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A Canicattì un uomo con il volto coperto e armato di una spranga di ferro è irrotto in un tabacchino in via Pirandello, si è impossessato di alcuni gratta e vinci e poi è fuggito a piedi tra la gente, smarrendo per strada parte del bottino. Mezzora dopo, quando i Carabinieri erano già sulle tracce del rapinatore, il fratello di lui, al corrente che lui fosse preda della tossicodipendenza, ha telefonato ai Carabinieri, e le sue parole sono state: “…sappiamo che nostro fratello ha fatto una cosa che non avrebbe dovuto fare…”. L’indagato, condotto in caserma, ha ammesso le proprie responsabilità. E stato denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento. Familiari e Carabinieri, insieme, hanno avviato per lui il percorso necessario al tentativo di recupero dalla tossicodipendenza.

Un empedoclino di 51 anni, già ampiamente noto alle Forze dell’Ordine in quanto destinatario di diversi provvedimenti, è evaso dagli arresti domiciliari per recarsi dove era parcheggiata l’auto dell’ex moglie.

Giunto sul posto, l’uomo, ha preso a sprangate l’automobile danneggiandola. E’ successo nel quartiere di Monserrato. Una chiamata ha avvertito il 113 e sul luogo sono arrivati immediatamente gli agenti della Sezione Volanti.

 

A Palermo è accaduto che un ex suocero di 63 anni è stato arrestato in carcere, insieme al figlio di 33 anni ai domiciliari, perché hanno tentato di uccidere l’ex genero, allorchè lui non avrebbe pagato gli alimenti alla figlia dopo la separazione. I due hanno affrontato la vittima sotto casa nella zona di via Oreto. Armati di coltello e bastone, hanno più volte colpito l’ex congiunto con alcuni fendenti che lo hanno raggiunto al torace e ai polmoni. L’ex genero è riuscito a scappare e a raggiungere il pronto soccorso dell’ospedale Civico. Nel parcheggio dell’ospedale, ancora padre e figlio hanno picchiato anche due parenti della vittima, andati in ospedale a trovare il ferito. Il padre risponde di tentato omicidio e lesioni aggravate in concorso, e il figlio di lesioni aggravate. Oltre agli alimenti l’aggressione sarebbe stata scatenata anche per la restituzione dei regali delle nozze. Le indagini sono state condotte dalla sezione omicidi della Squadra mobile. L’ex genero ha una prognosi di 40 giorni, e i congiunti picchiati nel parcheggio dell’ospedale 15 e 20 giorni.

A Cammarata i Carabinieri, a conclusione delle indagini seguite alla denuncia sporta contro l’ex compagno da una casalinga di 32 anni, hanno depositato un’informativa di reato alla Procura della Repubblica di Agrigento con cui hanno denunciato l’uomo a piede libero per maltrattamenti in famiglia. In particolare, lui, di 37 anni, originario di Mussomeli, la notte tra sabato e domenica si sarebbe arrampicato fino al terzo piano per raggiungere il balcone dell’ex compagna. Ha sfondato il vetro della finestra, ed è entrato dentro casa. La donna, nel tentativo di allontanare l’uomo, sarebbe stata colpita con uno schiaffo al volto, ha perso l’equilibrio ed è caduta a terra. All’ospedale di Agrigento è stata medicata e dimessa con una prognosi di 5 giorni.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, accogliendo quanto richiesto dalla Procura, ha confermato l’arresto in carcere a carico di Giuseppe Barba, 66 anni, di Favara, indagato dell’omicidio, aggravato dalla premeditazione e dai motivi abbietti e futili, dell’ex genero Salvatore Lupo, 45 anni, ucciso a pistolettate lo scorso 15 agosto all’interno di un bar in via Quattro Novembre a Favara. In occasione dell’udienza innanzi al Gip, Barba si è dichiarato innocente e poi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una telecamera di video-sorveglianza ha registrato i movimenti della Fiat Panda di Barba, in transito lungo via Quattro Novembre, poi in sosta davanti al bar, e con persone che sono fuoriuscite dal bar correndo subito dopo il parcheggio dell’auto, sul volante della quale, poi, i militari hanno trovato tracce di polvere da sparo.

Il Gip Provenzano usa parole forti: ““La lite intervenuta nello spiazzo antistante lo Snack american bar  tra Salvatore Lupo e  Giuseppe Barba aveva innescato desiderio di rivalsa del Barba. Il movente del delitto è, appunto, rappresentato dalla volontà di lavare con il sangue l’onta che Giuseppe Barba aveva subito il 15 maggio 2021 essendo stato aggredito e colpito, oltre che umiliato pubblicamente nel suo ruolo  di uomo forte e di “rilievo” a Favara, dal genero Salvatore Lupo con il quale aveva già notoriamente motivi di astio per quanto sopra esposto e nei confronti del quale aveva già profferito, gravi minacce, anche di morte. Significativamente, e non può il fatto ritenersi una mera coincidenza, l’omicidio avviene all’interno dello stesso locale, Snack american bar, dinanzi al quale si era consumata la lesa maestà di Barba per l’offesa subita esattamente tre mesi prima, il 15 maggio, dal genero. L’autore del reato ha agito con la sicurezza dell’insuperabile omertà dei probabili testimoni, che connota quel contesto territoriale, contando su di essa egli si reca ad uccidere il genero, che evidentemente stava seguendo, come si può dedurre dalla sincronia con cui i due arrivano, a distanza di poco più che un minuto, nello stesso posto e nello stesso locale, arrivando quindi  con la propria macchina e a viso scoperto. Il gesto doveva essere plateale, saputo da tutti, altrimenti sarebbe stato irrilevante, ma coperto dalla totale omertà che è subito scattata”.

In merito all’articolo pubblicato su questo giornale relativo alla prossime elezioni amministrative a Porto Empedocle, abbiamo ricevuto una nota di rettifica da parte di Orazio Guarraci.

Ecco il testo: “È categoricamente falso ogni mio coinvolgimento con la LEGA. Non ho nessun tipo di rapporto politico con la LEGA NORD. È scorretto attribuirmi legami o rapporti politici con la Lega. Il ritiro della mia candidatura è dovuto esclusivamente a motivi di carattere lavorativo, ma tranquillizzo tutti gli amici che sarò presente con un ruolo istituzionale sua nella campagna elettorale che dopo per riprendere e risollevare la città di porto Empedocle”.

Questa la dichiarazione di Orazio Guarraci.

Sono disponibili in Sicilia i primi 25 milioni di euro per le piccole e medie imprese, e per i liberi professionisti, titolari di partita Iva, danneggiati dalla pandemia coronavirus. Sono oltre un migliaio le richieste presentate, dal 22 luglio al 9 settembre, per ottenere finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto grazie alle risorse rese a disposizione dal governo Musumeci per sostenere il sistema produttivo dell’Isola. L’Irfis, ovvero l’Istituto finanziario della Regione, provvederà alle verifiche ed alla liquidazione. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta: “Conclusa questa prima fase, provvederemo a riaprire i termini per le richieste, modificando i criteri per consentire anche ad altre aziende e professionisti di poter accedere alle agevolazioni. E’ un’altra opportunità per creare liquidità a sostegno delle imprese siciliane pesantemente danneggiate a causa del covid. A disposizione vi sono ancora una cinquantina di milioni di euro, provenienti dalla rimodulazione dell’agenda europea 2014/2020 deliberata dalla Giunta regionale” – conclude. Per ogni domanda si può richiedere un contributo a fondo perduto fino a 5mila euro per spese di sanificazione e adeguamento dei luoghi di lavoro.

Un omicidio di mafia è stato sventato grazie all’operazione Persefone dei carabinieri che ha smantellato il clan di Bagheria, da sempre roccaforte di Cosa Nostra.
Un uomo, nonostante gli “avvertimenti”, aveva continuato a sfidare i vertici mafiosi.

Così i militari del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia nei confronti di 8 indagati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa e finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e vendita di armi clandestine, estorsione, lesioni aggravate, maltrattamenti, reati aggravati dalle modalità mafiose.
(ANSA)

“Lo abbiamo sin da subito detto e scritto, faremo in modo che AICA la nuova società Consortile nata per la gestione del servizio idrico integrato nella Provincia di Agrigento, sia il più trasparente possibile e non diventi IL SOLITO CARROZZONE POLITICO dove anche per fare carriera il personale avrà bisogno dell’amico o parente politico”.

Così il vicepresidente del Codacon Giuseppe Di Rosa che continua: “Venuti Direttore di AICA? NO GRAZIE, non vogliamo che ci sia continuità con un commissariamento fallimentare, che ha prodotto solo danni e nulla più. Ci assumiamo le nostre responsabilità – conclude Di Rosa –  la nomina del Direttore, sia esempio di discontinuità col passato e lontana da indirizzi politici”.

Se Favara piange, di sicuro Porto Empedocle non ride.

Nel pieno di una campagna elettorale fatta soprattutto sottobanco e non proprio alla luce del sole, Porto Empedocle si avvia verso le prossime elezioni del 10 ottobre.

Come in ogni campagna elettorale, soprattutto dalle nostre parti, non mancano mai i colpi di scena e gli spunnapedi. E Porto Empedocle già ha vissuto il primo.

 

Orazio Guarraci si ritira dalla candidatura a sindaco dopo che nelle sue pagine di facebook, negli ultimi giorni, non solo si dava quasi certo per la sua elezione, ma si autoproclamava il “presunto” sindaco di maggiore esperienza.

Su questo, forse, non ci sono dubbi. Guarraci, in passato, ha amministrato Porto Empedocle in modo concreto rispetto a tanti altri che lo hanno preceduto e lo hanno succeduto.

Detto ciò, a Porto Empedocle si verifica la seguente; Guarraci, non si capisce bene se con l’on. Gallo Afflitto di Forza Italia (e quindi, Filippo Caci, profeta in patria) o con l’on. Carmelo Pullara, passa con quello che doveva essere il suo avversario da battere: Calogero Martello. In caso di elezione Guarraci andrà a ricoprire il ruolo di vice sindaco.

Ad inizio campagna elettorale lo stesso Guarraci aveva chiuso un accordo con Forza Italia. Ma si sa, con questa Forza Italia che regna nella nostra provincia dei Gallo e delle Margherite, “zoccu scura a sira unn’agghiorna a matina”.

Mentre Guarraci era certo di essere supportato da Gallo, Caci e tanti altri compagni di merenda, l’on. Afflitto chiudeva l’accordo con Martello. Va be’, direbbe qualcuno, scherzi della politica. Noi siamo più propensi a sostenere che la lealtà politica e la serietà sono venuti a mancare da diverso tempo.

Oggi, Guarraci, si ritrova ancora di mezzo Forza Italia che se l’era giocato come un pacchetto di sigarette senza filtro; e siccome in politica tutto fa brodo, alla fine ci si riunisce e ci si inciucia appassionatamente.

Questo passaggio di Guarraci con Martello è stato anche benedetto dll’on. Carmelo Pullara, oggi della Lega, il quale sembra aver seminato più confusione che ratio negli altri Comuni dove si vota, e cioè Canicattì e Favara.

A Porto Empedocle il problema non si pone più. Tutti insieme appassionatamente, con o senza spunnapedi. L’importante sarà centrare l’obiettivo.

Sembrerebbe, però, che qualche politicante della stessa Forza Italia abbia cominciato a mugugnare. Non ha tanto gradito la collocazione di Guarraci a vice sindaco di Martello. Di fatto, gli scagnozzi di Forza Italia dovrebbero correre per cercare voti per alla fine fare contenti Gallo, Carmeluzzo, Margot, Filippuzzo e soprattutto Guarraci.

Pesantuccia come situazione.