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Proseguono le arringhe difensive al processo d’appello sulla presunta trattativa tra Stato e mafia all’epoca delle stragi. L’intervento del difensore del colonnello Giuseppe De Donno.

Lo scorso 7 giugno, al processo di secondo grado in corso innanzi alla Corte d’Assise d’Appello di Palermo nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta “trattativa” tra Stato e mafia all’epoca delle stragi, la Procura Generale, a conclusione della requisitoria, ha invocato la conferma delle condanne inflitte in primo grado il 20 aprile del 2018. E dunque, tra gli altri, 8 anni di carcere per il colonnello, all’epoca capitano dei Carabinieri del Ros, Giuseppe De Donno. Ebbene, nell’aula bunker del carcere “Pagliarelli” a Palermo, ha appena svolto l’arringa il difensore di De Donno, l’avvocato Francesco Romito, che, tra il tanto altro, ha affermato: “La sentenza di condanna di primo grado pecca di genericità ed astrattezza. La stampa ha dato vita ad una gogna mediatica contro De Donno. I pubblici ministeri hanno portato ad un processo ingiusto contro valorosi ufficiali del Ros dei Carabinieri. Il fine di quel dialogo, avviato immediatamente dopo la strage di Capaci, è stato più alto. Era giusto trattare? La sentenza di primo grado dice di no. Ma non si tiene conto della storia del nostro Paese, che mette davanti il principio più alto: quello di salvare le vite umane di fronte ad una situazione di emergenza e di pericolo. Anche attraverso trattative? Sì. Io capisco che non sia accettabile il solo pensiero di potere avvicinare chi ha trucidato Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, gli agenti delle scorte. Ma se devi salvare vite umane, ti turi il naso e lo fai. Le forze dell’ordine devono fare questo, salvare vite prima di tutto. Nel 1992 c’era una situazione di emergenza, c’era il panico, si saltava in aria con le bombe. I poliziotti delle scorte, come ha raccontato Antonio Vullo, unico sopravvissuto della strage di via D’Amelio, avevano paura. Tolto il crisma della trattativa – perché anche la stessa sentenza di primo grado afferma che non è un reato, e infatti il reato contestato è attentato a corpo politico dello Stato – i fatti attestano che comunque i nostri non hanno trattato. Il contatto con Vito Ciancimino rientrava in una brillante azione investigativa finalizzata all’arresto dei latitanti. Al processo Mori-Obinu, Giuseppe De Donno fu sentito come testimone e disse: ‘Verosimilmente ci siamo inseriti in un quadro di trattativa che altri stavano conducendo’, e poi ha precisato che si trattava di ‘deduzioni di fonti giornalistiche’. Per quanto riguarda le affermazioni della Procura generale sul cosiddetto ‘metodo Ros’, replico che su Mario Mori non è stato trovato nulla, solo un passato di brillanti azioni investigative. Mori è stato un discepolo del grande generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. E fa male che De Donno, anche lui discepolo di Mori e Dalla Chiesa, sia stato condannato ingiustamente a 8 anni rispetto al collaboratore Giovanni Brusca, che è stato scagionato. Ancora di più: provoca profonda rabbia che chi ha innescato la ‘bomba’ di questo processo, Massimo Ciancimino, è stato riconosciuto un calunniatore e, in un altro procedimento, anche un dinamitardo, e ne sia uscito indenne”. Il processo è stato rinviato a lunedì prossimo 12 luglio, quando interverranno gli avvocati difensori dell’ex senatore Marcello Dell’Utri.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Sabato 10 luglio alle 18,30 nella sede della Fondazione  Sciascia sarà presentato il libro Raccontare Sciascia di Angelo Campanella e Maurizio Piscopo, all’interno di questa prima presentazione in presenza, il maestro Piscopo riceverà la cittadinanza onoraria e  suonerà alla fisarmonica il tema di Regalpetra dedicata a Racalmuto e all’opera di Sciascia colonna sonora del libro. Sarà presente il Sindaco di Racalmuto Vincenzo Maniglia, l’Assessore alla cultura Enzo Sardo e il sindaco di Favara Anna Alba.  Intervengono Salvatore Ferlita e Angelo Pitrone”.

A tal proposito interviene Giuseppe Maurizio Piscopo che dichiara: “Sono il primo maestro in Italia a ricevere la cittadinanza onoraria nel paese della ragione, nel paese di Leonardo Sciascia a cui sono profondamente legato. L’avventura del libro Raccontare Sciascia pubblicato dall’editore Navarra, che sta riscuotendo enorme attenzione ogni giorno che passa, scritto con Angelo Campanella che è stato la mia guida spirituale insieme a Salvatore Ferlita che ha curato la prefazione  e alle foto storiche  di Angelo Pitrone rappresenta l’inizio di una vita dedicata alla scrittura. Per me  scrivere non è un orpello nè un divertissement, ma impegno civile per cambiare la società. Voglio continuare a scrivere e a raccontare il mondo che conosco, seguendo la strada tracciata da Leonardo Sciascia per migliorare la Sicilia per suscitare discussioni e confronti anche su temi spinosi”.

I Sindaci della costituenda A.I.C.A. (Azienda Idrica Comuni Agrigentini) dopo aver esaminato i curricula pervenuti, hanno individuato all’unanimità i componenti del Consiglio di Amministrazione che gestirà l’acqua nella provincia di Agrigento.

Nel cda andranno Geraldino Castaldi nominato presidente della società, e sarà affiancato da Fiorella Scalia e Osvaldo De Gregoriis.

I tre nominati sono stati considerati superiori rispetto agli altri. I sindaci dell’Assemblea hanno sottoscritto una nota con la quale si mette in risalto “l’indiscussa e consolidata esperienza della terna scelta che rappresenta un punto di partenza imprescindibile per una sana, economica e prudente gestione che deve caratterizzare il nuovo Servizio Idrico Integrato”.
Osvaldo De Gregoriis, già direttore generale del gestore del servizio idrico a Catania, la Sidra spa, e anche dirigente in passato della società Veolia. Lui sarà il nuovo presidente.

Geraldino Castaldi, della società Luel, si occupa di acqua e rifiuti ed ha realizzato il piano idrico della provincia di Agrigento. L’ingegnere Fiorella Scalia, già a capo dell’ufficio tecnico del Comune di Altavilla Milicia, è consulente della società Sogesid, della società Castalia e del dipartimento regionale acque e rifiuti.

Così sono rimasti fuori gente di provata esperienza del settore come Settimio Cantone, Giuseppe Arnone e Alfonso Vassallo.

Dal 1° gennaio 2021 è partita la procedura di “fine tutela” per le forniture di energia elettrica delle piccole imprese e per una parte delle microimprese che devono ora passare alle offerte del Mercato Libero. A partire dal 1° luglio 2021, inoltre, i clienti di questa categoria che non hanno scelto un fornitore del Mercato Libero potranno contare sul nuovo Servizio a Tutele Graduali. Il nuovo Osservatorio di SOStariffe.it si concentra sui costi medi delle offerte di tipo business del Mercato Libero di luce e gas evidenziandone variazioni e vantaggi.

 Continua la procedura di “fine tutela” per le forniture di energia elettrica delle piccole imprese (tra 10 e 50 dipendenti e con un fatturato annuo tra i 2 ed i 10 milioni di euro) e una parte delle microimprese (con almeno un punto di prelievo con potenza contrattualmente impegnata superiore a 15 kW).

Tale procedura ha avuto inizio lo scorso 1° gennaio 2021 e registra un importante passaggio a partire dal 1° luglio 2021. Con l’inizio del mese di luglio, infatti, i clienti che rientrano nelle categorie indicate e che non hanno ancora scelto un fornitore del Mercato Libero entreranno nel Servizio a Tutele Graduali (STG).

Le forniture in questione verranno assegnate ad un nuovo venditore, selezionato tramite un sistema di aste territoriali, che applicherà condizioni contrattuali corrispondenti a quelle regolate da ARERA dall’offerta PLACET. Le piccole aziende e le microimprese assegnate al Servizio a Tutele Graduali potranno passare al Mercato Libero in qualsiasi momento e senza costi.

In merito all’attuale situazione del mercato energetico, il nuovo Osservatorio di SOStariffe.it ha analizzato i costi medi delle offerte luce e gas di tipo business del Mercato Libero. L’indagine ha preso in considerazione anche l’evoluzione dei prezzi dell’energia mettendo a confronto i dati di luglio 2021 con quelli di febbraio 2021.

In vista della completa liberalizzazione del mercato energetico, inoltre, SOStariffe.it ha realizzato un elenco di 10 domande e 10 risposte per chiarire le modalità, le tempistiche e le caratteristiche della procedura di “fine tutela”, iniziata lo scorso 1° gennaio 2021 per le piccole aziende ed alcune microimprese italiane e che ora si appresta ad entrare nella fase di attivazione del Servizio a Tutele Graduali.

La procedura di “fine tutela” e il Servizio a Tutele Graduali

Prima di entrare nei dettagli dell’indagine di SOStariffe.it, riepiloghiamo quanto sta accadendo per le piccole imprese ed alcune microimprese italiane. La procedura di “fine tutela” per le forniture di energia elettrica è partita, per queste categorie di clienti, lo scorso 1° gennaio 2021 con l’avvio della fase di transizione mirata al passaggio al Mercato Libero.

In questi sei mesi, le imprese coinvolte dalla procedura di “fine tutela” hanno avuto la possibilità di passare al Mercato Libero, scegliendo tra le varie offerte disponibili. Chi non ha ancora scelto un nuovo fornitore del Mercato Libero, a partire dal 1° luglio 2021, verrà assegnato al Servizio a Tutele Gradali (STG) che sarà gestito da un fornitore scelto in base alle aste territoriali condotte nei mesi scorsi.

I fornitori indicati dovranno contattare i clienti assegnati allegando nella comunicazione tutte le informazioni relative all’erogazione del servizio, alle modalità di recesso dal contratto e di passaggio ad un fornitore del Mercato Libero oltre che tutti i riferimenti informativi di ARERA. Le condizioni contrattuali delle forniture STG corrispondono a quelle regolate da ARERA della cosiddetta offerta PLACET ma con condizioni economiche diverse e determinate dai prezzi di aggiudicazione delle aste.

Per i clienti coinvolti dal Servizio a Tutele Graduali c’è la possibilità di passare al Mercato Libero in qualsiasi momento e senza alcun costo, scegliendo una delle tante offerte di fornitura di energia elettrica disponibili per la clientela business.

Quali sono gli strumenti principali per informarsi

Le aziende in regime STG riceveranno dal fornitore assegnato tramite aste tutte le informazioni relative al nuovo sistema di fornitura, alle condizioni contrattuali ed alle modalità per passare al Mercato Libero. Per il superamento della Maggior Tutela e la corretta comprensione dei meccanismi del Mercato Libero, in ogni caso, sono disponibili diversi strumenti informativi come lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente, un’apposita sezione del sito ARERA (arera.it/finetutela) ed Il portale offerte che raccoglie tutte le proposte del Mercato Libero.

Quanto costano le offerte luce e gas del Mercato Libero

SOStariffe.it, sfruttando i dati raccolti con il comparatore di offerte energia elettrica e gas business, ha analizzato i costi medi unitari di luce e gas andando anche ad evidenziare l’evoluzione registrata dai prezzi per i clienti business nel confronto tra il mese di febbraio 2021, poco dopo la partenza della procedura di “fine tutela”, e luglio 2021, in concomitanza con l’avvio del Servizio a Tutele Graduali.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, dall’indagine emerge un costo medio dell’energia di 0,082 €/kWh per le tariffe monorarie a prezzo fisso e di 0,07 €/kWh per le tariffe monorarie a prezzo variabile. Nel primo caso, si registra una variazione del +18% rispetto a febbraio 2021 mentre nel secondo il rincaro è del +15% rispetto ai dati raccolti in precedenza. Rispetto al prezzo ARERA si registra un risparmio medio del 2,79% e del 17%.

Per le offerte multi-orarie, invece, in caso di tariffe a prezzo fisso i costi medi sono 0,0914 €/kWh (F1), 0,0912 €/kWh (F2) e 0,0768 €/kWh (F3). In base alla fascia oraria, l’incremento di prezzo registrato rispetto a febbraio 2021 è compreso tra il +26% ed il +28%. Il costo dell’energia è più basso rispetto al prezzo ARERA in F1 (del 4,8%) e più alto in F2 (del 9%) e F3 (-4,4%).

Le tariffe multi-orarie a prezzo variabile, invece, registrano i seguenti costi medi: 0,0743 €/kWh (F1), 0,0780 €/kWh (F2) e 0,0630 €/kWh (F3). Gli incrementi, rispetto al mese di febbraio 2021, sono pari, rispettivamente, al +3%, +12% e +20%. Il prezzo dell’energia risulta più basso rispetto ai prezzi ARERA in tutte le fasce: 22,6% in F1, 6,55% in F2 e 14% in F3.

Le offerte gas registrano, invece, un costo medio dell’energia di 0,2776 €/Smc per le tariffe a prezzo fisso (+10%) e di 0,1977 €/Smc per le tariffe a prezzo variabile (-17%).

I vantaggi del mercato libero per le imprese

Le offerte del Mercato Libero per le imprese garantiscono la possibilità di risparmiare, cifre considerevoli, sia sulle bollette dell’energia elettrica e del gas naturale. Rinviando la scelta di un nuovo fornitore, quindi, si rinuncia all’opportunità di risparmiare grazie alla possibilità di scegliere le condizioni contrattuali più vantaggiose ed in linea con le proprie esigenze.

Il passaggio al Mercato Libero può essere effettuato in qualsiasi momento, anche dopo la partenza del Servizio a Tutele Graduali per le piccole imprese e le microimprese coinvolte dalla procedura di “fine tutela”. Tale passaggio è gratuito e la scelta del nuovo fornitore può avvenire direttamente online, tramite il meccanismo di comparazione delle offerte luce e gas a disposizione https://www.sostariffe.it/energia-elettrica-gas/business/

E così, a via di tirare la corda, il sindaco di Favara Anna Alba  sta usando il pungo forte, previsto dalla legge, a seguito di una situazione che soprattutto dal punto di vista igienico sanitario, è divenuta fortemente pericolosa.

Dopo il documento dell’Asp, che conclama la pericolosità per la salute pubblica, il sindaco ha emanato una ordinanza contingibile ed urgente alle Rti, il gruppo di imprese che si occupa della raccolta.

Mentre prima gli operai delle ditte si sono astenuti arbitrariamente dal lavoro, adesso la situazione si è fatta drammatica e soprattutto urgente. Le Rti, adesso, devono immediatamente reperire soldi, operai e qualsiasi altro occorrente per iniziare i lavori sin dai prossimi minuti. Non si potrà più parlare di astensione arbitraria dal lavoro ma di interruzione di servizio di pubblica utilità.

 

Vediamo adesso cosa succede. Di fatto, le imprese fino ad oggi hanno mostrato scarsa sensibilità al problema che, di giorno in giorno, è diventato sempre più pericoloso. Ora l’ordinanza sindacale che non ammette più di stare ancora fermi.

L’avvocato Stefano Catuara, rappresentante legale non si sa ancora di cosa, è pregato, oltre ad accompagnare i titolari delle ditte nei colloqui ufficiali, a chiamare gli stessi e spiegare loro che la situazione, dal punto di vista legale, si è fatta molto delicata.

 

 

“Mi stupisce non poco che sia proprio Giuseppe Lupo a sollevare la questione del cambio di partito dei parlamentari. Proprio lui fu, infatti, tra i principali protagonisti del più clamoroso ribaltone politico ai tempi del Governo Lombardo. Poi penso a chi è Giuseppe Lupo, campione della doppia morale, e il mio stupore cessa. Anche nella scorsa legislatura, facendo parte dell’ufficio di Presidenza dell’Ars, preferì dimenticare, per ragioni d’opportunità, che un vice presidente della minoranza passò al gruppo misto e tantomeno che numerosi parlamentari decisero di rimpolpare la sua, stavolta, di maggioranza. E ora quale geniale idea partorisce? Colpire le indennità dei singoli deputati che cambiano schieramento. Del resto, ciascuno ragiona con i propri codici morali, per cui si abbandona la casa madre solo per convenienza e non per nuove convinzioni”, lo afferma Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Sicilia.

“A Lupo – prosegue Foti – voglio ricordare qualche altro particolare. Attiva Sicilia non ha aderito alla maggioranza che regge il presidente Musumeci, ma più semplicemente ha concordato una serie di provvedimenti da approvare da qui alla fine della legislatura, provvedimenti attesi. Azioni a favore dei siciliani secondo quell’impegno civico che caratterizza Attiva e che dovrebbe giustificare la presenza di ciascuno di noi all’Ars. Rispetto al cambiare posizione politica gli ricordo la sua esperienza in Noi Siciliani, un movimento autonomistico che segnò il suo debutto politico. Di quegli ideali che ne ha fatto l’onorevole Lupo? Il consiglio che mi sento di dargli: prima di avventurarsi in considerazioni barocche, rifletta. Noi di Attiva, lasciando il Movimento, non abbiamo guadagnato alcunché, anzi. Seguiamo soltanto con coerenza quei principi che ci hanno portati sin qui. Un giorno, quando avremo tempo e se lo vorrà, gli spiegheremo il significato delle parole coerenza e principi”.

Sembra che la situazione a Favara sia precipitata. Dopo l’ordinanza del sindaco Anna Alba che perentoriamente intimava alle ditte la raccolta immediata dei rifiuti, divenuti oggi molto pericolosi per la salute dopo il rapporto dell’Asp di Agrigento, sono iniziati anche momenti di tensione.

Quando tutto sembrava andare per il verso giusto è giunta pec da parte della ditta Traina, titolare della discarica dove scaricare i rifiuti dopo la raccolta. Nel pec la ditta confermava il fatto che la discarica sarebbe rimasta chiusa, quindi nessun raccolto poteva essere accettato.

A quel punto la sindaca Anna Alba è stata costretta a chiamare i carabinieri che adesso stanno seguendo da vicino la situazione che comunque si aggrava sempre di più.

 

 

Sono 109 i nuovi positivi in Sicilia registrati nelle ultime 24 ore. Questo nuovo numero tiene la Sicilia al secondo posto nazionale per numero di contagi giornalieri mentre l0incidenza si ferma all’1%.

Negli ospedali i ricoverati sono 148, sette in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive, invece, salgono di uno e oggi sono 19.

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 24; Caltanissetta 23; Enna 21; Catania 16; Siracusa 10; Agrigento 7; Trapani 7; Messina 1; Ragusa 0.

Pietro Ivano Nava, il supertestimone dell’omicidio del Giudice Rosario Livatino sara’ ufficialmente cittadino onorario di Canicatti’. La manifestazione di attribuzione dell’onorificenza civica della comunita’ di Canicatti’ si svolgera’ domani alle 18.30 nel complesso monumentale del Centro Culturale Intercomunale di San Domenico. Alla cerimonia non sara’ presente il testimone di giustizia.

A distanza di quasi 31 anni da quel tragico agguato infatti e’ ritenuto ancora “soggetto a rischio” destinatario di un verdetto di morte delle famiglie mafiose agrigentine. Molto probabilmente sara’ effettuato un collegamento audio video con tutte le cautele del caso. Nella giornata di oggi Pietro Nava ed il sindaco di Canicatti’, Ettore Di Ventura, avranno modo di sentirsi per telefono . Il sindaco informera’ il futuro “cittadino onorario” della manifestazione di consegna di domani e della possibilita’ di un suo intervento da remoto.

Con la manifestazione di domani si concretizza il deliberato del consiglio comunale dell’8 aprile 2021 di conferire la cittadinanza onoraria a Nava come da tempo chiesto dall’associazione “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino” che il 23 settembre 2000 in un cine teatro Odeon deserto conferirono al supertestimone una medaglia d’oro che gli venne puntualmente consegnata.

Una cerimonia, dall’alto profilo culturale, vedrà anche la presenza di S.E. il Prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, alla quale verrà consegnata simbolicamente la pergamena della cittadinanza onoraria e le chiavi della Città che saranno fatte pervenire al Sig. Nava.
Presenzierà anche, in videoconferenza, S.E. il Prefetto Giovanna Stefania Cagliostro, nuovo commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, con un intervento conclusivo della cerimonia.
Numerose le autorità civili, militari e religiose che saranno presenti all’iniziativa che, per ragioni di sicurezza e per le disposizioni anticovid sarà a numero chiuso.
L’intera cerimonia potrà essere seguita in diretta fb sui canali social del Comune di Canicattì.

Nello scorso fine settimana pattuglie dipendenti la Sezione Polizia Stradale di Agrigento hanno accertato che due conducenti guidavano in guida in stato di ebbrezza alcolica, nel corso dei posti di controllo effettuati nei pressi di San Leone, frazione balneare di Agrigento.

Si tratta di due uomini, di 25 e 50 anni, denunciati alla locale Procura della Repubblica, con l’accertamento di tassi alcolemici superiori rispettivamente a due e tre volte a quello consentito per legge.

Uno dei due conducenti, altresì, non si è fermato all’alt intimatogli dalla pattuglia, ma veniva prontamente inseguito e fermato ad un chilometro di distanza rispetto al luogo del posto di controllo.