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L’Arciprete Di Stefano occupò le terre per darle ai contadini

 

di Enzo Di Natali

L’occupazione delle terre in Sicilia per facilitare la riforma agraria è una pagina di storia che bisogna scrivere: anche i cattolici, guidati dai propri parroci, nell’immediato dopoguerra parteciparono a questa gloriosa impresa per consentire ai contadini di avere una dignitosa sistemazione. Tra questi sacerdoti, si distinse l’arciprete di Santa Elisabetta, padre Giuseppe Di Stefano, nato a Raffadali, che, seguendo lo spirito leoniano, applicato da don Luigi Sturzo, non disdegnò a prendere parte a queste manifestazioni per una giusta causa, divenendo in tal modo punto di riferimento del riscatto sociale.

L’Arciprete sociale sarà ricordato nella sua città natale: Raffadali, Domenica 24 Ottobre, con un apposito convegno studi: L’impegno sociale nell’Arciprete Di Stefano, presso la Parrocchia B.M. del Rosario. Dopo i saluti degli Arcipreti di Raffadali, don Stefano Casa, e di S. Elisabetta, don Giuseppe Gelo e del Sindaco Silvio Cuffaro, ad illustrare il periodo storico e la figura del sacerdote saranno Enzo Di Natali, Giovanni Tesè, Antonino Gaziano e Totò Cuffaro. Per la circostanza, sarà presente anche una delegazione di persone di Santa Elisabetta, Comune dove operò per molti anni don Giuseppe Di Stefano, lasciando un ottimo ricordo di cui ancora oggi se ne parla soprattutto tra le persone di una certa età.

Padre Di Stefano cercò di venire incontro ai bisogni della popolazione in tanti modi, ad esempio, il Vescovo di Agrigento, mons. Luigi Bommarito, lo citava spesso per una singolare iniziativa: l’allevamento di alcune capre al fine di dare il latte ai bambini delle famiglie povere.

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