Home / Politica  / Dell’Utri “esprime pensieri”. Per le leggi italiane è stato il raccordo tra Cosa Nostra e la politica berlusconiana. I suoi “pensieri” oggi sono il verbo di Forza Italia. Presidente Berlusconi, se a casa ha il quadro di Falcone e Borsellino, lo tolga immediatamente. Mi chiami e le dirò il perchè…
   

Dell’Utri “esprime pensieri”. Per le leggi italiane è stato il raccordo tra Cosa Nostra e la politica berlusconiana. I suoi “pensieri” oggi sono il verbo di Forza Italia. Presidente Berlusconi, se a casa ha il quadro di Falcone e Borsellino, lo tolga immediatamente. Mi chiami e le dirò il perchè…

 

L’ex capo della Procura di Agrigento Luigi Patronaggio, fresco nuovo Procuratore a Cagliari, nei giorni scorsi si era lagnato del fatto che oggi è “ritornata” a fare politica certa gente che in passato è stata condannata per concorso esterno ad associazione mafiosa.

A tutti il pensiero è andato subito a Totò Cuffaro, che ha scontato la sua pena, e che oggi è tornato alla ribalta in modo molto marginale (seppur ancora amato da tanti siciliani). Cuffaro non può fare altro; può dire alla gente vota questo o vota quell’altro. Stop, tutto qui. Cuffaro, dopo la scarcerazione, ha chiesto subito la riabilitazione e non sappiamo ancora oggi se può votare o no.

Patronaggio è stato un grande Procuratore. Attento a tutte le dinamiche agrigentine, non si è mai allontanao con il pensiero di quanto accadeva anche nei 25.711 chilometri quadrati del territorio siciliano.

Forse non è arrivato in tempo, visto che le dichiarazioni del Procuratore sono di alcuni giorni addietro. Nelle ultime 48 ora spadroneggia in Sicilia un certo Marcello Dell’Utri, capo indiscusso di Forza Italia, mai scalzato anche quando ha passato tantissimi lunghi anni all’interno delle carceri italiane. In questa ore Dell’Utri gioca a prende per il culo i siciliani onesti.

Dell’Utri in questo momento sta facendo il pompiere sulla faida intestina che si è creata in casa Forza Italia in Sicilia, dove un gruppo di dissidenti, fra cui il pupillo di Dell’Utri Gallo Riccardo Afflitto, ha cercato di azzoppare l’indiscusso leader Gianfranco Miccichè. Non sono bastati nè i colpi bassi nè le tragedie. Miccichè, subito sventato il pugnalamento alle spalle, ha messo a tacere tutti i suoi pugnalatori. Li ha defenestrati da ogni incarico e adesso il futuro appare sempre più incerto.

A dare ancora forza all’incertezza del futuro prossimo è stato l’intervento di Marcello Dell’Utri il quale, fottendosene altamente della inviata del Cavaliere Licia Ronzulli, più simpatica che attiva, pronta a sottoscrivere una pace impossibile, scende a gamba tesa in campo e, come se il suo passato fosse limpido come le acque di una cascata, decide mosse e contromosse, chi dovrà essere il candidato sindaco e se i presidenti azzuri delle commissioni dovranno tornare ai loro posti.

Ma può essere un bruttissimo segno questo per l’intero popolo siciliano? E’ possibile che la perbenissima gente siciliana deve farsi prendere per il culo da Dell’Utri il quale dichiara limpidamente che lui “esprime pensieri” quando invece i suoi pensieri sono vere e proprie leggi blindate?

Dispiace, a questo punto, come mai il Cavaliere di Arcore possa sottostare ad un giochino del genere, contribuendo notevolmente a prendere per il culo i siciliani. Berlusconi farebbe bene a non far interferire il già condannato Dell’Utri in quelle che sono le prossime dinamiche elettorali siciliane. Probabile che il Cavalierie debba pagare cari prezzi con il Marcello “collettore” tra mafia e politica degli anni passati (non lo diciamo noi ma una sentenza definitiva). Ma cazzo, Cavaliere, i siciliani hanno tanta voglia di riscatto, i siciliani terranno nel cuore fino alla morte Falcone e Borsellino e lei, fresco di matrimonio, ci propina ancora gente che farebbe meglio a trasferirsi all’estero?

Presidente, che cazzo dobbiamo dire ai siciliani onesti? Cosa dobbiamo dire a chi ancora piange i resti umani di Falcone, Borsellino e una caterva di altre vittime innocenti? Perchè Dell’Utri ancora detta legge, sotto la sua regia? Cavaliere, pensa che i siciliani meritino tutto ciò?

Mi chiami, Presidente, mi chiami nella sua residenza. Qui la realtà è manipolata. Qui danno per potente a chi della tragedia (e della violenza fisica) ne ha fatto una ragione di vita. E Gianfranco Miccichè ne sa qualcosa. Correrò di corsa! Le racconterò due o tre, quattro o cinque cose che so di persone che rappresentano il suo partito in Sicilia. Se ne freghi se domani, dopo questo articolo, la chiameranno per dirle: “Questo giornalista è un pezzo di merda, è pazzo non gli dia retta”. Siamo sicuri che ciò accadrà. E se lei ha i coglioni, presidente, dovrà chiamarmi. Poi tirerà le sue conclusioni. Ma non può, presidente Berlusconi, e non deve ancora triturarci i maroni con gente condannata per fatti di mafia. Altrimenti anche lei, tolga dalle sue pareti il quadro con Falcone e Borsellino. Non pensa di prendere in giro se stesso? 

Così come non comprendiamo, prwsidente Berlusconi, come mai una nobil donna come Margherita La Rocca Ruvolo possa ascoltare e dire sissignore ai “pensieri” di un condannato per fatti di mafia.

Patronaggio. Era Sostituto Procuratore a Palermo Luigi Patronaggio quando firmò il provvedimento immediatamente esecutivo subito dopo l’arresto di Marcello Dell’Utri per inviarlo al Ministero della Giustizia.

Vada bene per Cuffaro e la Democrazia Cristiana.

E di Dell’Utri nessuno parla?

 

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