Home / 2021 / Settembre (Pagina 8)

Sono 514 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 12.057 tamponi processati. L’incidenza sale al 4,1% ieri era al 3,8%. La Sicilia rimane al primo posto per i nuovi contagi giornalieri in tutta Italia. Gli attuali positivi sono 21.042 con un incremento di 6 casi. I guariti sono 501 mentre si registrano altre 7 vittime che portano il totale dei decessi a 6.700. Sul fronte ospedaliero sono adesso 756 i ricoverati mentre in terapia intensiva sono 96.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 103, Catania 237, Messina 45, Siracusa 36, Ragusa 16, Trapani 27, Caltanissetta 21, Agrigento 12, Enna 17.

“Stiamo percorrendo il Sud per incontrare Sindaci e far comprendere loro la necessità di vedere il fenomeno del randagismo al contrario! Una realtà nazionale che in 30 anni di politiche dei Comuni e del mondo animalista ha sempre e solo guardato al canile come unica soluzione, con sperpero di milioni di euro di denaro pubblico e l’incremento del randagismo stesso; mentre le Regioni (ASP) sono prive di azioni concrete in tema di canili sanitari e sterilizzazioni e i “volontari”e Associazioni locali (che nascono come funghi, a testimonianza di una dannosa divisione in luogo di una condivisione di intenti) rincorrono le emergenze dei recuperi dei cani gestendoli in strutture abusive con raccolte fondi private dall’altro. Un sistema che viene da dire fa comodo a tutti, ma non a noi!”

Lo dichiarano i componenti del Movimento nazionale “Stop animal crimes Italia” che continuano: “Abbiamo incontrato il Sindaco di Cianciana e il Vice Sindaco di Alessandria della Rocca, in provincia di Agrigento, il cui territorio comunale presenta un determinato numero di randagi, al fine di proporre loro una collaborazione volta al reale contrasto del randagismo, puntando su censimenti (termine sconosciuto..) e controlli sull’obbligo di microchip ossia la realizzazione, ad opera di più Comuni, di struttura ambulatoriale, considerando (come detto prima) che le sterilizzazioni pubbliche (ad opera delle ASP) non sono al passo con la realtà da affrontare.

Abbiamo dunque spiegato loro che investire oggi denaro sulla prevenzione ovvero sulla radice del problema e non al problema (canili) consentirà di contrastare il fenomeno concretamente, facendo risparmiare denaro pubblico allorquando idonee azioni preventive ossia sul territorio ridurranno il numero dei cani e dunque della necessità di pagare decine di cani nei box di un canile. Abbiamo chiesto altresì iniziative di sensibilizzazione pubblica, verso i cittadini e i bambini nelle scuole.

Curare la malattia e non i sintomi è la sola soluzione! Torneremo dai Sindaci per iniziare a mettere in pratica la soluzione, certi di trovare in loro la disponibilità ad agire nell’interesse dei loro concittadini e dei loro animali, onde evitare di dover iniziare noi a pretendere rigorosamente il rispetto della legge denunciando ogni animale vagante, ogni mancato recupero e ogni inadempienza in materia di controllo delle nascite e contrasto al randagismo. Invitiamo i cittadini sensibili al problema a sostenere la nostra azione e unirsi al Movimento, poichè il rispetto degli animali è segno di civiltà di un popolo (M. Gandhi)”.

Il segretario generale della CGIL agrigentina passa alle vie di fatto e, con una nota, denuncia lo spreco di acqua potabile, l’inerzia nell’affrontare le rotture e le reti colabrodo, allegando tanto di foto a testimonianza della denuncia. Sono almeno un paio di mesi che nella condotta principale che trasporta l’acqua a beneficio dei comuni consorziati al Tre Sorgenti, il prezioso liquido si perde per strada senza che nessuno intervenga. Già l’anno scorso, nello stesso punto, si era registrata tale rottura e ci sono voluti parecchi mesi prima di intervenire, con danni ingenti non solo per la carenza di acqua che atavicamente si registra, ma anche per il costo enorme a carico della collettività servita dal consorzio ,oltre al danno alla rete viaria. Infatti, tale rottura insiste su una strada ex Consortile la SPC 41 che soffre di una scarsa manutenzione per la mancanza di risorse, con la raccolta di acqua insufficiente e la logica conseguenza che quella strada viene resa impraticabile a causa delle buche enormi che vengono a crearsi e la strada invasa dall’acqua, come un fiume in piena, mentre gli automobilisti non riescono neanche a vedere le buche, con conseguenti danni alle proprie autovetture. Insomma, un disastro completo!!! Il tutto perché il gestore non interviene prontamente.

La CGIL – chiude il rappresentante sindacale – dice basta all’inerzia e alle inefficienze: dobbiamo fare tutti noi, ognuno per la propria parte, il nostro dovere in modo puntuale e bene, soprattutto lo devono fare coloro che hanno ruoli di amministratori e dirigenti della cosa pubblica. Nessuno può e deve sentirsi esente da responsabilità!!! Ai cittadini chiediamo di farsi parte attiva nel fare emergere le disfunzioni della pubblica amministrazione sapendo che, se siamo in tanti a reagire, staremo certamente tutti meglio. Basta con la rassegnazione ed il fatalismo!!!

Fp Cgil 118 di Agrigento, ha incontrato  presso la Centrale Operativa  di Caltanissetta il direttore Dott.  Misuraca Giuseppe. I punti che sono stati trattati sono i seguenti

  • Erogazione servizio reintegro presidi nei ps , da parte delle squadre op. e farmaci. Servizio di cui il direttore ha condiviso con noi l’importanza logistica nel rendere il prima possibile le Abz di nuovo operative per altri servizi.
  • Inserimento Infermiere presso la postazione Sues 118 di Casteltermini (AG), il direttore Misuraca ci rassicura che è  nelle sue intenzioni far sbloccare il bando per 25 unità, e che comunque ha  la disponibilità di infermieri già in servizio presso altre postazioni  che possono  coprire i turni mensili , ovviamente quando i locali dell’Asp di Casteltermini saranno pronti per ospitare  gli stessi.
  • In merito alle ambulanze che sono vetuste e spesso mal funzionanti, da causare la dislocazione di una Abz , ad un’altra postazione Msa. Concordiamo che è ormai necessario un ricambio di tali mezzi, e noi aggiungiamo anche che è  indispensabile che  ci siano le 2-3 Abz  cosiddetti “ muletti”, così  da non lasciare nessuna comunità interessate della  provincia  senza tale e importante servizio .
  • Infine anche se non all’ordine del giorno, abbiamo chiesto se era possibile individuare una Elipista , per atterraggio sia diurno che notturno a Casteltermini , ci viene risposto che già è stata individuata e visitata il mese scorso,  l’elipista sita presso una struttura casa per anziani mai entrata in funzione, ma che con pochi accorgimenti  e una pulita  può essere utilizzata per atterraggio diurno fin da subito, e notturna con la messa in funzione delle luci. “Sarebbe di vitale importanza per la nostra comunità.”

Soddisfatti della disponibilità del Dott. Misuraca ad affrontare e cercare di risolvere i punti sopra citati, staremo attenti e vigileremo che ciò avvenga.

Sono 8 i casi di positività al Covid-19 riscontrati nella giornata di ieri dall’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. C’è un solo guarito e nessun decesso..

I nuovi positivi sono quasi assistiti in modo domiciliare, mentre sono 2 i ricoveri in ospedale.

29 i ricoveri in degenza ordinaria/subintensiva. Di questi, 22 si trovano al “San Giovanni di Dio” di Agrigento e 3 al “Fratelli Parlapiano” di Ribera. 6  sono invece ricoverati in ospedali fuori provincia.

Due gli agrigentini che restano ricoverati in terapia intensiva, entrambi a Ribera. Tre i pazienti che si trovano in strutture lowcare: uno al Covid hotel di Canicattì (ex Ipab) e due in una struttura fuori provincia. C’è anche un paziente (dato stabile) non residente ricoverato nelle strutture agrigentine e non ricompreso nel totale.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento: 88 (+1) di cui 11 migranti (dato stabile) isolati presso una comunità; Aragona: 2 (stabile); Bivona, 1 (stabile); Caltabellotta: 3 (stabile); Camastra: 1 (stabile); Cammarata: 4 (stabile); Campobello di Licata: 14 (stabile); Canicattì: 92 (+1); Casteltermini: 16 (dato stabile) e sono tutti migranti in isolamento in una struttura di accoglienza; Castrofilippo: 6 (stabile); Cattolica Eraclea: 1 (dato stabile); Cianciana: 2 (dato stabile); Favara: 50 (+1); Grotte: 2 (stabile); Licata: 113 (+1); Menfi: 11 (stabile); Montevago: 2 (stabile); Naro: 5 (stabile); Palma di Montechiaro: 50 (stabile); Porto Empedocle: 55 (+1); Racalmuto: 16 (+1); Raffadali: 18 (stabile); Ravanusa: 13 (+1); Realmonte: 11 (stabile); Ribera: 10 (stabile); Sambuca di Sicilia: 1 (stabile); Sant’Angelo Muxaro: 1 (stabile); San Biagio Platani: 3 (stabile); San Giovanni Gemini: 8 (stabile); Sciacca: 19 (stabile); Siculiana: 32 (stabile) con 25 migranti contagiati ed isolati a “Villa Sikania”.

“Covid free” sono Alessandria della Rocca, Burgio, Comitini, Calamonaci, Montallegro, Lucca Sicula, Joppolo Giancaxio, Santa Elisabetta, Santo Stefano Quisquina, Santa Margherita di Belìce e Villafranca Sicula.

Sono invece 44 (dato stabile) i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza.

 Maria Eleonora Hospital di Palermo è un Ospedale di Alta Specialità, accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale che fa parte di GVM Care & Research, riconosciuto a livello regionale per la vocazione alle specialità di cardiochirurgia, chirurgia vascolare ed emodinamica.

La collaborazione con la sanità pubblica e la sinergia con l’Assessorato Regionale della Salute e l’ASP di Palermo hanno portato all’inserimento a partire da febbraio della struttura palermitana di GVM nella rete di emergenza-urgenza cardiochirurgica del territorio: i pazienti in condizioni critiche vengono portati a Maria Eleonora Hospital per cure ed interventi specialistici, spesso salvavita, per quanto riguarda le patologie cardiache. La struttura è in costante comunicazione con gli ospedali del territorio e delle province limitrofe, i quali possono chiedere la disponibilità ad accogliere pazienti trasferiti d’urgenza.

Ulteriori sviluppi di questa integrazione, di concerto con enti pubblici e presidi ospedalieri, hanno permesso di pianificare la costruzione di un nuovo ospedale, con avvio dei lavori previsti entro due anni, per rispondere alle necessità emerse. L’attenzione alle richieste del territorio porterà inoltre alla creazione di progetti speciali in collaborazione con le associazioni di quartiere per l’apertura di punti ambulatoriali gratuiti più vicini alle persone per consentire una presenza più capillare in città.

A distanza di oltre un anno dalla ripresa delle attività, Maria Eleonora Hospital presenta risultati importanti che testimoniano l’ottima organizzazione nel recuperare i ritardi causati dalla pandemia e il raggiungimento di alti livelli di performance, sia dal punto di vista dei volumi delle prestazioni, sia per quanto riguarda la qualità dei servizi. Ad esempio, l’incremento degli interventi mininvasivi di TAVI, utili per la cura delle stenosi aortiche severe su pazienti non altrimenti operabili con chirurgia tradizionale, quest’anno è del 50%, mentre l’attività chirurgica per la stenosi aortica è aumentata del 40%.

“Possiamo affermare che Maria Eleonora Hospital è un ospedale a tutti gli effetti, specializzato nel percorso cuore e punto di riferimento a Palermo anche per le situazioni di emergenza urgenza. Ci preme quindi emanciparci dal concetto di clinica e porci come una struttura ospedaliera per tutti” afferma il dott. Giuseppe Rago, AD Maria Eleonora Hospital.

Inoltre è stato designato il nuovo Direttore Sanitario della struttura, il dott. Giuseppe Termine, che subentra al direttore pro tempore dott. Vincenzo Sutera.

“Sentiti ringraziamenti da parte di tutto il CDA e del personale vanno al dott. Vincenzo Sutera, che in questo anno e mezzo ha portato avanti un lavoro puntuale, permettendo di traghettare la struttura oltre il periodo pandemico e di ottenere risultati straordinari – commenta il dott. Rago –. Il dott. Sutera proseguirà con la sua preziosa attività medica in qualità di Chirurgo Vascolare. Il testimone del Direttore Sanitario passa oggi al dott. Giuseppe Termine, medico con un profilo professionale consolidato in Sicilia, con la certezza che saprà continuare a dare lustro all’Ospedale su tutto il territorio”.

Il dott. Giuseppe Termine, specialista in Chirurgia Generale, definisce chiaramente le priorità che la struttura si è data: recupero delle prestazioni e nuovo slancio al concetto di prevenzione.

Il periodo appena trascorso e quello in cui viviamo tutt’oggi ci pone davanti a delle sfide – dichiara il dott. Termine –; sfide che ci vedono in prima linea in progetti in sinergia con enti e istituzioni del territorio per far fronte a nuove richieste e colmare necessità in ambito medico. Puntiamo ad una capillarità sul territorio grazie ad un progetto ambulatoriale dedicato che ci vedrà presenti in varie città della provincia di Palermo, di Trapani e Agrigento (Sicilia Occidentale) e grazie alle sinergie con le ASP. Nel quartiere di Brancaccio inoltre, in collaborazione con l’associazione Padre Nostro, stiamo istituendo un ambulatorio per dare una risposta a questo quartiere “difficile”, pensando anche a tutti quei pazienti che possono trovarsi in difficoltà socio-economica. Infine, apriremo a breve nuovi ambulatori in struttura, dedicati prettamente al Cuore, alla Chirurgia vascolare, all’Oculistica, all’Urologia e alla Diagnostica per immagini, con servizi ambulatoriali dedicati alla prevenzione primaria e secondaria, specie in ambito cardiovascolare, attraverso un programma medico/infermieristico strutturato di prevenzione su pazienti ad alto rischio di eventi vascolari (cardiopatia ischemica, ictus)”.

Confermati nel CDA il Presidente la dott.ssa Eleonora Sansavini, i consiglieri tecnici, il prof. Giuseppe Ferrara, il dott. Giacomo Schinco e l’avv. Emanuele Poggi.

Si riduce a 4 candidati la corsa al vertice della Procura generale di Palermo fino a qualche mese fa guidata da Roberto Scarpinato. Ha infatti revocato la domanda il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi.

Restano dunque in gioco l’attuale sostituto procuratore generale di Palermo Fici, l’ avvocato generale di Catania Caponcello, il procuratore di Agrigento Patronaggio e il procuratore di Caltanissetta Sava.

(ANSA)

Lo scrivente Giuseppe Di Rosa Vice Presidente Provinciale della CODACONS di Agrigento a Tutela della Salute Pubblica,

Premesso che: con ordinanza n. 122 del 16.09.2021, il sindaco di Agrigento su proposta del dirigente del settore V con allegato il parere tecnico ed in attuazione delle direttive 98/83/CE relative alla qualità delle acque destinate al consumo umano, visti l’art.50 del D.Lgs 267/2000 e ss.mm.ii; nonché lo statuto comunale, ha ritenuto di sospendere l’erogazione idrica in alcune zone della frazione di Fontanelle;

Premesso che : con ordinanza n. 123 del 16.09.2021, il sindaco di Agrigento su proposta del dirigente del settore V con allegata nota del Dirigente medico SIAN dell’ASP di Agrigento con la quale ha invitato il sindaco a voler emettere ORDINANZA SINDACALE per la sospensione dell’erogazione dell’acqua potabile, e per le utenze interessate dall’inconveniente, di volere assicurare la fornitura idrica potabile nelle modalità consentite, ai sensi della normativa vigente, nel punto di prelievo uscita serbatoio forche, In attuazione delle direttive 98/83/CE relative alla qualità delle acque destinate al consumo umano, visti l’art.50 del D.Lgs 267/2000 e ss.mm.ii; nonché lo statuto comunale, ha ritenuto di sospendere l’erogazione idrica in tutte le zone servite dal serbatoio “forche”;

Considerato che : seppure le ordinanze 122 e 123 erano ben chiare nella fattispecie sulla assoluta non potabilità dell’acqua e sull’obbligo di chiusura della distribuzione idrica per “parametri biologici non conformi……” nella città di Agrigento l’erogazione idrica è continuata senza nessuna interruzione e financo la “casetta dell’Acqua installata nella Via Manzoni ex piazzale SAISEB  continua ad erogare normalmente il liquido;

 Considerato che : alla data odierna nessun’altra ordinanza dello stesso oggetto è stata emanata dagli uffici comunali;

Vogliano gli uffici in indirizzo a tutela della salute pubblica, ognuno per la propria parte rispondere ai seguenti interrogativi :

  • Se le ordinanze n. 122 e 123 del 16.09.2021 hanno determinato la “assoluta” interruzione della dotazione idrica attraverso le condotte idriche “inquinate”, come mai la fornitura idrica è continuata senza nessuna interruzione seppure il tutto è stato documentato e richiesto dall’Ufficio SIAN dell’A.S.P. di Agrigento ed ordinato dal Sindaco?
  • Come mai è tardata l’informazione dovuta e prevista ai condomini interessati fino a creare assoluta confusione nei cittadini seppure l’ordinanza 123 è abbastanza chiara e tutti sanno che il serbatoio “forche” funge da serbatoio pilota per l’intera città ?
  • Quali interventi tecnici sono stati effettuati per eliminare il problema ?
  • Quale attività di sanificazione si sta disponendo per i serbatoi e le condotte interessate ?
  • Quali iniziative si stanno prendendo per informare gli utenti affinché possano richiedere il rimborso delle spese di acquisto di acqua potabile, pulizia di vasche condominiali, pulizia recipienti, o dei costi relativi agli interventi di sanificazione che le autorità competenti vorranno disporre, dando anche delle precise indicazioni su come attuarle per difendere la salute dei cittadini.

Tanto si doveva ai fini della salvaguardia dell’interesse pubblico.

Rimaniamo in attesa di notizie dai Vostri uffici e si stigmatizza la normale erogazione dell’acqua “inquinata” nelle case degli Agrigentini.

A Catania i Carabinieri hanno condotto l’operazione antidroga intitolata “Quadrilatero”. Sono state arrestate 20 persone, sgominando tre gruppi criminali che avrebbero gestito altrettante fiorenti ‘piazze di spaccio’. Dalle indagini, sostenute tra il dicembre 2018 e 2019, è emerso che anche bambini di circa 10 anni sono stati coinvolti nello spaccio di droga con il ruolo di incassare i soldi e di indicare ai ‘clienti’ dove ritirare la sostanza stupefacente, tra cocaina, crack e marijuana. I mercati privilegiati sarebbero stati lo storico rione San Cristoforo e la zona di ‘San Cocimo’, roccaforte degli affiliati all’omonimo gruppo capeggiato da Maurizio Zuccaro, presunto organico alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano. E’ stato trovato anche un libro contabile dove sono stati annotati i proventi dell’attività illecita e il quantitativo di droga venduto quotidianamente. Scoperte due tentate estorsioni, a una farmacia e a una concessionaria di autovetture, e una, riuscita, col metodo del ‘cavallo di ritorno’, per restituire al proprietario un’automobile rubata.