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E’ stato consegnato al professor Francesco Pira il prestigioso Premio Internazionale Navarro 2021 per l’impegno contro le devianze sulla rete. Il sociologo e saggista commenta: “E’ un riconoscimento che mi spinge a lavorare ancora di più e a non fermare nemmeno un attimo questa battaglia di civiltà per un uso consapevole delle nuove tecnologie”. Il 12esimo Premio Internazionale Navarro è ideato e coordinato da Enzo Randazzo, scrittore e Presidente Lions, che è l’associazione che promuove l’iniziativa a Sambuca di Sicilia, ovvero il paese natale dello scrittore Emanuele Navarro della Miraglia che fu tra i protagonisti del verismo siciliano.

La Cassazione ha depositato le motivazioni della sentenza che ha confermato le condanne inflitte al processo Borsellino Quater: “La strage ha una paternità mafiosa, anche se tra zone d’ombra e anomalie”.

Lo scorso 5 ottobre la Cassazione ha confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta, presieduta dal giudice Andreina Occhipinti, il 15 novembre del 2019, che ha a sua volta confermato la sentenza emessa in precedenza dalla Corte d’Assise nissena, presieduta dal giudice Antonio Balsamo, il 20 aprile del 2017.

E ciò al cosiddetto “Borsellino Quater”, ovvero il quarto processo sulla strage di Via D’Amelio frutto delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, della revisione e l’annullamento degli ergastoli ai condannati innocenti, e del depistaggio delle indagini. Dunque, sono stati confermati l’ergastolo a carico dei boss Salvo Madonia e Vittorio Tutino, e poi 10 anni di reclusione ciascuno, per calunnia, a Francesco Andriotta e Calogero Pulci, che sono i falsi pentiti sbugiardati da Gaspare Spatuzza, che ha smentito anche il più celebre Vincenzo Scarantino, per il quale il reato di calunnia pluriaggravata è stato dichiarato prescritto. Salvo Madonia sarebbe stato tra i mandanti della morte di Paolo Borsellino. Vittorio Tutino, invece, avrebbe partecipato alla fase esecutiva della strage.

I tre falsi pentiti, Scarantino, Andriotta e Pulci sarebbero stati gli attori protagonisti del depistaggio che ha indotto i giudici fino alla Cassazione a costringere all’ergastolo, e alla detenzione per tanti anni, sette innocenti. Ebbene adesso la Cassazione ha depositato le motivazioni della sentenza. E tra le oltre 120 pagine si legge: “L’attentato al giudice Paolo Borsellino, e ai cinque poliziotti della scorta morti con lui, è di paternità mafiosa, anche se ci sono anomalie sulle quali non si è riusciti a fare luce, dopo quasi 30 anni, come il coinvolgimento dei Servizi segreti del Sisde, la presenza di uomini dei Servizi sul luogo della strage subito dopo l’esplosione di 90 chili di tritolo e pentrite, e zone d’ombra come la scomparsa dell’agenda del magistrato e la sua ricomparsa dopo alcuni mesi nelle mani del dottor Arnaldo La Barbera che la riconsegnava alla moglie del magistrato.

I dati probatori relativi alle zone d’ombra possono al più condurre a ipotizzare la presenza di altri soggetti o di gruppi di potere co-interessati all’eliminazione di Paolo Borsellino, ma ciò non esclude il riconoscimento della paternità mafiosa dell’attentato di Via D’Amelio e della sua riconducibilità alla ‘strategia stragista’ deliberata da Cosa nostra, prima di tutto come ‘risposta’ all’ esito del maxi processo”. E poi, a tal proposito, i giudici della Suprema Corte tracciano tre finalità della strage: la prima è una finalità di vendetta contro il nemico storico di Cosa Nostra rimasto in vita dopo la strage di Capaci, la seconda è una finalità preventiva, volta a scongiurare il rischio che Borsellino potesse raggiungere i vertici delle nuove articolazioni giudiziarie promosse da Giovanni Falcone, e la terza è una finalità schiettamente destabilizzatrice dell’attentato di Via D’Amelio, volta a mettere in ginocchio lo Stato ma sempre nella prospettiva di Cosa Nostra tesa a fare la guerra per poi fare la pace”.

E a seguito della pubblicazione delle motivazioni, la famiglia Borsellino, tramite l’avvocato Fabio Trizzino, che è marito di Lucia Borsellino, ha commentato: “L’uccisione di Paolo Borsellino e il depistaggio sulla strage sono legati. Che sia stato un delitto di mafia non c’è alcun dubbio, ma ci sono troppe zone d’ombra, come la scomparsa dell’agenda rossa. E poi vi sono delle cointeressenze di Cosa Nostra con importanti imprenditori e società del Nord, i cui sviluppi si sarebbero potuti meglio vedere solo attraverso una giusta valorizzazione del dossier mafia e appalti. Cosa che Borsellino non ha potuto fare”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ci sono anche una farmacia di Sciacca e una di Ribera nelle convenzione stipulata con l’Asp di Agrigento per per l’allestimento di preparati a base di Cannabis per finalità terapeutiche a carico del Servizio sanitario regionale.

Si tratta delle farmacie Tulone a Sciacca e Pace a Ribera. La convenzione si è resa necessaria perchè le farmacie ospedaliere non sono in condizione di fare ciò e nessuna farmacia di altri ospedali ha offerto la propria disponibilità.

La convenzione stipulata interessa anche altre 4 farmacie in provincia di Agrigento e la prescrizione deve essere effettuata dai medici specialisti esclusivamente in ambiente ospedaliero e in strutture assimilabili dove l’uso della Cannabis è consentito. Il farmaco sarà gratuito per i pazienti affetti da dolore cronico e neuropatico e da spasticità da sclerosi multipla, e che si rivolgeranno alle strutture sanitarie pubbliche. Il preparato si potrà dunque usare limitandolo alla riduzione del dolore cronico.

La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite il pubblico ministero Chiara Bisso, ha disposto la citazione a giudizio di Ignazio Ribisi, 63 anni, di Palma di Montechiaro, detenuto all’ergastolo per associazione mafiosa e omicidio. Lui, in occasione di un permesso premio per incontrare la moglie e la famiglia, avrebbe inveito contro un ispettore della Polizia penitenziaria perché, non essendo previsto dal programma della visita, non gli ha consentito di consegnare ai suoi congiunti un vassoio di dolci. Ribisi avrebbe pronunciato frasi del tipo: “Se mi metto a gridare, sai quanti ne arrivano”, oppure “Anche se io sono all’ergastolo, io e te prima o poi ci incontreremo”.

Sono stati appaltati dal Genio Civile i lavori di manutenzione della SP12 Naro- Campobello, in attuazione all’accordo istituzionale tra il Libero Consorzio dei Comuni Agrigentini e l’Assessorato Regionale Infrastrutture e Mobilità, guidato dall’On. Marco Falcone.

I lavori, appaltati alla ditta Elcal Srl, saranno avviati in settimana, lungo il tracciato della Strada Provinciale, che collega i Comuni di Ravanusa, Campobello di Licata e Naro, sino a raggiungere Agrigento.

In particolare,  saranno realizzati diversi interventi finalizzati a superare una serie di criticità che  riguardano la deformazione della sede viaria in diversi punti, causata da movimenti franosi, il deterioramento del conglomerato bituminoso in alcuni tratti, l’assenza di segnaletica orizzontale, la carenza e l’obsolescenza della segnaletica verticale e l’inadeguatezza delle opere di canalizzazione delle acque, che spesso determinano condizioni favorevoli per l’innesco di frane del corpo stradale verso valle.

“Siamo lieti di continuare ad offrire il nostro contributo, afferma il Capo del Genio Civile Rino La Mendola, per ridurre quel gap infrastrutturale che ha progressivamente isolato la provincia di Agrigento, tarpando le ali al suo sviluppo socio-economico. Dall’inizio dell’anno, grazie alle risorse stanziate dal Governo Musumeci ed alla professionalità dei dipendenti dell’Ufficio del Genio Civile, abbiamo avviato i lavori per la manutenzione di ben sette strade provinciali”.

I cantieri aperti dal Genio Civile, nel corso del 2021, riguardano in particolare la SP32 Ribera-Cianciana, i cui lavori sono già in avanzato stato di esecuzione e le strade provinciali n°24 Burgio-Lucca Sicula, n°35A Portella di Sciacca-Lucca Sicula, n°35B Lucca Sicula- Bivio SS380, n°47 S.Anna-Villafranca Sicula, la strada ex consortile n°11 Calamonaci-Villafranca Sicula e soprattutto la SP88 di collegamento tra la SP36 e la SP47”, i cui lavori saranno conclusi entro il primo semestre del 2022.

Il Responsabile Unico dei Lavori di manutenzione della SP12 è il Funzionario Direttivo Giovanni Conti, mentre l’Ufficio di Direzione dei Lavori è composto dai Funzionari Direttivi Angelo Cimino, Carmelo Florio e Gaspare Patti.

Le Strade del Cuore” è l’iniziativa itinerante di Gvm Care & Research, gruppo ospedaliero italiano, arriva ad Agrigento.

In piazza Vittorio Emanuele, martedì 9 e mercoledì 10, dalle 9 alle 17, con i medici di Agrigento Medical Center, si svolgeranno delle attività di prevenzione e sensibilizzazione rispetto ai problemi di tipo cardiovascolare. A bordo della clinica mobile verranno effettuati consulti gratuiti per valutare la salute del cuore tramite rilevazione della pressione arteriosa, misurazione del peso e del girovita, valutazione del profilo lipidico, misurazione della glicemia e controllo del ritmo cardiaco. Al termine del percorso ci sarà il consulto conclusivo con il medico.

L’iniziativa è consigliata per le persone di età superiore ai 40 anni, l’accesso sarà organizzato per evitare assembramenti e non è richiesta la prenotazione; è obbligatorio aver completato il ciclo vaccinale con la seconda dose o essere in possesso di un tampone molecolare con esito negativo nelle 48 ore precedenti.

Assoluzione dall’accusa di avere finto una malattia per giustificare un’assenza di 15 giorni dall’ufficio. Il giudice monocratico del tribunale di Sciacca, Dino Toscano, ha scagionato l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento, Pietro Pasquale Leto, 69 anni, e il medico di base Giovanni Marcello Contissa, 70 anni, dalle accuse di falso e truffa aggravata.

Il procedimento è una costola dell’inchiesta “Duty free”, su un ipotizzato un giro di tangenti all’Agenzia delle Entrate, che peraltro non ha avuto finora riscontri in ambito processuale. Alcune intercettazioni, disposte nell’ambito di quell’indagine, sono state trasmesse alla Procura di Sciacca perchè i presunti certificati medici falsi concordati al telefono (per il periodo compreso dal 4 al 21 novembre del 2013) erano stati prodotti a Cianciana.

Leto, secondo l’accusa che non ha retto al vaglio del processo, avrebbe usufruito della falsa certificazione per assentarsi dall’ufficio. I difensori – gli avvocati Alfonso Neri, Salvatore Pennica e Domenico Cicchirillo – avevano, fra le altre cose, sostenuto che le intercettazioni non potessero essere usate in quanto provenienti da un altro procedimento. Tesi che è stata accolta dal giudice che ne ha dichiarato l’utilizzabilità.

Tratto da Ger. Card.

Il giovane palermitano ha preso il bambino e gli ha praticato la manovra di Heimlich, quella che permette di liberare le vie aeree del piccolo, salvandolo. «E’ stato un intervento provvidenziale, quasi divino – raccontano i condomini – quel giovane si trovava dai genitori per alcuni giorni di vacanza in attesa di tornare a Regio Emilia per completare gli studi. Il bambino non respirava. Se si fosse chiamato il 118, probabilmente anche pochi minuti di attesa sarebbero potuti essere fatali. Quando abbiamo visto il bimbo tornare a respirare siamo stati davvero tutti felici. C’era il panico. Per fortuna Alessandro è riuscito a gestire la situazione con la freddezza necessaria. Per noi l’esame di laurea l’ha già superato».

416 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia di 16.071 tamponi processati.  L’incidenza sale al 2,6% ieri era al 1,7%. La Sicilia è al quinto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 8.425, mentre i guariti sono 121; si registra un’altra vittima, che porta il totale dei decessi a 7.049. Sul fronte ospedaliero sono adesso 379 i ricoverati, in terapia intensiva sono 46.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 68 casi, Catania 180, Messina 455, Siracusa 22, Ragusa 12, Trapani 13, Caltanissetta 9, Agrigento 10, Enna, 1.