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Ieri, il consigliere comunale di Agrigento, Ilaria Settembrino, ha sollecitato l’Amministrazione comunale a provvedere all’installazione delle pensiline per il riparo degli utenti alla sosta dei pullman in piazza Vittorio Emanuele. A seguito di ciò, il vice presidente del Codacons di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, coglie l’occasione per ribadire, come ripete già dal tempo di Firetto sindaco, che tale sosta è abusiva e fuori norma. Ed è dunque paradossale chiedere le pensiline a fronte di un abuso. In proposito, Di Rosa ha chiesto un accesso agli atti relativi alla procedura amministrativa a corredo della sosta.

Chiama i carabinieri e minaccia di gettarsi dal ponte in piazza Borsellino. I militari della compagnia di Cammarata e quello della stazione di San Giovanni Gemini, intervengono e dopo un delicato e toccante dialogo con il 47enne, riescono a scongiurare la tragedia. L’uomo che si è sfogato circa le sue ansie dovute alla disoccupazione, è stato poi ricondotto alla sua abitazione

 

 

Ad Agrigento si è insediato il Consiglio dell’Ordine provinciale degli Agronomi e dei Dottori Forestali, eletto con l’85 per cento dei voti alle recenti consultazioni elettorali. E’ composto da Maria Giovanna Mangione, Calogero Romano, Calogero Carlino, Maria Ala, Giuseppe Pistone, Luigi Fiore, Calogero Barbera, Salvatore Avarello e Nazareno Di Grigoli. Nel corso della seduta di insediamento, sono state elette le cariche istituzionali: Maria Giovanna Mangione (presidente), Gero Barbera (vicepresidente), Giuseppe Pistone (segretario) e Nazareno Di Grigoli (tesoriere). La confermata presidente, Maria Giovanna Mangione, commenta: “E’ un risultato importante. Ringrazio tutti i colleghi che hanno messo a disposizione le proprie candidature, il vicepresidente uscente Enzo Avarello per essere stato un punto fermo per il Consiglio, e do il benvenuto a Gero Barbera, neoeletto vicepresidente dell’Ordine. E’ un lavoro di continuità per alcune attività già intraprese quali, ad esempio, la recente firma con gli enti locali dei protocolli di intesa per la progettazione, tutela e gestione del verde urbano; le iniziative attuate di concerto con la Rete delle Professioni Tecniche per il PNRR sulle infrastrutture, che è un argomento che sarà ampiamente trattato in occasione di un evento che si terrà nei prossimi giorni, e diverse altre attività che sono in itinere. Il risultato più importante, e lo dico con gioia, è la partecipazione di ogni singolo iscritto a conferma di quanto l’Ordine non sia dentro le mura, bensì sul territorio, vicino alle esigenze di ogni singolo collega. Ed è proprio ai colleghi che rivolgo non soltanto il mio ringraziamento ma un appello: noi siamo qui a rappresentarvi, voi siete il tessuto reale, concreto, fertile e attivo per dare voce alle giuste cause per la nostra categoria”.

 

Torna il “BonuSicilia – Fiorai 2”, la misura di sostegno voluta dal governo Musumeci e rivolta alle imprese di commercio di piante e fiori. L’assessorato regionale delle Attività produttive ha pubblicato un nuovo avviso con una dotazione finanziaria di  circa 2,7 milioni per riproporre il sostegno alle attività commerciali di fiori e piante colpite dall’emergenza sanitaria da Covid 19. Lo scorso luglio, per il primo bando, sono state 644 le imprese che hanno ricevuto il contributo di 3.500 euro.
«Abbiamo deciso di venire incontro a quanti a luglio non erano ancora pronti per presentare le istanze pubblicando un nuovo bando che consentirà di inoltrare online le domande da domani 14 settembre per sfruttare gli oltre due milioni e mezzo di euro ancora disponibili», spiega l’assessore Mimmo Turano.
A beneficiare della seconda edizione del “BonuSicilia – Fiorai 2” saranno sempre le piccole e medie imprese che operano nel commercio dei fiori all’ingrosso e dettaglio, con sede legale e/o operativa nel territorio della Regione Siciliana. L’agevolazione, fino a un massimo di 3.500 euro, verrà concessa con procedura semplificata su piattaforma informatica per ciascuna impresa richiedente.

Ad Agrigento, a conclusione del Consiglio Presbiterale, l’Arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, ha reso noti altri avvicendamenti pastorali, in aggiunta a quelli già pubblicati di recente. Eccoli:

Don Giuseppe Agrò
parroco dell’U.P. B.M.V. di Fatima e B.M.V. del Carmelo di Agrigento
Don Salvatore Attardo vicario parrocchiale della parrocchia Maria SS. del Rosario di Palma di Montechiaro
Don Ignazio Bonsignore vicario parrocchiale della parrocchia S. Giuseppe Lavoratore di Porto Empedocle
Don Carmelo Davide Burgio (moderatore) e don Calogero Putrone parroci in solido dell’U.P. S. Giovanni Battista – B.M.V. Immacolata – B.M.V. di Lourdes di Campobello di Licata
Don Angelo Cerenzia parroco dell’U.P. B.M.V. Immacolata – B.M.V. Assunta e Rettore del Santuario San Calogero di Agrigento
Don Raymond Antonio De Souza parroco della parrocchia SS. Salvatore di Camastra
Don Antonio Giuseppe Gucciardo vicario parrocchiale dell’U.P. S. Michele Arcangelo – S. Caterina di Sciacca
Don Gioacchino Andrea La Rocca vicario parrocchiale dell’U.P. Maria SS. del Buon Consiglio – S. Croce di Porto Empedocle
Don Giuseppe Licata amministratore parrocchiale dell’U.P. Spirito Santo – B.M.V. della Mercede – S. Antonio Abate di Cattolica Eraclea
Don Luigi Lo Mascolo parroco dell’U.P. Maria SS. del Buon Consiglio – S. Croce di Porto Empedocle
Don Marcel Ndzana Ndzana vicario parrocchiale della parrocchia San Nicolò di Bari di Ribera
Don Calogero Sallì vicario parrocchiale della parrocchia S. Lucia di Canicattì
Don Ernesto Sciacchitano parroco della parrocchia Sacra Famiglia di Ravanusa
Don Mario Sorce parroco della nuova U.P. Sacro Cuore di Gesù e Santa Gemma di Agrigento
Don Salvatore Cardella, continuando a esercitare l’ufficio di amministratore parrocchiale della parrocchia San Gabriele dell’Addolorata, assume il servizio di cappellano dell’Ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata
Don Gioacchino Scimé, continuando a esercitare l’ufficio di parroco dell’U.P. San Giuseppe – Gesù e Maria di Campobello di Licata, assume il servizio di cappellano dell’Ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì.
Hanno rimesso il mandato di parroco nelle mani del vescovo e continueranno a offrire la loro disponibilità per altri servizi: don Pasquale Barone, don Angelo Brancato, don Luigi Giacchetto, don Diego Martorana, don Giuseppe Matraxia e don Giuseppe Veneziano.

A Casteltermini i Carabinieri hanno denunciato a piede libero un commerciante di 32 anni, ritenuto responsabile delle ipotesi di reato di resistenza, oltraggio a Pubblico Ufficiale e di atti osceni in luogo pubblico. Nottetempo i militari hanno bloccato e sottoposto a controllo un’automobile Alfa Romeo 156, con tre persone a bordo, in giro per il paese. Il 32enne, alla guida del veicolo, ha mostrato insofferenza ed ha cominciato ad insultare i Carabinieri con frasi oltraggiose e offensive. Ad un certo punto, in segno di protesta, si è spogliato rimanendo completamente nudo in strada. I Carabinieri hanno dovuto faticare non poco per placare gli animi e convincere l’uomo a rivestirsi. Dovrà rispondere delle accuse di oltraggio, resistenza e atti osceni in luogo pubblico.

Gravi lacune nel riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata: la Commissione regionale antimafia propone una legge. L’intervento di Claudio Fava.

La Commissione regionale antimafia, presieduta da Claudio Fava, è pronta a sfornare una nuova legge. E auspica che entro il 2021 sia approvata dall’Assemblea. Lo stesso Fava spiega e premette: “La più grande agenzia immobiliare del mondo è italiana, ma è molto carente di risorse umane”. E il presidente dell’Antimafia si riferisce all’Agenzia nazionale per i beni confiscati, che ha la responsabilità di oltre 19mila tra immobili, aziende e terreni sequestrati alle mafie. Più di un terzo è in Sicilia, dove sono 7.200 i beni non ancora riassegnati per usi sociali. E Fava aggiunge: “L’Agenzia nazionale è nata per gestire l’immenso patrimonio di immobili, terreni e soprattutto aziende sottratte alla criminalità organizzata grazie alla legge Rognoni- La Torre del 1982. E non riesce con il suo operato ad andare oltre al momento repressivo, ovvero la restituzione del bene alla collettività. Oggi l’Agenzia è sotto organico del 60 per cento, ed è trattata non come una risorsa ma come un centro di sottogoverno qualunque. Ecco perché occorrono investimenti e competenze, non solo nell’Agenzia ma anche negli Enti locali. E serve che la Regione si ponga come asse di collegamento tra l’Agenzia nazionale e gli Enti locali, i Comuni, perché questo è il suo compito. Per tentare di garantire ciò è pronta per essere votata la nostra legge, condivisa da tutti i gruppi politici. Abbiamo già sollecitato il presidente dell’Assemblea, Gianfranco Miccichè, e il voto dovrebbe arrivare in autunno”. E poi Claudio Fava, più nel dettaglio, si sofferma sui contenuti della proposta di legge, e afferma: “L’idea di fondo è quella di vedere i beni confiscati come una risorsa. Tra i punti fondamentali, la legge istituisce, presso la Presidenza della Regione, l’Ufficio speciale regionale per la valorizzazione dei beni confiscati, come struttura centrale di supporto alle Amministrazioni locali e all’Agenzia nazionale. Accanto all’Ufficio speciale vi sarà un Osservatorio regionale sull’utilizzo dei beni costituito come raccordo tra l’azione amministrativa e quella della società civile. Inoltre si procederà ad una mappatura dei beni, che è uno dei compiti finora non assolti per mancanza di risorse da parte dell’Agenzia nazionale. E al fine di rafforzare le scarse risorse dei Comuni, dove nell’ambito delle confische lavorano uno o massimo due tra impiegati e funzionari, la nostra proposta di legge introduce, oltre a nuovi percorsi formativi specifici, anche un Fondo di 10 milioni di euro, che sosterranno le Amministrazioni locali a individuare beni e modalità per l’accesso, la gestione e l’utilizzo, da sottoporre poi ad un apposito decreto del presidente della Regione, da emanarsi su proposta dell’Assessore regionale per l’Economia, previo parere della Commissione regionale antimafia”.

La Guardia di Finanza di Palermo, nell’ambito di un’inchiesta antidroga intitolata “Africo”, coordinata dalla Procura, ha eseguito 9 arresti. Si tratta dei presunti componenti di un gruppo criminale che avrebbe gestito lo spaccio di droga tra il quartiere palermitano Zen 2 fino a Carini, in provincia. Sono stati trasferiti in carcere Khemais Lausgi, 33 anni, Salvatore Lo Franco, 42 anni, Antonio Lo Franco, 23 anni, Francesco Alamia, 28 anni, Maurizio Sciortino, 41 anni, e Maurizio Di Stefano, 44 anni. Ai domiciliari sono stati ristretti Antonino Giuffré, 27 anni, Francesco Gelfo, 31 anni, e Antonino Velardi, 32 anni. Gli arresti eseguiti in flagranza di reato sono stati 8, con circa 30 chili di droga sequestrati. Le indagini si sono protratte tra la fine del 2018 e il 2019 attraverso riprese e intercettazioni: gli indagati si sarebbero riforniti di cocaina, hashish e marijuana nel quartiere Zen 2, nella periferia di Palermo, per poi smistarla a Carini. Gli investigatori sostengono che gli spacciatori abbiano venduto anche fino 100 dosi al giorno, e stimano un “fatturato” annuo di 1 milione e 500mila euro. Il Tribunale di Palermo ha ordinato anche il sequestro preventivo di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati per complessivi 200mila euro, e ciò perché sarebbe emersa una sproporzione tra beni nella disponibilità degli indagati e la capacità reddituale dichiarata. Due degli arrestati nelle scorse settimane hanno anche ottenuto il reddito di cittadinanza. Il beneficio sarà adesso sospeso.