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“La Regione ha i soldi ma non paga”

 

Ancora non pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, nonostante la disponibilità finanziaria, il decreto per lo sblocco dei pagamenti alle imprese edili. Gli interventi dell’Ance e del Partito Democratico.

L’assessore regionale all’Economia, e vice presidente della Regione, Gaetano Armao, ha appena annunciato che, a seguito del riaccertamento dei residui del bilancio 2020, adesso sono disponibili nella cassa della Regione 3 miliardi e 200 milioni di euro. Lo stesso Armao, a fronte delle incombenze debitorie, ha sottolineato: “Pagheremo tutto e tutti”. Tale annuncio è stato accolto con cauto ottimismo dai costruttori edili siciliani, non pagati, e indebitati con le banche, dal novembre scorso. In precedenza si sono susseguiti gli appelli al pagamento da parte dell’Ance e di ConfIndustria, e anche una diffida a pagare altrimenti i costruttori avrebbero denunciato la Regione in sede civile e alla Corte dei conti. Tuttavia, nonostante già da una settimana siano a disposizione i 3 miliardi e 200 milioni, le imprese edili non sono state ancora pagate. L’Ance, l’Associazione dei costruttori edili di Sicilia, riferisce che solo l’assessorato regionale alle Infrastrutture, come affermato dall’assessore Marco Falcone, ha emesso i primi mandati di pagamento. Gli altri assessorati invece no. E il presidente di Ance Sicilia, Santo Cutrone, aggiunge: “A quanto si apprende, si attenderebbe la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del decreto sui riaccertamenti, nonostante sia pubblicato sul sito istituzionale della Regione siciliana dalla mattina del 3 agosto scorso. Se le cose stanno così, è un problema che al dipartimento Infrastrutture non si sono posti, e che rimarca la persistenza di una burocrazia di vecchio stampo oramai non più al passo con i tempi”. E poi Cutrone interroga: “Dunque, quanto tempo occorrerà a questi uffici per predisporre ed emettere i mandati di pagamento adesso che scattano le ferie? Cosa manca affinché chi ne ha l’autorità vada in questi uffici a verificare chi fa cosa e per quale motivo le pratiche continuano a stare ferme dopo otto mesi? Ance Sicilia auspica che ciò avvenga prima che le imprese sopravvissute al covid muoiano di burocrazia”. E poi Santo Cutrone commenta con rammarico: “In Sicilia ci sono due mondi: quello reale, fatto di lavoro, rispetto delle regole e del prossimo, ma anche di disagio che nel tempo diventa disperazione e sofferenza. E un altro mondo, quello della Regione, che gira al contrario, e nel quale tutto va così bene al punto che il grido di dolore delle imprese strozzate dai debiti neanche arriva a sfiorare le orecchie della burocrazia. Ma Ance Sicilia tallonerà senza tregua questi beati signori, fino a quando non faranno ciò per cui sono pagati” – conclude. E anche il deputato e segretario regionale del Partito Democratico, Anthony Barbagallo, ha firmato una interpellanza agli assessori Armao e Falcone, e interviene nel merito della vertenza, così: “Bisogna sbloccare i pagamenti alle imprese edili creditrici verso la Regione siciliana adottando tutte le misure possibili, anche evitando la chiusura degli uffici preposti fino alla definizione delle pratiche. Il settore edile in Sicilia, dopo la crisi provocata dalla pandemia, sta vivendo una fase di promettente crescita, trainata anche dalle agevolazioni fiscali disposte dal Decreto Rilancio del 2020. Ma tale crescita rischia di essere vanificata dal mancato pagamento delle imprese da parte della Regione, che ha bloccato i pagamenti da circa 10 mesi mentre incombe la chiusura ad agosto degli uffici di tesoreria”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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