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Nascose a lei, poi morta, di essere affetto da Aids. Condannato

 

La Corte d’Assise di Messina ha condannato a 22 anni di carcere, per omicidio volontario, Luigi De Domenico, perché avrebbe provocato la morte della sua compagna, S.G le iniziali del nome, avvocato, deceduta nel 2017, all’età di 45 anni. Lei ha contratto l’Aids che le ha trasmesso l’uomo, che le ha taciuto di essere ammalato. Altre donne, anche loro contagiate, hanno testimoniato al processo, dichiarando che l’uomo aveva nascosto anche a loro di essere affetto da Aids. In un altro procedimento, ancora in corso, sono imputati tre medici indagati di aver contribuito a causare la morte della donna, non accorgendosi, per anni, dell’infezione da Aids e non disponendo specifici test. L’uomo, pienamente a conoscenza di essere malato, ha avuto un figlio dalla sua compagna. Neanche quando ha saputo delle gravissime condizioni di salute della donna le ha rivelato la verità, impedendole così di ricorrere alle cure. Lui è stato anche a conoscenza del disorientamento dei medici che non riuscivano ad accertare di quale patologia soffrisse la donna. De Domenico è stato individuato soltanto grazie alla caparbietà della sorella della vittima, che ha scoperto tutto e presentato una denuncia. Dall’inchiesta è emerso che la prima moglie dell’uomo, dalla quale ha avuto una figlia agli inizi degli anni ’90, era morta di Aids. Alle persone che nei due decenni successivi hanno intrattenuto relazioni con lui, De Domenico ha sempre riferito che la prima moglie era morta a causa di un tumore. De Domenico avrebbe avuto rapporti non protetti con altre cinque donne, quattro delle quali (compresa S.G.) contagiate.

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