Home / 2021 / Luglio (Pagina 78)

Un barchino, con a bordo di 19 tunisini, è giunto durante la notte a Lampedusa. L’imbarcazione è stata bloccata e sequestrata dai militari della Guardia di finanza.

Il piccolo gruppo è stato portato all’hotspot di contrada Imbriacola dove, all’alba, erano presenti 356 ospiti. In mattinata, su disposizione della Prefettura di Agrigento, in 100 verranno trasferiti con il traghetto di linea Sansovino a Porto Empedocle.
Ieri, sull’isola, si erano registrati 12 sbarchi con un totale di 342 persone, in 316 – sempre nella giornata di ieri – erano stati imbarcati sulla nave quarantena Atlas.

Riparte il 6 luglio il “Temple Tour Bus” ad Agrigento. Il servizio turistico della TUA (Trasporti Urbani Agrigento) che consentirà di visitare la città dei Templi a bordo di caratteristici autobus scoperti.

Sono due i percorsi offerti (linea rossa e linea blu) e prevedono diverse fermate intermedie, nella modalità hop-on/hop-off (sali e scendi).

È possibile iniziare il tour da qualsiasi fermata e salire e scendere quando e dove si vuole. I bus dispongono di un commentario audio in 5 lingue: italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.

Le fermate previste (circa 20 per linea) includono tutti i principali luoghi di interesse turistico e culturale (Valle dei Templi, Giardini della Kolymbethra, Museo Archeologico, Casa di Pirandello) e sono comprese la spiaggia di San Leone, alla Scala dei Turchi (Realmonte) e a Porto Empedocle.

Il biglietto dà diritto al passeggero di utilizzare entrambe le linee del Temple Tour Bus per la data di validità indicata. Con lo stesso ticket è possibile usufruire delle linee del servizio urbano gestito dalla TUA.

Per tutte le informazioni sul servizio è possibile consultare il sito: templetourbusagrigento.com

Oggi si sono riuniti i seguenti partiti e movimenti politici: Forza Italia, Lega, Democrazia Cristiana, Forza Azzurri, ONDA, Cambiare Passo e NOIper, abbiamo analizzato con attenzione la situazione politico-amministrativa del Comune di Favara, sulle progettualità da portare avanti per rilanciare lo sviluppo socio economico del paese. Dinanzi ad una grave crisi economico-finanziario in cui versa l’Ente e la perdurante emergenza pandemica, i favaresi hanno bisogno di un forte governo della città, capace di trovare soluzioni per superare la disastrosa situazione delle casse comunali e la pulizia del paese.

A tal fine si auspica l’intera unità del centro destra, pertanto, lanciamo un appello alle altre forze politiche: Fratelli di Italia, UDC e Diventerà Bellissima ed altre liste civiche, con i quali abbiamo avuto e abbiamo una forte interlocuzione per un progetto comune.

Sulla base di tali ragioni, abbiamo individuato una personalità di esperienza politica, nella figura dell’On. Peppe Infurna, conoscitore del paese e della macchina amministrativa, e unitamente alle migliori risorse, agli imprenditori, ai professionisti, ai giovani e alle donne, intendiamo elaborare un programma fattibile per dare normalità e restituire la meritata

“Da portavoce avrei voluto prima conoscere il progetto affidato già 4 mesi fa a Giuseppe Conte valutarlo proprio come faranno le 7 persone individuate e infine far decidere tutti gli iscritti sulla validità e sulla persona (o le persone, nel caso della scelta di perseguire un comitato) che dovranno portare avanti l’organizzazione del Movimento 5 Stelle. – scrive Rosalba Cimino, analizzando il momento del partito – Sono d’accordo che l’uno non vale l’altro, ma sono rimasta affezionata al concetto che “uno vale uno” . Se si continua a nascondere che in fondo non è proprio così, continueremo a far finta che tutto vada bene. Da tre anni siamo al governo senza una struttura sul territorio che ci consenta di lavorare più capillarmente per esprimere il potenziale che abbiamo. Non si può rimanere uniti, continuando ad escludere e continuando a prendere decisioni univoche.  Ieri sera l’Italia ha vinto dimostrando cosa voglia dire essere una squadra!”

E’ stata eletta nel corso dell’Assemblea generale della Flc Cgil Sicilia, che si è tenuta stamani ad Enna, la segreteria regionale. Dell’organismo, presieduto dal segretario generale Adriano Rizza, entrano a far parte: Angela Accascina, ex segretaria della Flc Enna; Fabio Cirino, segretario della Flc Palermo; Fiorella Borgesi, amministrativa settore Afam, sindacalista della Flc Trapani; Katia Perna, dirigente scolastica, sindacalista della Flc Catania; Paolo Italia, ex segretario della Flc Siracusa; Pietro Patti, segretario della Flc Messina.
“Con l’elezione della segreteria – commenta Adriano Rizza – la nostra organizzazione si dota di un importante strumento per la programmazione e l’attuazione delle nostre politiche sindacali, per la difesa dei diritti dei lavoratori e la promozione dei settori della conoscenza. Si tratta di persone molto competenti, da anni impegnate nei territori, che ringrazio per la loro disponibilità e alle quali faccio gli auguri di buon lavoro”.
“Dopo un anno e mezzo di pandemia – dichiara Alfio Mannino, segretario regionale della Cgil Sicilia – la scuola ha di fronte a sè la grande sfida della ripartenza. La didattica a distanza se, da un lato, è stato uno strumento utile per affrontare l’emergenza, dall’altro, ha aggravato il fenomeno della dispersione e dell’abbandono scolastico”.
“Ci auguriamo che la politica e le istituzioni facciano tesoro di questi insegnamenti – aggiunge Mannino – e finalmente si misurino con questa complessità. In una regione come la Sicilia, che presenta molti gap, abbiamo bisogno di più personale per ridurre il numero di alunni per classe, di interventi sull’edilizia scolastica, di aumentare il tempo scuola per consentire agli studenti siciliani di avere le stesse opportunità dei loro coetanei del Centro Nord”.
Nel corso dell’assemblea sono intervenuti Giovanni Impastato, fratello di Peppino, il sindacalista di Cinisi ucciso dalla mafia nel 1978, che ha presentato il suo libro “Mio fratello. Una vita con Peppino” e Maria Letizia Colajanni, rappresentante dell’Anpi Sicilia per la stipula di un protocollo d’intesa per la promozione dell’antifascismo nelle scuole.

Lunedì 5 luglio i sindaci della provincia di Agrigento si riuniranno per analizzare i curricula ricevuti e decidere i nomi dei tre componenti del C. d. A. dell’Azienda speciale consortile che si andrà a costruire per gestire il Servizio Idrico Integrato.

Le nomine arriveranno a circa una settimana dal terremoto giudiziario che ha portato agli arresti di Marco Campione e dei vertici delle società da lui create; un terremoto giudiziario che ha messo in luce un sistema di potere, corruzione e compromissione della politica, delle istituzioni, delle forze dell’ordine a tutti livelli col peggiore malaffare. Ad un tale disastro deve necessariamente seguire un risanamento etico, sociale e civile ancor prima che ambientale e gestionale.

La futura gestione, interamente pubblica e partecipativa, non dovrà solo fornire un servizio efficace, efficiente ed economico ma rappresentare il riscatto di una intera provincia. La politica è chiamata a dare prova di avere rotto definitivamente col recente passato, di avere a cuore sopra ogni cosa il bene di una collettività e di un territorio piegati per anni a sfregi e soprusi inenarrabili. La costituzione dell’azienda speciale consortile è un traguardo agognato e fortemente caldeggiato dal Forum Italiano e siciliano dei movimenti per l’Acqua e da tutti i comitati territoriali da cui è composto. Sarà il primo Ente di diritto pubblico a gestire in Sicilia il bene comune più prezioso senza finalità lucrative, con la partecipazione ed il controllo democratico delle cittadinanze, affinché non si possano ripetere gli orrori del passato.

L’ATI di Agrigento ha intrapreso per prima la strada del rispetto della volontà popolare referendaria e della legge 19/15 vigente.

Ora il primo passo è fondamentale: per questo chiediamo alle ed ai signori sindaci che la scelta di lunedì sia oculata e svincolata da qualsiasi pressione politica; che i componenti del C. d. A. siano scelti in base alle effettive competenze in materia di servizi idrici, che non abbiano alcun trascorso, collegamento o vicinanza con i soggetti coinvolti nell’inchiesta giudiziaria o con ambienti ad essi ricollegabili, lontani da ogni possibile conflitto d’interessi o cointeressenza ad interessi diversi da quelli della collettività e del bene pubblico. Scelte trasparenti e limpide come l’acqua.

I casi di Favara e Agrigento sono emblematici.

Emblematici perché mettono a nudo il re, senza se e senza ma, rendendo chiara una situazione che non solo mostra una difficile soluzione per ripristinare un briciolo di dignità ad un cittadino sempre più sommerso dalla munnizza, ma adesso vede anche contrapposti una serie di correnti politiche pronti ad agguantare un posto di prestigio nel consiglio di amministrazione dell’Ato Rifiuti. Il tutto per dire qui ci sono io e metto la bandierina blu.

Lo scontro è decisamente violento, le liti sono sotto gli occhi di tutti (anche se si vogliono nasconderle). Poi, vedi caso, nel corso delle riunioni viene a mancare il numero legale e le discussioni (o i bordelli veri e propri) vengono rimandati a data da destinarsi.

Intanto Favara e Agrigento soffrono lo strano comportamento che in questo particolare momento assumono il raggruppamento di imprese che gestisce il servizio: Sea-Iseda.

A breve dovranno (?) essere assunti altre 36 unità per dare man forte ai già precari operatori ecologici. Non dobbiamo essere noi a stabilire se queste assunzioni siano di natura politico-clientelari o di curricula di tutto rispetto dove dovrebbe emergere la meritocrazia.

Certo, se le assunzioni saranno di tipo clientelare (vedi il gran casino scoppiato a Girgenti Acque) il responso non sarà così roseo per come ci si aspetta.

Una volta ricevuto il favore, chi parlerà in futuro contro gli eventuali disservizi? Non solo il piacere, ma anche la presa per i fondelli? A chi dovrebbe essere addebitata una eventuale colpa di gravi disservizi dopo aver ricevuto un “grosso favore”? Mutu tu, mutu iu e le città sono una pattumiera a cielo aperto.

E quindi, strade sporche, vie piene di cumuli di immondizia, gravi problemi igienico sanitari che con il caldo aumentano sensibilmente.  Di chi sarà la colpa?

Non si capisce bene, infatti, come mai l’Iseda a Varese, con un numero di operai decisamente inferiore rispetto a quello di Agrigento, vanta di essere una delle prime imprese qualitative della Lombardia mentre ad Agrigento, con molti operai in più, si vive di fatto nella merda.

L’ex sindaco Firetto non ha avuto la possibilità di raggiungere il terzo step della differenziata perché non è stato riconfermato primo cittadino. E così, la nuova amministrazione sta pensando di assumere nuove 36 unità che dovrebbero dare manforte agli attuali operai. Un fatto, questo, che suscita enormi perplessità. L’unico dato certo è che tutto ciò provoca ancora un grave disagio agli utenti agrigentini che dovranno pagare ulteriormente questi soldi che danno di sicuro più profitto alle imprese che gestiscono il (dis)servizio; e nel frattempo ingrassa quella politica che cerca di mettere bandierine a destra e a manca. Prima l’acqua, adesso nella munnizza. Sono sempre gli stessi personaggi. Si accerta il fatto criminoso delle assunzioni ad ogni piè sospinto e non si riesce a trovare la contropartita. Saranno dei mecenati? Saranno dei benefattori? Saranno dei santoni? Ma per favore, dai. Ed essendo ancora liberi continuano imperterriti a cercare di mettere i propri tentacoli ovunque.

Agrigento è in procinto di assumere 36 nuove unità con costi che, inevitabilmente, graveranno sulle spalle degli agrigentini. Altro che riduzione delle tariffe! Le bollette più care d’Italia continueranno a pagarsi proprio dalle nostre parti.

Le imprese hanno vinto le loro belle gare e avrebbero dovuto garantire il servizio per la città al 100/%. Ma quando mai! Ogni giorno un problema, un nuovo sciopero, un  nuovo disservizio, una nuova protesta e una nuova montagna di rifiuti.

Occhio a queste nuove situazioni che si stanno venendo a creare. Queste assunzioni, che dovranno essere vagliate attentamente da chi di competenza, non porteranno quasi certamente una miglioria al servizio della raccolta della spazzatura.

E noi, come dei coglioni, mentre entra in scena la più classica azione della politica-clientelare, continuiamo a pagare profumatamente un servizio che ogni mattina ci fa trovare la spazzatura in ogni angolo della nostra città.

Ma si può continuare così, tra il silenzio complice di tutti?

Sono 134 i nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore su 8.832 tamponi processati, con una incidenza che sale a 1,5%, ieri era 0,8%. La Regione scende oggi al terzo posto in Italia per numero di contagi giornalieri dietro la Lombardia e Campania.

Nessuna vittima per la seconda volta, il totale dei morti resta 5.979. Il numero degli attuali positivi è di 3.675 con una diminuzione di 50 casi. I guariti sono 184. Negli ospedali i ricoverati sono 162, undici in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 17, due in meno rispetto a ieri.

La situazione nelle province: a Palermo 19 i nuovi casi, Catania 26, Messina 7, Siracusa 1, Trapani 10, Ragusa 14, Agrigento 11, Caltanissetta 40, Enna 6