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“L’attuale gestione della raccolta dei rifiuti nella Città, affidata al Gruppo RTI Capogruppo ISEDA si è rivelata inadeguata e priva di ogni qualsivoglia logica organizzativa. La Città continua ad essere mortificata e con essa gli agrigentini che puntualmente pagano la tassa sui rifiuti. Ne sanno qualcosa gli abitanti di San Leone, i quali si sono ritrovati a “convivere” con  cumuli di spazzatura giacenti in ogni angolo del Lungomare. Gli atti fondamentali del vostro mandato sono molteplici, tra questi spicca  l’affidamento di attività o servizi mediante convenzione, l’istituzione e l’ordinamento dei tributi,  la disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi. Sono proprio quest’ultime attività che bisognano di una profonda riflessione, di un radicale cambiamento. La Città è in piena emergenza spazzatura, una emergenza che non può essere avvolta nel silenzio, nella indifferenza. I cittadini hanno il diritto di sapere perché  il servizio affidato al Gruppo RTI Capogruppo ISEDA lascia a desiderare. I cittadini hanno il diritto di sapere perchè in tutti questi anni, nessuna diffida è stata mossa nei confronti delle aziende, RTI Capogruppo ISEDA ne irrogazioni di sanzioni pecuniarie previste dal contratto. Gli agrigentini vogliono voltare pagina, non vogliono che si ripetano gli errori del passato. Una pagina nuova, verso l’affidamento del servizio “in house”. Affidamento che genera risparmi per il 30% sulla spesa, rispetto l’affidamento al privato. Una percentuale importante per le tasche dei cittadini ed un miglioramento dell’efficienza del servizio stesso.

Codesto Consiglio, espressione di una volontà popolare, organo di Diritto e controllo politico amministrativo del Comune, ha il dovere di andare alla ricerca di una opportunità che generi  vantaggio ai cittadini ed alla Città. Bisogna compiere un passo importante per la nostra comunità, attenzionando da subito la grave problematica dei rifiuti, la loro “drammatica” gestione e soprattutto il costo miliardario della stessa. Un passaggio politico-sociale che segnerebbe una svolta “storica” in una Città che vuole riappropriarsi dello splendore che l’ha sempre contraddistinta nel mondo”.

 

I Carabinieri della Tenenza di Favara, nella mattina di ieri 10 settembre, hanno sorpreso un 30enne, già noto alle Forze dell’Ordine per i suoi trascorsi giudiziari, che nonostante fosse sottoposto alla Misura di Prevenzione della Sorveglianza Speciale, con l’obbligo di soggiorno nel comune di Agrigento, si trovava in P.zza Alberone a Favara. Il soggetto, durante il controllo da parte dei militari dell’Arma, non ha fornito una valida giustificazione del perché si trovasse fuori dal Comune di residenza, né tantomeno disponeva di una autorizzazione da parte dell’autorità Giudiziaria che gli consentisse di allontanarsi dal territorio prescrittogli. Il giovane è stato quindi arrestato e su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Agrigento, ove attenderà la fissazione dell’udienza di convalida.

A Ravanusa i Carabinieri della locale atazione e della Compagnia di Licata hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 32 anni, disoccupato, già conosciuto dalle forze dell’ordine. A lui è contestato il reato di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio, allorchè, in occasione di una perquisizione domiciliare originata da un sospetto investigativo, è stato sorpreso in possesso di 2 chili di marijuana già essiccata, e di 17 piante di marijuana, in avanzato stato di vegetazione. La droga é stata sequestrata e sarà sottoposta agli accertamenti tecnici per stabilire il quantitativo di principio attivo contenuto.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e della Guardia di Finanza di Palermo hanno arrestato 5 cittadini egiziani. Sarebbero stati loro gli scafisti del barcone approdato lo scorso 28 agosto a Lampedusa con 530 immigranti a bordo. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio e dal sostituto procuratore Gianluca Caputo. I 5 egiziani sono ritenuti il braccio operativo e terminale di una organizzazione criminale operante in Libia, oggetto del prosieguo delle indagini.

A Pantelleria, isola in provincia di Trapani, si è abbattuta una violenta tromba d’aria, e ha provocato la morte di due persone e il ferimento di altre quattro. La tromba d’aria è giunta dal mare e in pochi secondi ha trascinato in un vortice alcune case e sei automobili lungo la strada perimetrale dell’isola. Le vittime sono un pensionato, Francesco Valenza, 86 anni, rinvenuto morto nella sua auto, e un vigile del fuoco fuori servizio, Giovanni Errera, 47 anni, travolto dal crollo del tetto della casa fatiscente dove si è riparato. Entrambi sono stati colti nella zona di Campobello, dove la tromba d’aria ha sollevato diverse auto ribaltandole poi a terra. Il sindaco di Pantelleria, Vincenzo Campo, ha seguito e coordinato le operazioni di soccorso.

Nella pagina facebook del Comune di Pantelleria si legge: “A seguito della tromba d’aria che ha colpito Pantelleria e ha provocato due vittime e quattro feriti, oltre a danni gravissimi, l’amministrazione comunale proclama il lutto cittadino per oggi, sabato 11 settembre, e si stringe con affetto e sgomento alle famiglie delle vittime”.

Il Tribunale di Palermo infligge 19 condanne nell’ambito dell’inchiesta antimafia “New Connection” a carico degli ex “scappati” rientrati in Sicilia. I dettagli.

All’epoca dei primi anni ’80, a fronte della marcia irresistibile e sanguinaria dei corleonesi di Riina e Provenzano alla conquista di Palermo e del comando di Cosa Nostra, tanti palermitani, ancora sfuggiti agli agguati mortali, fuggirono ovunque, soprattutto negli Stati Uniti. Ad esempio Buscetta, Badalamenti, e gli Inzerillo, odiati da Riina tanto che ordinò: “Di questi Inzerillo non deve restare neanche il seme”. Ebbene, il 17 luglio del 2019, a Palermo, 200 poliziotti della Squadra Mobile, in collaborazione investigativa con i colleghi dell’Fbi americana, arrestarono 19 presunti affiliati o contigui al mandamento mafioso di Passo di Rigano, nella maggior parte “ex scappati”, tra le famiglie Inzerillo, Spatola e Buscemi, rientrati in Sicilia, e che sarebbero stati intenzionati a ricostituire la “mafia palermitana” dopo la morte di Riina, il 17 novembre del 2017. Ecco perché il blitz è stato intitolato “New Connection”, e tra gli arrestati vi furono anche Francesco e Tommaso Inzerillo, fratello e cugino di Totuccio Inzerillo, il boss del clan omonimo, ucciso a Palermo l’11 maggio del 1981, inaugurando lo sterminio. Ancora ebbene, adesso al palazzo di Giustizia, il giudice per le udienze preliminari, Elisabetta Stampacchia, a conclusione del giudizio abbreviato, ha sentenziato 19 condanne. La più severa è stata inflitta a Tommaso Inzerillo, 16 anni, poi 11 anni e 4 mesi al cugino Francesco Inzerillo, poi il nipote del boss Salvatore Inzerillo, Alessandro Mannino, è stato condannato a 12 anni e 4 mesi, poi 12 anni al genero di Tommaso Inzerillo, Giuseppe Spatola, e poi 14 anni a Giovanni Buscemi, 11 anni e 8 mesi a Giuseppe Sansone, 11 anni e 6 mesi a Benedetto Gabriele Militello, 11 anni e 4 mesi ad Antonino Fanara, 10 anni e 8 mesi ciascuno a Santo Cipriano, Antonio Di Maggio e Giuseppe Lo Cascio. E poi ancora Paolina Argano 1 anno e 6 mesi, Alfredo Bonanno 2 anni e 4 mesi, Veronica Cascavilla 2 anni e 4 mesi, Salvatore Lapi 2 anni e 2 mesi, Tommaso La Rosa 3 anni, Alessandra Mannino 2 anni e 2 mesi, e Rosalia Purpura 2 anni e 2 mesi. Sono stati assolti quattro imputati di reati minori: Maurizio Ferdico, Antonino Intravaia, Fabio Orlando e Giovanni Sirchia. Risarcimenti, da quantificare in sede civile, sono stati riconosciuti alle parti civili Sicindustria, Centro Pio La Torre, Fai e Solidaria. Subito invece una liquidazione di 4mila euro ciascuno per Confesercenti, associazione Caponnetto ed Sos Impresa.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Una violenta tromba d’aria ha colpito qualche ora fa l’isola di Pantelleria. Il bilancio è grave: 2 morti e 9 feriti. La tromba d’aria che si è abbattuta su Pantelleria ha colpito tutto ciò che si trovava davanti, comprese una decina di macchine dalle quali, sembra, ci siano stati i due morti. Colpite anche molte case. I soccorritori, giunti sul posto, hanno visto scene apocalittiche.

Ovviamente il bilancio è ancora provvisorio e il sindaco dell’Isola, Vincenzo Campo, sta coordinando i lavori nelle operazioni di soccorso. A dare manforte alle operazioni di soccorso anche i soccorsi del 118 provenienti da Lampedusa, fermo restando che attualmente le condizioni meteo non sono favorevoli a causa del forte vento che si è abbattuto sulla Sicilia.

Allerta della Protezione civile regionale per oggi e domani, sabato 11 settembre, sulla Sicilia. Il Dipartimento regionale della Protezione Civile della Presidenza della Regione Siciliana ha diffuso un avviso per il rischio meteo idrogeologico e idraulico per temporali, valido fino alle 24 di domani.

Per oggi il livello di allerta, su tutta la Sicilia, è di colore giallo; nella giornata di domani invece il rischio passerà ad arancione per le aree nord orientali dell’isola.

Il Tribunale del Riesame di Agrigento ha confermato il sequestro preventivo di circa 6,5 milioni di euro alle società M Rinnovabili srl e Moncada Energy group srl, riconducibili all’imprenditore agrigentino denominato re dell’eolico Sakvatore Moncada.

Lo stesso Moncada aveva presentato ricorso dopo che lo scorso luglio la Guardia di Finanza di Agrigento aveva eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, chiesto dalla Procura agrigentina e disposto dal Gip Luisa Turco nei confronti delle società in questione.

Il Riesame che ha confermato il sequestro era composto  dal presidente Alfonso Malato e dai colleghi Giuseppa Zampino e Iacopo Manzullo.

Le indagini sono state avviate nel 2019 a seguito di una segnalazione originata dalla Banca d’Italia, che nel corso di un’attività ispettiva in un istituto di credito aveva rilevato delle anomale movimentazioni di denaro, che non erano state segnalate come sospette dall’istituto ispezionato, sui conti di società del gruppo ‘Moncada’ attivo da anni nel settore delle energie da fonte rinnovabile.