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Anche la cittadinanza di Porto Empedocle si è mobilitata a favore della famiglia di sei persone, compresa una neonata di tre mesi in mezzo, costretta in quarantena in casa, in via dello Sport, perché sono tutti positivi al covid, e sull’orlo dell’indigenza perché il capo famiglia è impossibilitato a lavorare. Dopo il primo gesto di solidarietà da parte dei Carabinieri, che hanno provveduto alle prime necessità, e dopo l’interessamento del Prefetto, adesso tanti cittadini empedoclini si sono recati in caserma e hanno depositato sacchetti con beni essenziali, soprattutto latte e pannolini per la neonata.

Accogliendo le istanze del proprio difensore, l’ex sindaco di Castrofilippo, Valerio Ippolito, ha ottenuto una riduzione da 3 anni e 6 mesi a 2 anni e 8 mesi del periodo di applicazione della misura preventiva della sorveglianza speciale. Ippolito è stato arrestato il 22 settembre del 2010 nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Family”. Lui ha già scontato 10 dei 12 anni di reclusione che gli sono stati inflitti con sentenza in Cassazione. E’ libero dal gennaio del 2020 ma con l’obbligo della sorveglianza speciale nel Comune di residenza adesso ridotto nella durata.

Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti hanno denunciato a piede libero alla Procura un pensionato di 70 anni che, al culmine di un litigio con l’ex genero, prima lo ha minacciato e poi lo ha aggredito. La vittima, un uomo di 30 anni anche lui di Agrigento, è stato soccorso in ospedale dove i medici gli hanno diagnosticato alcuni traumi con prognosi di 8 giorni. Il settantenne risponderà all’autorità giudiziaria dei reati di minacce e lesioni personali. I poliziotti gli hanno sequestrato per cautela due fucili da caccia, due pistole, e varie munizioni, il tutto legalmente detenuto.

Trecastagni ha reso l’ultimo saluto a Vanessa Zappalà, 26 anni, la giovane uccisa sul lungomare di Aci Trezza con 7 colpi di pistola alla testa dal suo ex, Antonino Sciuto, 38 anni, poi morto suicida. E’ stata esposta la bara, bianca, con sopra girasoli e rose bianche, sul sagrato del Santuario dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, con la piazza piena di folla, ma transennata e con l’accesso contingentato a 190 persone nel rispetto delle norme anti-covid. Il paese etneo, dove in occasione del rito funebre è stato lutto cittadino, si è stretto attorno alla vittima e alla sua famiglia con un’intensa e commossa partecipazione ai funerali celebrati dal vicario dell’Arcidiocesi di Catania, monsignor Salvatore Genchi. La funzione è stata anticipata da un intervento dal parroco della Chiesa, che tra l’altro ha affermato: “Avremmo voluto essere altrove e non in questa piazza a dare l’estremo saluto a Vanessa. Avremmo voluto continuare a vederla sorridente, ma la realtà ci ha portati qui”.

A pochi giorni dalla scadenza, nessuno si è manifestato interessato alla costruzione dei due termovalorizzatori in Sicilia. La Regione proroga il termine del bando.

Lo scorso 17 giugno è stato pubblicato sul sito dell’assessorato regionale ai Servizi primari, e poi sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana e sulla Gazzetta europea, l’avviso pubblico per la costruzione in Sicilia di due termovalorizzatori, ovvero il bando per – in termini tecnici – l’affidamento in concessione della progettazione, costruzione e successiva gestione fino a due impianti per il recupero energetico da rifiuti non pericolosi. I due termovalorizzatori, con ciascuno una capacità di trattamento da 350 a 450 mila tonnellate all’anno di rifiuti non differenziabili, saranno ubicati uno nella Sicilia occidentale e l’altro nella orientale, anche se ancora non stati scelti i siti. La procedura di gara è il “project finance”, la finanza di progetto, ossia l’impresa aggiudicataria pagherà di tasca propria la progettazione, e poi gestirà i due impianti in concessione. Gli interessati avrebbero dovuto presentare istanza di partecipazione entro 90 giorni dalla pubblicazione dell’avviso. Ebbene, a poco più di due settimane dalla scadenza del termine, nessuno si è manifestato interessato a proporre un’offerta. E la Regione è già corsa ai ripari. Infatti, l’assessore regionale ai Servizi primari, Daniela Baglieri, ha prorogato la scadenza del bando fino al prossimo 2 novembre. Tuttavia lo stesso assessorato ha ricevuto otto richieste di maggiori informazioni da parte di altrettante imprese, anche di livello internazionale. E ciò testimonia l’interesse dei privati. Nel frattempo l’Assemblea Regionale ha bocciato l’iniziativa dei termovalorizzatori, ma il governo regionale non ha desistito. Il presidente, Nello Musumeci, ha più volte spiegato e ripetuto: “Con questa scelta, condivisa da diversi Ato rifiuti, apriamo una nuova stagione che consentirà alla Sicilia di liberarsi finalmente dalla schiavitù delle discariche e allinearsi alle più avanzate regioni del Nord. Il bando è rivolto ai privati ma il controllo sarà della Regione. Il termovalorizzatore, anzi il termoutilizzatore, è un sistema ‘mangia rifiuti’ che produce calore ed energia, quindi ricchezza. Senza questa soluzione resteremmo in mano all’oligopolio dei privati e della cultura delle discariche. Noi non siamo mai stati innamorati di questo sistema, ma è la soluzione per liberarci delle discariche, che sono un’offesa al buon senso e all’ambiente”. Ancora nel frattempo, Legambiente ha annunciato le barricate, e ha denunciato: “E’ un ritorno al Medioevo. Dal 2025 in poi l’Europa vieterà l’incenerimento di tutti i materiali compostabili, recuperabili e riciclabili, anche gli avveniristici inceneritori con le piste da sci di Copenaghen saranno dismessi”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ad Agrigento un immigrato è stato trasportato in ospedale per il ricovero in quanto positivo al covid. Lui però, contrario ad essere ricoverato, si è scatenato in escandescenze al pronto soccorso, provocando la fuga degli astanti presenti. I medici hanno lanciato l’allarme e sul posto sono intervenute le forze dell’ordine. I poliziotti della Volanti hanno bloccato l’esagitato che poi, non senza difficoltà, è stato ricoverato.

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte mobili, domenica 29 agosto, ad Agrigento (San Leone) piazzale Aster Raffadali Presso Associazione A.D.R. sita in via Fiume, tutte le raccolte saranno operative dalle ore 8.00 alle 12.00.

A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi di laboratorio effettuate in occasione della donazione.

Sarà stato raggiunto un nuovo picco di caldo nella mia città? E qual è stata la temperatura media dell’ultima settimana? A rispondere a questi e ad altri quesiti da oggi ci pensano le nuove cassette postali.

In Sicilia le prime installazioni si trovano nell’Agrigentino e più precisamente in due tra i comuni meno popolosi della provincia: Calamonaci (via Francesco Crispi 62, via Cavour 16 e piazza Municipio 1) con i suoi oltre 1.200 abitanti e Comitini (piazza Umberto I 8) che con una popolazione di meno di 900 residenti è il più piccolo centro abitato del territorio. A queste prime installazioni a breve se ne aggiungeranno altre ad Agrigento e in provincia.

Le nuove cassette postali “smart”, oltre a restituire lo splendore del tipico colore rosso fiammante alle storiche cassette rosse che dal 1961 arredano le nostre città, si sono evolute nel segno dell’innovazione digitale e tecnologica. Le cassette d’impostazione intelligenti, infatti, sono capaci di rilevare i principali dati ambientali quali temperatura, grado di umidità e situazione dell’inquinamento atmosferico.

Le nuove installazioni sono in linea con la missione sociale di Poste Italiane che ha avviato nelle aree dei Comuni con meno di 5mila abitanti il progetto “decoro urbano”, anche attraverso la sostituzione e manutenzione straordinaria delle cassette postali. Ed è proprio pensando ai cittadini, residenti e non residenti, dei “Piccoli Comuni” che l’azienda ha messo loro a disposizione le informazioni rilevate dalle nuove cassette smart: basta infatti collegarsi al sito https://www.posteitaliane.it/piccolicomuni e inserire il nome del comune di interesse per conoscere ad esempio l’ultima temperatura oraria rilevata, ma anche le medie settimanali, mensili e annuali, oltre alla misurazione di quattro diversi indicatori relativi alla qualità dell’aria circostante. Sempre con un click sarà possibile scaricare i dati selezionando un intervallo di tempo a scelta e monitorare così l’andamento dei valori rilevati. Dalla stessa piattaforma web è possibile inoltre conoscere gli interventi realizzati da Poste Italiane per i cittadini nei singoli “piccoli comuni” dell’Agrigentino quali ad esempio l’attivazione di servizi wifi gratuiti in ufficio postale, i sistemi di videosorveglianza o l’installazione di ATM Postamat.

Ma c’è di più. Infatti, grazie a un innovativo sistema le nuove cassette rosse sono in grado di mostrare l’effettiva presenza al loro interno di corrispondenza da ritirare, rendendo così più veloce e efficace il lavoro dei portalettere e migliorando la qualità del processo operativo. Un vero e proprio sistema evoluto per tracciare la vuotatura delle cassette, gli orari e per misurare nel tempo la quantità di oggetti per ogni cassetta.

L’iniziativa è coerente con i principi ESG sull’ambiente, il sociale e il governo di impresa, rispettati dalle aziende socialmente responsabili, che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del Paese.

«Sono passati trent’anni dall’assassinio di Libero Grassi e ancora una volta ricordiamo il coraggio e l’amore per la libertà e la dignità che portò un imprenditore siciliano, a Palermo, a dire no al pizzo, alla corruzione e alla mafia, con coraggio e determinazione».

Un ricordo non sterile o solo vagamente celebrativo, quello che vuole fare affiorare SOS Impresa- Rete per la Legalità, bensì di rinnovato impegno a continuare a dire no alla mafia e ad aiutare quanti decidono di liberarsi, in sicurezza, dalla morsa criminale del ricatto estorsivo.

Il sacrificio di Libero Grassi non fu inutile perché, da quella tragica mattina del 29 agosto del 1991, è nato un movimento antiracket che ha cambiato il corso della lotta alla mafia attraverso la nascita di numerose associazioni antiracket prima in Sicilia e in Puglia e poi in tutta Italia.

«In questi trent’anni sono cambiate molte cose – dichiara Luigi Cuomo, presidente nazionale di “SOS IMPRESA Rete per la Legalità Aps” -, anche le strategie criminali di penetrazione nel tessuto economico del nostro Paese che, con la pandemia, si sono rafforzare e diffuse ancora di più. Sull’esempio di Libero Grassi oggi è necessario rilanciare, con coraggio e determinazione, un rinnovato no al racket, alla corruzione e alle varie mafie puntando principalmente sull’unità e sul rinnovamento del movimento antiracket in tutta Italia».

«La scelta di Libero Grassi di pubblicare, il 10 gennaio del 1991 sul Giornale di Sicilia, la lettera con la quale si rivolse direttamente ai suoi estortori – aggiunge Giuseppe Scandurra, vice presidente nazionale di SOS Impresa RplL – ancora oggi è da monito per quanti subiscono passivamente la sottomissione mafiosa senza ribellarsi o collaborare con le forze dell’ordine e la magistratura che, con il contributo della collaborazione delle vittime, possono arginare ancora più efficacemente l’arroganza e la violenza estorsiva delle famiglie mafiose, liberando pezzi importanti di economia dal condizionamento e dall’infiltrazione criminale».