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Quaranta, indagato dalla Procura di Agrigento; dall’incendio al Comune di Favara alla bombola al carcere Petrusa

 

Di sicuro predilige le bellezze naturali dell’agrigentino, luoghi di interesse culturale, sedi istituzionali non risparmiando neppure la casa natale di Luigi Pirandello. Una lunga lista di danneggiamenti rivendicati il più delle volte lasciando la nota firma “Lui è Dome” nelle sue non certamente memorabili e lodevoli “imprese”.  Adesso, dopo l’ultimo sfregio alla Scala dei Turchi con della polvere rossa, la Procura di Agrigento ha notificato un avviso di garanzia nei confronti di Domenico Quaranta, 48enne di Favara, noto come il “danneggiatore seriale”. Il sostituto procuratore Gianluca Caputo gli contesta i reati di danneggiamento, danneggiamento aggravato seguito da incendio e porto di oggetti atti ad offendere. Tanti i raid vandalici, alcuni anche eclatanti, che sono finiti al centro dell’inchiesta della Procura di Agrigento e delle indagini dei carabinieri del Comando Provinciale, guidati dal colonnello Vittorio Singo, e della Compagnia di Agrigento, agli ordini del maggiore Marco La Rovere.

Quaranta, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe il protagonista del danneggiamento con vernice di Punta Bianca, avvenuto tra l’11 ed il 12 settembre 2020: in quell’occasione comparve la scritta “Lui è Dome” incisa con della vernice. Tra il 10 ed il 12 dicembre l’obiettivo è stato il comune di Favara: prima con una scritta con bomboletta spray nera  “Voglio i soldi” negli uffici di via Meldola e poi con l’incendio del portone di ingresso dell’Ente per fortuna estinto da alcuni passanti. Il 21 dicembre Quaranta sarebbe entrato in azione nella casa natale di Luigi Pirandello, in contrada Caos, usando ancora una volta della vernice e lasciando la sua firma “Dome”. La vigilia di Capodanno del 2020, armata di mazza, avrebbe poi distrutto i vasi in ceramica posizionati lungo il Viale delle Dune di San Leone. Con il nuovo anno, il 15 gennaio 2021, Quaranta sarebbe nuovamente entrato in azione. Questa volta al carcere Petrusa di Agrigento dove comparve (sempre usando bomboletta spray) la scritta “Unico e solo Dome”.

Quaranta, come detto, è un soggetto noto alle cronache e alle forze dell’ordine. Lo scorso 15 gennaio il Questore di Agrigento Rosa Maria Iraci gli ha notificato un avviso orale con conseguente divieto di recarsi a Realmonte per tre anni e imponendogli diverse prescrizioni. In precedenza il Questore aveva anche chiesto la sorveglianza speciale (rigettata dal tribunale di Palermo) nei confronti del favarese. Agli inizi degli anni 2000 fu protagonista di due episodi dal notevole clamore mediatico che gli costarono peraltro una condanna a 16 anni di reclusione: l’11 maggio 2002 fece esplodere una bombola di gas alla fermata Duomo del metrò di Milano e  appena un anno prima aveva fatto deflagrare una bombola di gas da campeggio sui gradini del Tempio della Concordia, nella Valle dei Templi di Agrigento. Dopo la condanna è ritornato alla ribalta.
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