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La discarica di Lampedusa che tanto fa discutere tra un incendio e un altro

 

Con tanti piccoli tasselli si può riuscire a costruire anche una mezza verità. Poi il compito di rendere la mezza verità tutta intera ce l’hanno altre Istituzioni preposte.

Già due anni addietro la discarica di Lampedusa aveva subito un incendio di origine incerta ma che fece tanto discutere. Quel posto, allora, risultava essere sotto sequestro a seguito di una indagine coordinata dalla Procura di Agrigento.

Dopo l’incendio la stessa Procura aprì un altro fascicolo di inchiesta a seguito del grave sospetto che erano stati violati i sigilli per cancellare eventuali prove di oggetti gettati nella discarica stessa.

Nei giorni scorsi ancora un altro incendio. Stesso posto, stessa discarica, stessa situazione. I Vigili del Fuoco hanno dovuto faticare non poco per spegnere le fiamme mettendo in campo diverse unità e diversi automezzi.

Il fatto che l’incendio sia scoppiato in più punti lascia pensare che le indagini della Procura sono del tutto giustificate perché qualcosa non quadra. I Carabinieri di Lampedusa hanno già avviato una serie di accertamenti per capire cosa è successo.

Il perché di tutto ciò è ancora lontano per avere una risposta. A chi giova creare una situazione del genere? Oppure, perché qualcuno invece di tuffarsi nelle splendide acque lampedusane passa il tempo ad incendiare una discarica.

La detta discarica oggi è gestita dalla Rti a seguito di una ordinanza sindacale che ha passato la gestione alle ditte agrigentine per sei mesi. Nella gestione è compreso anche “l’accesso e la vigilanza e di attendere a tutte le attività necessarie mediante raggruppamento per frazioni omogenee dei rifiuti urbani e assimilati conferiti presso il centro in questione”.

Certo, se la vigilanza è così fragile e del tutto inesistente viene gioco facile ai male intenzionati di entrare ed uscire indisturbati dal centro di conferimento.

Dunque, al di la delle indagini che già sono scattate, le ditte operanti nel centro, viste le “attenzioni” di qualcuno, farebbero bene ad intensificare i controlli che oggi più che mai sarebbero molto utili anche a scoprire eventualmente i piromani che dovranno spiegare, un giorno, chi manovra dietro queste operazioni violente e soprattutto il perché.

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