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Altro, ennesimo, caso di “morte bianca”. Un palermitano residente a Prato, in Toscana, Giuseppe Siino, 48 anni, operaio, è morto nel corso del lavoro ad un macchinario composto da due rulli in cui è rimasto trascinato. L’uomo è stato tirato fuori dai colleghi che, in attesa dell’ambulanza, hanno provato a rianimarlo con prime manovre di soccorso. Purtroppo sia i loro tentativi e poi quelli dei sanitari sono risultati vani: il collega è deceduto senza mai riprendere conoscenza. Lo piangono la moglie e una figlia di 13 anni. L’impresa interessata dall’incidente è la Alma spa, un’azienda che produce moquette a Campi Bisenzio e che conta 130 dipendenti.

I poliziotti della Squadra Mobile di Enna hanno notificato, a carico di un uomo residente in un paese della provincia, la misura del divieto di avvicinamento alla sua ex compagna. Lei, una giovane donna, lo ha denunciato. La vittima ha raccontato ai poliziotti della Squadra Mobile che, durante la relazione con il suo ex compagno, ha dovuto sopportare minacce, offese, ingiurie, e di essere stata sottoposta a sofferenze, privazioni ed umiliazioni. Come se ciò non bastasse, dopo la separazione il suo ex ha minacciato di pubblicare sui social alcuni video dei due a sfondo sessuale. La giovane, inoltre, ha recentemente scoperto, nel corso di un controllo di manutenzione ordinaria da un meccanico, l’avvenuta installazione di un localizzatore Gps nella parte inferiore della sua automobile. A casa di lui i poliziotti hanno trovato la confezione di un rilevatore Gps e di una scheda sim, riconducibili a quelli rinvenuti sotto l’autovettura di lei.

In data 11 settembre 2021,la scrivente organizzazione sindacale ha indirizzato tramite pec, una nota a tutti i  Consiglieri Comunali  di Agrigento. Nella missiva, abbiamo attenzionato l’attuale gestione disastrosa, della raccolta dei rifiuti nella Città, affidata al Gruppo RTI Capogruppo ISEDA. Una gestione  inadeguata e priva di ogni qualsivoglia logica organizzativa. La Città continua ad essere mortificata e con essa gli agrigentini che puntualmente pagano la tassa sui rifiuti. La Città è in piena emergenza spazzatura, una emergenza che non può essere avvolta nel silenzio, nella indifferenza. I cittadini hanno il diritto di sapere perché  il servizio affidato al Gruppo RTI Capogruppo ISEDA lascia a desiderare. I cittadini hanno il diritto di sapere perchè in tutti questi anni, nessuna diffida è stata mossa nei confronti delle aziende, RTI Capogruppo ISEDA ne irrogazioni di sanzioni pecuniarie previste dal contratto. La scrivente non vuole pensare assolutamente ad un silenzio accondiscendente a quanto avviene nella nostra Città. Se così fosse, questa O.S. è pronta ad una raccolta di firme che consegnerà all’attenzione del Prefetto, del Sindaco e se il caso, all’attenzione della Procura della Repubblica. Gli agrigentini vogliono voltare pagina, non vogliono che si ripetano gli errori del passato. Vogliono l’affidamento del servizio “in house”. Affidamento che genera risparmi per il 30% sulla spesa, rispetto l’affidamento al privato. Una percentuale importante per le tasche dei cittadini ed un miglioramento dell’efficienza del servizio stesso.

Lo sconforto  che nessuna pandemia avrebbe potuto annullare.
Lo sconforto di vedere sempre gli stessi nomi, le stesse beghe, le stesse facce (… “come al culo” Cit.) che saltano fuori da santini (che ci fanno odiare di avere WhatsApp) e cartelloni 7×3, e le pagine Facebook che nascono “per l’occasione” e che ci ricordano che non abbiamo scampo, che ci toccherà andare a votare e che siamo stufi di votare il meno peggio che alla fine è sempre il peggio che si ripropone, senza un briciolo di decenza.

Pensi che sia passato il “tempo suo” ed invece sono sempre lì, inquietanti più che mai, con sempre nuovi burattini pronti a fare i ventriloqui.

Qualche faccia apparentemente nuova, dunque, ma che alle spalle ha i soliti noti, quelli che da decenni muovono le fila di una politica marcia che ha fatto marcire questa terra così bella e maledetta che cerca un riscatto che – lo sappiamo tutti – non arriverà fin quando ci saranno i soliti noti, i soliti nomi, che ci disgustiamo anche a pronunciare, figuriamoci a votare, ma che alla fine saranno rivotati perché le dinamiche circa come ci si procaccia i voti, sono ahimè sempre le stesse.

Ma la cosa che più mi ha colpito a questo giro è stato vedere questa novità di propinare all’elettorato il racconto a puntate della propria vita, con tanto di foto nostalgiche, manco i cittadini calabresi dovessero scegliere la tata per i propri figli. A parte il fatto che sappiamo bene chi siete, a chi siete figli, e considerato l’obbligo di ogni candidato di caricare online il proprio curriculum vitae affinché tutti possano sapere che percorso si è fatto,  la cosa che fa rabbrividire è che puntata dopo puntata, manco fosse una soap opera di quelle che si vedono in tv all’ora di cena, non esiste una che sia una proposta su cosa si intende fare semmai si riesca a ricoprire un ruolo alla Regione.

A noi poco importano i dettagli della vostra infanzia, del viaggio di nozze, delle cene alla quali intervenite, ma ci interessa un eventuale programma con tanto di punti che ci permettano poi, di sbugiardarvi quando non realizzerete quello che eventualmente promettete.

Per alcuni candidati poi, era tutto già in programma, come da programma.
Passerelle televisive in tempi non sospetti, confezionate ad arte, in prospettiva della corsa ad una carica per la quale non sappiamo certo se ci saranno o meno le capacità.

Presentazioni video come quelle che si fanno per andare dalla De Filippi, degne proprio di “tronisti” edizione autunnale.

Io voglio programmi (non soap o talk show), voglio progetti, voglio idee concrete, attuabili, fattibili.
Ne ho piene le scatole della fuffa che pensate di poterci ancora propinare perché nella vostra “carriera” vi manca il ruolo istituzionale e allora pensate che il capriccio che volete togliervi, ve lo tolga la gente da dentro la cabina elettorale.

Quando con gli amici e colleghi facemmo alcuni pronostici, non ci sbagliavamo affatto.
Solo che la realtà supera spesso la fantasia e a volte è così terribile, che vorremmo sempre poterci svegliare da un incubo che incombe sulle vite di chi aveva creduto che la decenza, la sobrietà e il senso del pudore potesse avere un peso.
Ma non sarà così neanche questa volta.

538 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 14.076 tamponi processati. L’incidenza sale di poco al 3,8% ieri era al 3,6%. La regione torna al primo posto per i nuovi contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 21.036, i guariti sono 238 mentre si registrano altre 2 vittime che portano il totale dei decessi a 6.693. Sul fronte ospedaliero sono adesso 758 i ricoverati e 101 in terapia intensiva.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 82, Catania 159, Messina 7, Siracusa 148, Ragusa 40, Trapani 52, Caltanissetta 23, Agrigento 8, Enna 19.

E’ un vero e proprio giallo la morte di un uomo di 45 anni che è stato ritrovato cadavere nella propria abitazione del quartiere Oltreponte a Licata.

Le indagini sono degli agenti del commissariato di polizia, coordinati dal vice questore Cesare Castelli, che per il momento pare non escludano alcuna pista, nel tentativo di ricostruire l’accaduto e scoprire la causa della morte dell’uomo.

Secondo una prima ricostruzione, a trovare il cadavere è stato un fratello della persona defunta. Quest’ultimo ha raggiunto la casa del fratello, ha provato a farsi aprire, ma senza ottenere alcuna risposta. Ha deciso quindi di entrare ed in casa ha trovato il quarantacinquenne deceduto. Ha dato l’allarme sul posto sono intervenuti i poliziotti, che hanno immediatamente avviato le indagini per scoprire le cause della morte del licatese di 45 anni.

Sabato 18 settembre l’Aula Consiliare di Palazzo degli Elefanti del capoluogo etneo, ha ospitato la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Sikelos, premio alla Sicilia che lavora e produce, concesso dall’omonima associazione presieduta da Andrea Finocchiaro.

A condurre i lavori di premiazione è stato Marcello Proietto di Silvestro. I premiati di quest’anno, indicati dalle rispettive Amministrazioni
Comunali sono stati: Antonio Messina, archeologo, (città di Enna); il fotografo e giornalista professionista Fabrizio Villa (città di Catania); Lina Bellanca già soprintendente dei beni culturali e ambientali di Palermo (città di Palermo); Paolo Mazza imprenditore ed esportatore di prodotti tipici (città di Messina); Davide Scancarello, imprenditore ed esportatori di prodotti dolciari (città di Caltanissetta) e il fotografo

Giuseppe Leone, (città di Ragusa). Nominati, invece, dalle delegazioni territoriali dell’associazione Sikelos hanno ricevuto il premio: Berta Ceglie, regista di Agrigento; Corrado Basile, archeologo del Museo dei Papiri di Siracusa; Giacomo D’Ali Staiti, imprenditore e valorizzatore delle saline di Trapani e Marsala e Luigi Busà (Avola), campione olimpico Tokyo 2021, medaglia d’oro nella disciplina del karate.

La manifestazione per la lodevole iniziativa ha ricevuto l’alto patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e, infine, quello del Comune di Catania che ospiterà l’evento in presenza del sindaco e delle alte cariche del consiglio.

 

Nella giornata in cui si registrano appena 18 nuovi casi di Covid in provincia di Agrigento su 200 tamponi processati, il bollettino dell’Asp, purtroppo, comunica anche la morte di due persone dovuta a Covid. Le vittime sono una di Aragona e l’altra di Ribera. Il numero delle vittime in provincia, dall’inizio della pandemia, sale a 335. Guarite nelle ultime 24 ore 40 persone.

28 i ricoveri in degenza ordinaria/subintensiva. Di questi, 21 si trovano al “San Giovanni di Dio” di Agrigento e 1 al “Fratelli Parlapiano” di Ribera. 6 sono ricoverati in ospedali fuori provincia.

Due gli agrigentini (dato stabile) che restano ricoverati in terapia intensiva, entrambi a Ribera. Tre (dato stabile), invece, i pazienti che si trovano in strutture lowcare: uno al Covid hotel di Canicattì (ex Ipab) e due in una struttura fuori provincia.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento: 87 (-1) di cui 11 migranti (dato stabile) isolati presso una comunità; Aragona: 2 (-2); Bivona, 1 (stabile); Caltabellotta: 3 (stabile); Camastra: 1 (stabile); Cammarata: 4 (stabile); Campobello di Licata: 14 (+3); Canicattì: 91 (-1); Casteltermini: 16 (dato stabile) e sono tutti migranti in isolamento in una struttura di accoglienza; Castrofilippo: 6 (+1); Cattolica Eraclea: 1 (dato stabile); Cianciana: 2 (dato stabile); Favara: 49 (-8); Grotte: 2 (stabile); Licata: 112 (-6); Menfi: 11 (-6); Montevago: 2 (stabile); Naro: 5 (stabile); Palma di Montechiaro: 50 (-2); Porto Empedocle: 54 (+3); Racalmuto: 15 (+1); Raffadali: 18 (stabile); Ravanusa: 12 (stabile); Realmonte: 11 (stabile); Ribera: 10 (-1); Sambuca di Sicilia: 1 (stabile); Sant’Angelo Muxaro: 1 (stabile); San Biagio Platani: 3 (stabile); San Giovanni Gemini: 8 (+1); Sciacca: 19 (-3); Siculiana: 32 (+1) con 25 migranti (+1) contagiati ed isolati a “Villa Sikania”.

“Covid free” sono Alessandria della Rocca, Burgio, Comitini, Calamonaci, Montallegro, Lucca Sicula, Joppolo Giancaxio, Santa Elisabetta, Santo Stefano Quisquina, Santa Margherita di Belìce e Villafranca Sicula.

44 i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza.

“Il parlamento regionale approvi senza ulteriori rinvii il ddl che prevede un contributo economico per l’acquisto di parrucche da parte dei pazienti oncologici che combattono contro il cancro ed affrontano le terapie che inducono l’alopecia. Sono firmataria di una proposta di legge che stanzia 600 mila euro proprio per garantire le parrucche a chi perde i capelli a causa della chemioterapia. Nei mesi scorsi ho chiesto che tali protesi venissero inserite tra i Lea riconosciuti dall’Assessorato regionale alla Salute, le difficoltà nel raggiungere tale obiettivo mi hanno fatto cambiare strategia pensando ad una legge che riconosca i contributi per le parrucche oncologiche come spese ammissibili dei servizi sociali. Il disegno di legge prevede, inoltre, l’istituzione della banca dei capelli con la funzione non solo di promuovere la cultura della donazione di capelli naturali ma soprattutto di raccogliere le donazioni e di stipulare convenzioni con le ditte produttrici di parrucche per abbattere i costi di acquisto. È una battaglia importante perché, per i malati oncologici, la dimensione estetica non è indifferente, poiché i capelli sono fondamentali per l’identità e la sfera psichica della persona. Ho apprezzato, in questi giorni, l’iniziativa “progetto Bucaneve” della Lega italiana per la lotta contro i tumori di Trapani e l’azienda Aldo Coppola by Nino Grammatico che offre in comodato d’uso gratuito una parrucca alle donne affetta de alopecia. Iniziative come questa dovrebbe essere da corollario ad una norma regionale che finora non ha visto la luce e per la quale mi batterò nella sessione autunnale per farla diventare legge”.

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.