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Con la visita alla sede municipale di Cammarata si è concluso il primo tour delle visite istituzionali del presidente della Regione Nello Musumeci nell’Agrigentino, cominciato la settimana scorsa a Racalmuto.

Nell’aula consiliare di Cammarata, il presidente della Regione ha ricevuto il saluto di benvenuto del sindaco Giuseppe Mangiapane e del presidente del consiglio comunale, Giuliano Traina, i quali hanno voluto anche sottolineare alcune priorità del territorio da sottoporre all’attenzione del governo regionale.

Il presidente Musumeci ha ribadito come «uno degli obiettivi da affrontare dal suo governo con la nuova programmazione dei fondi comunitari e statali consista nell’arrestare il processo di spopolamento delle aree interne ed impedire che i giovani continuino ad abbandonare le loro città per emigrare altrove. Servono servizi, riqualificazione dei borghi e viabilità sicura, mentre le nostre strade provinciali sono un colabrodo, dopo la folle riforma delle Province».

La Camera di Commercio di Agrigento aderisce al progetto “O.K. Open Knowledge,” presentato da Unioncamere con finanziamento dal Pon Legalità, al fine di promuovere la conoscenza e l’utilizzo degli open data sulle aziende confiscate con l’obiettivo di generare valore sociale, economico e civico nel territorio.

Il progetto prevede anche il coinvolgimento degli Enti camerali di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

“O.K. Open Knowledge” si protrarrà fino a dicembre del 2022 con l’intento di sensibilizzare la collettività sull’esistenza, la finalità e i contenuti del portale “Open Data Aziende Confiscate”.

Il portale (https://aziendeconfiscate.camcom.gov.it) è sostanzialmente uno strumento che consente di analizzare, monitorare e supportare le azioni per restituire all’economia legale le imprese confiscate,  attraverso la interconnessione dei dati del Registro delle imprese presso le Camere di Commercio, e la banca dati dell’Anbsc, Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

“Abbiamo deciso di aderire al progetto senza alcuna esitazione – spiega il Commissario straordinario della Camera di commercio di Agrigento  Giuseppe termine – perchè l’iniziativa è coerente con le attività portate avanti dal nostro Ente in tema di sicurezza e legalità. In questa direzione l’Ente camerale si è reso promotore di diversi progetti mettendo anche a disposizione strumenti per le Forze dell’Ordine e l’uso della piattaforma Rex, nella consapevole che la sfida alla criminalità organizzata si può combattere solo mediante l’approfondita conoscenza del fenomeno, facilitata anche da sofisticate armi per combatterlo.”

“Siamo certi – aggiunge il segretario generale dell’Ente Gianfranco Latino – che il progetto Open Knowledge ci consentirà di rafforzare la rete con gli altri soggetti che sul territorio sono impegnati sul tema della legalità, mettendo loro a disposizione gli importanti dati e le informazioni in possesso del sistema camerale”.

Sono in programma incontri, seminari interattivi e laboratori proprio per approfondire le modalità di utilizzo dei dati presenti sul portale “Open Data Aziende Confiscate”, per permettere alle istituzioni, al partenariato sociale e associativo attività di gestione, monitoraggio e controllo sociale sulle aziende confiscate.

A Realmonte i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento un artigiano di 63 anni, per l’ipotesi di reato di abusivismo edilizio. Lui ha costruito il tetto di un’abitazione, in contrada “Scavuzzo”, a poca distanza dalla Scala dei Turchi, senza alcuna autorizzazione o concessione edilizia. I lavori abusivi sono stati scoperti dai Carabinieri che hanno anche sequestrato l’immobile.

“I continui aumenti che le nostre aziende sono costrette a subire stanno portando a dei costi di produzione davvero insostenibili. In questo modo soffrono le imprese e soffrono anche le famiglie”. Queste le parole di Vincenzo Gaziano, Presidente provinciale di Assipan, l’Associazione dei panificatori.

“Riceviamo quotidianamente segnalazioni da parte dei nostri associati, i quali lamentano i prezzi in costante aumento di farine, lieviti e di tutte le materie prime del settore della panificazione. Il rischio è che, a fronte di un aumento dei prezzi all’ingrosso, si arrivi ad un aumento dei prezzi al dettaglio. Lanciamo dunque un appello alle autorità affinchè vigilino sulle eventuali speculazioni in modo da invertire il trend registrato negli ultimi mesi. Se la situazione dovesse rimanere così, sarà impossibile per noi panificatori mantenere i prezzi di vendita di pane e prodotti da forno stabili.”

Spazio alle segnalazioni dei cittadini. Bisogna che gli organi preposti intervengano urgentemente nella zona industriale di Agrigento, lungo la strada che costeggia il Centro direzionale, perché, purtroppo, come segnalato alla redazione, tanti potenziali colpevoli di omicidio stradale percorrono tale strada a velocità folle, non curandosi affatto di esporre sé stessi, e soprattutto gli altri, alla morte. Occorre che nella strada dove insiste il Centro direzionale siano installati dei dissuasori di velocità, numerosi ed elevati. Oppure, meglio ancora, un telelaser, come già montato alla Rotonda degli Scrittori sulla 640, così da essere deterrente verso certi automobilisti ai quali, non solo andrebbe ritirata a vita la patente di guida, ma non gli sarebbe mai dovuta concedere. Si tratta, infatti, di mine vaganti.

L’Autonomista Roberto Di Mauro, Vicepresidente vicario all’Ars a chiusura della presentazione dei candidati Sindaci e delle liste collegate nei comuni dell’agrigentino al voto ad ottobre si ritiene soddisfatto per il lavoro svolto e per le opportunità che adesso avranno in mano i cittadini per il loro futuro.

“Posso dire che ci avviciniamo a questa campagna amministrative nei comuni interessati al voto con la consapevolezza di avere fatto il massimo nello scegliere i candidati Sindaci più rappresentativi per le comunità locali.

Oggi non è il momento più di improvvisare o seguire mode e facili populismi, abbiamo puntato su persone che sanno cosa significa assumersi responsabilità e governare una città.

A Canicattì con Vincenzo Corbo , già Sindaco per due lustri è un segnale concreto di buona amministrazione che sono il frutto di dedizione ed impegno per i cittadini dell’uva Italia.

Tra l’altro , Vincenzo Corbo vado a memoria con 10 anni di anticipo rispetto ad altre comunità ha stabilizzato i precari nel suo Comune dopo un lungo commissariamento.

A Favara le forze autonomiste , in un comune ancora in dissesto con Udc e Fratelli d’Italia hanno sposato il candidato Sindaco, il Dott. Totò Montaperto perché in un momento di enormi criticità in cui versa la comunità locale, disservizi della nettezza urbana, problemi per la stabilizzazione dei contrattisti , non si può più sbagliare.

Montaperto ha la giusta esperienza , ha già amministrato da Assessore provinciale e comunale la cosa pubblica ed è ritenuto da tutti un profondo conoscitore delle problematiche della realtà favarese.

A Porto Empedocle con Salvo Iacono, un dirigente regionale capace, esperto e che ha delle competenze amministrative e gestionali di prima fascia , assieme alle liste civiche che lo appoggiano è pronto a dare una sterzata alla comunità empedoclina anch’essa con i problemi di dissesto e di mancanza di una linea politico-amministrativa degna per un paese da sempre innovativo nel panorama agrigentino.

Posso rassicurare gli agrigentini che questi candidati Sindaci con le loro squadre e le coalizioni a sostegno sono un viatico naturale per ridare le chiavi dei Comuni a persone competenti e politicamente bravi che amano e si spenderanno per Canicattì, Favara e Porto Empedocle e troveranno negli autonomisti una sana e proficua collaborazione istituzionale nell’interesse dello sviluppo locale”

A Termini Imerese, in provincia di Palermo, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Claudio Bencivinni, ha condannato Piero Chiara, 23 anni, a 4 anni e 8 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. Il 15 settembre del 2018, nel corso di una lite per un parcheggio conteso innanzi al Roxy Bar di Campofelice di Roccella, Piero Chiara colpì con un pugno Salvatore Terrasi, di 52 anni. Lui, Terrasi, cadde a terra, sbatté la testa e morì l’11 ottobre dopo quasi un mese in stato di coma. Il giudice ha escluso l’aggravante dei futili motivi e ha concesso le attenuanti generiche, rimettendo al tribunale civile la quantificazione del danno subito dai familiari di Terrasi, parte civile nel processo con l’assistenza dell’avvocato Salvatore Pirrone. L’avvocato Salvatore Sansone, che difende Piero Chiara, preannuncia però l’Appello, ritenendo che si sia trattato di un omicidio colposo e non preterintenzionale, anche perché, sulla scorta di una consulenza di parte, la morte di Terrasi non sarebbe stata una conseguenza delle complicazioni legate al pugno sferrato dall’imputato, ma sarebbe derivata invece da un’infezione batterica polmonare che la vittima avrebbe contratto in ospedale.

Dopo il no da parte del Tribunale del Riesame alle scarcerazioni, adesso i difensori di quattro indagati nell’ambito dell’inchiesta antimafia nell’Agrigentino cosiddetta “Xydi” hanno proposto ricorso in Cassazione, sul cui tavolo adesso giacciono i relativi documenti in attesa di valutazione e decisione. Si tratta degli indagati Filippo Pitruzzella, 60 anni, Ispettore della Polizia di Stato, già in servizio al Commissariato di Canicattì, al quale già lo scorso 5 febbraio sono stati concessi i domiciliari, e poi Calogero Di Caro, 74 anni, presunto capomafia di Canicattì, Giuseppe Sicilia, 42 anni, di Favara, e Gregorio Lombardo, 66 anni, di Favara. I difensori ricorrenti sono gli avvocati Antonino Gaziano, Salvatore Manganello, Giuseppe Barba, Giacinto Paci, Giovanni Castronovo e Lillo Fiorello.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, è in corso, innanzi al giudice per le udienze preliminari, Micaela Raimondo, il processo, in abbreviato, a carico di due imputati a seguito della morte dell’operaio di 57 anni Michele Lumia, di Palma di Montechiaro, deceduto in un’azienda agricola in contrada “Val di Lupo”, ad Agrigento, il 15 maggio del 2019, dopo essere stato colpito dalla benna di un escavatore. Il pubblico ministero, Paola Vetro, ha chiesto il rinvio a giudizio dei titolari, e responsabili dell’azienda, Rosario Bonfanti, 58 anni, ex sindaco di Palma, e la moglie Filippina Volpe, 50 anni. Nel frattempo Bonfanti ha proposto il patteggiamento della sua condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione. Deciderà il giudice.

Salvo Iacono, candidato Sindaco a Porto Empedocle con tre liste civiche e un progetto amministrativo forte e chiaro , si dice soddisfatto e pronto alla sfida della campagna elettorale del 10 e 11 ottobre.

“Inizia adesso un percorso che vedrà finalmente il popolo empedoclino dare un responso netto su chi deve governare il nostro paese ,oggi alla stregua di una bella signora piena di rattoppi e acciacchi.

Abbiamo costruito prima della mia candidatura un progetto civico ,politico aperto alle forze sane della città, abbiamo lavorato sodo e abbiamo messo in campo una squadra di tutto rispetto.

Giovani, professionisti, gente che hanno amministrato la cosa pubblica con capacità e lungimiranza e un concetto chiaro, adesso purtroppo c’è un malato: Porto Empedocle che va curato pesantemente e rimesso in carreggiata con la massima celerità.

Le tre liste sono il naturale risultato del progetto, (Sviluppo per Porto Empedocle, Liberi e Capaci e Isola Empedoclina) rappresentano al meglio la società e l’humus vitale di una comunità stanca di mala amministrazione e di incompetenza diffusa. Qui è regnato armonia ed entusiasmo e massima collaborazione alla realizzazione del progetto politico-amministrativo.

Gli stessi Assessori designati : Provenzano, Casella e Restivo , sono stati condivisi ed espressi con serenità e spirito democratico da ciascuna lista.

Ribadisco non le solite promesse, il nostro unico vademecum è il programma , si deve tornare ad amministrare Porto Empedocle, basta con storytelling e una politica incentrata sulle polemiche e sui social , il clima dei tutti contro tutti ha portato allo sfacelo e al crollo della centralità del Comune come bene del cittadino e a uno stato di anarchia perenne.

Rilanciare l’identità culturale empedoclina tra Pirandello , Camilleri e il nostro territorio devono essere il passepartout all’interno e all’esterno per far conoscere realmente le nostre potenzialità.

Rivisitare la macchina amministrativa con la stabilizzazione dei contrattisti e sbloccare i concorsi è determinante per rendere fluidi i meccanismi decisionali.

Il piano regolatore è indispensabile per dare una prospettiva di sviluppo, perché si intreccia con la visione del nuovo Porto e di un centro storico che deve avere una connotazione precisa.

Concludo e lo ribadisco subito , i miei interlocutori sono i cittadini empedoclini, tra comizi , incontri e dibattiti spiegherò con semplicità cosa voglio realizzare per questo territorio.

Eviterò polemiche e personalizzazioni o teatrini della politica, la migliore risposta è il ritorno alla politica vera e al confronto sano, senza spocchia e sterili critiche”.