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973 i nuovi casi di Covid registrati nelle ultime 24 ore nell’Isola a fronte di 20.810 tamponi processati. L’incidenza scende di poco al 4,7 ieri era al 4,8%. La Sicilia rimane ancora una volta al primo posto per nuovi contagi giornalieri. I guariti sono 1.791 mentre si registrano 18 vittime che portano il totale dei decessi a 6.543. La regione Sicilia comunica che i decessi dichiarati in data odierna si riferiscono ai seguenti giorni: 3 l’8 settembre, 3 il 7 settembre, 1 il 6 settembre, 1 il 5 settembre, 1 il 4 settembre, 1 primo settembre, 1 il 31 luglio, 1 il 17 luglio. Sul fronte ospedaliero sono adesso 901 i ricoverati, mentre in terapia intensiva sono 108.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 338, Catania 174 Messina 129, Siracusa 79, Ragusa 80, Trapani 96, Caltanissetta 1, Agrigento 39, Enna 37.

Si è svolta ad Agrigento l’udienza di convalida del fermo di indiziato di delitto, e conseguente arresto, eseguito ieri a carico di Giuseppe Barba, 66 anni, di Favara, ex suocero di Salvatore Lupo, ucciso lo scorso 15 agosto. Barba, assistito dall’avvocato Salvatore Pennica, innanzi al giudice per le indagini preliminari, Francesco Provenzano, si è dichiarato innocente, estraneo a quanto accaduto, e poi si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Supera la soglia delle 450 firme la petizione lanciata da Francesco Corrieri tramite la piattaforma Change.org per chiedere che la Regione riapra i punti nascita sulle isole minori, oltre a sollecitare l’amministrazione a versare il contributo partorienti destinato alle gestanti delle isole. L’appello si rivolge ai Sindaci dei comuni isolani e al Presidente Nello Musumeci.

“Da troppi anni molte famiglie delle Isole minori”, denuncia il testo, “si trovano ad affrontare il disagio di dover dare alla luce i propri figli lontani dalle loro abitazioni e dalle loro famiglie; venendo meno così il supporto morale, economico e tenendo in considerazione che manca anche la serenità e tranquillità di dover portare una gravidanza avendo il pensiero che ad un problema si corre il rischio di affrontare un volo in elicottero e non tutti all’idea ne sono tranquilli. Negli anni questo tema è stato affrontato molte volte dalle amministrazioni ma non sono arrivate mai soluzioni concrete.”

“Con questa petizione”, prosegue il promotore rivolgendosi ai decisori coinvolti, “rinnoviamo le solite richieste espresse dagli abitanti per ritornare ad avere un punto nascita efficiente (A Bronte (Ct) con più o meno lo stesso numero di parti che ci sono nelle isole il punto nascita è stato riaperto). E sollecitiamo la Regione Sicilia a versare alle famiglie interessate il contributo partorienti per le isole minori, sottolineando che sono mesi e in alcuni casi qualche anno, le famiglie che hanno affrontato spese e non hanno ricevuto nulla; precisiamo che questi bonus servono subito, perché le spese previste gravano nell’immediato ad una nascita, e il senso del contributo stesso deve indicare un aiuto sincero al momento del bisogno, e così purtroppo non è stato.”

“Le petizioni”, conclude il testo, “indicano la volontà di molte persone. Che sia dunque questo tema preso in esame una volta per tutte e con criterio di risposta. Perché di tempo per aspettare c’è n’è sempre meno. A fronte di un quadro sanitario regionale che lascia molto a desiderare, questa può essere la prima di altre petizioni che possono portare la popolazione a chiedere altre soluzioni, anche perché il diritto alla sanità è stato più volte negato, mancando di rispetto al fatto che le tasse vengono pagate dai cittadini, quindi ci si aspetta un ritorno nei servizi quanto meno dignitoso.”

«Il messaggio di Sciascia costituisce per noi un costante riferimento. Ha interpretato  il pessimismo della Sicilia, scavando fra le pieghe della rassegnazione, della sofferenza e del sacrificio dei più deboli. Quella di oggi è una iniziativa di grande significato anche perché sostenuta da cittadini emigrati, quindi un valore legato al radicamento e alla identità: un atto di omaggio al vostro grande concittadino Sciascia, al quale va l’omaggio di tutti i siciliani ovunque nel mondo».

Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, stamattina a Racalmuto nel corso della cerimonia di riapertura di CasaSciascia nel centenario della nascita dell’intellettuale, lì dove ha vissuto parte della sua vita e sono conservati con cura arredi, accessori, libri ed effetti personali.

«Sciascia era convinto della irredimibilità della nostra terra. Noi dobbiamo lavorare per vincere lo spirito di rassegnazione ancora diffuso e restituire speranza ai più giovani». Il governatore ha iniziato la sua visita istituzionale nella cittadina agrigentina ieri pomeriggio, incontrando assessori e consiglieri comunali al Palazzo municipale – presenti anche l’assessore regionale Marco Zambuto e la deputata Giusy Savarino- dove è stato salutato dal sindaco Vincenzo Maniglia e dal presidente del civico consesso Sergio Pagliaro. Subito dopo ha fatto visita al teatro comunale, riaperto anche grazie ai fondi del governo regionale, e alla Fondazione Leonardo Sciascia, nella ex centrale elettrica, dove si è intrattenuto a visionare la mostra fotografica ed il copioso carteggio sciasciano custodito.

Stamane, infine, la cerimonia di riapertura di CasaSciascia, alla quale erano presenti, fra gli altri, oltre al sindaco di Racalmuto, il prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa, il presidente della Associazione CasaSciascia Pippo Di Falco, Charles Criminisi e Joe Grimaldi, rispettivamente presidente e componente di The Sicilian Society of Hamilton, Felice Cavallaro, direttore Strada degli Scrittori, Giusy Savarino, presidente della Commissione Ambiente dell’Ars e il fotografo Giuseppe Leone.

È stata prorogata fino a martedì 14 settembre (compreso) la “zona arancione” a Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Lo prevede un’ordinanza firmata nella serata di ieri, 09/09/2021, del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Nel Comune viene consentita la ristorazione e la somministrazione di alimenti e bevande mantenendo, però, sempre il limite di quattro persone al tavolo (ad eccezione dei conviventi).

“Dopo le denunce di tanti studenti siciliani e agrigentini, oltre alle critiche arrivate da ogni parte d’Italia ho deciso di presentare un’interrogazione alla ministra Maria Cristina Messa sulla questione sollevatasi in questi giorni in merito alle irregolarità presenti nei test d’ingresso ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria”.

Le parole sono di Rosalba Cimino, deputato del Movimento 5 Stelle, componente della Commissione cultura, intervenuta per sostenere la causa degli studenti che hanno fatto i conti con gli errori presenti nei test di ammissione alla facoltà di Medicina. Dopo l’ammissione degli errori da parte del ministero, Cimino vuole far luce sulle commissioni: «È il momento di far venire alla luce il meccanismo attraverso il quale vengono prodotti i test di ammissione a Medicina. La legge, infatti, prevede l’istituzione di ben due comitati di esperti, un tavolo tecnico chiamato per proporre gli argomenti oggetto del test, che devono essere strettamente attinenti ai programmi delle scuole superiori e non possono esulare da questi ultimi, e un’altra commissione chiamata a proprio a validare i quiz. Con ben due comitati composti da figure professionali di alto livello, è inevitabile domandarsi come sia possibile che sussistano irregolarità negli argomenti oggetto dei quesiti, con la presenza di nozioni che non fanno parte dei programmi ministeriali: sono errori macroscopici presenti tra le 60 domande del test. La mia interrogazione mira a chiarire diversi punti proprio relativi alle commissioni in questione, ovvero come sia avvenuta la loro nomina e composizione, che è regolata secondo la legge, le modalità con le quali è stato svolto il loro lavoro e quindi come sono stati prodotti i test di ammissione». «Non possiamo rubare il futuro ai nostri giovani – conclude Cimino – esigono chiarezza e trasparenza».

“Il commissario provinciale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, a far data da oggi e con decorrenza immediata, ha disposto il commissariamento del Circolo territoriale di Favara.
Nella fattispecie, alcuni componenti del direttivo del Circolo, in maniera sleale, hanno personalmente e deliberatamente preso accordi politici, in vista delle imminenti amministrative, con un candidato a Sindaco diverso da quello individuato dagli organi provinciali del partito e con cui, unitamente ad altre forze di centrodestra, è stato ufficialmente sancito un apparentamento elettorale.
Nelle more dell’elezione di un nuovo direttivo, il Circolo sarà guidato dal portavoce cittadino, Adriano Barba, e dal commissario provinciale, Calogero Pisano”. Questo è quanto riportato dal comunicato stampa del provinciale di Fratelli d’Italia.

Puntuale è arrivata la replica dei componenti del circolo di Favara. Ecco il testo: “Per correttezza nei confronti della città e degli elettori favaresi è giusto chiarire che  la comunicazione di oggi del Signor Pisano (tra le altre cose siamo venuti a conoscenza di questo pseudo commissariamento dai giornali e non con una comunicazione ufficiale) è del tutto fuori tempo in quanto il 90% del direttivo (quello legittimato dallo statuto nazionale) si è autosospeso il 25 agosto 2021 dandone comunicazione ufficiale al Coord Regionale On. Cannella e al responsabile organizzazione On. Donzelli.

Al commissario provinciale rimandiamo l’aggettivo “sleali” perché tali non siamo stati, anzi abbiamo sempre cercato un confronto democratico all’interno delle sedi del partito e nella diatriba politica abbiamo anche mantenuto alto l’orgoglio di essere Fratelli d’Italia e come imposto dal nostro codice etico non abbiamo diramato alcuna nota a riguardo (fino ad oggi).
Smentiamo un’altra falsità scritta dal commissario, non abbiamo fatto alcun accordo in sordina con nessun’altro candidato Sindaco; i dirigenti del circolo sono e sempre resteranno (almeno fino a quando gli organi superiori del partito lo riterranno opportuno) membri del partito della Meloni.
Il circolo fondato da noi nel gennaio 2020 aveva un solo obiettivo, riportare al centro della scena politica favarese una classe dirigente giovane e preparata. Al netto dell’emergenza sanitaria il direttivo si è speso ed è intervenuto per il regolamento tari, il piano triennale delle opere pubbliche ect. Ha anche instaurato un confronto con le associazioni di categoria. Si erano create le condizioni per crescere territorialmente.
Purtroppo le irragionevoli prese di posizione del Pisano, le nomine perpetrate disattendendo pure lo statuto nazionale hanno annullato l’autonomia locale e hanno fatto scemare anche il confronto in vista delle elezioni amministrative di ottobre.
Alleghiamo copia della lettera mandata ai responsabili regionali e nazionali”.
Antonio Moscato
Antonio Piazza
Mariagrazia Alongi
Stefano Nobile
Antonio Scalia

 

 

Ad Agrigento i Carabinieri della Stazione del Villaggio Mosè sono intervenuti presso un immobile in costruzione in Via Eraclito dove hanno segnalato la presenza sospetta di un soggetto. Giunti sul posto i militari hanno sorpreso un uomo di 28 anni residente a Favara, già noto alle Forze dell’Ordine, intento ad impossessarsi di materiale in rame custodito nel cantiere. Accortosi della pattuglia, lui ha tentato la fuga in sella al proprio ciclomotore ma dopo uno spericolato inseguimento è stato raggiunto nei pressi della propria abitazione dove è stato bloccato. Nel corso della perquisizione personale sono stati rinvenuti anche attrezzi atti allo scasso. Il giovane è stato arrestato ai domiciliari per furto aggravato. La refurtiva è stata riconsegnata all’avente diritto.

Operatori di primo soccorso che operano con malati Covid costretti a cambiarsi e disinfettarsi in uno stanzino vuoto, senza sedie o lavandini e tra gli scatoloni di rifiuti Covid, mentre i nuovi e tecnologici tunnel di sanificazione, costati migliaia di euro ai contribuenti attendono da 10 mesi di essere messi in funzione.

 

 

 

E’ questa la vicenda stigmatizzata oggi dalla Cisl Funzione Pubblica di Agrigento, Caltanissetta ed Enna che ha tenuto un sit in davanti al Pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” per denunciare le condizioni in cui oggi lavorano gli operatori del 118.

 

“Questa manifestazione – spiega il segretario provinciale della Cisl Fp Salvatore Parello – ha lo scopo di far conoscere a tutti la problematica che ormai vivono quotidianamente questi lavoratori da più di un anno. Oggi, nonostante le proteste, il tunnel di sanificazione non è mai entrato in funzione e non abbiamo alcuna contezza dei motivi ostativi che non permettono di utilizzarlo. Chiediamo a chi ha la responsabilità, sia l’Asp che il management della Sues di intervenire e di raccogliere la protesta dei lavoratori, anche perché le operazioni di sanificazione, svolte in queste condizioni, rischiano di essere poco efficaci con tutti i rischi connessi”.