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Un momento di confronto e di conoscenza. È quello che si è tenuto nei giorni scorsi nella sala giunta del Comune di Agrigento, tra una delegazione dell’Associazione tante case, tante idee, e l’amministrazione comunale. A ricevere i rappresentanti dell’associazione, che si occupa di turismo e di strutture ricettive, sono stati il sindaco, Francesco Miccichè, l’assessore comunale Francesco Picarella, il vicesindaco Aurelio Trupia e l’assessore al centro storico, Valeria Proto. “E’ stata l’occasione per sviscerare diverse problematiche – dicono i rappresentanti dell’associazione- dovuti anche agli effetti del lockdown imposto dai governi per fare fronte alla pandemia da Covid-19. Risulta difficile allo stato attuale provare a immaginare percorsi di recovery di fronte ad uno scenario che muta quotidianamente. Ciò nonostante, proviamo a costruire qualche breve riflessione sulle possibili vie d’uscita alla crisi del settore. Questi incontri sono fondamentali per molti aspetti, da un lato ci consentono di affrontare insieme a chi governa la città le criticità ancora non emerse e, dall’altro di ascoltare le proposte. Su molte delle difficoltà emerse, l’ amministrazione ha detto di essere a lavoro ma, come da loro stessi riferito, i tempi burocratici si scontrano con le esigenze del territorio e, soprattutto, con quelle di chi lavora nel settore del turismo. La collaborazione delle associazioni e dei singoli cittadini è fondamentale per dare risposte in tempi più brevi – continuano i componenti di tante case, tante idee – . Da parte nostra siamo contenti di essere stati accolti e ascoltati da diversi componenti della giunta comunale, presenti per alcuni minuti anche due consiglieri, Angelo Vaccarello e Gerlando Piparo.” Seguiranno altri incontri “intanto ci aspettiamo – si legge nella nota diffusa dall’associazione – che si dia seguito ad alcune soluzioni proposte, a cominciare dalla pulizia dei luoghi della movida, le spiagge, il lungomare, la regolamentazione del traffico, tutto per affrontare nel miglior modo possibile la stagione estiva già entrata nel vivo. La giunta comunale ha preso degli impegni, non solo nei nostri confronti, ma dell’intero comparto turistico. Noi ci impegneremo a continuare a trasmettere a chi governa, istanze e segnalazioni”.

Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 7 anni di reclusione Alexandru Zamfirache, 62 anni, originario della Romania, residente a Canicattì, imputato di tentato omicidio a danno della moglie, commesso durante la fase di separazione. Il romeno è stato invece assolto dalle contestazioni di violenza sessuale e maltrattamenti. Il 7 febbraio del 2020 lui colpì con tre coltellate la donna, gravemente ferita e ricoverata in ospedale in prognosi riservata.

Maxi retata antimafia a Palermo nel mandamento di Brancaccio e Ciaculli. Arrestati 31 indagati. I dettagli sulle ipotesi di reato contestate. L’intervento del Giudice per le indagini preliminari.

Nel mirino dei Carabinieri e dei poliziotti della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura antimafia di Palermo, è stato il mandamento di Brancaccio e Ciaculli. In carcere 29, e altri 2 indagati sono agli arresti domiciliari. Gli si contestano i reati di mafia, droga, armi ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso.

Le indagini sono state avviate nel 2019. L’obiettivo è stato stroncare la riorganizzazione delle famiglie mafiose del mandamento. Sarebbero stati identificati i probabili vertici, gregari e soldati. Tra gli arrestati vi è Antonio Lo Nigro, 43 anni, cugino di Cosimo Lo Nigro, detenuto all’ergastolo, che fu incaricato di reperire l’esplosivo per la strage di Capaci contro Falcone, e fu parte del commando che uccise don Pino Puglisi e organizzò le stragi del 1993. Sono state documentate 50 estorsioni a danno di imprenditori, commercianti e ambulanti abusivi. Uno “sifincionaro” ha trovato i lucchetti bloccati dall’Attak e si è rivolto a uno degli indagati per “mettersi a posto” (tra virgolette).

E così anche un imprenditore edile, per non avere problemi a costruire appartamenti, assicurandosi contro furti, rapine e danneggiamenti. Inoltre sarebbero state imposte le cosiddette “sensalerie”, ovvero delle mediazioni sulle compravendite di immobili nel territorio. I cittadini, per concludere affari immobiliari, sono stati costretti ad accettare l’intermediazione mafiosa con relativa provvigione, ossia l’estorsione. Poi la droga: i clan di Brancaccio e Ciaculli avrebbero gestito sei piazze di spaccio, rifornendosi soprattutto in Calabria, e ricavando dalla vendita al dettaglio circa 80.000 euro alla settimana. E due calabresi sono tra gli arrestati. Nel corso delle indagini sono stati 16 gli arresti in flagranza per detenzione e spaccio di droga. E sono stati sequestrati circa 80 chili tra cocaina, purissima e ancora da tagliare, hashish e marijuana, per un valore sul mercato di oltre 8 milioni di euro.

E poi, ancora nell’ambito dell’inchiesta emerge che vi sarebbe Cosa Nostra dietro il furto di 20 scatole con 16mila mascherine, per rivenderle durante l’emergenza covid. Interessi anche sull’acqua, rubata dalla conduttura “San Leonardo”, di proprietà del “Consorzio di Bonifica Palermo 2”, incanalata nelle vasche mafiose, e rivenduta soprattutto ai contadini per irrigare nelle campagne Ciaculli-Croceverde Giardini e Villabate. E poi la gestione, molto redditizia, di piattaforme di gioco per le scommesse on-line illegali, il cui utilizzo sarebbe stato imposto nel mandamento. E poi a disposizione vi sarebbe stato un arsenale di armi, anche semiautomatiche, che sarebbero nascoste nelle campagne di Ciaculli, e che però sinora non sono state trovate.

Infine è stato sequestrato preventivamente il capitale sociale, i beni aziendali e i locali di un’impresa, per un presunto valore complessivo di circa 350.000 euro, che sarebbe frutto di intestazione fittizia di una rivendita di prodotti ittici, due rivendite di caffè e tre agenzie di scommesse. Il giudice per le indagini preliminari che ha firmato l’ok agli arresti sottolinea la scelta di vita degli indagati come contraria ai fondamenti della libertà democratica e al rispetto delle regole. In tante conversazioni intercettate si usa spesso il termine, in senso dispregiativo, di “sbirro” o “carabiniere”, come se fossero offese. Nel maggio del 2019 uno degli intercettati critica un suo parente perché sua figlia, una bambina, avrebbe partecipato alle iniziative scolastiche per ricordare le stragi di Capaci e via D’Amelio. Lui definisce la figlia del suo parente “sbirra”, e aggiunge che mai lui avrebbe consentito a sua figlia di partecipare. Le sua parole: “E’ una vergogna, non possono immischiare le carte con Falcone e Borsellino”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Purtroppo, l’unica cosa certa è che l’incendio è di natura dolosa. Lo hanno accertato i poliziotti della sezione Volanti i quali hanno individuato almeno quattro punti dove sono stati collocati i tizzoni per far sviluppare omogeneamente l’incendio.

Villa Genuardi, sede della Soprintendenza di Agrigento, ha rischiato davvero grosso; è stato il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ad evitare il peggio domando le fiamme dell’area boschiva circostante Villa Genuardi che nel frattempo minacciosamente scendevano a valle, pronte a colpire la Soprintendenza ed un hotel nella zona limitrofa.

Avviate le indagini per scoprire il piromane. Nessuna notizia, al momento, è trapelata.

 

L’assemblea annuale del Distretto Turistico Valle dei Templi si è svolta oggi nella sede del viale della Vittoria, ad Agrigento. È la prima assemblea dalla sua trasformazione in Destination Management Organization e dal conseguente avvio del progetto di marketing turistico e territoriale “Costa del Mito”.
Nel corso della riunione sono state annunciate le numerose nuove richieste di adesione alla DMO, fra cui quelle dei Comuni di Gela, Licata, Siculiana, Montallegro, Comitini e Ribera e poi del Conservatorio Toscanini di Ribera, di Iter Vitis, del Distretto Turistico Vini e Sapori di Sicilia, del Museo dei 5 Sensi di Sciacca, di  Coopculture e del gruppo Aeroviaggi.
Di particolare rilevanza anche le adesioni dei Parchi archeologici regionali di Selinunte Cave di Cusa e Pantelleria e di Gela.
Inoltre, è stato annunciato come con altri Comuni sia già stata avviata un’interlocuzione e che questi ultimi dovrebbero aderire fra poche settimane.
Da segnalare invece l’uscita dei comuni di Porto Empedocle e di Caltanissetta.
Nel corso dell’assemblea è stato presentato il resoconto di un anno di eccezionale attività che ha visto la DMO impegnata su molti fronti ed un programma fitto di azioni e interventi per lo sviluppo turistico del territorio, dalla Costa del Mito alla Film Commission, dagli eventi su Andrea Camilleri alle partnership per la promozione.
“La Destination Management Organization – spiega il presidente Franco Miccichè – continua a rafforzarsi con l’ingresso di nuovi soci che rappresentano mete turistiche di altissimo pregio per il territorio e che, unite in una logica di rete sull’itinerario della Costa del Mito, consentono di raggiungere sempre più traguardi. Dal numero di prenotazioni che si registrano per la prossima estate possiamo essere ottimisti e cominciare a credere di avere imboccato la strada giusta. La formalizzazione dell’adesione del Parco di Selinunte e del Parco di Gela, dell’Istituto Toscanini, del Museo dei 5 Sensi di Sciacca dell’associazione Iter Vitis e delle Strade del Vino Terre Sicane, solo per citarne alcune, sono dimostrazione della convergenza sul programma di promozione e del coinvolgimento di soggetti qualificanti l’azione stessa. La partecipazione e l’interesse dei sindaci, anche di quelli dei comuni di Licata, Montallegro, Siculiana, Cattolica Eraclea, Sambuca di Sicilia e Castelvetrano, testimoniano la volontà di condivisione piena degli obiettivi”.
“Siamo entusiasti per il lavoro svolto e galvanizzati dalla progettualità futura – dichiara l’amministratore Fabrizio La Gaipa -. Spiace, però, che proprio adesso venga formalizzata l’uscita dei comuni di Caltanissetta e di Porto Empedocle. Porto Empedocle in particolare, mentre tutti gli altri comuni rivieraschi si adoperano per essere inclusi, si sta auto-escludendo da un progetto e dalle conseguenti prospettive di sviluppo turistico. Abbiamo intavolato un dialogo con l’amministrazione di Caltanissetta e speriamo in un ripensamento. Ovviamente le porte rimangono aperte anche per Porto Empedocle”.

La Scala dei Turchi di Realmonte e la Valle dei Templi di Agrigento, rispettivamente al 2° e al 5° posto nella classifica provvisoria de “I Luoghi del Cuore” del FAI.
Non è ancora trascorsa una settimana dal lancio dell’undicesima edizione della campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo, e già il territorio agrigentino spicca in vetta alla Top Ten, come commenta il Capo Delegazione FAI Agrigento, Giuseppe Taibi: “Il nuovo censimento è iniziato solo pochi giorni fa e già tra i primi cinque nella classifica notiamo sia la Scala dei Turchi, con 800 voti, che la Valle dei Templi, con 448 voti. Questo è un primo importantissimo traguardo, perché premia il lavoro che la delegazione ha svolto, in sinergia con le istituzioni e le associazioni, per la crescita del territorio. Il risultato, inoltre, che evidenzia l’interesse della comunità nazionale ed internazionale per questa provincia, è di buon auspicio per la prossima candidatura di Agrigento a Capitale Italiana della cultura. Esprimo dunque grande soddisfazione per questa attuale classifica ed invito a votare tutti i luoghi del proprio cuore. Si può, infatti, dare un voto per ogni luogo e, dunque, votare più luoghi. Votate! Votate! Votate!”, conclude Giuseppe Taibi.
L’elenco dei Luoghi del Cuore in provincia di Agrigento, anche quest’anno, è davvero corposo e include tantissime località, più o meno note.
Si va dalla strepitosa Scala dei Turchi, al suggestivo Teatro Andromeda di Santo Stefano Quisquina, al Castello Incantato di Sciacca, a Casa Pirandello, solo per fare qualche esempio.
Per partecipare al censimento ciascuno può votare tutti i luoghi che desidera oppure farsi parte ancora più attiva creando un comitato e mobilitandosi per raccogliere voti. Si può votare fino al 15 dicembre 2022.
Votare per i Luoghi del Cuore è semplicissimo. Per conoscere l’elenco completo, basta consultare l’apposita sezione del sito del FAI dedicato alla manifestazione: www.iluoghidelcuore.it

di Filippo Cardinale

Come una squadra di calcio in crisi, che ha perso l’impostazione di gioco, che non porta risultati, che subisce lo smacco di rimanere senza campo su cui giocare, il “mister” ha imposto il silenzio comunicando ai giornalisti che saranno proferite parole dopo il termine per la presentazione delle liste in segreteria comunale. Insomma, fino alle ore 12 del 18 maggio (dobbiamo attendere 48 ore), Forza Italia fa come le tre scimmiette: non parla, non vede, non ascolta. La nota indirizzata ai giornalisti vela una sorta di “imposizione”: non chiamateci perché non vi diciamo nulla.

In verità, non occorre attendere le ore 12 di dopodomani. I giornalisti scrivono, vedono, percepiscono, al di là dei “limiti” edificati da chi, in buona sostanza, vive una fase di profonda difficoltà. Vive e lamenta un “silenzio” da parte degli alleati di Palermo, quelli che vivono nelle stanze dei bottoni, ma anche degli alleati del centrodestra di Sciacca.

Oltre all’onta di essere stati “rifiutati” dal candidato sindaco del centrodestra Matteo Mangiacavallo, dopo la festa avvenuta al Torre del Barone con vino e tarallucci e “vivacità” per la riuscita manifestazione elettorale di presentazione della lista e dello stesso candidato Mangiacavallo, oggi Forza Italia vive lo sgomento della donna lasciata dal proprio moroso, dal silenzio palermitano e saccense. Parrebbe, in buona sostanza, che Forza Italia di Sciacca fosse stata lasciata al suo destino.

La conferenza stampa da convocare (eventualmente) dopo la scadenza del 18 maggio da parte di Forza Italia, come comunicato dal coordinatore cittadino, ha una valenza molto relativa.

Se il partito di Berlusconi presenta una lista e un candidato sindaco lo sapremo noi stessi giornalisti essendo presenti a Palazzo di Città la mattina del 18. Se presenta lista alcuna, alea iacta est. E’ ovvio lo sconquasso di una coalizione che accusa segni di disfacimento già da tempo, dal tempo in cui era ancora attivo il Consiglio comunale.

La conferenza stampa a cosa serve? A lanciare minacce del tipo putiniano in vista delle elezioni regionali del prossimo ottobre? Forza Italia ha già un problema, a livello regionale, di gran lunga superiore alla periferica Sciacca. E’ noto la guerra tra le due anime di Forza Italia, una delle quali fa riferimento a Gianfranco Micciché che quotidianamente inietta la dose di veleno nei confronti del presidente della Regione, Nello Musumeci.

Il centrodestra ha dimenticato la velocità con cui “gli amici” di Palermo spedirono i consiglieri comunali a casa con una velocità ancora più competitivo del TAV. Decreto di sospensione e scioglimento del Consiglio comunale si consumarono nell’arco di un tempo che neanche la burocrazia europea porta nel suo Dna.

Gli azzurri saccensi hanno deciso così, di fare silenzio. Più che strategia politica, appare ripiego di fronte ad una illusione di essere partito cardine della precaria coalizione del centrodestra saccense. Un partito, o parte di esso, che non è riuscito a frenare le mire espansionistiche.

Un altro accordo elettorale è avvenuto nelle ultime ore in previsione delle elezioni amministrative del prossimo 12 giugno. All’interno della coalizione di centrodestra staranno insieme in un’unica lista Sciacca al Centro e Popolari e Autonomisti. L’accordo è stato tra il deputato regionale Roberto Di Mauro e l’ex sindaco Fabrizio Di Paola. Entrambi avevano già manifestato il sostegno alla candidatura di Matteo Mangiacavallo.

Sempre nell’area di Centrodestra, ma ormai con un proprio percorso e lontano dalla coalizione messa in piedi dall’ex deputato M5S, si attendono le decisioni di Forza Italia, rimasta isolata dopo che il candidato a sindaco ha clamorosamente deciso di estrometterli dal gruppo.

Forza Italia dovrebbe presentare un proprio candidato, ma secondo alcune autorevoli indiscrezioni si starebbe tentando la carta di un’intesa con il Pd e quindi un’adesione al progetto Termine. Si tratterebbe però di un corridoio difficilmente praticabile, almeno in questa fase. Ai forzisti non resta che fare la corsa con un candidato di bandiera e poi tentare eventuali intese in caso di ballottaggio.

Prosegue senza sosta il lavoro del Libero Consorzio Comunale di Agrigento per la classificazione di nuove strutture ricettive in provincia. Lo staff tecnico del Settore Promozione Turistica ha infatti classificato in questo primo quadrimestre 17 nuove strutture nei comuni di Agrigento, Porto Empedocle, Licata, Favara, Raffadali, Lampedusa, Casteltermini, Montallegro, Realmonte, Sciacca, Menfi e Santa Margherita Belice. L’attività svolta dal Settore Promozione Turistica, ai sensi della Legge Regionale n. 27/1996 (che delega questa competenza alle ex Province Regionali) consentirà di incrementare l’offerta ricettiva in provincia di ben 151 nuovi posti letto. Si conferma dunque un certo dinamismo nella piccola imprenditoria della ricettività, che in futuro potrebbe rappresentare il vero traino dell’ospitalità diffusa su tutto il territorio provinciale.

Le nuove strutture ricettive sono state classificate nelle tipologie Bed and Breakfast, Case Vacanza, Turismo Rurale e Affittacamere, e sono le seguenti:

– B&B “La Nuit”, ad Agrigento in via Gioeni, elle Mura, tre stelle, due camere e cinque posti letto;

– B&B “La Pagliera”, ad Agrigento in via Afrodite, tre stelle, tre camere e cinque posti letto;

– B&B “I Parrini”, a Porto Empedocle in via Lincoln, tre stelle, tre camere e otto posti letto;

– B&B “Casa Felice”, a Licata in C/da Olivastro, due stelle, tre camere e otto posti letto;

– B&B “Anita”, ad Agrigento in via Garibaldi, tre stelle, due camere e sette posti letto;

– B&B “Giunone”, ad Agrigento in via Panoramica dei Templi, tre stelle, tre  camere e otto posti letto

Affittacamere:

– “Atenea Luxury Suites”, ad Agrigento in via Atenea, tre stelle, tre camere, nove  posti letto;

– “Le mangiatoie del Cavaliere”, a Montallegro in via Piemonte,, una stella, quattro camere, dieci posti letto;

– “Buscarnea Family Business Rooms San Marco”, a Sciacca in via San Marco, una stella, quattro camere e otto posti letto;

– “La perla del Sud”, a Lampedusa in via Adua, due stelle, tre camere e quattro posti letto;

– “Casa Zita”, a Lampedusa in C/da Ponente, due stelle, quattro camere e dieci posti letto;

– “Casa California”, a Realmonte in C/da Giallonardo, due stelle, sei camere e tredici posti letto.

Turismo rurale:

– “Relais Santa Crice all’Eremo”, a Casteltermini in C/da Santa Croce, tre stelle, quattro camere e otto posti letto;

Case e appartamenti per vacanze:ù

– “Gueli Elisa”, a Raffadali in C/da Buagimi, una stella, quattro camere e sette posti letto;

– “Tonnara di Sciacca”, a Sciacca in Discesa Tonnara, una stella, tredici camere e ventisette posti letto;

– “Marelune di Saladino Giuseppe”, a S. Margherita Belice in C/da Gruppiddi, una stella, quattro camere e dieci posti letto;

– “Casina rossa”, a Menfi in C/da Agareno, una stella, una camera e quattro posti letto.

Le determinazioni dirigenziali relative alle nuove classificazioni sono state trasmesse ai Comuni competenti per territorio e ai Servizi Turistici Regionali.