Home / 2021 / Luglio (Pagina 76)

La Corte d’Assise di Palermo ha condannato all’ergastolo il presunto capomafia di Carini, Ferdinando “Freddy” Gallina, 44 anni, già latitante negli Stati Uniti e poi estradato lo scorso marzo, riconosciuto colpevole di tre omicidi commessi tra il 1999 e il 2000. Ad accusarlo sono stati due collaboratori di giustizia, Gaspare Pulizzi e Antonino Pipitone. Si tratta degli omicidi di Felice Orlando, macellaio del quartiere Zen di Palermo, ucciso nel suo negozio a colpi d’arma da fuoco nel 1999. Poi di Giampiero Tocco, vittima della lupara bianca il 26 ottobre del 2000. E di Francesco Giambanco, sequestrato e ritrovato cadavere nel dicembre del 2000 a Carini.

Il Tribunale di Enna ha disposto la custodia cautelare in carcere a carico di Carmelo Bruno, fratello di Marco Bruno, l’agricoltore di 47 anni rinvenuto morto lo scorso 28 giugno nelle campagne di proprietà della vittima, a Calascibetta. Marco Bruno la mattina del 28 giugno è stato in campagna con il fratello. Poi – ha raccontato – si è allontanato, e quando è ritornato ha trovato il fratello privo di vita e ha tentato di rianimarlo. Secondo gli investigatori vi sarebbero delle incongruenze nel racconto. Inoltre sul cadavere sarebbero state riscontrate ferite al capo non compatibili con quanto raccontato da Marco Bruno.

A Gela, in località Borgo Manfria, un uomo, ferito da un colpo d’arma da fuoco alla schiena, è scappato a piedi per circa 400 metri, sfuggendo ai killer e salvandosi. Si tratta di Carmelo Palmieri, 56 anni, agricoltore. Lungo una strada interpoderale nei pressi di Gela, Palmieri è stato speronato da un’automobile con a bordo due persone. Lui è saltato giù dal suo mezzo e ha iniziato a correre. I killer hanno sparato e un proiettile lo ha ferito alla schiena. Nonostante ciò l’agricoltore, dopo una corsa di almeno 400 metri, si è rifugiato in un’abitazione. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e un elisoccorso del 118, che ha trasportato Carmelo Palmieri all’ospedale “Sant’Elia” a Caltanisetta. Indagini sono in corso.

Ad Agrigento, in via Manzoni, per cause in corso di accertamento, si sono scontrati uno scooter e un’automobile. Ha subito gravi ferite il minorenne di 17 anni alla guida del due ruote. E’ stato soccorso in ospedale, al “San Giovanni di Dio” ad Agrigento, per un ematoma cerebrale e la frattura di un femore. La prognosi è riservata. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e la Polizia Municipale per i rilievi di rito.

A Brucoli, frazione di Augusta, in provincia di Siracusa, al “Brucoli Village”, si è conclusa la 23esima edizione del trofeo “Travelgate”, di tennis e anche di padel, giunto alla seconda edizione. Hanno partecipato numerosi giocatori provenienti da tutta Sicilia. Vincitori, come lo scorso anno, sono stati l’agrigentino Pompeo Sarcuto in coppia con il riberese Antonino Armenio, che in finale hanno battuto la coppia formata da padre e figlia: Pietro e Soraya Capizzi. Nel torneo di padel si sono invece imposti Alfonso Bellavia e Christian Marchica, che, al termine di un match molto combattuto, hanno battuto la coppia catanese Condorelli – Ferraro. Premi speciali per Anna Costanza e Leonardo Bosco, tra i migliori nelle rispettive categorie. Soddisfazione è stata espressa dall’organizzatore del torneo, Gero Bellavia.

Incidente stradale mortale a Ficarra, in provincia di Messina, dove nottetempo, lungo la strada provinciale 145, in via Loggia, Marcello Tumeo, 35 anni, sposato e padre di due figli, alla guida di uno scooter, si è schiantato contro un muro, probabilmente perché gli è sfuggito il controllo del mezzo. Inutile si è rivelato l’intervento dei sanitari del 118, subito accorsi sul posto insieme ai Carabinieri.

Al processo sul depistaggio delle indagini dopo la strage di via D’Amelio, la Procura e alcuni difensori chiedono l’ascolto di altri testimoni. I dettagli.

Nell’ambito dell’inchiesta sul depistaggio delle indagini dopo la strage di via D’Amelio contro il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta, sono attualmente sotto processo, in primo grado a Caltanissetta, tre poliziotti, il funzionario Mario Bo, ex capo del gruppo d’indagine “Falcone – Borsellino”, e gli ispettori in pensione Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, che si occuparono della tutela di tre falsi pentiti, Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci. I tre poliziotti sono imputati di avere suggerito ai tre falsi collaboratori la versione da fornire agli inquirenti e i nomi da indicare quali responsabili della strage. La falsa verità, a cui tanti anni i giudici hanno creduto, è costata la condanna all’ergastolo a sette innocenti, poi scarcerati, e che si sono costituiti parte civile in giudizio. Ebbene, adesso, nel corso del dibattimento in aula, le parti hanno chiesto al Tribunale di ascoltare altri testimoni. In particolare, il procuratore reggente di Caltanissetta, Gabriele Paci, intende interrogare l’ex procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, oggi avvocato, a seguito di quanto appena dichiarato alla Commissione regionale antimafia presieduta da Claudio Fava. E il procuratore Paci ha spiegato: “Secondo quanto emerso sulla stampa, e così come confermato durante l’escussione a verbale, sono emerse delle dichiarazioni di Ingroia rilevanti sul profilo della novità in ambito del processo. Nello specifico, sulla confidenza fatta al Procuratore della Repubblica, Gianni Tinebra, la sera del 19 luglio o il giorno dopo, in cui si indicava il dottor Contrada come il soggetto a cui il collaboratore di giustizia, Gaspare Mutolo, fece riferimento al Procuratore Borsellino nel corso dell’interrogatorio. Una circostanza acclarata”. E poi, l’avvocato Giuseppe Scozzola, parte civile di Gaetano Scotto, ergastolano a causa delle dichiarazioni dei falsi pentiti e poi riconosciuto innocente, ha chiesto al Tribunale di convocare a deporre il killer catanese Maurizio Avola, “al fine – ha spiegato Scozzola – di verificare quanto è a sua conoscenza sulla strage del 19 luglio 1992, ovvero quanto ha riferito al giornalista Michele Santoro sulla sua presenza a Palermo nei giorni a cavallo della strage di via D’Amelio e sul suo contributo all’organizzazione dell’attentato”. E poi, ancora, l’avvocato Giuseppe Seminara, che difende due dei tre poliziotti imputati, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, ha chiesto di ascoltare l’ex Procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, il Procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, l’ex Procuratore di Messina, Guido Lo Forte, e altri due magistrati, Ignazio De Francisci e Sergio La Commare, “al fine – ha spiegato l’avvocato Seminara – di parlare dell’archiviazione dell’inchiesta su mafia e appalti”. Il presidente del Tribunale si è riservato di decidere alla prossima udienza, in calendario il 17 settembre, dopo la pausa estiva.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

 

Il robot per la ricerca dei 9 dispersi del naufragio, avvenuto fra Lampedusa e l’isolotto di Lampione lo scorso 30 giugno, dovrebbe essere operativo a partire da martedì. Il barcone, dopo essersi ribaltato e dopo aver fatto finire in acqua tutti i migranti che vi erano a bordo (7 le donne, una delle quali incinta di 2 mesi, che hanno perso la vita e 46 i superstiti), pare che possa essersi adagiato a circa 60 – 70 metri di profondità.

Prima sarà necessario localizzarlo con precisione e poi si potrà procedere a far immergere il robot della Guardia costiera. I sub non sono infatti abilitati a scendere fino a queste profondità.
A pensare all’utilizzo del robot per appurare se i 9 dispersi siano rimasti o meno intrappolati nel relitto è stato il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio. La Procura, subito dopo la tragedia, ha infatti aperto un’inchiesta sia sul naufragio che sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La guardia costiera salva 6 persone fra cui 2 bambini, che viaggiavano su una imbarcazione da diporto di circa 15 metri, che viaggiava a circa 6 miglia nautiche dall’imboccatura del porto di Sciacca, dove sono avvenute le operazioni di salvataggio.

Dall’imbarcazione era scattata una richiesta di aiuto via radio, ed immediato invio della motovedetta costiera Cp 765 in forza al comando, battello veloce e idoneo per attività di ricerca e soccorso in mare.Ci sono voluti 15 minuti per intercettare l’imbarcazione che aveva al suo interno fumo e principio di allagamento. Le 6 persone sono state trasferite su una zattera di salvataggio, erano provati a in buone condizioni. Condotti all’ufficio circondariale marittimo dove sono stati rifocillati e dove è stata loro assicurata assistenza logistica.

Contestualmente, si è recuperata l’imbarcazione e trasferita in cantiere

Riccardo Muti, nel suo vastissimo repertorio, è il direttore d’orchestra che più e meglio di ogni altro ha valorizzato i capolavori di Vincenzo Bellini in edizioni sceniche e discografiche di riferimento assoluto. Non poteva esserci protagonista più prestigioso per l’anteprima del “Bellininfest”, il cartellone itinerante che la Regione Siciliana promuove da quest’anno nel segno del Cigno catanese, in sinergia con le maggiori istituzioni teatrali e culturali siciliane.

Sarà la Sinfonia di Norma ad aprire il concerto che il 14 luglio, alle 21.30, nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina, vedrà il maestro Muti sul podio della “sua” Cherubini, l’orchestra giovanile da lui fondata nel 2004. Il programma proseguirà con la Sinfonia n. 9 in do maggiore D 944 di Franz Schubert, pagina fondamentale del sinfonismo protoromantico. La prevendita è attiva sui circuiti BoxOffice e VivaTicket. Da martedì sarà possibile acquistare i biglietti anche al botteghino del Teatro Massimo Bellini di Catania.