazi accolgono le opere delle sei sezioni tematiche individuate nella Collezione Genesi, attraverso le quali questi lavori esprimono il loro messaggio legato alla difesa dei diritti umani.
Al fine di indurre i visitatori a scoprire il patrimonio storico e culturale del proprio territorio, Progetto Genesi sceglie di esporre una delle più rilevanti opere della Collezione, Becoming (2015) di Morteza Ahmadvand, presso la Biblioteca Lucchesiana, scelta in quanto in precedenza è stata spesso parte delle Giornate del FAI che ad Agrigento dal 1999 ha in concessione il Giardino della Kolymbethra.
La mostra itinerante individua all’interno della Collezione Genesi sei principali sezioni tematiche nelle quali questo messaggio viene declinato dalle opere: La memoria di un popolo: le tradizioni e la storia di ogni comunità come memoria collettiva da preservare in quanto elemento identitario fondamentale; Un’identità multiculturale: identità molteplici e l’importanza del dialogo, dell’interscambio e del rispetto reciproco tra culture; Le vittime del Potere: le violenze perpetrate o tollerate, in alcune aree del mondo, dagli stessi governi sui propri cittadini, vittime di costrizioni, censure, genocidi, guerre, sfruttamento; Il colore della pelle: i pregiudizi e le ingiustizie che colpiscono le persone sulla base del colore della pelle negli Stati Uniti; La condizione femminile: il ruolo della donna all’interno di contesti, privati o pubblici, in cui la supremazia maschile è ancora presente; La tutela dell’ambiente: i danni causati dalle attività umane all’ecosistema e l’urgenza di preservare l’equilibrio tra umano e natura mediante uno sviluppo sostenibile.
“La Collezione – afferma Ilaria Bernardi – è stata voluta da Letizia Moratti che ne ha affidato la curatela a Clarice Pecori Giraldi. Il criterio principale per darle vita è stato quello di individuare opere che da un lato parlassero delle più urgenti e attuali questioni sociali, dall’altro fossero capaci di dare una speranza, una via di uscita dai drammi del nostro tempo. L’opera di Alfredo Jaar, ad esempio, mostra due bambini di spalle che si abbracciano mentre sullo sfondo si sta compiendo il genocidio del Ruanda del 1994: la scelta di mettere in primo piano quel gesto di solidarietà e di sfocare il dramma sullo sfondo è emblematico dell’approccio con cui sono state selezionate le opere della Collezione Genesi”.
Così il capo delegazione Fai Agrigento Giuseppe Taibi: “E’ importante che tutto ciò avvenga anche ad Agrigento in quanto Agrigento è la “Porta d’Europa” ed è frequentemente interessata da fenomeni migratori. Migrazioni che oggi avvengono anche a causa della crisi climatica. Proprio da Agrigento sono partiti messaggi importanti sul tema dell’accoglienza e del soccorso in mare, messaggi  diretti all’intera Comunità Europea e non solo. La Magistratura agrigentina ha, infatti, recentemente ribadito che “è un dovere il soccorso in mare” giudicando ad esempio il caso di Carola Rackete”.
La Mostra Genesi è visitabile fino al 4 settembre 2022.
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