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“Difficile evitare la zona gialla per la Sicilia”.

Con queste parole l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza comincia a preparare i siciliani a ritornare da zona bianca a quella gialla.

I numeri della pandemia in Sicilia sono catastrofici ed è per questo che molto probabilmente la Sicilia tornerà ad essere gialla a partire dal 23 agosto, e comunque, entro la fine di agosto.

Già ieri l’ennesima conferma; i segnali preoccupanti che sono arrivati parlano chiaro.

Razza ha continuato: “Dobbiamo entrare nell’ottica che da qui alla fine della stagione nell’Isola ci sarà un rialzo ulteriore di positivi, perché in giro per il territorio avremo almeno 2 milioni di persone in più tra turisti e lavoratori che rientrano dalle ferie. Il giallo – conclude Razza – è solo questione di giorni”.

Ad Agrigento, il Comitato cittadino delle vie Vincenzo Gaglio, Graceffo e San Leonardo, nella zona dello stadio Esseneto, lamenta il grave stato di abbandono e incuria in cui versa la zona, e sollecita il Comune a predisporre subito degli interventi a rimedio. Il Comitato spiega: “La spazzatura lungo la strada e le erbacce non sono mai raccolte o decespugliate, provocando una grave carenza igienica e sanitaria. Ci chiedono di fare la differenziata per aiutare l’ambiente e poi ci ritroviamo, pur pagando lauti tributi al Comune, a vivere in un indecoroso ambiente dove, insieme a rifiuti ed erbacce, proliferano blatte e ratti anche di grosse dimensioni. Inoltre tra il civico 7 e il 9 della via Vincenzo Gaglio, una vistosa e profonda buca nel marciapiede sembra essere ignorata da chi ha il dovere di impedire il pericolo di insidie stradali. E anziché essere riparata è stata rattoppata con una cassetta di plastica utilizzata per la vendita di frutta, neanche fossimo nelle favelas brasiliane. Facciamo appello all’amministrazione comunale, al sindaco da noi ben voluto e che alle ultime elezioni per la fiducia da noi riposta ha riscosso un buon piazzamento nelle nostre circoscrizioni elettorali. Lo preghiamo affinché si attivi per restituire la dignità che merita un quartiere di concittadini che pagano le tasse e che hanno riposto nella sua figura una grande speranza di vero cambiamento – concludono i residenti delle vie Gaglio, Graceffo e San Leonardo”.

Si è insediata al Comune di San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo, la commissione straordinaria che si occuperà dell’ordinaria amministrazione per 18 mesi dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose disposto lo scorso 9 luglio. I componenti della commissione sono Esther Mammano, Federica Nicolosi e Susanna Conte. Il provvedimento di scioglimento è stato emesso, su proposta del ministro dell’Interno e la deliberazione del Consiglio dei ministri, dopo l’ispezione svolta dalla commissione d’indagine nominata dal prefetto di Palermo lo scorso 30 settembre 2020, che ha riscontrato la sussistenza di “forme di ingerenza della criminalità organizzata che hanno esposto l’amministrazione a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l’imparzialità dell’attività comunale”.

I Carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno denunciato a piede libero alla Procura 10 immigrati ospiti di una comunità d’accoglienza a Raffadali, per l’ipotesi di reato di rissa. Si tratta di giovani provenienti dalla Tunisia, Marocco e Bangladesh, tra i 18 e i 20 anni. L’azzuffata, che sarebbe stata scatenata da futili motivi, risale al pomeriggio di domenica scorsa. Uno dei rissanti è stato trasportato in ambulanza all’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento.

Ancora non pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, nonostante la disponibilità finanziaria, il decreto per lo sblocco dei pagamenti alle imprese edili. Gli interventi dell’Ance e del Partito Democratico.

L’assessore regionale all’Economia, e vice presidente della Regione, Gaetano Armao, ha appena annunciato che, a seguito del riaccertamento dei residui del bilancio 2020, adesso sono disponibili nella cassa della Regione 3 miliardi e 200 milioni di euro. Lo stesso Armao, a fronte delle incombenze debitorie, ha sottolineato: “Pagheremo tutto e tutti”. Tale annuncio è stato accolto con cauto ottimismo dai costruttori edili siciliani, non pagati, e indebitati con le banche, dal novembre scorso. In precedenza si sono susseguiti gli appelli al pagamento da parte dell’Ance e di ConfIndustria, e anche una diffida a pagare altrimenti i costruttori avrebbero denunciato la Regione in sede civile e alla Corte dei conti. Tuttavia, nonostante già da una settimana siano a disposizione i 3 miliardi e 200 milioni, le imprese edili non sono state ancora pagate. L’Ance, l’Associazione dei costruttori edili di Sicilia, riferisce che solo l’assessorato regionale alle Infrastrutture, come affermato dall’assessore Marco Falcone, ha emesso i primi mandati di pagamento. Gli altri assessorati invece no. E il presidente di Ance Sicilia, Santo Cutrone, aggiunge: “A quanto si apprende, si attenderebbe la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del decreto sui riaccertamenti, nonostante sia pubblicato sul sito istituzionale della Regione siciliana dalla mattina del 3 agosto scorso. Se le cose stanno così, è un problema che al dipartimento Infrastrutture non si sono posti, e che rimarca la persistenza di una burocrazia di vecchio stampo oramai non più al passo con i tempi”. E poi Cutrone interroga: “Dunque, quanto tempo occorrerà a questi uffici per predisporre ed emettere i mandati di pagamento adesso che scattano le ferie? Cosa manca affinché chi ne ha l’autorità vada in questi uffici a verificare chi fa cosa e per quale motivo le pratiche continuano a stare ferme dopo otto mesi? Ance Sicilia auspica che ciò avvenga prima che le imprese sopravvissute al covid muoiano di burocrazia”. E poi Santo Cutrone commenta con rammarico: “In Sicilia ci sono due mondi: quello reale, fatto di lavoro, rispetto delle regole e del prossimo, ma anche di disagio che nel tempo diventa disperazione e sofferenza. E un altro mondo, quello della Regione, che gira al contrario, e nel quale tutto va così bene al punto che il grido di dolore delle imprese strozzate dai debiti neanche arriva a sfiorare le orecchie della burocrazia. Ma Ance Sicilia tallonerà senza tregua questi beati signori, fino a quando non faranno ciò per cui sono pagati” – conclude. E anche il deputato e segretario regionale del Partito Democratico, Anthony Barbagallo, ha firmato una interpellanza agli assessori Armao e Falcone, e interviene nel merito della vertenza, così: “Bisogna sbloccare i pagamenti alle imprese edili creditrici verso la Regione siciliana adottando tutte le misure possibili, anche evitando la chiusura degli uffici preposti fino alla definizione delle pratiche. Il settore edile in Sicilia, dopo la crisi provocata dalla pandemia, sta vivendo una fase di promettente crescita, trainata anche dalle agevolazioni fiscali disposte dal Decreto Rilancio del 2020. Ma tale crescita rischia di essere vanificata dal mancato pagamento delle imprese da parte della Regione, che ha bloccato i pagamenti da circa 10 mesi mentre incombe la chiusura ad agosto degli uffici di tesoreria”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“Questa assenza arbitraria è iniziata oggi perché ormai siamo completamente alla esasperazione. Adesso basta, siamo stanchi; questa storia dura da mesi ed è arrivato il momento di dire basta. Noi non faremo un passo indietro. Le ditte e il Comune la devono smettere. Siamo stanchi!!!”

Canicattì, 9 agosto 2021. Con queste dichiarazioni di un operatore ecologico del gruppo Rti che ha l’appalto per la raccolta dei rifiuti a Canicattì, cerca di mettere la parola fine ad una situazione che prestissimo diventerà incandescente, come attualmente è a Favara e come possibilmente sarà in altri Comuni serviti dal gruppo Rti.

L’ombelico del mondo, come è noto, sono gli stipendi, sacrosanti. A Canicattì gli operatori ecologici non vogliono assistere al balletto accaduto a Favara nei mesi scorsi quando Comune e Rti- Iseda capofila, si sono passati la palla per, alla fine, concludere poco o nulla.

I Comuni cambiano, ma le ditte interessate sono sempre le stesse: il raggruppamento di imprese, l’Rti, si ritrova ancora una volta al centro delle attenzioni per il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori. Un motivo ci dovrà pur esserci!

Inutile sottolineare ed assistere al solito balletto di competenze: tu non mi paghi e io non ti pago, questo lo sappiamo già. Ma sta di fatto che ancora una volta gli operatori ecologici della Rti – capofila Sea – sono in serie difficoltà, indipendentemente dal fatto che operino a Favara o a Canicattì; anzi, c’è il rischio che le astensioni arbitrarie degli operatori ecologici possano avvenire anche in altri Comuni.

E allora, diciamolo chiaramente: qualcosa non va, non funziona, non regge in piedi. A Canicattì la situazione è pesantissima. Di fatto la Rti – capofila Sea – ha subito penalità nel corso di questi anni per un totale complessivo di oltre 1 milione e 200 mila euro. Il tutto perché ovviamente i lavori effettuati hanno mostrato carenze in lungo ed in largo.

Un milione e 200 mila euro di multe, operate da parte del Comune alla Rti non sono poche cose. Evidentemente il raggruppamento di imprese non è nelle condizioni di svolgere il servizio di raccolta per come dovrebbe.

Il Comune, dunque, trattiene i soldi delle penalità. Le ditte dicono: “Tu non mi dai i soldi e io non pago gli stipendi”. Se tutto ciò, gentili lettori, vi sembra corretto. Ed ecco, quindi, l’attacco degli operatori che come unica arma hanno l’assenza arbitraria che crea non pochi problemi alla collettività canicattinese.

Si spera che nella città dell’uva non si superi il limite per come è stato a Favara.  Problemi di ogni genere, soprattutto per la salute pubblica, non giovano a nessuno, anche se, a dire il vero, la pervicacia della Rti e la conseguente assenza arbitraria degli operatori di Favara è stata consentita grazie anche ad un “morbido” interessamento da parte degli organi preposti che avrebbero dovuto prendere con più forte considerazione la situazione venutasi a creare. L’articolo 191 imposto dalla allora sindaca Anna Alba e il grido d’allarme lanciato dall’Asp di Agrigento hanno appena solleticato Rti ed operatori ecologici.

Così non va. Lo ribadiamo ancora una volta: se le ditte non sono capaci di affrontare il servizio a loro affidato dietro milioni e milioni di euro, devono mettersi da parte.

Non è possibile che ogni volta a pagare debba essere la comunità.

“La Seus ha avviato la procedura per il pagamento della seconda e ultima tranche del cosiddetto bonus Covid per circa 3 mila dipendenti che, durante la prima ondata della pandemia, “hanno prestato servizio con alto senso civico”. Lo scrive in una nota il presidente della commissione speciale Monitoraggio e attuazione delle leggi.
E’ da luglio scorso che ci siamo messi in moto con la Commissione speciale Monitoraggio e attuazione delle leggi, per far si che si desse corso al pagamento della seconda tranche del bonus per i lavoratori Seus, che rappresenta il saldo. Per i dipendenti della partecipata, avevamo chiesto al governo regionale atti concreti e una programmazione temporale definita in merito alle indennità aggiuntive.
Un importante risultato che da dignità a tanti lavoratori che hanno lavorato correndo continui rischi a stretto contatto con il covid.
Questa è la politica dei fatti concreti sempre più vicina alle esigenze dei cittadini di questa terra”.
Lo afferma Carmelo Pullara, presidente Commissione speciale all’ARS.

Sono stati pubblicati tutti i decreti di finanziamento per l’attivazione dei corsi di formazione professionale relativi all’Avviso 8: ne dà comunicazione l’assessorato regionale alla Formazione professionale.
«A settembre – spiega l’assessore Roberto Lagalla – potranno partire tutte le attività formative finanziate con l’Avviso 8. Sarà coinvolta una platea di circa 17 mila giovani e disoccupati siciliani che potranno intraprendere un percorso formativo professionalizzante. Inoltre, la procedura costituisce un’opportunità occupazionale per quei lavoratori del settore non ancora riassorbiti nel sistema che, grazie all’avvio dei corsi, potranno riprendere l’attività lavorativa. Si tratta – conclude l’esponente del governo Musumeci – di un risultato raggiunto grazie a un complesso lavoro che ha superato lunghi contenziosi e molteplici difficoltà».
Ad oggi, gli enti di formazione professionale hanno presentato progetti per un finanziamento totale di circa 120 milioni di euro. In provincia di Agrigento saranno avviati 111 corsi, 40 nel territorio provinciale di Caltanissetta, 215 nel Catanese, 61 nell’area di Enna, 178 in provincia di Messina, 357 nel Palermitano, 42 nel territorio di Ragusa, 43 a Siracusa e 117 nel Trapanese. Un totale di 1.164 corsi che, da settembre, accoglieranno tanti giovani siciliani. Si prevede il coinvolgimento di circa 15 allievi per classe, con una potenziale platea di oltre 17 mila siciliani. Un’occasione per l’acquisizione di competenze e qualifiche utili all’inserimento nel mercato di lavoro anche per tanti neet, soggetti che non studiano e non sono impegnati in attività lavorative e che in Sicilia alimentano ancora alte percentuali.

Un’altra giovane vittima del covid in provincia. È deceduta nelle scorse ore all’ospedale di Ribera dove era ricoverata da alcuni giorni, una donna di 40 anni di Agrigento.

Anche lei, al pari dell’uomo di 50 anni di Sant’Anna di Caltabellotta, non era vaccinata. Si tratta di una delle vittime più giovani in provincia, la 271esima dall’inizio della pandemia.  La città dei Templi sale a 20 decessi per covid dallo scorso anno.

Salvato in extremis un uomo di 40 anni di Agrigento punto da una vespa mentre si trovava nella spiaggia delle Pergole di Realmonte.

L’uomo, punto dall’insetto ad un’ascella, ha subito manifestato i classici segni dello shock anafilattico con gravi difficoltà respiratorie. Subito i bagnini, che hanno contattato il 118, sono intervenuti portando il quarantenne in un luogo riparato in attesa dei soccorsi. La centrale del 118 di Caltanissetta ha inviato l’elisoccorso che è riuscito ad atterrare grazie alla bravura dei piloti e all’aiuto dei bagnanti. Il vento infatti ha creato qualche problema ma i piloti hanno potuto contare sui bagnini e i bagnanti che hanno lasciato libero uno spiazzo disegnando un grande cerchio.

Il medico rianimatore, una volta a terra, ha somministrato una fiala di adrenalina al quarantenne che si è ripreso poco dopo. Il paziente poi è stato trasferito, sempre in elisoccorso, al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove proseguirà la terapia.