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Forza Italia, fanno le tragedie e se la prendono con i giornalisti che scrivono dei loro agguati

 

Gli avventurieri azzurri, traditori dalla nascita, almeno per qualcuno, sono nel totale sbando. E sanno oramai che Gianfranco Miccichè li deve posare, certamente non in un letto comodo ma laddove regna l’arte di arrangiarsi.

Hanno capito che nella guerra azzurra tra il vero leader Miccichè e i dissidenti governisti e cerchiobottisti sono nella fase finale, quella da cartellino rosso. Alcuni dissidenti, tra qui il rappresentante di Agrigento Gallo Afflitto, in passato era stato già ammonito. Ma lui, nonostante i pluri e pluri favori ricevuti (a scapito della gente bisognosa) è andato dritto dritto per la sua strada, seguendo il proprio istinto che difficilmente combacia con la lealtà (vedi caso Calderone).

Miccichè, presidente dell’Ars e commissario regionale di Forza Italia, ha decisamente accelerato le proprie mosse e nel giro dei prossimi 10 giorni con l’azzeramento delle commissioni parlamentari e l’elezione dei nuovi presidenti darà il calcio finale ai suoi falsi amici che hanno cercato di pugnalarlo inscenando le Idi di Marzo. 

Ed in questo contesto continuiamo a rimanere basiti per come la ormai stranota N.D. Margherita La Rocca, moglie di un professionista straordinario come il marito Giovanni Ruvolo, specialista in Cardiochirurgia di fama nazionale, sia caduta nei tranelli di Forza Italia locale ed essere stata abbindolata come una bambola.

Attenzione, teniamo a precisare che il gruppo agrigentino di Forza Italia non è costituito da spacciatori di droga, commercianti di armi, mafiosi e così via dicendo. Il gruppo agrigentino, grazie al suo capo, è particolarmente aduso a compiere tragedie e pugnalate alle spalle (politiche si intende) ai quali comportamenti non crediamo proprio che la Margot (è semplicemente un diminuitivo di Margherita, e ci prendiamo questa libertà, a scanso di equivoci e per tranquillizzare qualche altra sedicente nobildonna palermitana) sia abituata.

Così come appare assai discutibile il fatto che l’ex presidente della commissione Sanità, ormai una semplice deputata, possa accettare l’intrusione nei meandri della politica di un soggetto come Marcello Dell’Utri che non ha certamente nessuna colpa se non quella di avere vissuto nelle patrie galere per diverso tempo non certo per avere rubato una banana dal fruttivendolo di sotto casa.

La stranissima coppia Gallo Afflitto Riccardo –  La Rocca Ruvolo Margherita, consumatasi un anno e mezzo addietro, sembra essere nata (si apprende da fonti auterevoli) dopo una serie inenarrabile di promesse (?) fatte dal parlamentare agrigentino (tra cui il listino regionale…), tanto silente in Aula quanto assordante sottobanco (come nell’ultima vicenda del capogruppo Calderone); non a caso nessuno degli altri parlamentari conosce la sua voce nè conosce sue iniziative. Dopo tanti anni di occupazione dello scranno dell’Ars di lui si ricorda solo una preoccupazione “politica” relativa al ghiaccio che assaporano i siciliani. Si, proprio così. Il suo unico disegno di legge recita testualmente: “Norme di tutela della salute dai rischi derivanti da una carente sicurezza igienico – sanitaria del ghiaccio alimentare”. Quando si dice che si lavora per il bene della collettività.

La contropartita per Donna Margot era sacrificarsi nella lista provinciale con la quota rosa e garantire a Gallo una rielezione certa a Palazzo dei Normanni. E lei, povera Donna, sognava, sognava, sognava. Purtroppo le bugie e la fiction non sono servite a nulla se non per togliere una speranza alla sindaca di Montevago e falla cadere nella afflizione più totale. Oggi, dopo aver fatto parte di un agguato bello e buono alle spalle di Calderone, dove la Margot era senza alcuna arma, anche un bambino di tre anni capisce che il fantomatico posto nel listino di galliana memoria è andato “a quel paese” in quanto il presidente Miccichè ha virato per altre figure del gentil sesso nel sud-est siciliano, o comunque in donne dove ha certezza che non farebbero mai parte di un gruppo di politici pronti a pugnalare chi li ha anche tanto aiutati.

E Calderone, prima vittima di Gallo e dei dissidenti, ha fatto davvero tanto pur di tenere a galla il Gallo. Quel Gallo che alle europee fu l’unico parlamentare regionale azzurro a “distinguersi” votando Saverio Romano, contro il volere di Miccichè e tutto il partito che votò ed elesse Giuseppe Milazzo.

Eppure Miccichè trovò la forza di perdonarlo e lo arricchì con tante prebende delle quali parleremo in un altro prossimo articolo. Gallo, rimasto solo ed ormai finito andò a bussare propria nella porta di Calderone per chiedergli aiuto. Calderone, avvocato e uomo di altri tempi, lo salvò: si dimise da componente della commissione Sanità lasciando il posto all’onorevole agrigentino. Incredibile ma vero! E, come direbbe qualcuno nei pressi di Oxford, chistu è u ringraziu…

Non siamo maghi, ma prevediamo che Bernadette Grasso sarà il nuovo Presidente della Commissione Bilancio al posto di Savona, altro dissidente, che ha subìto il colpo, dopo che Tamajo ha rifatto capolino nel partito azzurro ed è tornato alla base sotto l’egida del suo mentore Miccichè. Nicola D’Agostino a Catania farà ferro ignique e non si prospetta nulla di buono per Alfio Papale, mentre Marco Falcone (altra persona perbene scivolata in una buccia di banana) sbraita per un commissariamento dall’alto che sembra non fare breccia tra Arcore e Villa Gernetto. 

Anche a Trapani, per Stefano Pellegrino non si aspettano giorni felici; Toni Scilla tra un’inaugurazione nel settore agricoltura, Accademia del Tonno e finanziamenti per il territorio può sbranare l’ex Presidente degli Affari Istituzionali, mentre per Mario Caputo, ripescato, per l’ineleggibilità di Rizzotto, si prevede un triste epilogo.

N.B. Abbiamo contezza di alcuni rumori, non tanto assordanti, ma rumori. Ci si lamenta che giornalisti come il sottoscritto possano scrivere di queste faide. Qualcuno si lamenta, qualcuno storce il naso, qualcuno mugugna tra false verità e difese a spada tratta dell’indifendibile. Si spera, che i mugugni rimangano tali. Le minacce sarebbero antipatiche.

Noi continuiamo a raccontare la verità.

 

1COMMENTO
  • Mario Pullara 22 Marzo 2022

    Caro Direttore, é vero che all’arroganza non c’é mai fine, ma alla stupidità politica il fine é connesso alla scomparsa dello stupido e del titolare di questa rinomata e quanto mai presente “virtù”. La cosa che risulta stonata in questa vicenda, da lei sapientemente descritta, é il seguito che taluni politici riescono ad avere accanto; in particolare, sempre seguendo i suoi articoli e i suoi ragionamenti, l’On.le di Forza Italia, da tempo si sta creando la fama di Conte Ugolino agrigentino, che richiama il politico italiano ghibellino che parteggiò per i guelfi e che finì con alcuni figli e nipoti rinchiuso in una torre dove morì per inedia nel marzo del 1289. Diversi i fatti ma molto più le dicerie parlano di un uomo violento nell’affrontare persone che la pensano diversamente da lui e che lo rendono un personaggio scaltro, molto bravo a preparare le trappole politiche che non affrontare le telecamere o i giornalisti. Gli agrigentini e gli empedoclini hanno dichiaratamente questo merito……. per quando ancora? Grazie per l’ospitalità.

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