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W i comitatini e i genitori “pro scuola in presenza”. Abbasso i sindaci di Palermo, Messina e Agrigento. E proprio mentre scriviamo…

 

Comitati, comitatini, gruppi di genitori e così via dicendo.

Un manipolo di figure che sicuramente sfidano alto la dirompente e devastante epidemia che in queste settimane colpisce il mondo intero, l’Europa intera, l’Italia intera, la Sicilia intera. Non solo, ad essere colpiti, (e qui ci si affida ai numeri perchè il sofismo lo lasciamo fare agli altri) sono principalmente bambini e ragazzi, cioè coloro i quali invece di essere difesi da ogni qualsiasi pericolo, sono lanciati verso il buio proprio dai comitatini di cui sopra e da genitori assai temerari (eufemismo).

In Sicilia è un vero e proprio caos. Per aprire una scuola adesso deve rispondere il Tar, dopo le pronunce di governi nazionali e regionali e dopo le decisioni dei sindaci che autonomamente (e secondo noi con grande senso di responsabilità) hanno deciso di chiudere gli istituti scolastici.

Nell’incertezza della diffusione della pandemia, ma con numeri che sono sempre più alti, è preferibile, giustamente, mantenere la Dad in attesa di tempi migliori. Forzare in questo momento, con ricorsi, comitatini e genitori sparsi non sembra avere un buon senso.

Le iniziative dei primi cittadini cominciano a ricevere le prime sconfessioni dentro le aule di giustizia. Ed in effetti nella Sicilia il caos è totale. A Catania il Tar accoglie la segnalazione del comitato “Scuola in presenza” ha sospeso l’efficacia del sindaco di Messina che aveva adottato il provvedimento in Dad.

A Catania sembra essere diverso. Palermo e Agrigento aspettano i ricorsi presentati da una “pochiotudine” (grazie per la libertà…) di genitori che hanno fatto ricorso al Tar che adesso dovrà esprimersi.

Chi ricorre può vantare dalla parte sua l’illegittimità dell’atto amministrativo dei sindaci in quanto la legge nazionale prevede la chiusura solo in zone arancioni e rosse ed anche dietro parere dell’Asp.

Le colpe dei sindaci di Palermo, Messina e Agrigento, De Luca, Orlando e Miccichè, sarebbero proprio queste?

Vogliamo aspettare che la Sicilia diventi zona nera?

N.B. Mentre scriviamo questo articolo giunge notizia che tre quarti della Sicilia dal 16 gennaio doventerà zona arancione. 

E adesso i comitatini e i genitori superman che faranno? Contro chi contesteranno il proprio pensiero?

Forse con l’istituto dei colori italiani…

1COMMENTO
  • Elena 15 Gennaio 2022

    Condivido in parte il contenuto dell’articolo. Ormai il caso covid, perché di un vero e proprio caso si tratta, è diventato motivo di discussione e dibattito tra parti evidentemente in contrapposizione. Da un lato la Destra, i presidi, i pro vax, i virologi di Facebook, dall’altro la Sinistra, i genitori, i no vax, i virologi che hanno fatto un corso di studi serio.
    Io sono una docente che si è vaccinata ben 3 volte e non perché costretta, ma perché crede nella scienza, non mi identifico con nessun colore politico né partitico… Però un mio pensiero ce l’ho. A cosa serve aver fatto i vaccini se devo continuare a restare chiusa in casa e fare Dad, stare dietro a un pc per ore cercando di catturare l’attenzione di ragazzi che stanno pagando un prezzo altissimo per l’incapacità di chi ci governa? Lo stato di emergenza era giustificabile 2 anni fa, non oggi. Non si può tornare in classe perché, le nostre aule sono dei veri e propri pollai, perché non si è limitato il numero di alunni iscritti per classe!!! Siamo di nuovo in periodo di iscrizioni e il ministero cosa ha pensato di fare in merito? NULLA…
    Poi sui comitati dei genitori che hanno messo al mondo dei figli, pensando di affidare la loro educazione e formazione interamente alle agenzie educative, su questo non mi pronuncio.

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