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A causa dell’ennesimo guasto, la nave “Sansovino” non è partita ieri sera da Porto Empedocle verso Lampedusa e Linosa, pregiudicando il trasporto di persone e merci. In proposito interviene, ancora una volta, il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, che afferma: “Mi chiedo quanti altri disservizi dobbiamo ancora subire prima che la Regione apra gli occhi e si renda conto delle inadempienze contrattuali da parte della società che gestisce i collegamenti navali. Se si trattasse di singoli episodi, di guasti saltuari, posso capire che si intervenga con riparazioni ordinarie, ma qui siamo di fronte a guasti seriali, sistematici, di navi che non ce la fanno più e devono essere sostituite. La Regione ha il dovere di intervenire e imporre alla società una delle due alternative: o ci mettono a disposizione navi efficienti, moderne e sicure, o si rescinde il contratto e si individua un’altra società di navigazione. Perché non è corretto, non è accettabile che anche in piena stagione estiva si lascino a terra cittadini, turisti e carichi di merci necessarie alle attività commerciali dell’isola”.

E’ stato nominato il nuovo presidente del Tribunale di Palermo. Dopo due votazioni il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha conferito l’incarico ad Antonio Balsamo, 57 anni, che sostituirà Salvatore Di Vitale, in pensione dal prossimo 15 luglio. L’altro candidato è stato il giudice per le indagini preliminari, Piergiorgio Morosini. I due hanno ottenuto gli stessi voti, ma è stato designato Balsamo perché più anziano di ruolo di Morosini. Antonio Balsamo è entrato in magistratura nel 1991. E’ stato pretore di Palermo, e poi giudice del tribunale di Palermo, dove, tra l’altro, ha trattato il processo Andreotti.

Il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, e il deputato leader del movimento “Cento passi”, Claudio Fava, tramite la stampa lanciano un appello affinchè non sia chiuso il Punto nascite a Licata. E affermano: “Si tratta di una struttura che garantisce un importante servizio sanitario ad una popolazione di oltre 70 mila abitanti, che aumenta notevolmente durante il periodo estivo, e che deve continuare ad esistere. Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Licata è attualmente uno dei pochi, se non l’unico, che può vantare un numero di parti in continuo e costante aumento, ma le carenze strutturali e di organico, che avrebbero dovuto essere eliminate per scongiurare la chiusura, rischiano di segnare definitivamente il futuro del reparto. Il governo regionale si attivi rapidamente per ripristinare la funzionalità della struttura a partire dalla copertura dei posti vacanti che attualmente costringono i 3 medici, degli 8 previsti in pianta organica, a turni massacranti”.

Premessa:

lato triste della vicenda. Questi benedetti operai devono pur comprare il pane per poter mangiare. Lo stipendio è sacro, per tutti. Senza se e senza ma.

Lato ancora più triste. Se l’Rti ha un legale, e si presuppone che sia l’avvocato Stefano Catuara (altrimenti non si capisce perchè  accompagni i titolari delle ditte negli incontri ufficiali), questi dovrebbe spiegare agli operatori che in questo momento stanno disattendendo una ordinanza del Comune emanata in via di urgenza e soprattutto un grave problema igienico sanitario che stato rilevato dai responsabili dell’Asp di Agrigento. La nota recita testualmente: “La situazione di Favara si è fatta davvero pericolosa per la salute pubblica”.

Ieri avevamo scritto che gli operatori ecologici avevano bloccato l’intervento dei camion. Subito si sono premurati di telefonare al sottoscritto smentendo tale circostanza. Anzi, avevano puntato il dito contro la ditta Traina che non apriva la discarica.

Mezze bugie, tante verità, le nostre. E’ vero che stamattina il Comune ha pagato un acconto alla ditta Traina consentendo così alla stessa di riaprire i cancelli della discarica, ma di fatto, oggi, si sta verificando quello che avevamo scritto ieri e che uno dei sindacalisti del settore, l’operatore ecologico Salvatore Arnone, ci aveva fatto smentire. Lo abbiamo chiamato due minuti fa al telefono a ci ha detto: “Stiamo bloccando i camion; non consentiremo la raccolta dei rifiuti. Non riesco a comprendere perchè il Comune riesce a trovare un acconto per la ditta Traina e per noi no. Questa storia deve finire. Vadano su altri capitoli per trovare i soldi per noi perchè da qui non ci muoviamo e non avverrà nessuna raccolta. I camion da qui non passano e siamo in attesa domani di un incontro con l’assessore al Bilancio per capire da dove deve prendere i soldi”.

Queste le parole assai preoccupanti dell’operatore ecologico Salvatore Arnone. Preoccupanti perchè non crediamo proprio che l’assessore comunale al Bilancio domani mattina possa fare apparire i soldi come se giocassero a monopoli.

A questo punto non riusciamo più a comprendere come mai non intervenga il Prefetto, motu proprio, per risolvere una situazione che ormai sembra avere perso il controllo totale. Disattendere una ordinanza del sindaco urgentissima e perentoria, disattendere un pericolosissimo grido di allarme lanciato dall’Asp per la salute pubblica e qui ancora si chiedono incontri con assessori e compagnia cantando.

Ribadiamo ancora una volta: loro, gli operatori ecologici, non hanno torto ma la situazione adesso si è fatta pericolosissima. La salute pubblica non può dipendere dalla forza di alcuni operatori che bloccano tutto. Se proprio non si riesce a far lavorare gli operatori ecologici che si chiami l’esercito.

Viene veramente difficile capire come ancora lo Stato non sia sceso in campo con le proprie forze.

 

Sono 219 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 11.850 tamponi processati nell’isola. L’incidenza oggi si attesta poco sopra l’1,8% e quasi raddoppia rispetto agli ultimi giorni.

L’isola torna in testa al nuovo contagio giornaliero in Italia Sul fronte dei positivi totali il numero degli infetti in Sicilia risale a 3457 facendo segnare 100 casi in più nonostante i 119 guariti delle ultime ore. Non si registrano nuove vittime e dunque il totale resta di 5987.
Sul fronte ospedaliero sono 148 i ricoverati 20 dei quali in terapia intensiva dove da tre giorni ormai si registra una crescita costante anche se di un solo caso ogni 24 ore

i nuovi contagi per province:

Catania  52

Palermo 44

Caltanissetta 38

Ragusa 29

Trapani 21

Agrigento 12

Siracusa 10

Enna 8

Messina 5

L’avvocato Giuseppe Di Miceli, vice presidente regionale di Konsumer, unitamente alla sua associazione, sta seguendo da vicino il caso rifiuti di Favara. Abbiamo sentito il suo parere sulla vicenda.

 Avvocato, oggi dovrebbe riprendere la raccolta dei rifiuti, tra intimazioni e problemi igienico sanitari

“Questo non  possiamo prevederlo ma quello che è certo è che il perdurare della mancata raccolta sta creando un grave danno all’ambiente che sarà lungo da ripristinare  e un serio danno alla salute pubblica dei cittadini ed un danno all’economia locale d’immani proporzioni. Già proprio le attività commerciali di Favara messe in ginocchio dalla Pandemia non riescono a risalire la china perché il consumatore preferisce andare a fare il propri acquisti in un ambiente salubre più tosto che in una città piena di rifiuti. Questa situazione è ancora più drammatica per le attività di ristorazione all’aperto le quali subiscono il fetore dei rifiuti”.

Lo Stato ha dato (non a tutti) il contentino ristoro che è servito per pagare una bolletta della luce. Chi risarcirà adesso i commercianti, i ristoratori e tutta la categoria dei danneggiati non certo per colpa del Covid ma dal fatto che la gente da Favara scappa. Una beffa ulteriore..

“Questa è una bella domanda ma preferiamo che prima di un eventuale risarcimento arrivi al più presto lo svolgersi normale delle attività”.

Si, avvocato, ma chi dovrà risarcire?

“Ha una domanda di riserva?”

Si, tante altre. Favara è un paese di evasori con un tasso elevato…

“No, Favara non è un paese di evasori. Certo ci sono, è fisiologico ma riteniamo le percentuali di comunicate non corrette. Il dato che a Favara il 70% dei contribuenti non paga la Tari a noi non risulta. Anzi, molti dei nostri iscritti (a Konsumer Agrigento si iscrivono quasi 300 soci all’anno) si sono rivolti e si rivolgono ai nostri sportelli proprio per definire la loro posizione tributaria ed in molti casi è successo che il contribuente favarese pur avendo pagato al Comune risultava moroso. Probabilmente oggi con l’avvento del sistema Pago PA questo non accadrà più. Per avere un dato più chiaro bisognerebbe avere i dati della SRR AG EST che nel 2018 accertò la TARSU  2011 e 2012, e capire quante furono le correzioni in autotutela quanti di questi hanno poi pagato, e quante le posizioni prese in carico e trasmesse al Comune. Ancora, non deve sfuggire il dato che molte attività commerciali sono state costrette a restare chiuse per colpa del Covid e quindi non hanno potuto pagare. Inoltre eppur vero che a Favara la TARI, per come da ultimo regolamento approvato in consiglio comunale, si paga pure per gli immobili non utilizzati, privi di utenze, mobili e suppellettili con la sola riduzione del 30% e molti ritenendola ingiusta non versano il dovuto, salvo la presentazione di relativa perizia giurata che comunque ha il suo costo”.

Ma allora perché a Favara vi è questo “buco” finanziario proprio sul servizio di raccolta dei rifiuti?

“Questa è una bella domanda che ci facciamo anche noi. Specie in considerazione dei fondi statali e regionali stanziati per l’emergenza Covid ai Comuni per provvedere ai servizi essenziali. Quello che non comprendiamo è perché gli altri Comuni della provincia riescono, seppur con difficoltà a sopperire alle quotidiane emergenze dei propri servizi essenziali e a Favara no?”

Effettuare la differenziata in modo corretto e preciso sarebbe una soluzione per Favara?

“Si, certo. Ma per effettuare un buona differenziata occorre avere un servizio di raccolta efficiente che perduri nel tempo. Altrimenti tutto diventa inutile. Ci spieghiamo meglio se io oggi conferisco la plastica ma non la raccolgono volendo essere civili, per quanto tempo potrò accumularla in casa? Stesso discorso per l’umido ed i pannolini e per gli altri rifiuti. Se il tutto viene raccolto ogni 15 giorni è vero simile che nascano le discariche abusive che condanniamo fermamente, ma che allo stesso tempo non si possono evitare”.

Quanti sono i cittadini che sono stati sanzionati per il non corretto conferimento?

“Questo è un dato che non conosciamo, anche perché essendo noi un’associazione in difesa dei consumatori e dell’ambiente, i trasgressori accertati si rivolgono ad altri. Comunque non ci risulta che sia state elevate chissà quante sanzioni anzi, a Favara mancano le foto trappole e quelle poche che c’erano sono  in disuso”.

Devono, comunque, essere individuati dei responsabili per questa catastrofe oggi di tipo anche sanitario. La mancata raccolta coinvolge Comune, evasori, discariche, ditte, imprese e operatori ecologici.

“Tranne quest’ultimi, che lavorano per ricevere lo stipendio che a Favara non ricevono regolarmente, nemmeno l’anno scorso in pieno lockdown, nonostante il pericolo del contagio inconsapevole, poi per gli altri chi non ha peccato scagli la prima pietra”.

Pratiche di sanatoria: “Un aumento del 30% rispetto al 2019 e dell’80% rispetto al 2020”. Sono questi, in estrema sintesi, i risultati registrati nei primi quattro mesi del 2021 per le riscossioni derivanti dalle concessioni edilizie in sanatoria portati a conoscenza degli Agrigentini da parte di chi  amministra, e Noi siamo ben felici del risultato ottenuto, il comune di Agrigento da queste pratiche avrebbe incassato circa mezzo milione di Euro, e così come scritto dalla stessa amministrazione, potrebbe arrivare ad introitare circa 13 milioni di euro, ora, in relazione di quanto previsto dal Decreto-legge del 24/01/1996 n. 30 – Misure urgenti per il rilancio economico ed occupazionale dei lavori pubblici e dell’edilizia privata. (Reiterato con: DL n. 154 del 25/03/96) Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 20 del 25 gennaio 1996 Articolo 2, “quanti di questi soldi in percentuale saranno spesi in OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA E SECONDARIA di cui sono sforniti la maggior parte dei quartieri del comune di Agrigento?”

Lo dichiara Giuseppe Di Rosa, vice presidente Codacons.

Con ricorso giurisdizionale proposto dinanzi al T.A.R. Palermo, l’associazione agricola V.C., assistita dagli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’, aveva impugnato gli atti con i quali l’Amministrazione regionale aveva escluso la domanda di finanziamento dalla stessa presentata nell’ambito della sottomisura 4.3. del PSR 2014-2020 per la realizzazione di un progetto di collegamento e trasformazione viaria , per un importo pari ad oltre 900.000 euro.
L’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana, infatti, dopo l’approvazione della graduatoria definitiva, aveva escluso dagli interventi finanziabili la domanda della ditta V.C. sulla base di argomentazioni riconducibili ad un’asserita mancanza dei requisiti di competenza professionale in capo al progettista e ad una presunta difformità del nulla osta idrogeologico rilasciato per un progetto non coincidente con quello ammesso a finanziamento.
La Ditta V.C., ritenendo, di contro, il proprio progetto ammissibile e finanziabile, decideva così di agire in giudizio per contestare l’illegittimo operato dell’Amministrazione regionale ed, ottenere, di riflesso, l’ammissione a finanziamento del progetto presentato.
In giudizio, gli avv.ti Rubino ed Airo’ ribadivano, tra l’altro, l’inammissibilità, in capo all’amministrazione, di un potere di verifica dei requisiti di partecipazione in ogni fase del procedimento, in violazione delle regole in materia di autotutela, da esercitare entro un termine ragionevole e nel rispetto del contraddittorio tra le parti nel corso dell’istruttoria procedimentale.
I Giudici Amministrativi, condividendo le difese formulate in giudizio dagli Avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’, in accoglimento della domanda cautelare avevano disposto il riesame del provvedimento impugnato.
Nella more del procedimento di riesame, peraltro, gli avv.ti Rubino e Airo’ allegavano un’articolata memoria atta a contestare le presunte irregolarità e difformità riscontrate dalla PA.
Nondimeno l’Amministrazione intimata aveva reiterato il provvedimento di esclusione dalla procedura di finanziamento senza nemmeno esaminare le difese della Ditta ricorrente.
Pertanto la difesa dell’Associazione V.C. ha proposto ulteriori profili di censura deducendo, tra l’altro, la mancata disamina delle argomentazioni difensive rese nel procedimento di riesame.
Il TAR Palermo, in accoglimento delle difese degli Avv. Rubino e Airo’, ha annullato i provvedimenti impugnati, in quanto privi di riscontro sulle puntuali difese rese nel corso del procedimento ed idonee a smentire le presunte irregolarità o difformità riscontrate dall’Amministrazione Regionale.
Per effetto della suddetta pronuncia, dunque, la domanda di finanziamento presentata dall’associazione agricola V.C rimarra tra gli interventi finanziabili nell’ambito della sottomisura 4.3. del PSR 2014-2020, mentre l’Amministrazione regionale dovrà pagare le spese del giudizio.