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Il 3 dicembre si celebra in tutto il mondo, la Giornata internazionale della persona disabile. Nel nostro Paese, negli ultimi anni, la disabilità è sempre stata oggetto di slogan durante la campagna elettorale “Oggi un disabile dipende da sette ministeri. (….) È una situazione insostenibile”. Sono le ultime frasi dette durante un recente comizio elettorale. Il Ministero è oggi realtà, almeno sulla carta.  Cosa fa il Ministero della disabilità? Tutela e promuove i diritti e le pari opportunità delle persone disabili e non autosufficienti.

Nella Legge di bilancio del 2017 si era costituito un Fondo per i caregivers familiari predisponendo ben 70 milioni nel triennio, Fondo sparito. I problemi dei disabili e della famiglia in cui vive un disabile sono diversi: l’assenza di supporti effettivi per i genitori alla nascita di un bambino disabile; l’impossibilità di consentire un’istruzione che vada oltre la scuola dell’obbligo con la mancanza a tutt’oggi degli insegnanti di sostegno; degli operatori di assistenza igiene personale; l’inesistenza di integrazione nella scuola.

Nel 2018 il Governo ha varato il Decreto semplificazione che prevede la nascita anche del Codice  Unico per le persone con disabilità. Una decreto dunque che prevedeva, riassetti normativi, codificazioni di settore, sburocratizzazione delle norme sui lavori pubblici , servizi  e interventi  di una legge delega che dimostrava l’attenzione del Governo sul tema della disabilità, un Codice ancora  tuttora da scrivere.  Nel 1998 con la legge 162 si organizzavano presso Comuni, Regioni ed Enti locali, programmi di aiuto alle persone disabili.  Seguirà poi la ricezione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità con cui tutti gli Stati si impegnano a “garantire e promuovere la piena realizzazione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali per tutte le persone con disabilità senza discriminazioni di alcun tipo sulla base della disabilità”. Ed ancora, l’istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità che ha “la finalità di far evolvere e migliorare l’informazione sulla disabilità nel nostro paese e, nel contempo, di fornire un contributo al miglioramento del livello di efficacia e di adeguatezza delle politiche”. Ultima, la legge sul “dopo di noi” , disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare, approvata nel giungo del 2016.

Con il “nuovo” Ministero delle Disabilità, ogni ombra sulla inclusione scolastica dei bambini viene diradata. Un Ministero per ribadire che i bambini disabili, non sono una “categoria” a parte, per i quali non c’è bisogno di provvedimenti “speciali”, ne tantomeno di aiutarli a patto che stiano nel loro “recinto”. I bambini disabili, devono ambire allo stesso trattamento degli altri bambini. A rafforzare il “grande” apparato a protezione della Disabilità, si aggiunge l’ Autorità Garante della Persona con condizione di disabilità della Regione Siciliana presso l’Assessorato per la Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro. Il termine Garante ha implicito in sé il  concetto e il valore, nello specifico di “Garanzia dei Diritti”. I disabili finalmente sono in una botte di ferro. Basta nasconderli, magari istituzionalizzandoli, tra protocolli, diatribe tra Comuni, Liberi Consorzi, Uffici Scolastici provinciali e pareri, non sempre compresi, del CGA -Consiglio di Giustizia  Amministrativa della Regione Siciliana. Esattamente come sta accadendo con i bambini disabili della Città di Trapani, i quali attendono che entro l’anno scolastico la “nebbia” si diradi.

A Canicattì, a seguito di attività d’indagine condotte da personale della Polizia di Stato, veniva indagato in stato di libertà B.F., cl 94 cittadino romeno, residente a Canicattì (AG), resosi responsabile del reato di lesioni personali e minacce ai danni di B.M., cittadino di nazionalità tunisina, anch’egli residente  a Canicattì (AG).

In particolare l’attività investigativa, condotta dal personale del Commissariato di P.S. di Canicattì,  traeva origine dall’intervento espletato dalla Volante del Comm.to a seguito di segnalata aggressione di una persona da parte di soggetti stranieri, la quale colpita al capo con una bottiglia di vetro, subiva diverse ferite lacero contuse.

La Persona aggredita veniva trasportata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale ‘’Barone Lombardo’’ di Canicattì, dove veniva diagnosticata una prognosi di giorni 7.

Gli investigatori appresa la notizia, dopo una breve attività info-investigativa riuscivano a risalire all’autore dell’aggressione, soggetto pregiudicato noto già alle Forze dell’Ordine.

Il cittadino romeno in data odierna veniva deferito all’A.G. competente per i reati sopra indicati.

Una donna di 69 anni, sordomuta dalla nascita e originaria di Alcamo e residente a Ferrara, doveva prendere un volo da Palermo a Bologna. Incredibilmente, però, si è ritrovata a Breslavia in Polonia. A raccontarlo all’edizione di Ferrara del Resto del Carlino è stata la nipote della donna che lamenta la mancanza di assistenza e controlli alla base dell’incubo vissuto dalla 69enne.

Mercoledì l’anziana doveva imbarcarsi su un volo Ryanair da Palermo a Bologna. La famiglia dell’anziana che l’attendeva a Bologna ha raccontato di non aver mai potuto contattare il servizio d’assistenza dell’aeroporto siciliano al telefono per fornire indicazioni alla parente. La donna, quindi, è riuscita a passare il gate in autonomia e a imbarcarsi senza che nessuno le segnalasse che stava salendo sull’aereo sbagliato.

La donna – come racconta il quotidiano – aveva indovinato l’accesso ma probabilmente essendo arrivata troppo in anticipo è salita sull’aereo sbagliato. Solo al suo arrivo in Polonia si è accorta dell’errore e a quel punto – in difficoltà nello spiegare la sua situazione e impossibilitata a usare il telefono perché la sua sim non era abilitata al traffico estero – è stata aiutata da una passeggera che insieme a un’addetta delle pulizie le hanno permesso di mettersi in contatto con la famiglia e poi con il consolato italiano in Polonia. Infine il rientro in Italia, non senza un pizzico di rabbia per l’accaduto.

Provvidenziale intervento ieri pomeriggio di un carabiniere della Compagnia di Sciacca, non in servizio, e che si trovava nel parcheggio dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca. Il militare ha udito le urla di aiuto di una donna che aveva in braccio la figlia di 5 anni in preda ad una crisi respiratoria.

Il militare dell’Arma ha subito prestato il proprio aiuto, accorgendosi che la bambina aveva gravi difficoltà respiratorie e presentava sintomi di asfissia. Intuendo che potesse avere ingerito qualcosa che le ostruiva le vie respiratorie, il carabiniere ha preso in braccio la bambina e le ha praticato la manovra “HEIMLICH” grazie alla quale la piccola è riuscita ad espellere un lecca lecca che le si era incastrato in gola.

Subito dopo la bambina ha cominciato a rianimarsi riacquistando le funzioni vitali. La madre, una donna di 32 anni residente a Sciacca, si è poi lasciata andare ad un pianto liberatorio abbracciando il carabiniere che probabilmente aveva salvato la vita di sua figlia.

Sono 11 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata del 22 ottobre a fronte di 384 tamponi processati. Il dato emerge dal bollettino diffuso all’Asp. Non ci sono vittima ma c’è un nuovo ricovero in ospedale. I guariti sono 7.

Tre le persone ricoverate all’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera. Tre, invece, i pazienti in terapia intensiva.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento 15; Alessandria della Rocca 0; Aragona 1; Bivona 0; Burgio 2; Calamonaci 0; Caltabellotta 0; Camastra 0; Cammarata 0; Campobello di Licata 1; Canicattì 35; Casteltermini 1 (un migrante); Castrofilippo 0; Cattolica Eraclea 13; Cianciana 0; Comitini 0; Favara 5; Grotte 3; Joppolo Giancaxio 0; Licata 15; Lucca Sicula 0; Menfi 0; Montallegro 0; Montevago 0; Naro 13; Palma di Montechiaro 41; Porto Empedocle 11; Racalmuto 0; Raffadali 15; Ravanusa 1; Realmonte 1; Ribera 8; Sambuca di Sicilia 1; San Biagio Platani 0; San Giovanni Gemini 0; Sant’Angelo Muxaro 0; Santa Elisabetta 0; Santa Margherita di Belìce 1; Santo Stefano Quisquina 1; Sciacca 36; Siculiana 1; Villafranca Sicula 14; Navi accoglienza 30.

Fresca del riconoscimento del “Gambero Rosso” ancora prestigio e riconoscimenti per la pizzerà Sitari della famiglia Sorce, sita al Villaggio Mose’ ad Agrigento. Nell’ambito della manifestazione denominata “Taormina Gourmet” Giorgio ha presentato la novità che verrà inserita nel menu a partire da novembre. Si tratta della pizza “Akragas” che ci viene descritta dallo stesso pizza-chef.

 

 

 

Progressi nella raccolta differenziata nel Comune di Grotte, dove l’Amministrazione sostiene e promuove la raccolta differenziata dei contenitori Tetra Pak per latte, succhi, vino, sughi ed altri alimenti, insieme a carta e cartone. In particolare, per il corretto riciclo dei contenitori Tetra Pak, i cittadini devono conferire le confezioni, una volta svuotate e schiacciate, insieme a carta e cartone. Il materiale così raccolto sarà poi inviato all’impianto di selezione e successivamente alle cartiere, dove la cellulosa (principale componente dei contenitori) sarà separata da polietilene ed alluminio attraverso il normale processo di produzione cartaria senza aggiunta di prodotti chimici, per poi essere utilizzata nella produzione di nuovi materiali a base cellulosica, ad esempio nuova carta da imballaggio, cancelleria e altro.

Il cardinale Francesco Montenegro, già arcivescovo di Agrigento, è stato nominato da Papa Francesco membro del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. L’incarico segue quello all’interno della Congregazione delle Cause dei Santi ricevuto da Montenegro lo scorso agosto. Il Dicastero entro cui Montenegro lavorerà include anche la sezione “Migranti e rifugiati”, in cui il cardinale messinese offrirà la sua esperienza vissuta a Lampedusa durante il mandato episcopale nella chiesa agrigentina svolto dal 2008 fino al maggio scorso. Fu proprio lui nel 2013 ad accogliere il Santo Padre giunto sull’isola agrigentina per rendere omaggio ai migranti morti nel Mediterraneo.

di Filippo Cardinale

Avevamo capito – e lo avevamo scritto – come i toni trionfalistici agostani dell’AICA, e soprattutto quelli dei sindaci-soci, fossero certamente esagerati rispetto alla molteplicità di problemi che questa società consortile si sarebbe trovata ad affrontare in una condizione di forte e pericolosa sottocapitalizzazione, ed avevamo avuto la sensazione che l’idea dei novelli imprenditori sarebbe stata magari quella di un ritorno al passato, tipo EAS per intenderci, dove, giusto per ricordare la storia, era la Regione a colmare gli enormi buchi finanziari di quella gestione pubblica.

Ma la realtà ha superato la fantasia.

Prescindendo da tutti i problemi collaterali, e presto torneremo sulla vicenda del personale perché in Liguria per analoga circostanza la Corte dei Conti non è stata affatto comprensiva, con ogni probabilità i Comuni che non hanno ancora corrisposto le loro quote di finanziamento per l’AICA a debito dei propri bilanci, come stabilito dal Governo e dal Parlamento regionali, lo hanno fatto certamente per l’assenza di programma certo di costi/ricavi, dato che per questa operazione invece ciascun Consiglio comunale (per Sciacca il Commissario che lo sostituisce) avrebbe dovuto analizzare prima di pronunciarsi, in base al principio di buona amministrazione e con la spada di Damocle della responsabilità contabile.

Ma questa operazione, ossia la predisposizione di un business plan dal quale ricavare la convenienza economica, e non ideologica, di una società pubblica consortile di Comuni per la gestione integrata del servizio idrico, secondo un principio di comune logica, non si sarebbe dovuto fare prima della costituzione societaria? Ma si sa logica e politica, nonostante entrambe siano state egregiamente sviluppate dal grande filosofo Aristotele, qui da noi non vanno molto d’accordo.

Cosa accadrà? Non lo sappiamo ma a meno che tutti i cittadini non paghino di corsa le bollette la cosa non si mette bene, e sempre ammesso che basti. Peraltro con ogni probabilità la società dopo l’emissione delle bollette/fatture per gli utenti, trattandosi di credito certo, liquido ed esigibile, avrà certamente richiesto anticipazioni garantite a qualche istituto bancario, ma queste anticipazioni hanno un termine di scadenza che deve essere rispettato, considerato che certamente nessuna banca accetterebbe una cessione definitiva del credito.

Concludendo. Pagamento di stipendi e fornitori in ritardo, palesi difficoltà di garantire interventi di manutenzione sotto gli occhi di tutti, nessun piano di sviluppo e potenziamento delle reti, insomma dopo il trionfo il tonfo. Speriamo che non faccia troppo rumore!