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Ieri i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile – Sezione Operativa- della Compagnia di Licata, nel corso di predisposto servizio finalizzato alla repressione dei reati in materia di stupefacenti, hanno proceduto all’arresto di un giovane di 19 anni residente del posto, sorpreso con circa 60 grammi di marijuana detenuta presso la propria abitazione. Il giovane si trovava in compagnia di altri due licatesi, minori degli anni 18. Nel corso della perquisizione domiciliare il giovane tentava di disfarsi di 3 involucri in cellophane contenete la marijuana già essiccata lanciandoli dalla finestra.

La sostanza veniva rinvenuta e sequestrata grazie al dispositivo di sicurezza predisposto nei pressi dell’obiettivo. I giovani venivano quindi accompagnati in Caserma per gli accertamenti del caso. Nel frattempo sopraggiungevano alcuni familiari del 19enne che venivano fatti accomodare all’interno del Comando di Licata. Improvvisamente, senza alcuna remora, i congiunti del giovane hanno iniziato ad aggredire violentemente i militari operanti, colpendoli con calci pugni e testate al volto. Grazie anche all’intervento degli altri colleghi presenti i tre aggressori sono stati fermati e arrestati per violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Si tratta del padre, del fratello e della cognata del ragazzo. Su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento i soggetti sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni in attesa dell’Udienza di convalida.

La posizione dei due minorenni è al vaglio della competente Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo ove sono stati segnalati.  I Carabinieri aggrediti hanno riportato ferite ed escoriazioni al volto ed al corpo giudicate guaribili con prognosi tra i 5 ed i 10 giorni.

Sono 28 i nuovi casi di Covid 19 registrati in provincia di Agrigento e 2 i ricoveri in terapia intensiva rispetto a ieri. E’ questo il dato del bollettino quotidiano dell’Asp.

Non si registrano nuovi morti e ci sono 100 guariti.

29 (-2) i ricoveri in degenza ordinaria/subintensiva. Di questi, 18 (-1) si trovano al “San Giovanni di Dio” di Agrigento e 5 (-1) al “Fratelli Parlapiano” di Ribera. In 6 (dato stabile) sono invece ricoverati in ospedali fuori provincia.

Sono due i nuovi ricoveri (+2) in Terapia intensiva (entrambi ricoverati a Ribera). 3 (+1) i pazienti che si trovano in strutture lowcare: uno al Covid hotel di Canicattì (ex Ipab) e due in una struttura fuori provincia. Ci sono inoltre 6 (dato stabile) pazienti non residenti ricoverati nelle strutture agrigentine e non ricompresi nel totale.

Questi i dati nei Comuni agrigentini: Agrigento: 95 (-16) di cui 11 migranti (dato stabile) isolati presso una comunità; Aragona: 4 (-1); Bivona, 1 (stabile); Caltabellotta: 3 (stabile); Camastra: 1 (stabile); Cammarata: 4 (stabile); Campobello di Licata: 12 (-3); Canicattì: 100 (-12); Casteltermini: 13 (stabile) di cui 13 (dato stabile) sono migranti in isolamento in una struttura di accoglienza; Castrofilippo: 5 (+1); Cattolica Eraclea: 1 (dato stabile); Cianciana: 2 (dato stabile); Favara: 60 (-12); Grotte: 2 (stabile); Licata: 126 (-22); Menfi: 19 (-2); Montallegro: 2 (stabile); Montevago: 2 (stabile); Naro: 9 (stabile); Palma di Montechiaro: 57 (-4); Porto Empedocle: 54 (+1); Racalmuto: 14 (+1); Raffadali: 21 (-1); Ravanusa: 13 (-1); Realmonte: 13 (stabile); Ribera: 14 (-7); Sambuca di Sicilia: 1 (stabile); Sant’Angelo Muxaro: 1 (stabile); San Biagio Platani: 5 (stabile); San Giovanni Gemini: 7 (stabile); Santa Elisabetta: 4 (-1); Santa Margherita di Belìce: 2 (stabile); Sciacca: 23 (-2); Siculiana: 31 (stabile) con 24 migranti (dato stabile) contagiati ed isolati a “Villa Sikania”.

“Covid free” sono Alessandria della Rocca, Burgio, Comitini, Calamonaci, Lucca Sicula, Joppolo Giancaxio, Santo Stefano Quisquina e Villafranca Sicula.

Sono invece 33 i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza per migranti.

“Esprimo gratitudine all’amministrazione, in seguito alla mia interrogazione sul controllo preventivo anticovid-19 nel territorio per i soggetti non facilmente controllabili, per la tempestiva risposta che mi è pervenuta da parte del Sindaco e dell’assessore Vaccaro.

Su suggerimento di quest’ultimo, si prevede di avviare con ASP, d’intesa pure con gli ordini professionali dei biologi, degli infermieri e dei farmacisti, un protocollo atto ad individuare potenziali pazienti asintomatici positivi che gravitano nei luoghi pubblici, valutando anche la possibilità di organizzare screening di massa in siti strategici.”

Conclude la consigliera Bongiovì – “Il mio impegno nel territorio a fianco dei cittadini, sarà costante e vigile allo stesso tempo, per il bene e la tutela della collettività. Purtroppo siamo in un periodo storico, dove non bisogna mai abbassare la guardia”

In vista delle elezioni amministrative del 10 e 11 ottobre il candidato Sindaco di Favara Salvatore Montaperto dopo una attenta riflessione comunica che non dà la sua disponibilità ai confronti pubblici con gli altri candidati Sindaci.

“Ritengo più opportuno seguire una competizione elettorale che abbia come tema centrale le progettualità e i programmi politico-amministrativi per governare efficacemente la comunità favarese, dichiara il candidato Montaperto. Tra l’altro il clima politico acceso degli ultimi mesi non è utile a chiarire le posizioni in campo e ingenera solo personalismi lontani dalla politica vicina agli interessi della gente e nei dibattiti si crea caciara che non appartiene al mio modo di intendere la politica. Ringrazio chi mi ha già invitato e chi aveva in programma di farlo, ma ho preso questa decisione che è razionale ed è finalizzata a concentrarmi serenamente al confronto con la gente per la risoluzione degli annosi problemi che attanagliano i miei concittadini. Massima stima nei confronti del mondo dell’informazione, conclude Montaperto,  sono certo che i professionisti del settore racconteranno questa campagna elettorale con scrupolo e senza alimentare inutili polemiche che oggi purtroppo creano toni spesso esagerati che hanno effetti a cascata tra la gente con effetti poco utili alla crescita democratica”.

La commissione speciale di indagine e di studio per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi, ritengo abbia messo la parola fine all’annosa questione dell’inquadramento dei dipendenti dell’ESA (Ente Sviluppo Agricolo).

E’ il commento del presidente della commissione speciale di indagine e di studio per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi on. Carmelo Pullara.

Questione che si è trascinata per quasi un decennio, – spiega Pullara – per meglio intenderci la delibera di riferimento reca l’anno 2012. Certo, sono servite diverse audizioni, dove sono stati ascoltati i rappresentanti sindacali dei lavoratori, l’assessorato all’agricoltura e i vertici dell’ESA.

La commissione con apposita previsione a verbale ha invitato i vertici dell’ESA a procedere senza indugio a dare attuazione alla delibera della giunta di governo 400/2012.

Siamo certi  – conclude Pullara – che i vertici dell’ESA non vorranno disattendere tale previsione e che il competente assessorato regionale all’agricoltura vigilerà sull’effettivo adempimento. la commissione lo farà sicuramente.

La coalizione a sostegno della candidatura a sindaco di Canicattì di Cesare Sciabarrà. formata dalle liste “Cesare Sciabarrà Sindaco X Canicattì”, “Fratelli d’Italia” e “Onda” informa la cittadinanza che sabato 18/09/2021 alle ore 10,30 presso il campetto della chiesa di Sant’Eduardo è indetta una conferenza stampa per la presentazione del progetto politico.

 

«Esorto tutti gli studenti a credere nello studio, solo lo studio libera il pensiero per avanzare in modo consapevole nel proprio percorso formativo», così dichiara l’assessore regionale dell’Istruzione e della formazione professionale, Roberto Lagalla, come augurio agli studenti che iniziano un nuovo anno scolastico finalmente in presenza.

Dopo aver portato il saluto del governo Musumeci ai bambini dell’Istituto Principessa Elena di Napoli e al corpo docente della scuola materna Montessori, ieri l’assessore ha continuato il suo giro fra gli istituti del capoluogo siciliano come ospite del Liceo Linguistico Cassarà, per incontrare i ragazzi del quinto anno, e dell’Istituto Regina Margherita, dove ha portato uno speciale augurio agli studenti del primo anno della scuola secondaria di secondo grado.

«Sarà una ripartenza da affrontare con estrema prudenza – dichiara Lagalla – la scuola ha risposto il modo resiliente alla sfida posta dalla pandemia, e ciò ci ha permesso, grazie alla collaborazione dei Dirigenti, del corpo docente e del personale tecnico-amministrativo, di iniziare un nuovo anno finalmente in presenza per tutti gli ordini e gradi. Oggi chiediamo agli studenti e alle famiglie un ulteriore sforzo collaborativo per fare in modo che il percorso scolastico possa procedere serenamente e in sicurezza».

Continua: «L’emergenza sanitaria ci ha ricordato il valore del rapporto interpersonale e del dialogo tra studenti e docenti ma ci ha anche consentito di ripensare al ruolo della tecnologia nelle attività didattiche e nei metodi di insegnamento. Questa è certamente un’opportunità da cogliere, che spero possa ampliare le modalità di apprendimento dei nostri ragazzi offrendo strumenti e metodi innovativi per sviluppare le proprie competenze. L’augurio è quello di perseverare nello studio e nella capacità di alimentare, ogni giorno, l’amore per la conoscenza».

528 persone controllate, 11 sanzioni elevate al codice della strada e 70 siti ferroviari ispezionati, di cui 57 stazioni. 85 gli agenti della Polizia Ferroviaria della Sicilia impegnati nell’ottava Operazione “Rail Safe Day” del 2021 disposta su tutto il territorio nazionale dal Servizio Polizia Ferroviaria al fine di individuare comportamenti scorretti in ambito ferroviario che pregiudicano la sicurezza della circolazione e degli utenti.

Le verifiche, oltre che nelle principali stazioni ed in quelle minori, sono state estese anche lungolinea e ai passaggi a livello ove talvolta si verificano incidenti, anche molto gravi, per il mancato rispetto dei segnali acustici e luminosi.

Con la ripresa dell’anno scolastico ed il conseguente aumento del flusso dei pendolari- studenti che si servono del treno per andare a scuola, particolare attenzione è stata prestata nelle fasce orarie più critiche e nelle stazioni ubicate in prossimità di istituti scolastici, al fine di prevenire il verificarsi di comportamenti scorretti, quali l’attraversamento dei binari o dei passaggi a livello chiusi, il mancato uso dei sottopassaggi e il superamento della linea gialla in attesa dei treni e, in generale, la mancata osservanza delle prescrizioni vigenti nelle aree ferroviarie.

I controlli non hanno evidenziato irregolarità nella fruizione degli impianti e dei convogli ferroviari. Durante l’operazione, gli agenti del Posto Polfer di Agrigento hanno rintracciato e riaffidato alla comunità da cui si erano allontanati, 3 minori stranieri, di nazionalità tunisina e libica, che erano in procinto di salire su un treno diretto a Palermo.

I vertici della CGIL agrigentina si interrogano circa le responsabilità di chi ha incarichi di Governo regionale e, della neo società consortile Aica, che deve gestire il servizio idrico integrato in provincia di Agrigento e avanza qualche proposta.

Il Presidente della Regione Sicilia è in tour elettorale in provincia di Agrigento – scrive il segretario generale del Sindacato Alfonso Buscemi – nel mentre i cittadini della provincia rischiano la sete, pagano bollette carissime con un servizio insufficiente, si ritrovano strade allagate per la rottura continua delle reti idriche e della rete fognaria e circa 300 famiglie di lavoratori dipendenti del servizio idrico integrato, oltre a tutto l’indotto, sono senza stipendio. Avevamo denunciato nei mesi scorsi che senza un intervento della regione Sicilia che si facesse carico di anticipare a vario titolo una liquidità economica con urgenza avremmo patito la sete e non solo. Certo, i sindaci si sono intervenuti in ritardo; ma, quello che conta è che si sono assunti la responsabilità di dare voce ai cittadini di questa terra per fare subito una società consortile che gestisca in proprio il servizio. Bene! è  quello che a gran voce in tanti abbiamo chiesto. Però, non avendo loro la bacchetta magica necessitano di avere il tempo per mettere in fila tutte le azioni opportune per fare funzionare l’iniziativa, cominciando dalla disponibilità economica per pagare stipendi, bollette, fornitori, tasse e tutto quanto è necessario per far funzionare l’azienda. Certo è Aggiungono Franco Gangemi e Filippo Munda, segretari di categoria Fiom e Filctem – che tutto ciò non può essere fatto sulle spalle dei lavoratori a qualunque titolo dai dipendenti diretti a quelli delle piccole aziende. Nell’immediato, quindi, l’unica soluzione sarebbe stato l’intervento della regione. Invece, il Governo non ha saputo garantire l’emanazione di una legge regionale snella ed immediatamente applicabile, anche con la concessione di un prestito e ha vincolato tutto ciò al risico di deliberazioni consiliari che quasi certamente non arriveranno mai (ci sono dei precedenti). Per questa ragione il presidente Musumeci deve metterci la faccia in prima persona, assieme a tutta la Deputazione regionale e ai membri del governo agrigentini, i quali devono attivarsi da subito per l’unica soluzione possibile nell’immediato che è solo quella da noi prospettata. Per quanto ci riguarda, in concerto con le altre Organizzazioni Sindacali, siamo pronti a dichiarare lo stato di agitazione e, ove necessario, persino lo sciopero in tempi ravvicinati. Esortiamo i Sindaci – concludono i vertici della Cgil –  a fare tutto quanto è nelle loro competenze al fine di non prestare il fianco a quanti potrebbero avere interessi a fare fallire il tentativo di Aica ad una gestione in house e avere la scusa per rivolgersi ancora una volta al privato di cui abbiamo già avuto contezza dei danni che si possono perpetrare.

Mercoledì 8 settembre, si è conclusa la conferenza di servizi finalizzata al rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale per la realizzazione di un “Progetto di un impianto integrato per il trattamento e recupero di Frazione Organica da Raccolta Differenziata (FORD) sito nel Comune di Montallegro” promosso dalla Catanzaro Costruzioni s.r.l.
Il Dirigente del Servizio 1 “sulla base delle posizioni prevalenti espresse dagli Enti/Amministrazioni partecipanti alla CdS tramite i propri rappresentanti”, ha comunicato ai partecipanti, “ai sensi e per gli effetti dell’art. 19 comma 6 della legge regionale n. 7/2019 e ss.mm.ii (art. 14 –ter comma 7 della legge n. 241/1990 e ss.mm.ii) la conclusione favorevole della medesima CdS”.
Come riportato nello stesso verbale conclusivo della conferenza di servizi, tuttavia,  l’efficacia della suddetta determinazione è sospesa essendo stati espressi dissensi qualificati  per il periodo utile all’esperimento dei rimedi previsti  dall’art. 21 della L.R. 7/2019.
Il Comune di Montallegro, in persona del Commissario Straordinario Avv. Raffele Zarbo, che in seno alla predetta conferenza di servizi ha espresso i propri pareri di competenza in senso negativo, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino,  entro il termine previsto dalla legge regionale, ai sensi del predetto art. 21 della L.R. 7/2019, ha già trasmesso alla Giunta Regionale la propria motivata opposizione alla determinazione conclusiva della conferenza di servizi.
In particolare, il Comune di Montallegro, per il tramite dell’Avv. Girolamo Rubino, ribadisce che l’impianto in questione non può essere assentito in quanto è ubicato ad una distanza inferiore a 3 km dal centro abitato ovvero ad una distanza che, ai sensi dell’art. 17 della L.R. 9/2010, non consente di approvare il progetto della Catanzaro Costruzioni s.r.l.
Per effetto dell’opposizione presentata dal Comune di Montallegro, la Giunta Regionale dovrà convocare con urgenza una riunione con la partecipazione delle amministrazioni che hanno espresso il dissenso e delle altre amministrazioni che hanno partecipato alla conferenza, al fine di trovare un’intesa  comune che sostituisca la determinazione finale della conferenza di servizi.
Nel caso le amministrazioni coinvolte non riescano a trovare un’intesa comune, sarà la Giunta Regionale ad assumere la decisione finale sull’opposizione presentata dal Comune di Montallegro e la sorte del progetto in questione.