Home / 2022 / Gennaio (Pagina 51)

“La situazione sanitaria in provincia non è lieve. Purtroppo  di nuovo. La quarta ondata era stata prevista. Che cosa è stato fatto per essere pronti ad affrontarla? Che cosa non è stato fatto è conseguenza attuale. Come funzionano le  Unità speciali di continuità assistenziale?”

Lo dichiara il conaisgliere comunale di Agrigento Lillo Firetto che continua: “Centinaia di famiglie si ritrovano a casa a dover gestire praticamente da sole l’emergenza, nonostante abbiano tempestivamente attivato la registrazione sul portale dedicato dell’Asp. Giorni in inutile attesa per il tampone molecolare. La quarantena ha tempi imprecisati. Ci si affida al medico curante o all’improvvisazione o al fai da te, e nel frattempo si diffonde la voce, pericolosissima, che convenga non registrarsi, dopo il tampone rapido, per non subire una quarantena più lunga del previsto. Quanto è probabile che circolino soggetti con scarsi sintomi o nessun sintomo o in convalescenza? La situazione è fuori controllo in tutta realtà. Per fortuna la maggioranza dei cittadini contagiati segue le regole,  o almeno vorrebbe seguirle: numero verde che non risponde, informazioni poco chiare o contrastanti, chili di spazzatura accatastata sui balconi, perché nessuno viene a ritirarla. Tutto quel che nel periodo del primo lockdown era stato garantito, sembra saltato del tutto. Ultime notizie riferiscono di una crescita esponenziale del numero di bambini e ragazzi sotto i 18 anni contagiati, proprio a ridosso della riapertura delle scuole. Il ritorno alla DAD dovrebbe essere l’unica via tracciabile, tutto a danno dei nostri ragazzi. Di chi è la colpa? Solo del virus? Questo quadro allarmante chiama in causa i sindaci, che dovrebbero preoccuparsi di sollecitare le strutture preposte alla gestione dell’emergenza ad intervenire per la raccolta dei rifiuti, per il tracciamento, per la verifica dei contagi. Tanto, troppo sfugge ai servizi di prevenzione. Il numero di contagi credo sia molto lontano da quello delle tabelle Asp. Bene fanno alcuni sindaci della provincia a consigliare di non uscire di casa se non è strettamente necessario. “State a casa” dicono ai loro concittadini. I dirigenti scolastici, che vivono momenti di grande apprensione, hanno tutta la mia solidarietà, così come i medici di famiglia, costretti a supplire come possono a un sistema sanitario carente di servizi e di comunicazione, e tutto il personale ospedaliero da troppo tempo sotto pressione. Qual è la situazione reale negli ospedali? Quante persone continuano a morire non di Covid ma a causa del Covid perché non riescono a ricevere la necessaria assistenza? Che sistema sanitario è mai questo che la Regione Sicilia si vanta di avere? Non ci sono più alibi. Dal marzo 2020 è trascorso tanto di quel tempo e un tal fiume di denaro per sopperire all’emergenza, che non si sono più scuse”.

Marco Vullo, Assessore alla solidarietà sociale del Comune di Agrigento, annuncia che a breve in una conferenza stampa comunicherà tutti i risultati portati a termine nei 14 mesi di amministrazione, anche verso qualche sparuta minoranza di rancorosi e non scelti dall’elettorato che si ergono a paladini del nulla agitando in maniera falsa e tendenziosa tramite i social i cittadini per creare un clima di caccia all’uomo senza alcun fondamento, ma solo per rivincite personali che si ritorceranno contro chi ha architettato un’azione di basso profilo .

Marco Vullo continua:

“Mi corre l’obbligo di intervenire perché da uomo e da amministratore della cosa pubblica da sempre impegnato nel sociale prima del ruolo di Assessore , non posso sottrarmi nel raccontare la verità delle cose al popolo agrigentino e di cosa sono riuscito a portare a termine con l’aiuto degli uffici e di questa amministrazione in questo lasso di tempo.

Operare e lavorare quotidianamente per il bene comune per me è un fatto normale, naturale condito da passione, trasparenza e sana politica per migliorare le condizioni generali della città e dei residenti.

Noi siamo un’amministrazione che lavora giornalmente senza mai fermarsi, avendo come stella polare: la legalità, la trasparenza, le pari opportunità.

Voglio sottolineare che qui nessuno è distratto e camminiamo a testa alta, la città di personaggi in cerca di 5 minuti di gloria non ne ha bisogno.

Sono sereno e illustrerò ai cittadini il mio impegno da ottobre 2020 ad oggi rendicontando con atti alla mano fino all’ultima virgola le risorse spese, perché ho chiaro il concetto di moralità ed etica, quindi rassicuro gli agrigentini.

I parolai e i falsi profeti torneranno nel cono d’ombra, questi soggetti operano solo per livore, rabbia e frustrazione, perpetuati nel tempo che li hanno visti sempre recitare la parte dei politici non eletti e lontani dall’idem sentire popolare. Gli agrigentini guardano ad altri modelli politici che sicuramente non sono quelli che pubblicizzano loro.”

L’ANCI Sicilia, in una nota inviata al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci e all’assessore regionale dell’istruzione e della formazione professionale, Roberto Lagalla, chiede che  il rientro alle lezioni  per le scuole primarie, previsto per lunedì 10 gennaio,  torni in modalità D.A.D.  per scongiurare  un’ulteriore e   incontrollabile diffusione dei contagi.

“A seguito di un confronto con il Consiglio regionale della nostra Associazione abbiamo ritenuto necessario intervenire per sollecitare il Governo regionale a valutare la ripresa delle lezioni in D.A.D., in particolare nella  scuola primaria,  in quanto abbiamo registrato che una percentuale elevatissima di positivi è stata, nelle ultime due settimane, individuata tra i cittadini in età scolare e soprattutto tra i minori, non vaccinati, che frequentano la scuola primaria”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“Temiamo, infatti, che  l’inevitabile “assembramento“, causa-effetto della ripresa scolastica e i ritardi nei tracciamenti e nelle verifiche dei tamponi a cura del sistema Asp – Uscas, a causa dell’aumento esponenziale dei contagi di questi giorni,  possa favorire il rientro all’interno delle classi di soggetti potenzialmente positivi”.

“In considerazione del fatto, quindi,  che non viene previsto in campo nazionale l’obbligo vaccinale e  che l’elevata quantità di positivi tra gli alunni, unita al fatto che la variante “Omicron” sia poco sintomatica, potrebbe  provocare gravi ripercussioni nella trasmissione del contagio anche nei servizi di trasporto pubblico – conclude il presidente Orlando – riteniamo necessario che vengano prese tutte le precauzioni necessarie ad evitare ulteriori contagi assicurando la sicurezza sanitaria ai nostri cittadini”.

 

Il sindaco Franco Miccichè e l’assessore comunale ai Lavori pubblici di Agrigento, Gerlando Principato, annunciano che il Comune è pronto ad affidare i lavori per rimediare ad uno smottamento stradale in via Plebis Rea. Principato afferma: “L’Aica ci ha inviato tutta la documentazione del progetto, e il Comune di Agrigento si è subito attivato per l’affidamento dei lavori che ammontano a complessivi 70mila e 843 euro. L’intervento sulla via Plebis Rea e anche sulla via delle Mura prevede la posa in opera delle nuove tubazioni e il rifacimento delle pavimentazioni, ripristinando inoltre tutto ciò che è stato danneggiato dalle perdite idriche”.

L’agenzia per la coesione territoriale volto alla valorizzazione economica e sociale dei Beni Sequestrati alle mafie e che entra tra gli interventi descritti nel PNRR ha pubblicato il bando per accedere a tali fondi.

Alfonso Buscemi e Francesco Cosca – segretari delle due strutture sindacali  scrivono – Le risorse oggetto dell’avviso per la coesione territoriale volto alla valorizzazione economica e sociale dei beni confiscati alle mafie e che rientrano tra gli interventi descritti nel PNRR, ammontano complessivamente a 250 mln di euro, da destinare a proposte progettuali per la riqualificazione di intere aree e alla valorizzazione di beni confiscati a beneficio della collettiva e delle generazioni.

Sono previsti criteri premiali, in particolare per la valorizzazione con finalità di centri anti violenza per le donne e Bambini o case rifugio con finalità di asili nido o micro nidi.

In particolare, oltre alle altre misure, occorre segnalarLe che l’investimento 2-Valorizzazione dei beni sequestrati dispone di un’assegnazione di 300 mln di euro per la realizzazione di 200 progetti nelle otto regioni del mezzogiorno (Abbruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

In particolare di questa cifra, 250 mln di € sono riservati a progetti attraverso questo avviso, mentre ulteriori 50mln serviranno ad individuare, attraverso una concentrazione tra vari attori altri progetti che per caratteristiche proprie, richiedano l’intervento di più soggetti istituzionalmente.

I due rappresentanti sindacali segnalano  che il termine di presentazione delle domande scadrà alle ore 12:00 del 24 Gennaio 2022 e invitano gli stessi sindaci a valutare le eventuali azioni opportune ed utili alle rigenerazioni del bene ricadente all’interno del territorio di loro competenza.

Una ragazza di 20 anni di Alia, in provincia di Palermo, è stata vittima del reato revenge-porn o sex-tortion, ovvero il ricatto estorsivo da parte del compagno o ex tale a diffondere immagini compromettenti di lei. Lui e lei si sono conosciuti sui social, e si sono scambiate immagini di contenuto sessuale. A termine della relazione, lui, di Brancaccio Palermo, anche lui di 20 anni, ha praticato il ricatto della diffusione delle immagini, anche ai parenti di lei, per ottenere favori sessuali e altri benefici. Lei ha denunciato tutto ai Carabinieri di Alia, che hanno attivato il “codice rosso”, e poi hanno perquisito l’abitazione di lui e sequestrato tutto il materiale informatico, che adesso servirà per la contestazione del reato. Lui è stato nel frattempo denunciato per estorsione e tentata diffusione illecita di immagini dal contenuto sessualmente esplicito. Rischia una pena detentiva da 5 a 10 anni.

7.328 i nuovi casi di Covid-19 registrati a fronte di 60.862 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 6.415. Il tasso di positivita’ scende all’8,3% ieri era al 11%. La Sicilia rimane all’ottavo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 67.198 con un aumento di 6.276 casi. I guariti sono 1.020 mentre le vittime sono 32 e portano il totale dei decessi a 7.615. Sul fronte ospedaliero sono 1028 ricoverati, in terapia intensiva sono 115.

Quedta la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 1220 casi, Catania 934, Messina 1491, Siracusa 425, Trapani 697, Ragusa 558, Caltanissetta 746, Agrigento 681, Enna, 576.

L’ANCI Sicilia, in una nota inviata al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci e all’assessore regionale dell’istruzione e della formazione professionale, Roberto Lagalla, chiede che il rientro alle lezioni per le scuole primarie, previsto per lunedì 10 gennaio, torni in modalità D.A.D. per scongiurare un’ulteriore e incontrollabile diffusione dei contagi.

“A seguito di un confronto con il Consiglio regionale della nostra Associazione abbiamo ritenuto necessario intervenire per sollecitare il Governo regionale a valutare la ripresa delle lezioni in D.A.D., in particolare nella scuola primaria, in quanto abbiamo registrato che una percentuale elevatissima di positivi è stata, nelle ultime due settimane, individuata tra i cittadini in età scolare e soprattutto tra i minori, non vaccinati, che frequentano la scuola primaria”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.
“Temiamo, infatti, che l’inevitabile “assembramento“, causa-effetto della ripresa scolastica e i ritardi nei tracciamenti e nelle verifiche dei tamponi a cura del sistema Asp – Uscas, a causa dell’aumento esponenziale dei contagi di questi giorni, possa favorire il rientro all’interno delle classi di soggetti potenzialmente positivi”.

“In considerazione del fatto, quindi, che non viene previsto in campo nazionale l’obbligo vaccinale e che l’elevata quantità di positivi tra gli alunni, unita al fatto che la variante “Omicron” sia poco sintomatica, potrebbe provocare gravi ripercussioni nella trasmissione del contagio anche nei servizi di trasporto pubblico – conclude il presidente Orlando – riteniamo necessario che vengano prese tutte le precauzioni necessarie ad evitare ulteriori contagi assicurando la sicurezza sanitaria ai nostri cittadini”.

E’ una vera e propria mattanza, i numeri ci sono tutti per una nuova colorazione di due comuni dell’agrigentino, Canicattì e Palma di Montechiaro potrebbero passare alla zona arancione già dalle prossime ore, ordinanza che rimarrebbe in vigore fino al prossimo 19 gennaio.

Canicattì ha sfondato la soglia dei 400 casi accertati in un giorno e 240 Palma di Montechiaro. Dati preoccupanti, quelli che emergono dalla comunicazione ricevuto dall’Asp,  che hanno portato i rispettivi primi cittadini, Vincenzo Corbo e Stefano Castellino,  ad inoltrare formale richiesta alla Presidenza della regione del passaggio alla zona arancione.

Altri due comuni agrigentini avevano seguito la strada dell’arancione, Ribera e Castrofilippo.

I dati registrati fanno segnare un aumento graduale nella circolazione del virus nella provincia agrigentina, soltanto ieri i nuovi positivi erano 746. Ieri su base regionale si sono registrati 6.415  casi di coronavirus a fronte di 59.829 tamponi processati. L’indice di positività è salito al 10.72%, 40 le vittime mentre i guariti sono stati 833. Le persone positive al covid erano 60.922.

 

L’ondata dei contagi della variante Omicron, per i francesi, ormai è fuori controllo i numeri sono da capogiro, oltre 270mila al giorno,  ed ecco che la situazione si aggrava:  una nuova variante del Covid è stata individuata ed è stata già definita “una lontana parente di Omicron”,  gli attuali casi della nuova variante sono 67, compreso il paziente zero proveniente dal Camerun.

Il professor Philippe Colson che l’ha scoperta agli inizi del dicembre scorso, ha individuato 12 pazienti nella città di Forcalquier vicino  Marsiglia. Da allora non si è diffusa rapidamente, ha spiegato al Daily Mail. L’abbiamo chiamata IHU ed è stata depositata sulla rete di condivisione scientifica Gisaid con il nome B.1.640.2. Il timore è che questa possa resistere maggiormente ai vaccini o essere ancora più virulenta delle precedenti, aggiunge Colson. La variante presenterebbe la mutazione E484K, con una maggiore resistenza ai vaccini, e la mutazione N501Y  che secondo gli esperti potrebbe aumentarne la trasmissibilità.