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Avvicinare fisicamente la direzione aziendale ai bisogni della gente, alle istanze del personale, alle esigenze che si vivono in quegli ambienti nei quali si eroga in prima linea l’assistenza sanitaria. E’ questa la motivazione di fondo che anima la scelta dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, quantomeno inconsueta, di rendere “itinerante” la sede della direzione generale delocalizzandola, a turno, presso ciascuno dei cinque presìdi ospedalieri della provincia. La decisione, presa dal commissario straordinario ASP, Mario Zappia, avrà efficacia già a partire dalla prossima settimana quando, in prima battuta, sarà l’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento ad ospitare per circa due mesi il vertice aziendale. “La scelta – precisa il commissario Zappia – non ha un mero significato simbolico. Serve a penetrare ancor più da vicino le dinamiche dell’assistenza ospedaliera e contribuisce, in un periodo così difficile per la sanità globale come quello che stiamo vivendo a causa del covid-19, ad acuire lo spirito di squadra fra chi opera in corsia a diretto contatto con i pazienti e la direzione strategica”.

Il Tribunale di Agrigento ha inflitto due condanne per minacce e aggressione a colpi di tenaglia, risalenti al giugno del 2018 a Licata, a danno di un automobilista con cui i due imputati incorsero in un incidente stradale. In particolare, 7 mesi di reclusione sono stati comminati ad Antonio Semprevivo, e 10 mesi a suo figlio Giuseppe, entrambi di Licata. I due sono stati assolti dall’imputazione di lesioni aggravate.

Il Pubblico Ministero Gloria Andreoli ha chiesto la pena per tre soggetti e l’assoluzione per altri sette nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Cappio” che ha stroncato un giro di usura ed estorsioni a Canicattì.

La pena più alta è stata proposta per il settantunenne Antonio Maira, 18 anni di carcere; 12 anni invece per il fratello Giuseppe e il commerciante Giuseppe Lo Brutto.

Per altri sette indagati il PM ha chiesto invece l’assoluzione. Si tratta di Calogero Liuzzi, 41 anni, Ivan Sciabbarrasi, 45, Giuseppe Zucchetto, 47, Giuseppe Liuzzi, 39 anni, Angelo Valletta, 67, Antonio Gianluca di 37 anni.

Nel corso delle indagini fatte dai carabinieri è stato accertato che il gruppo di usurai adottava tassi di interesse anche 750%. Numerose le persone fra artigiani e imprenditori finiti nelle grinfie degli strozzini.

Per tutti i reati ipotizzati sono l’estorsione, minaccia e usura aggravata.

Alfonso Malato, che presiede la prima sezione penale del tribunale di Agrigento ha rinviato il procedimento al prossimo 16 dicembre.

 

Caos al Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Una giovane nissena arrivata con pressione a 180 e’ stata lì dalle 22 del 12 ottobre alle 23 del 13 ottobre in attesa di accertamenti. Il primo prelievo per gli enzimi del cuore e la misurazione della pressione, le sono stati  fatti all’ una di notte del 12 ottobre dopo 3 ore di attesa. La dottoressa però non ha registrato la signora e non le ha aperto la cartella clinica e quindi i primi esami sono andati persi. Solo il 13 ottobre sono riusciti a fare gli esami. La Nissena ci racconta: “Medici e infermieri sotto organico, tutti impegnati con il covid. Al Pronto soccorso ho visto anziani lasciati soli in barella a chiedere aiuto e a chiedere invano da bere. Un uomo giunto in codice rosso dopo un incidente stradale a Villalba è stato lasciato in barella per un’ora e gridava dal dolore: meglio morire! Ho vissuto due giorni di agonia e fortunatamente sono uscita senza nulla di grave. È una situazione insostenibile che è giusto rendere pubblica! “

giornalenisseno

“Ringraziamo il ministro Patuanelli per non aver chiuso le porte in faccia alla Sicilia ed essersi impegnato a battere, in collaborazione con la Regione, tutte le strade possibili per salvare il finanziamento almeno di qualche progetto in fase molto avanzata tra quelli del Pnrr recentemente bocciati”.

Lo affermano i deputati del M5S all’Ars a commento dell’incontro a Roma tra il titolare del dicastero delle delle Politiche agricole alimentari e forestali e l’assessore regionale all’Agricoltura Toni Scilla.

“Il Ministro – affermano i deputati 5 stelle – ha perfettamente compreso la gravità della situazione e che la bocciatura della totalità dei progetti irrigui mandati a Roma dalla Sicilia non avrebbe fatto altro che allargare il gap di sviluppo, già enorme, tra Nord e Sud. Ci auguriamo che ora la Sicilia presti molta più attenzione nella fase istruttoria dei progetti che saranno inviati a Roma per mettere il ministero nella condizioni di far scattare il semaforo verde ai finanziamenti attesissimi dal mondo agricolo. Ci auguriamo soprattutto che la severa batosta ricevuta dalla Regione serva da lezione per mettere al riparo la Sicilia nell’immediato futuro da altri gravissimi scivoloni sul fondamentale terreno della progettazione per il Pnrr”.

La decisione è stata presa nei giorni scorsi al termine di un’assemblea alla quale hanno partecipato le Rsu e i segretari generali della Cisl Fp e Fp Cgil Salvatore Parello e Vincenzo Iacono

Lavoratori part time del Comune di Agrigento in stato di agitazione. La decisione è stata presa al termine di un’assemblea svoltasi lo scorso 12 ottobre durante la quale si è dato incarico ai sindacati di aprire il tavolo di raffreddamento. Ai lavori hanno partecipato, oltre alla componente rsu, il segretario generale della Cisl Fp Salvatore Parello e quello della Fp Cgil Vincenzo Iacono.

I lavoratori hanno rappresentato l’assoluta inadeguatezza dell’orario contrattualmente previsto rispetto agli effettivi carichi di lavoro, anche in considerazione della continua perdita di personale, e quindi di professionalità, che il Comune subisce a causa dei pensionamenti.

Durante gli interventi dei dipendenti comunali è stata ribadita l’assoluta predominanza dei lavoratori a tempo parziale rispetto alla totalità dei lavoratori in servizio e che, tale predominanza, sempre in virtù dei prossimi pensionamenti, rischia di divenire sempre più evidente.

Abbiamo nel tempo più volte sollecitato l’amministrazione ad avviare un confronto sulla programmazione del fabbisogno del personale – dicono Parello e Iacono – ma, a parte la formale apertura politica, non è stata supportata dalla predisposizione degli atti propedeutici all’adeguamento contrattuale tra i quali i documenti finanziari nonché l’elaborazione di piano Triennale dei fabbisogni che prevedesse, appunto, l’incremento stabile dell’orario di lavoro del personale part-time nonché la stabilizzazione delle restanti unità di personale ancora precario”.

Nel corso dell’assemblea è emerso, inoltre, che ad oggi il Comune, nonostante gli impegni già presi durante incontri informali non ha proceduto ad avviare la contrattazione decentrata, oggi ferma all’ipotesi di riparto del fondo 2019. Inoltre questa ipotesi non è stata certificata dagli organi di revisione con la conseguente impossibilità di erogare fisicamente le somme ai lavoraotri.

Questi ritardi – continuano Parello e Iacono – comportano ogni anno per i lavoratori una perdita sia di natura economica che di natura previdenziale. Appare il caso di ricordare come attraverso la leva della contrattazione decentrata, effettuata nei tempi dovuti, l’amministrazione comunale potrebbe allineare la distribuzione delle risorse nell’ottica di una corretta destinazione delle stesse secondo obiettivi programmati. Ciò consentirebbe anche di effettuare quelle azioni di miglioramento dei servizi attraverso, appunto, l’utilizzo delle leve dell’incentivazione al personale. Difatti attraverso tale strumento vengono assicurate le risorse utili, oltre che a remunerare istituti importantissimi quali servizio esterno turni reperibilità indennità per particolari responsabilità, anche la predisposizione di progetti e performance organizzativa ed individuale secondo un’ottica del merito e del miglioramento continuo dei servizi da offrire alla cittadinanza”.

Dall’assemblea è emerso anche tutto il disagio del personale relativo alla mancanza di programmazione relativa alla formazione rivolta al personale per il miglioramento e l’aggiornamento delle competenze professionali anche nella prospettiva degli importanti obiettivi che dovranno essere raggiunti per l’utilizzo delle risorse del PNRR.

In seguito alla proclamazione dello stato di agitazione i sindacati hanno chiesto alla Prefettura l’apertura del tavolo di raffreddamento.

270 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore a fronte di 11.493 tamponi processati in Sicilia. L’incidenza sale al 2,3% ieri era all’1,8. L’isola è al quinto posto nei contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 8.870, i guariti sono 783 mentre si registrano altre 6 vittime che portano il totale dei decessi a 6.921. Sul fronte ospedaliero sono adesso 332 i ricoverati mentre in terapia intensiva sono 41.

Questo i numeri nei Comuni capoluogo: Palermo con 29 casi, Catania 94, Messina 76, Siracusa 39, Ragusa 6, Trapani 5, Caltanissetta 15, Agrigento 6, Enna 0.

L’auto-processo del Presidente dell’Assemblea Regionale Sicilia, Gianfranco Miccichè è coraggioso e fornisce  un singolare e preoccupante spaccato. Una prassi ingiustificabile  con le regole del buon amministrare. Afferma che c’è un problema e bisogna trovare soluzione:  tredici leggi impugnate, su 23 esaminate da Palazzo Chigi, dall’inizio dell’anno.  E’ la denuncia di  un andazzo insostenibile. Aggiunge di avere “accettato che tante norme venissero approvate in aula” per un perverso “meccanismo per cui dalle commissioni arrivano leggi in aula che, se volessimo essere rigidi non dovremmo neanche accettare”. Le leggi vengono deliberate consapevolmente in modo illegittimo? Un’ammissione non di poco conto. Quindi, le norme vengono approvate solo per dare dimostrazione  di un interessamento politico a chi dovrebbe esserne beneficiario, finendo poi per attribuire la responsabilità del rigetto al Governo nazionale. La solita storia: “Piove, Governo ladro”. Roma colpevole calpesterebbe un diritto “acquisito”. L’ARS opererebbe a maggioranza soltanto per accontentare lobby, clientele e non, invece che  nell’esclusivo interesse dei siciliani tutti! Appare scontato, quindi, secondo questa auto-denuncia che i parlamentari, pagati coi soldi dei siciliani, investono tempo e denaro pubblico- perché le Commissioni hanno un costo per la collettività! – soprattutto per fare leggi illegittime. Cioè per fare poco o nulla. In Sicilia, in un periodo storico in cui le imprese sopravvivono a fatica, la disoccupazione raggiunge il 18 % e il dato sulla disoccupazione giovanile supera  il 48 %, se c’è una cosa di cui non si ha certamente bisogno è di leggi farlocche. Servono, invece, norme che agiscano strutturalmente sul sistema economico siciliano. Se poi a questo triste quadretto aggiungiamo il fallimento della Sicilia con 61 progetti a valere sul PNRR, bocciati per manifesta incapacità della burocrazia regionale, possiamo dire che questa politica siciliana è un grande pasticcio. Unica regione in Italia a totalizzare zero progetti e a perdere di conseguenza  422 milioni di euro. Sicilia: un film già visto dal titolo “La grande tristezza”.  Serve che i siciliani prendano coscienza di una situazione non  sostenibile.
Lillo Firetto

Continua a Trapani la vergognosa  “querelle” tra l’Amministrazione comunale, l’Ufficio scolastico provinciale  il  Libero Consorzio. Oggetto del dissidio, i bambini disabili. Chi ne fa le spese sono sono 180 studenti con disabilità che, ad anno scolastico abbondantemente avviato, ancora non hanno la dovuta assistenza igienico-sanitaria. Una situazione insostenibile che riduce il diritto allo studio di questi ragazzi e di queste ragazze, una vergogna della quale si sta macchiando chi avrebbe già dovuto porre rimedio a questa condizione. A questo proposito, è intervenuta l’on. Rosalba Cimino, componente della VII Commissione Cultura, Scienza alla Camera dei Deputati, la quale ha  ritenuto opportuno interrogare il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, per chiedere un suo intervento nei confronti degli Enti locali deputati proprio a questo.
” Per legge, infatti, queste nomine sono di esclusiva competenza della Regione Siciliana, del Comune o delle Province, o ancora dei consorzi comunali” asserisce  l’On. Rosalba Cimino. Ed ancora: “dopo le numerose segnalazioni pervenute dal  SGB  Sindacato Generale di Base della Regione Sicilia, ad oggi, non risultano notizie confortanti nel territorio trapanese, dove il Libero Consorzio riattiva in misura minima i servizi di assistenza igienico-personale per gli studenti con disabilità, solo per 2 allievi su circa 180 aventi diritto, ed il Comune di Trapani risulta del tutto assente, con grave ulteriore danno per famiglie e ragazzi”.
L’inclusione scolastica non deve dividere; non può rimanere stampata su una circolare che tutti i dirigenti scolastici conoscono;.ne tantomeno su una nota dell’amministrazione comunale, ne sulle note di un parere del CGA, Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia, non vincolante. Anche gli studenti disabili, hanno diritto a partecipare alla sacrosanta vita di classe ed all’apprendimento nella maniera più attiva.Asserisce Aldo Mucci del SGB direttivo nazionale scuola.

Consegnati questa mattina nei locali del Dipartimento Regionale Protezione Civile di Agrigento i lavori di “Consolidamento versante, per consentire il rientro nelle abitazioni sgomberate nella zona al di sopra di via Giovanni XXIII e zona compresa tra via Giovanni XXIII e viale della Vittoria in territorio di Agrigento”.

L’importo complessivo dei lavori ammonta a 900 mila euro e dovranno essere compiuti entro 304 giorni decorrenti da oggi e quindi entro il 13 agosto 2022.

Non appena saranno completati gli interventi sarà possibile il rientro nelle abitazioni, sgomberate a causa dello scivolamento di terreno registratosi nel febbraio del 2015.
Erano presenti per il Dipartimento regionale della Protezione Civile Sicilia, l’Ing. Maurizio Costa, il direttore dei lavori Arch. Salvatore Fanara, il Geom. Emanuele Milioto, per il comune di Agrigento, il Sindaco Francesco Miccichè, l’assessore Gerlando Principato, l’Arch. Gaetano Greco, per la Soprintendenza l’Arch. Giovanni Crisostomo Nucera e la Dott.ssa Archeologa Domenica Gulli, per Siciliacque l’Ing. Massimo Guarino e il legale rappresentante dell’impresa aggiudicatrice, COFER S.r.l., Ing Massimo Vincenzo Ferrara.