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Ancora testimonianze di marginalità dell’isola di Lampedusa. Stop ai quotidiani. Il sindaco, Totò Martello, annuncia: “A Lampedusa non arriveranno più i quotidiani: lo ha comunicato la società che si occupa delle spedizioni dei giornali sull’isola. Ci troviamo di fronte ad una inaccettabile disparità di trattamento rispetto al diritto di tutti i cittadini, compresi quelli di Lampedusa, ad una informazione completa e plurale. Non so da chi dipenda questa decisione, ma so che è profondamente sbagliata ed ingiusta: sulla nostra isola, infatti, non tutti posseggono uno smartphone, un computer o un tablet per poter leggere i giornali in versione digitale. Interrompere la spedizione dei quotidiani cartacei significa negare ad una parte importante della nostra comunità la possibilità di informarsi. Faccio appello alle case editrici dei quotidiani affinché dispongano la ripresa delle spedizioni, e mi rivolgo anche al sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Giuseppe Moles, al quale chiedo di valutare questa situazione, anche prevedendo meccanismi che vincolino l’erogazione dei contributi pubblici destinati alle imprese editrici alla regolare distribuzione su tutto il territorio nazionale, compresa Lampedusa che fino a prova contraria è un Comune italiano”.

La Squadra Mobile di Caltanissetta ha arrestato ai domiciliari un cittadino incensurato di Santa Caterina Villarmosa, di 46 anni, per detenzione a fine di spaccio di oltre 15 grammi di cocaina. L’andirivieni intorno all’abitazione dell’arrestato ha insospettito i poliziotti, che hanno controllato il soggetto il quale, come ha lui stesso ammesso, è stato di ritorno da Catania dove aveva poco prima acquistato 15 grammi di cocaina del valore sul mercato di 1200 euro circa. Lui ha consegnato lo stupefacente nascosto, e ha inoltre ammesso di avere comprato la droga per poi rivenderla a clienti ormai amici. L’arrestato è risultato inoltre percettore del reddito di cittadinanza, che adesso sarà revocato.

A Palermo, al Comune, con 19 voti a favore e 4 astenuti, il Consiglio comunale ha votato l’avvio della procedura di pre-dissesto dell’Ente, al quale mancano all’appello ben 80 milioni di euro per concludere un bilancio che si aggira intorno ad 1 miliardo e 300 milioni di euro. Anche Italia Viva, il partito che fino ad alcuni mesi addietro è stato nella giunta di Orlando, ha deciso di votare a favore per ricercare una soluzione tecnica alla condizione di grave crisi in cui versa il Comune di Palermo che il sindaco non nasconde. Infatti, Leoluca Orlando spiega: “Palermo, a differenza di altre grandi città del nostro paese, ad esempio Roma, Torino e Napoli, ha sempre tenuto in ordine i propri conti senza alcun sovra-indebitamento. E ha garantito i servizi essenziali nei limiti consentiti dal quadro finanziario. Il Comune di Palermo è, invece, in condizioni di sovra-accreditamento, ovvero non riesce a riscuotere quanto dovuto subendo la fallimentare gestione di Riscossione Sicilia, l’agenzia regionale per le entrate”.

Sospensione temporanea mercatino rionale Piazza del Vespro Villaggio Mosè” Ordinanza Sindacale n. 121 del 16/09/2021
Il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè ha disposto, con propria ordinanza, la sospensione in via temporanea e precauzionale il mercatino rionale del lunedì di Piazza del Vespro al Villaggio Mosè, a partire dal 20 settembre, fino a nuova ordinanza.
Il provvedimento è stato emesso a seguito di un sopralluogo ispettivo della Polizia Municipale presso la suddetta area mercatale nel corso del quale, si legge nella relazione dei vigili urbani, “poiché essendo in atto i lavori di riqualificazione della stessa piazza, alcuni operatori commerciali sono stati costretti a causa del cantiere a spostarsi con i banchi di vendita nell’area di pertinenza della scuola e nel tratto di strada che congiunge la sede dell’istituto scolastico di via L. Sciascia; questa situazione non garantisce il distanziamento tra i banchi di vendita e quindi fa venire meno ogni forma di prevenzione di assembramento, come stabilito dalle normative anticovid, e soprattutto che con l’inizio del nuovo anno scolastico, la scuola risulta quasi irraggiungibile con il rischio di assembramento tra alunni, genitori e personale scolastico, con grande rischio di contagi.”

Nella giornata di ieri si sono conclusi i controlli tecnico-amministrativi nei confronti di una nota struttura socio assistenziale per anziani ubicata a Canicattì. Gli specialisti dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Palermo, supportati dai militari della locale Stazione Carabinieri, hanno riscontrato diverse anomalie nel corso dell’ispezione, predisposta anche in funzione delle misure di contenimento per il diffondersi della pandemia da covid 19.  All’esito dell’ispezione è stato denunciato il legale rappresentate della cooperativa che gestisce la residenza, un 43 enne residente del posto, per il mancato aggiornamento del documento di valutazione dei rischi con omesso inserimento dell’ipotesi di valutazione del rischio biologico “sars cov2” e per l’omessa comunicazione all’autorità di Pubblica Sicurezza delle generalità delle persone alloggiate. Violazioni di rilevanza penale che hanno determinato la denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento. Sono state rilevate anche inadempienze di natura amministrativa, quale la mancanza della prescritta autorizzazione da parte delle autorità locali dell’inizio attività. Le condizioni igienico-sanitarie dei circa 20 ospiti, alloggiati presso la struttura, sono apparse buone cosi come gli ambienti e la qualità dell’assistenza sanitaria. Si tratta per la maggior parte di anziani reduci dall’infezione da covid 19

Lo scorso 8 settembre, lungo la strada statale Agrigento – Caltanissetta 640, in località “Grottarossa”, un uomo di 45 anni di Ravanusa, alla guida di un furgone Daily Iveco, ha investito un Ford Transit in sosta sulla corsia di emergenza. L’uomo a bordo del mezzo investito, Alessandro Sciuto, 41 anni, di Catania, è stato ricoverato in gravi condizioni al reparto di Rianimazione dell’ospedale “Sant’Elia” a Caltanissetta, dove adesso è deceduto.

Ad Agrigento la Polizia ha denunciato a piede libero per atti persecutori, ovvero stalking, un uomo di 50 anni che, nonostante la separazione dalla moglie, ha minacciato e molestato la donna, di 37 anni, fino a quando lei non ha sporto denuncia alla Questura. La condotta incriminata dell’uomo sarebbe stata mantenuta da quando si è concluso il matrimonio, probabilmente perché lui non si sarebbe rassegnato al termine della relazione coniugale.

In Sicilia il prezzo della benzina ha superato i 2 euro al litro. Nella stazione di rifornimento Caracoli, a Termini Imerese, in provincia di Palermo, il costo del carburante è aumentato oltre la soglia psicologica dei 2 euro, con la benzina che in città ha un costo ‘servito’ compreso tra 1,64 e 1,67 euro per litro. Gli aumenti sono determinati dall’impennata dei prezzi del petrolio. Inoltre, vi è il pagamento dei diritti allo Stato che i concessionari autostradali caricano sui gestori delle stazioni di servizio. Luciano Parisi, coordinatore regionale di AssoPetroli, spiega: “I gestori, che partecipano ad un bando, sono costretti ad aumentare il prezzo di listino alla pompa per assicurarsi quel margine di sostenibilità economica e per mantenere il servizio autostradale. Ecco perché i volumi di vendita in autostrada si sono abbassati del 60%”.

A Bagheria, in provincia di Palermo, sono state arrestate dai Carabinieri tre persone ritenute responsabili di un violento pestaggio subito da un uomo che non avrebbe riconosciuto l’autorità del boss locale. Peraltro, tale avvertimento del pestaggio non sarebbe bastato. Infatti, sarebbe stato pianificato anche l’omicidio del ribelle. Sono stati trasferiti nel carcere Lorusso – Pagliarelli a Palermo Nicolo Cannata, 25 anni, Emanuele D’Apolito, 28 anni, e Ivan Salerno, 30 anni, indagati di lesioni personali aggravate dal metodo mafioso. L’aggressione risale allo scorso agosto. La vittima, il giovane Fabio Tripoli, avrebbe contestato pubblicamente il nuovo capo della famiglia di Bagheria, Massimiliano Ficano. Tripoli, picchiato da persone armate di ‘cazzottiere’, avrebbe manifestato pubblicamente l’intenzione di incendiare un locale appena inaugurato da Massimiliano Ficano, e si sarebbe anche armato di un’accetta.

La discarica di Lentini, la più capiente del sud Italia, è satura. I rifiuti trasferiti a Motta Sant’Anastasia, Gela e Siculiana. L’assessore Baglieri rilancia la soluzione termo-valorizzatori.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, lo ha prima profetizzato, poi ampiamente spiegato, e poi ribadito in occasione della recente pubblicazione dell’avviso pubblico, rivolto ai privati, per la costruzione di due termo-valorizzatori in Sicilia, uno per l’orientale e l’altro per l’occidentale. Le parole di Musumeci: “I termo-valorizzatori, anzi i termo-utilizzatori che trasformano il secco residuo in energia, non sono una opzione da me particolarmente privilegiata, ma sono al momento l’unica soluzione per liberare la Sicilia dall’oligopolio delle discariche private, dai costi eccessivi a danno delle bollette che ne derivano, e dall’eventualità di dovere trasferire i rifiuti fuori dalla Sicilia con altrettanti pesanti costi gravanti sulle tasche dei cittadini”.

Ebbene, a testimonianza di ciò vi è adesso l’ennesima emergenza rifiuti che da almeno 20 anni si sussegue ininterrottamente in Sicilia, tra i governi Cuffaro, Lombardo e Crocetta. Infatti, è stato sollevato il segnale dello stop alla discarica più capiente di tutto il sud Italia, a Lentini, in provincia di Siracusa. E perché? Perché è satura. Non entra più nemmeno un sacchetto di rifiuti indifferenziati. E, di conseguenza, per rimediare, l’assessore regionale ai Servizi primari, Daniela Baglieri, con affanno e apprensione, ha reperito in fretta e furia tre soluzioni alternative. La maggior parte del secco residuo siciliano sarà conferita nelle discariche di Motta Sant’Anastasia, Gela e Siculiana, dunque nelle province di Catania, Caltanissetta e Agrigento. Daniela Baglieri ha firmato un’apposita ordinanza e, contestualmente, ha rimproverato le 18 Srr, le Società per la regolamentazione dei rifiuti che hanno sostituito gli Ato dell’isola, e i Comuni. E perché? Perché la media della raccolta differenziata è ancora troppo bassa.

E l’assessore spiega: “Abbiamo richiamato le Srr e i Comuni al rispetto della normativa vigente. Se non ci si adopera seriamente per un incremento sensibile della raccolta differenziata, non ci saranno impianti e programmi che tengano. La soluzione non può essere certo fare diventare la Sicilia una enorme discarica a discapito dei siciliani e dell’ambiente. L’assunto è che se la differenziata fosse efficiente, la quantità di indifferenziato si ridurrebbe in modo sensibile al punto da non intasare le discariche”. E poi, in ragione dei maggiori costi determinati da una quantità maggiore di rifiuti conferiti in discarica, l’assessore Baglieri, in riferimento alla tassa sui rifiuti, aggiunge: “Con i costi destinati ad aumentare, il pericolo per l’aumento della Tari è tangibile. In ragione degli spazi attualmente disponibili, e in base alle politiche sui rifiuti del governo Musumeci, ci adopereremo per evitare considerevoli aumenti della Tari a carico dei cittadini”. E poi Baglieri conclude: “Non si può chiedere che in qualche mese, e neppure in qualche anno, siano risolte criticità e incrostazioni presenti e mai affrontate da decenni in Sicilia. La svolta che abbiamo operato con il bando per i termo-utilizzatori darà, a medio termine, un valido contributo alla definitiva soluzione del problema, ma nell’immediato serve solo fare crescere la differenziata”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)