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In data 13 settembre 2021 personale  del Commissariato di Palma di Montechiaro sottoponeva alla misura alternativa della detenzione domiciliare, in esecuzione ad ordinanza, emessa dal Tribunale di Sorveglianza Speciale di Palermo un palmese, M. M. classe ‘64 per il reato di ricettazione.

.A Lampedusa, invece, i poliziotti della Squadra Mobile hanno arrestato 6 cittadini stranieri, tutti tunisini, perché, nonostante fossero gravati da decreto di espulsione, facevano reingresso nel Territorio Nazionale dalla frontiera di Lampedusa. Gli stessi, come da disposizioni del P.M. di turno della Procura di Agrigento, venivano sottoposti agli arresti domiciliari presso l’Hot Spot dell’isola di Lampedusa.

Il Sindaco ha convocato ieri, lunedì 13 settembre, la Giunta per deliberare la richiesta della dichiarazione dello stato di calamità naturale.

La delibera è stata approvata e sarà trasmessa alla Presidenza della Regione Siciliana, al Dipartimento Regionale della Protezione Civile e alla Prefettura di Trapani.

Al fine di poter quantificare i danni prodotti dall’evento, i cittadini che hanno avuto danneggiati beni immobili, beni mobili e colture potranno scaricare, compilare e presentare i moduli che sono messi a disposizione sul sito del Comune al link: https://www.comunepantelleria.it/avviso-raccolta-segnalazione-danni/

I moduli sono differenziati a seconda che il danno sia a coltivazioni (aziende agricole), abitazioni (patrimonio edilizio privato), auto e altro (beni mobili) o attività economiche e produttive.

Tutti i cittadini che hanno avuto danni sono invitati a fare foto e video per documentarli, come in molti già stanno facendo, prima di iniziare a riparare soprattutto i tetti, intervento urgente prima che arrivi di nuovo la pioggia.

Questa documentazione servirà, in appoggio ai rilievi fatti dai Vigili del Fuoco e dalla Protezione Civile, per verificare i danni subiti ed avere il risarcimento.

“Nonostante norme e linee guida approvate per fare chiarezza, nonostante la disponibilità di somme stanziate dall’ARS in estate per garantire la copertura delle spese, per l’ennesima volta l’anno scolastico inizia nel caos e con servizi ridotti per gli studenti disabili delle scuole superiori. E mai come questa volta non si può non additare una burocrazia cieca e insensibile, trincerata dietro cavilli burocratici da Azzeccagarbugli.”
Marianna Caronia attacca in modo durissimo gli enti, Regione, Città Metropolitane e Liberi Consorzi, che stanno determinando anche per l’avvio dell’anno scolastico 21-22 quelli che definisce “inaccettabili ritardi e complicazioni che di fatto impediranno l’accesso a scuola a centinaia di studenti.”
A suscitare l’indignazione della deputata regionale della Lega è in particolare la vicenda dei ragazzi e delle ragazze che necessitano di assistenza igienico-personale, ai quali è stato chiesto di fornire un certificato rilasciato dalle UVM-Unità di Valutazione Multidisciplinare, che però in Sicilia non sono mai state attivate per l’assenza di un decreto attuativo della normativa nazionale. Le famiglie devono insomma produrre un certificato che nessuno può rilasciare!
Alcuni “fortunati” hanno avuto un certificato “sostitutivo” dalle ASP di competenza, ma la stragrande maggioranza degli studenti non potrà avere il servizio, che significa non poter andare a scuola. Solo a Palermo per esempio, a fronte di 187 studenti iscritti e che hanno chiesto l’assistenza, solo 59 hanno avuto il certificato sostitutivo.
Situazione parzialmente migliore ma comunque caotica sul fronte dell’assistenza all’autonomia e alla comunicazione, che riguarda migliaia di studenti con disabilità sensoriali o cognitive (oltre 2000 fra Palermo, Catania e Messina, più altre centinaia nelle provincie più piccole): non per tutti loro si prospetta un servizio garantito ad inizio dell’anno, ed inoltre con grandi incertezze per il futuro visto che i contratti con il personale specializzato sono stati firmati, da parte della Città Metropolitana di Palermo, solo fino al 9 ottobre, nonostante con un’apposita norma regionale sia stata garantita la copertura della spesa per l’intero anno.
Per la Caronia, “siamo di fronte ad una vera e propria barriera burocratica, che diventa barriera fisica all’accesso alle scuole per centinaia di studenti. Una situazione davanti alla quale il Governo regionale, se non vuole essere complice deve agire e farlo in fretta, commissariando gli enti inadempienti nell’applicare le linee guida ed eliminando ogni barriera e cavillo burocratico che rende impossibile agli studenti di fruire del sacrosanto diritto allo studio.”

 

Il vice presidente del Codacons Giuseppe Di Rosa ha ricevuto nel pomeriggio di oggi una lettera di una mamma di un figlio disabile. Di Rosa invita l’amministrazione tutta ad attivarsi afficnhè almeno le categorie più deboli possano usufruire di alcuni servizi essenziali vista l’imminente apertura delle scuole. La lettera è la seguente: “Salve Sig. Di Rosa sono Butera Stella, madre di un ragazzo disabile, che dopodomani inizia la scuola media. Come lei saprà gli alunni disabili usufruiscono dell’assistente all’autonomia e comunicazione  secondo quanto previsto dalla legge 104, il servizio per legge viene fornito dal Comune.

Ad oggi però, il servizio non è stato garantito ad Agrigento perché (ci dicono) ancora manca la firma della determina da parte del dott. Mantione e i nostri ragazzi di conseguenza rischiano di vedere leso un loro diritto essenziale, con una condotta tra l’ altro reiterata del comune che ogni anno ritarda proprio sull’avvio del suddetto servizio. Dato che nessuno ci da  conto e ragione di questo mancato rispetto dei diritti dei nostri figli, Le chiedo se può interessarti di sollevare questa problematica perché i tempi sono stretti e ad oggi non ci hanno neanche chiamato per la scelta della cooperativa che spetta a noi genitori”.

Arrendevole. E’ difficile che questo giornale si ritiri dall’inseguire una notizia, che sia di politica, sport, cronaca o quant’altro.

La vicenda di Orazio Guarraci ha assunto ormai posizioni che sfiorano il tragicomico e per questo, onde evitare un continuo prendere per il culo i nostri lettori, non dovuto certamente alla nostra volontà ci ritiriamo commossi e non inseguire la notizia che nelle ultime 72 ore ha cambiato almeno quattro verità.

Davvero un bel record per Orazio Guarraci, capace di confermare e poi smentire se stesso nell’arco di così poco tempo.

Oggi, da altra emittente, abbiamo appreso che non si ricandida più. Tre giorni fa candidato, due giorni fa ritirato, ieri candidato e oggi ritirato; in questo modo abbiamo anche difficoltà a svolgere il ruolo di giornalisti perché mai nel corso della nostra attività lavorativa ci eravamo imbattuti in una giostra così fortemente altalenante.

Auguri ad Orazio Guarraci con l’auspicio che nel più breve tempo possibile possa decidere cosa fare da grande.

 

Visita ufficiale stamane del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci a Licata, nell’Agrigentino. Accolto dal sindaco Pino Galanti e dal presidente del Consiglio comunale Giuseppe Russotto, il governatore si è intrattenuto dapprima con la Giunta, per un esame di alcune priorità, e ha poi incontrato i consiglieri nell’Aula del Civico consesso. Nel suo intervento, Musumeci si è soffermato sul valore etico della politica, esortando i giovani al cambiamento culturale dell’Isola. Il presidente ha poi riaffermato l’impegno del governo regionale per affrontare e risolvere i problemi legati alla tutela del territorio licatese, specie nella lotta al dissesto idrogeologico. Nella foto: Musumeci durante il suo intervento nell’Aula consiliare del Comune di Licata.

I Carabinieri della stazione di Erice e della Compagnia di Trapani hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 24 anni, C S sono le iniziali del nome, indagato di detenzione di droga a fine di spaccio. Lui, con precedenti di Polizia, è stato sottoposto a perquisizione personale e veicolare durante un controllo alla circolazione stradale. Addosso a lui sono stati rinvenuti circa 6 grammi di cocaina. Poi, a casa sua, all’interno del vano motore di un camper, grazie al fiuto di un cane antidroga sono stati trovati altri 16 grammi di cocaina e un bilancino di precisione. Il tutto è stato sequestrato.

Ad Agrigento l’ex sindaco Lillo Firetto, con i colleghi consiglieri Nello Hamel e Margherita Bruccoleri, hanno presentato una interrogazione consiliare all’Amministrazione comunale nel merito del trasferimento della scultura di Gregory Pototsky. Nell’interrogazione tra l’altro si legge: “Abbiamo chiesto che l’amministrazione giustifichi in modo più approfondito e chiaro le ragioni dello spostamento della scultura da piazzetta Alaimo. Se è stata avviata un’indagine interna della Polizia Locale per gli accertamenti di responsabilità civile e amministrativa sui fatti e quale sia stata la procedura amministrativa adottata dal Comune nel rispetto delle norme regolamentari. E poi se non si ritiene che la mancata autorizzazione della Soprintendenza non determini automaticamente il ripristino della situazione precedente, cioè la ricollocazione della scultura in piazzetta Maria Alaimo, dove era stata precedentemente allocata in presenza dello scultore Gregory Potosky, anziché la collocazione in un magazzino. Infine se non si ritiene di informare il Console Russo sulla destinazione e valorizzazione della scultura, recuperando anche in termini di rapporti istituzionali che sembrano in qualche modo compromessi, nell’unico interesse dell’immagine e della reputazione della città”. del Presidente Mattarella che ha esortato a cambiare rotta “però non a parole”, perchè questa nuova prospettiva, in linea col dettato costituzionale “va garantita nei comportamenti dell’ordinamento con i suoi interventi, le sue regole, le sue procedure, le sue iniziative, e con il comportamento sociale delle altre persone, con la speranza e la fiducia che occorre avere e sviluppare in maniera particolarmente forte”

L’appello del Presidente della Repubblica Mattarella fatto durante la visita ai detenuti del carcere minorile di Nisida costituiscano un insegnamento elevato e profondo di cui essere particolarmente grati. Nella sue parole trovano concretezza i valori costituzionali sull’azione punitiva dello Stato e la funzione rieducativa della pena. Chi ha sbagliato deve assumersi le proprie responsabilità verso l’intera società e portarne il peso secondo ciò che la legge prevede. Ma il Capo dello Stato ha voluto autorevolmente richiamare come nella prospettiva costituzionale la persona rimane sempre qualcosa di più grande dell’errore che pure ha commesso e questo chiama, a sua volta, la società e le stesse Istituzioni ad altrettante responsabilità, necessarie a dare concretezza a questo primato della persona.

Su delega della Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia, i Finanzieri del locale Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo nei confronti di 9 soggetti indagati a vario titolo per spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione “Africo”, condotta dagli specialisti della Sezione Antidroga del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme Gialle di Palermo tra l’inizio del 2018 e la metà del 2019, ha permesso di far luce su uno strutturato e proficuo commercio di diverse tipologie di sostanza stupefacente nel comprensorio di Carini e nel quartiere “Zen 2” di Palermo. Nel corso delle investigazioni, svolte con l’ausilio di video riprese, intercettazioni telefoniche e ambientali, è stato possibile ricostruire l’operatività criminale degli indagati, che si sarebbero riforniti di cocaina, hashish e marijuana nel noto quartiere palermitano “ZEN 2”, per poi smistarla quotidianamente nella cittadina carinese.

Nel corso delle indagini sono stati eseguiti numerosi interventi repressivi che hanno portato al sequestro di circa 30 kg di droga e all’arresto in flagranza di reato di 8 persone, fra cui un ex addetto alla raccolta di rifiuti all’epoca in servizio presso l’azienda municipalizzata palermitana RAP (poi licenziato per giusta causa), intercettato dai militari mentre consegnava a domicilio le dosi di stupefacente durante il lavoro. Come desumibile dalle complessive risultanze ottenute nel corso delle attività, è emerso che gli spacciatori avrebbero venduto fino a 100 “dosi” al giorno di stupefacenti, sviluppando un “fatturato” annuo stimabile in almeno 1,5 milioni di euro. Due degli arrestati, peraltro, hanno proprio nelle scorse settimane ottenuto il reddito di cittadinanza per un ammontare di 800 euro mensili.

Un beneficio che, per effetto del provvedimento cautelare, verrà sospeso, così come previsto dalla normativa in vigore. I finanzieri hanno poi proceduto a valorizzare in chiave patrimoniale – secondo una procedura operativa attuata in tutti i settori di servizio volta a disarticolare in maniera radicale le organizzazioni delinquenziali – gli elementi acquisiti nel corso delle indagini, attraverso l’esame, il confronto e l’incrocio di informazioni estratte dalle diverse banche dati in uso al Corpo, dalle quali emergeva l’assoluta sproporzione tra i beni nella disponibilità degli indagati e la capacità reddituale dichiarata, richiedendo l’applicazione di misure cautelari patrimoniali.

Con il medesimo provvedimento il G.I.P. ha quindi disposto il sequestro preventivo di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati per un valore complessivo pari a circa 200.000 euro. L’operazione di servizio si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo economico del territorio e di contrasto patrimoniale ai sodalizi illeciti, mantenendo alta la guardia sul fenomeno del traffico di stupefacenti, primaria fonte di finanziamento anche delle locali organizzazioni criminali.

Sono 13 i nuovi casi di positività al Covid-19 secondo l’odierno bollettino dell’Asp di Agrigento, con 99 soggetti guariti e un decesso registrato a Menfi. I decessi totali sono  330 dell’emergenza sanitaria.

Sono 42 le persone  ricoverate in degenza ordinaria/subintensiva. Di questi, 24 si trovano al “San Giovanni di Dio” di Agrigento e 12 al “Fratelli Parlapiano” di Ribera. In 6 sono invece ricoverati in ospedali fuori provincia. Due pazienti si trovano ricoverati presso le strutture lowcare: uno presso ex ipab di Canicattì e uno fuori provincia. Un paziente si trova ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Ribera.

Questi i dati nei Comuni agrigentini: Agrigento 130 (9 migranti), Alessandria della Rocca 0; Aragona 5; Bivona 1; Burgio 0; Calamonaci 0; Caltabellotta 3; Camastra 1; Cammarata 4; Campobello di Licata 17; Canicattì 122; Casteltermini 20 (20 migranti); Castrofilippo 5; Cattolica Eraclea 2; Cianciana 4; Comitini 0; Favara 98; Grotte 3; Joppolo Giancaxio 0; Licata 203; Lucca Sicula 0; Menfi 26; Montallegro 5; Montevago 2; Naro 9; Palma di Montechiaro 66; Porto Empedocle 59; Racalmuto 14; Raffadali 28; Ravanusa 20; Realmonte 16; Ribera 31; Sambuca di Sicilia 2; San Biagio Platani 5; San Giovanni Gemini 7; Sant’Angelo Muxaro 1; Santa Elisabetta 8; Santa Margherita di Belìce 5; Santo Stefano Quisquina 0; Sciacca 38; Siculiana 50 (40 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 0; Navi accoglienza 110.