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 “Il calendario venatorio siciliano non subisca stop. Gli appelli di questi giorni a fermare la caccia da parte di alcune associazioni ambientaliste sono strumentali e nascondono anche precise responsabilità in ordine ai disastri determinati dagli incendi che hanno interessato vasti territori della Sicilia. A protestare sono infatti gli stessi soggetti che si sono tirati indietro quando erano stati chiamati a sottoscrivere accordi per la vigilanza e la tutela del territorio. In particolare qualche associazione ambientalista ha ingaggiato una polemica meramente politica con il governo regionale che fa capire come le posizioni espresse sono di parte e non hanno un fine oggettivo improntato al bene comune. Al falso perbenismo di taluni, rispondo che i cacciatori sono persone che amano certamente il territorio e svolgono l’attività seguendo le regole. Ed anzi faccio mio l’appello delle associazioni venatorie affinché il governo Musumeci e per esso l’Assessorato al Territorio ed Ambiente sottoscriva protocolli d’intesa per affidare proprio ai cacciatori ed alle loro organizzazioni anche la vigilanza dei boschi come misura per la prevenzione degli incendi. I cacciatori siano chiamati a svolgere il ruolo di sentinelle a tutela del territorio, sia per la prevenzione degli incendi sia per la segnalazione di eventuali discariche in aree boschive. Per questo chiederò agli assessori Baglieri e Cordaro un incontro per definire un protocollo che valga non per 15 giorno ma per tutto l’anno. Occorre che sia attivato un numero verde a cui i cacciatori possono segnalare eventuali situazioni di rischio ambientale o eventuali pericoli. I cacciatori sono gli unici che conoscono montagne, boschi e fiumi, gli unici ad avere realmente a cuore la tutela del patrimonio boschivo e faunistico a cui dovrebbe andare parte delle tasse pagate per esercitare l’attività venatoria e che ad oggi è stata distratta per altre iniziative”.
Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

“Rammarica la situazione dei parcheggi intorno alla Valla dei Templi.

Ho prontamente segnalato la vicenda al Sindaco il quale mi riferisce che già da mesi lavora ad una soluzione che è in dirittura d’ arrivo.
Questa Amministrazione ha tutta l’intenzione di restituire il parcheggio di Cugno Vela alla Cittadinanza ed al Parco. Purtroppo il parcheggio di Cugno Vela è una annosa e dolente vicenda di questa Città. Il Sindaco Micciche’ lavora da tempo per trovare una soluzione, il cui prossimo step dovrebbe vedere la luce  tra un paio di mesi.
Nelle more della riapertura del parcheggio di Cugno Vela, mi scuso con cittadini e turisti per eventuali disservizi, mi impegno a seguire l’iter amministrativo, e faccio un accorato appello a tutti: senso civico e prudenza alla guida, soprattutto nelle strade adiacenti la Valle dei Templi.

Infine invoco l’intervento del Libero Consorzio e del Prefetto, al fine di attuare, insieme al Comune di Agrigento,  una strategia sinergica per implementare la sicurezza stradale ad Agrigento.”

Continuano serrate le indagini sull’uccisione di Salvatore Lupo, freddato a colpi di pistola all’interno di un bar situato nella via IV Novembre, in centro. Chi ha sparato viene considerato un killer professionista. Di lui non vi sono tracce, ancora.

Intanto, vi è un messaggio dell’ex moglie della vittima, Giusi Barba, affidato all’avvocato Salvatore Pennica. “Provo disperazione e dolore. Sono madre di due ragazzi orfani e figlia di un padre che secondo gli inquirenti è sospettato di averli resi orfani”. Domenica sera, poche ore dopo il delitto dell’ex presidente del consiglio comunale, la prima perquisizione è stata fatta proprio a casa del suocero di Lupo, Giuseppe Barba.

Recentemente erano sorti pesanti contrasti in famiglia dopo la separazione della coppia. “Con mio marito non andavo d’accordo, ma volevamo superare i contrasti, per i figli. Mio padre ha cresciuto mio figlio ed io mi rifugio nella preghiera”. Una parola, la donna la rivolge proprio al figlio Calogero, che si era schierato con il padre: «Spero di riabbracciarlo e prego Dio di darmi la forza di resistere».
Domenica, il suocero di Lupo è stato sottoposto anche allo Stub, per verificare se avesse sparato. Ma non è emerso nulla. E l’inchiesta coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio e dal sostituto Salvatore Vella resta contro ignoti.

Lupo è stato ucciso da un colpo in testa e uno sotto la spalla destra, mentre era davanti al bancone dell’American snack bar. Poi il killer è fuggito. Non è ancora chiaro se c’era un complice ad attenderlo in via IV Novembre.

Sulla vicenda vige l’omertà. Nessun testimone ha offerto indicazioni, nessuno ha risposto all’appello degli inquirenti a rompere il muro di omertà che avvolge Favara. E, adesso, dopo i primi sospetti, l’inchiesta guarda oltre i contrasti in famiglia. Si scava negli affari di Lupo, che gestiva tre residenze per anziani in provincia di Agrigento, e anche alcuni bed & breakfast. L’ex presidente del consiglio comunale era sempre a caccia di nuovi investimenti. E anche per questo si era fatto tanti nemici in città. Persino in famiglia.

Negli ultimi mesi la vicenda della separazione dalla moglie, con cui aveva condiviso la gestione delle residenze per anziani. Erano sorti pesanti contrasti economici sul patrimonio costruito negli ultimi anni: la donna e il padre si erano rivolti all’avvocato Pennica per denunciare Lupo alla procura di Agrigento. Diverse le contestazioni mosse, fra cui appropriazione indebita, ma anche stalking nei confronti dell’ex moglie. Era stata tentata una mediazione legale per la divisione del patrimonio.

Poi, un mese fa, il padre dell’ex moglie di Salvatore Lupo era stato aggredito da genero e dal figlio. Proprio nel bar dove è accaduto l’omicidio. Il suocero aveva però scelto di non presentare denuncia. Ecco perchè domenica i carabinieri erano andati subito a casa sua, ritenevano che avesse consumato una vendetta. Ma, al momento, non c’è alcun riscontro a questo sospetto.

Il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, Vittorio Spoto, invita i passeggeri (circa sei) che hanno viaggiato ieri, martedì 17 agosto 2021, sull’autobus della ditta Salvatore Lumia in servizio lungo la tratta che è partita alle ore 14.25 circa da via Roma a Siculiana in direzione Agrigento, a mettersi in contatto con il Dipartimento di Prevenzione ASP attraverso il contatto telefonico mobile 339.6738639 oppure ai fissi 0922/407173, 0922/407536 o 0922/407572.

L’invito, a scopo precauzionale, deriva dalla necessità di fornire comunicazioni agli interessati stante che un altro passeggero presente sullo stesso bus di linea è risultato positivo al Covid-19.

Sono 997 i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore nell’isola a fronte di 15.038 tamponi processati in Sicilia. L’incidenza sale al 6,6% ieri era al 4,6%. La Sicilia rimane al primo posto per contagi giornalieri in Italia.  Gli attuali positivi sono 19.717 con un decremento di altri 232 casi. I guariti sono 1.204. Gli ultimi decessi registrati sono 25, ma solo uno è stato registrato ieri, gli altri 24 sono ‘recuperi’ dei giorni precedenti. Il totale delle vittime è di 6.172 persone. Sul fronte ospedaliero sono adesso 701 i ricoverati, 17 in più rispetto al giorno precedente mentre in terapia intensiva sono 80 i ricoverati.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 148, Catania 161, Messina 18, Siracusa 114, Ragusa 174, Trapani 85, Caltanissetta 139, Agrigento 85, Enna 73.

Lo statuto non consente proroghe o deroghe. E così Giovanni Lombardo, al termine di due mandati pieni e consecutivi, lascia la guida della CNA di Raffadali.  Ha passato il testimone a Filippo Inglima che, all’unanimità, è  stato eletto presidente della locale sede. Alla seduta, che si è svolta in un clima di rinnovato entusiasmo, hanno partecipato i vertici provinciali della Confederazione: il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto. Presente il segretario regionale, Piero Giglione.

Tutti hanno avuto parole di elogio e di apprezzamento per il presidente uscente, al quale sono stati riconosciuti serietà, impegno e lavoro nell’interesse del tessuto produttivo raffadalese. Giovanni Lombardo, nel ripercorrere gli 8 anni di presidenza, ha parlato di “esperienza assolutamente positiva che certamente – ha detto con un pizzico di commozione –  lascerà il segno nel mio percorso umano e professionale”. Ha voluto poi ringraziare quanti, colleghi imprenditori e struttura amministrativa, lo hanno accompagnato e sostenuto durante il doppio mandato. CNA Raffadali riparte tra conferme e new entry.

Un mix opportunamente ponderato per rilanciare le attività a sostegno degli artigiani, delle imprese, dei pensionati e dei cittadini che usufruiscono dei servizi di Caf e Patronato. “Mi rendo conto della responsabilità del ruolo affidatomi – afferma il neo presidente Filippo Inglima –  sono lusingato per avere ricevuto la fiducia da parte dei componenti dell’assemblea, ai quali va il mio sincero ringraziamento. Farò di tutto per svolgere al meglio questo incarico e per rappresentare, come sede sub territoriale, le istanze e gli interessi degli associati CNA”. Di Natale, Spoto e Giglione hanno augurato buon lavoro a Filippo Inglima e a tutti i dirigenti, chiamati, a vario titolo, ad offrire il proprio contributo. Fanno parte dei nuovi organismi: Enzo Di Stefano, Rosetta Tuttolomondo, Giuseppe Pane, Francesco Curaba, Stefano Curaba, Enzo Bartolomeo, Giovanni Maragliano, Piero Burgio, Giovanni Lombardo, Giuseppe Gazziano, Daniele Marchica, Fabio Bruno, e Giovanna Maragliano.

Il coordinatore di Legacoop Sicilia Agrigento – Palermo – Trapani, Domenico Pistone, rivolge apprezzamento, come movimento cooperativistico, verso l’operazione della Guardia di Finanza che ha appena smascherato, sul territorio nazionale, circa 700 false cooperative. Pistone afferma: “Ai militari della Guardia di Finanza esprimiamo gratitudine e riconoscenza per l’operazione che sicuramente ha il merito di ripristinare regole di mercato e principi di legalità. Queste imprese, abusando in modo illecito dello status di cooperativa, hanno, non solo falsato le regole del mercato utilizzando e sfruttando i propri lavoratori, ma hanno soprattutto offeso la vera cooperazione animata da autentici valori come mutualità e solidarietà, che ogni giorno, grazie al lavoro ed all’impegno dei propri soci, contribuisce alla crescita ed allo sviluppo della nostra economia. Facciamo nostro l’appello del Presidente Nazionale di Legacoop e Presidente dell’ACI, Mauro Lusetti, che va nella direzione di dotare il nostro Paese di una normativa, a sostegno della quale abbiamo raccolto le firme nel 2015, in grado di contrastare, in modo efficace, attraverso regole e controlli, la diffusione delle false cooperative, colpevoli di utilizzare i benefici della cooperazione falsando il mercato e sfruttando i lavoratori. In proposito chiederemo anche l’istituzione di una Commissione d’inchiesta – conclude Domenico Pistone.

di Bruno Cassaro

Un bambino, 4 anni di origine tedesche, sfuggendo dal controllo dei genitori è stato investito lungo la via panoramica dei Templi nei pressi dell’ingresso Giunone del sito archeologico.

Da una prima ricostruzione, il bambino sarebbe sceso dal camper – parcheggiato lungo la via panoramica dei Templi – sfuggendo al controllo dei genitori attraversando di corsa la trafficata arteria.  Una Mercedes di colore bianco, con alla guida una donna,  non ha fatto in tempo ad arrestare la corsa centrando in pieno il bambino.

Immediato l’intervento delle forze dell’ordine e dei sanitari del 118, che hanno praticato la respirazione bocca a bocca al piccolo malcapitato, le condizioni del bambino sembrano gravi.

La donna, che è stata la prima a soccorrerlo, è in chiaro stato confusionale e ha continuato a ripetere che non ha visto il bambino.

L’importante arteria è stata chiusa al traffico e con essa anche la rotonda Giunone per permettere l’atterraggio dell’elisoccorso e al trasferimento del bambino al Trauma Center dell’ospedale Villa Sofia di Palermo per grave trauma cranico e diverse fratture.

Per una più chiara dinamica dei fatti si dovranno attendere ulteriori sviluppi.

Per le amministrative del 10 e 11 ottobre a Porto Empedocle sarà della corsa alla carica di primo cittadino l’Ingegnere Salvo Iacono, attualmente Direttore Provinciale dell’Ispettorato del lavoro e reggente dell’Ufficio provinciale del lavoro di Agrigento.

In un’affollata prima riunione alla presenza di amici e simpatizzanti,  il Movimento Porto Empedocle 2021 ha ribadito e ha evidenziato la certezza della candidatura a Sindaco dell’Ing. Salvo Iacono, figura dalla conclamata esperienza in campo professionale e politica.

Le prime parole del candidato Sindaco Salvo Iacono sono indirizzate ai cittadini empedoclini che negli ultimi anni si sono trovati senza una guida politico-amministrativa, un lustro che è stato un freno per il paese marinaro sulla scorta di una protesta effimera e inconcludente per il chiaro fallimento dell’amministrazione uscente.

Adesso siamo al punto di non ritorno, conclude Iacono,  il nostro è un progetto inclusivo e di ampio respiro senza i soliti slogan e paroloni fumosi da campagna elettorale.

Siamo una squadra seria, ci sono sensibilità , intelligenze che possono dare tanto a una comunità che vuole e deve tornare grande.

La riorganizzazione della macchina burocratica e amministrativa, la stabilizzazione dei contrattisti e la rivisitazione della dotazione organica e i nuovi concorsi sono il primo punto per far ripartire un Comune a oggi stanco e appesantito.

Con la nostra identità culturale, il turismo , il porto e una nuova reindustrializzazione mirata , green e riconvertita saranno il traino per una ripresa economica, sociale e di speranza per un popolo di empedoclini stanchi di essere finiti nella periferia politica e amministrativa della provincia.

Una città dalla storia e dalle potenzialità enormi, con il ritorno di una squadra politica vera, ha un solo obiettivo: il rilancio socio-economico di tutto il territorio dal centro ai quartieri periferici.

I carabinieri di Partanna, coordinati dalla procura della Repubblica di Sciacca, hanno denunciato un pluripregiudicato 58enne del luogo, per i reati di incendio e danneggiamento aggravato. L’uomo, alle prime luci dell’alba, ha appiccato il fuoco ad alcune sterpaglie nei pressi della propria abitazione, decidendo subito dopo di recarsi al bar.

Le fiamme alimentate dal vento e dalle alte temperature in pochi attimi hanno interessato i terreni circostanti raggiungendo anche un immobile di una proprietà confinante. Nella circostanza i vigili del fuoco, giunti tempestivamente sul posto, sono riusciti a domare l’incendio, con non poche difficoltà. Spento il fuoco, che aveva danneggiato irrimediabilmente un fabbricato adibito a deposito di strumenti da lavoro di un’azienda del posto, era necessario accertare l’origine dell’incendio.

I militari hanno così valorizzato il protocollo, firmato nel 2017 con la Procura di Sciacca, in materia di indagini sugli incendi e i fuochi controllati, che ha fissato procedure omogenee per tali investigazioni che, oltre a concentrarsi sull’accertamento dell’origine antropica o meno degli eventi, si rivolge anche alla verifica del rispetto da parte dei titolari dei terreni interessati da incendi delle disposizioni finalizzate alla prevenzione nonché a valutare se la cattiva gestione dei terreni abbia favorito l’innesto e la diffusione delle fiamme. Tale metodologia ha consentito così di ottenere importanti risultati in chiave repressiva e preventiva.

Il lavoro del personale della Stazione Carabinieri è stato certosino: grazie alle diverse testimonianze di alcuni cittadini e alle immagini di videosorveglianza sono riusciti a ricostruire la vicenda e a individuare il partannese come autore dell’incendio. L’uomo vistosi scoperto dalle prove schiaccianti raccolte, non ha potuto far altro che ammettere le proprie responsabilità. In tale quadro rientra l’azione che le Stazioni Carabinieri, con il supporto dei recenti rinforzi di Carabinieri Forestali arrivati da altre regioni italiane, stanno ponendo in essere per individuare i responsabili degli incendi sviluppatisi in Sicilia.