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Il vice presidente del consiglio comunale di porto Empedocle, Salvatore Agrò, eletto recentemente nella lista Primavera Empedoclina, interroga il neo sindaco Martello sulla vicenda del crollo della scalinata di collegamento tra l’Altopiano Lanterna ed il centro storico.

“Il mal tempo a portato via un pezzo di storia della nostra città, – dichiara Agrò – ma adesso abbiamo il dovere di riportarla nuovamente funzionale e percorribile. Nel frattempo, mi chiedo quali interventi siano stati programmati per il ripristino, sottolineando l’urgenza per evitare disagi alla popolazione residente nell’ Altopiano Lanterna. Voglio ricordare, inoltre, che la scala di collegamento è indispensabile per il transito dei pedoni. Mi auspico – conclude Agrò – che la nuova amministrazione possa applicare senso di responsabilità, e agisca immediatamente”

Bloccare la messa in onda della fiction Mediaset “Lady Corleone”: è l’impegno chiesto al presidente della Regione Siciliana con un ordine del giorno proposto da Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Sicilia, e firmato da tutti i gruppi politici dell’Assemblea. Il caso è stato sollevato da Attiva Sicilia e dall’Unione dei siciliani.

“La Sicilia – si legge nell’ordine del giorno – che ha purtroppo visto nella sua storia una rilevante presenza mafiosa, ha anche conosciuto una straordinaria presenza anti-mafiosa con decine e decine di martiri ed eroi civili caduti combattendo contro la mafia. La Sicilia di Falcone e Borsellino, di Padre Puglisi e di tanti altri siciliani di valore”. Eppure nella fiction si ripeterà il “cliché stereotipato che accosta implicitamente la parola ‘Corleone’, cittadina siciliana, alla mafia. Un accostamento che rappresenta l’ennesimo danno d’immagine per la Sicilia, nonché una mortificazione per l’intera comunità corleonese, fatta anche di donne e uomini onesti che faticano a scrollarsi di dosso pagine pesanti che vogliono lasciarsi alle spalle”.

“Il governo regionale faccia pressioni per far cambiare almeno il titolo della fiction”, chiede Foti.

L’Asp di Agrigento ha organizzato seminari ed eventi formativi in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sulle donne.
Si tratta del cosiddetto “H-Open Week”, iniziativa resa possibile grazie al conferimento di due “bollini rosa” da parte dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento
Gli incontri si svolgeranno il 22 ed il 23 novembre e sono finalizzati a supportare le donne vittime di violenza e ad incoraggiarle a rompere il silenzi  fornendo strumenti concreti e indirizzi a cui rivolgersi per chiedere aiuto.
Le iniziative, coordinate dal referente aziendale Codice Rosa e Bollino Rosa Dr.ssa Mariella Di Grigoli, rientrano nell’ambito del progetto promosso dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (ONDA) e sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it con le indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione.
Primo appuntamento il 22 novembre alle 11, al Collegio dei Filippini, con il seminario organizzato in collaborazione con il Comune di Agrigento dal titolo “Insieme Parliamone…..Parliamoci”.
Sempre lunedì 22, a Canicattì, presso il centro culturale “San Domenico” in piazza Dante, è in programma, alle 16, l’incontro su “La violenza ha molti volti: nessuna maschera per combatterla” organizzato in collaborazione con il Comune e l’UNITRE’ Previste anche iniziative rivolte al personale Asp come l’evento “Implementazione della procedura del percorso codice rosa” previsto martedì 23 alle 9 presso l’aula di formazione dell’Asp all’interno della cittadella della salute di Agrigento.
Tutte le azioni previste in occasione dell’H-Open Week contro la violenza sulle donne sono possibili grazie alla fattiva collaborazione tra l’Asp e Onda grazie alla quale il presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” ha ottenuto il conferimento di due bollini rosa: il riconoscimento attribuito agli ospedali che, su scala nazionale, si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne.

Avvicinandosi la conclusione dell’anno dedicato al settecentesimo centenario della morte del Sommo Poeta, la FIDAPA ha organizzato, sabato 20 novembre p.v. alle ore 17.00, presso il Circolo Culturale Empedocleo  di Agrigento, un incontro culturale su “Dante e le Donne”.

A relazionare sarà la prof. Rosanna Gareffa, già autrice del  libro  “Il sogno di Dante”.

Introdurrà i lavori la dott. Carmelina Guarneri Presidente della Fidapa. Le letture  a cura di Eva Di Betta.

Poeta, teologo e filosofo, Dante Alighieri rappresenta un’intera cultura e, grazie alla sua attività artistica  è considerato il Padre della lingua italiana ed il simbolo dell’Unità del nostro Paese.

L’opera che ha consegnato Dante ad un’eterna fama è la Commedia, con cui il Poeta ha lasciato un’impronta imperitura nell’immaginario collettivo sullo stato delle anime dell’Inferno ,del Purgatorio e del Paradiso.

Dante è un autore universale e attuale perché ha parlato all’umanità intera affinchè possa intraprendere, come ha fatto lui in prima persona nel suo viaggio, un percorso di redenzione.

La sua modernità è legata alla trasmissione del messaggio di onestà, di giustizia, di legalità che trapela dalle sue opere ed in particolare della Divina Commedia, uno dei capolavori della letteratura mondiale.

Notevole è la presenza della donna nella poesia di Dante e per il sommo poeta la Donna è un essere angelico che ci avvicina a Dio ed è essa che salva l’uomo.

Le donne di Dante sono moderne e attuali e, alcune di esse, sembrano i volti del quotidiano vivere e delle sue sventure e sofferenze. In una realtà dominata dagli uomini, piena di violenza e di conflitti, le vicende delle Donne di Dante sono presenti oggi come allora.

Domani 20 novembre, alle ore 10.00 presso la Basilica Cattedrale San Gerlando di Agrigento, in occasione della ricorrenza della “Virgo Fidelis” – Santa Patrona dell’Arma dei Carabinieri – verrà celebrata una Santa Messa, officiata da Don Salvatore Falzone, Cappellano Militare dell’Arma dei Carabinieri della Legione Sicilia, concelebrata da Don Angelo Cerenzia, parroco della Basilica dell’Immacolata di Agrigento.

La cerimonia – in cui si inserisce anche l’ 80° Anniversario della Battaglia di Culqualber” e la celebrazione della “Giornata dell’Orfano” – costituisce annualmente un momento di meditazione spirituale per le donne e gli uomini in uniforme della Benemerita. Per quel fatto d’armi alla Bandiera dell’Arma fu conferita la seconda Medaglia d’Oro al valor Militare.

Alla celebrazione parteciperanno le autorità provinciali, unitamente a Carabinieri, in servizio e in congedo, alle loro famiglie, ai parenti delle “vittime del dovere”.

Nel pomeriggio di ieri un cittadino di Ribera ha chiamato i Carabinieri della locale Tenenza dopo aver rinvenuto tre carcasse di cani meticci in C.da Magone. Sul posto, oltre ai Militari dell’Arma, giungeva anche il medico veterinario dell’ASP1-distretto di Ribera- che rilevava segni di avvelenamento e l’assenza di  microchip sui cani. Si procedeva inoltre ai prelievi biologici sulle carcasse da inviare successivamente all’Istituto Zooprofilattico di Palermo per le analisi di laboratorio, i cui esiti potranno fornire qualche indizio ai Carabinieri di Ribera per individuare i responsabili di tali maltrattamenti.

I Carabinieri del Centro Anticrimine Natura di Agrigento, con il supporto del personale dell’Arpa protezione ambiente, hanno concluso un’attività di ispezione e controllo, delegata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, nei confronti di alcuni impianti di produzione di conglomerati cementizi della provincia. L’attività si è conclusa con la denuncia a piede libero di due titolari degli impianti, al cui interno sono state riscontrare irregolarità in materia di gestione dei rifiuti derivati dalla lavorazione dei conglomerati. Sono state elevate anche sanzioni amministrative per circa 2 mila euro per la mancanza dei registri di carico e scarico dei rifiuti.

La Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero Paola Vetro, ha notificato l’avviso a comparire per essere interrogati dalla polizia giudiziaria a 14 persone, fra imprenditori e rispettivi collaboratori, indagati di abbandono e deposito non autorizzato di rifiuti, e miscelazione non consentita di rifiuti. Sono stati immortalati dalle telecamere nascoste dal personale del Corpo forestale della Procura della Repubblica di Agrigento, intenti a scaricare scarti di frutta, ferraglia, resti di pesce, cartoni, polistirolo, e altri materiali di diversa tipologia in un’area della zona industriale e nelle vicinanze di un torrente, nei pressi di Fondacazzo. E ciò tra il giugno e l’agosto del 2018.

I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, hanno disposto due condanne e un’assoluzione per presunta bancarotta fraudolenta nel settore dell’edilizia. Sono stati inflitti 4 anni di reclusione a C B, sono le iniziali del nome, amministratore di una società poi dichiarata fallita nel 2007, e 2 anni a G T, amministratore di diritto della stessa società fino alla data di fallimento. Le ipotesi di reato risalgono al 2007, quando sarebbero stati commessi più atti di bancarotta fraudolenta con la distrazione di beni mediante operazioni ritenute illecite, con la falsificazione o distruzione dei libri e delle scritture contabili, al fine di evitare la ricostruzione del patrimonio e del movimento di affari della società.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha ritenuto necessario l’approfondimento dibattimentale a processo e ha disposto il rinvio a giudizio dell’architetto Rosario Monachino, responsabile del settore Lavori pubblici del Comune di Aragona, imputato di peculato allorchè si sarebbe appropriato di reti metalliche e paletti di proprietà del Comune, già destinati al ripristino di un ponte, e che sarebbero stati trasportati da tre operai nella sua abitazione. I Carabinieri hanno sorpreso i tre operai comunali intenti a lavorare a casa di Monachino quando, invece, avrebbero dovuto trovarsi al Comune.