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Accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Daniela Posante e Antonella Arcieri, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Lirio Conti, in ragione dell’affievolimento delle esigenze cautelari, ha revocato l’obbligo di dimora, mantenendo l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, a Giuseppe D’Andrea, 49 anni, poliziotto assistente capo in servizio al Commissariato di Canicattì, già temporaneamente sospeso dal ministero dell’Interno, indagato nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Xydi” per le ipotesi di reato di accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto di ufficio.

Ad Agrigento tra Villaggio Mosè e San Leone, lungo via dei Fiumi, è avvento un incidente autonomo a causa della guida in stato di ebrezza del conducente. Sul posto sono intervenuti gli uomini della polizia, i carabinieri ed anche il personale sanitario. Uno dei due all’interno dell’abitacolo è stato trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio per le cure del caso ma non sarebbe in pericolo. Per il conducente positivo all’alcol test è scattata la denuncia.

 

 

 

Andavano a fare la spesa o a fare jogging pur risultando presenti al lavoro. Una nuova inchiesta sui “furbetti del cartellino” investe i dipendenti del Comune di Palermo e di alcune società partecipate, in servizio presso i Cantieri culturali alla Zisa.

I finanzieri del comando provinciale hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal gip del capoluogo nei confronti di 28 persone. Per 8 sono scattati gli arresti domiciliari; per altri 14 l’obbligo di dimora e di presentazione alla pg; per 6 solo quest’ultimo. Sono indagati a vario titolo per truffa a danno di un ente pubblico e falsa attestazione.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, a conclusione del giudizio abbreviato, e quindi concedendo lo sconto di pena di un terzo, ha inflitto 3 anni di reclusione ciascuno a Constantin Toderita, 45 anni, e a Petru Poenaru, 42 anni, entrambi originari della Romania, imputati di un violento pestaggio a Canicattì, per futili motivi, a danno di un loro connazionale, ferito gravemente, ricoverato in ospedale in prognosi riservata per fratture e lesioni, adesso costituito in giudizio come parte civile, ed al quale è stato riconosciuto il risarcimento.

Il Tribunale dei minorenni ha assolto il minorenne di Agrigento, all’epoca dell’ipotesi di reato, imputato di omicidio stradale a seguito della morte, il 9 agosto del 2018, di Sofia Tedesco, 16 anni, anche lei di Agrigento, sulla sella dietro di lui a bordo di un ciclomotore che si ribaltò in via Chimento, al confine tra Agrigento e Favara. Lui sarebbe stato alla guida del due ore senza patente, e peccando di eccesso di velocità. Pertanto adesso proseguono le indagini, già sostenute dai Carabinieri, alla ricerca del conducente dell’automobile pirata che avrebbe provocato il sinistro mortale, come emerso da un’apposita perizia. L’imputato assolto è difeso dall’avvocato Gianluca Sprio.

A Montallegro i Carabinieri hanno denunciato alla Procura per stalking un uomo di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine, allorchè, dallo scorso 21 febbraio quando si sono separati, avrebbe molestato, con pedinamenti e scritte ingiuriose sui muri di Montallegro, l’ex convivente, di 23 anni, che, stanca delle vessazioni, si è rivolta ai Carabinieri. La vigilanza dei militari proseguirà, a tutela della donna.

L’avvocato Giuseppe Scozzari ha discusso innanzi al Tribunale del Riesame il ricorso a favore di suoi tre assistiti, Angelo Piero Cutaia, 51 anni, direttore amministrativo di Girgenti Acque, Gian Domenico Ponzo, 54 anni, direttore generale della stessa società, e Calogero Patti, 53 anni, dipendente, indagati nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Waterloo” ruotante intorno alla società Girgenti Acque. L’avvocato Scozzari ha eccepito che non ricorre l’ipotesi del reato di associazione a delinquere allorchè i tre indagati non hanno avuto alcun legame con il presidente di Girgenti Acque, Marco Campione. Eventuali intercettazioni a sostegno dell’accusa risalgono a parecchi anni addietro, e dunque non giustificano misure cautelari, e, peraltro, sono prescritte

L’Assemblea Regionale approva la legge contro la povertà. 15 milioni di euro per le associazioni di carità. Gli interventi della Comunità di Sant’Egidio, D’Agostino e Miccichè.

In Sicilia la lotta e il sostegno alla povertà sono legge. L’Assemblea Regionale ha appena approvato all’unanimità un apposito disegno di legge intitolato: “Disposizioni per il coordinamento degli interventi contro la povertà e l’esclusione sociale”. E la normativa, non a caso, è stata intitolata “Disegno di legge Povertà”. Più nel dettaglio, i deputati regionali siciliani hanno accolto un appello lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio affinchè fossero adottati provvedimenti concreti a favore dei poveri e delle associazioni di carità ancora attanagliate da gravi difficoltà provocate dalla pandemia tuttora in corso. Emiliano Abramo, che è presidente della Comunità di Sant’Egidio, commenta: “E’ una pagina di buona politica siciliana ricca di attori sanamente impegnati: dal presidente Gianfranco Miccichè, che ha accolto il mio appello, all’onorevole Nicola D’Agostino, primo firmatario della proposta di legge, dai deputati di maggioranza a quelli di opposizione, che hanno votato all’unanimità la legge, dall’assessore Scavone a tutto il governo che hanno attivato forme di dialogo responsabile e qualificato. Mi piace inoltre sottolineare come i lavori in Aula siano stati seguiti da oltre 100 realtà impegnate a servire i poveri in Sicilia. Unità politica e della società civile hanno caratterizzato un dialogo dove al centro ci sono gli altri ovvero i poveri. E’ una ricetta utile per il futuro, che ha appassionato anche la stampa nel raccontare una vicenda felice”. E il deputato capogruppo di Italia Viva, Nicola D’Agostino, padrino della legge “Povertà”, commenta: “E’ una grande soddisfazione che la proposta di legge sulle povertà sia diventata legge in Assemblea regionale all’unanimità. Da primo firmatario sento di dover ringraziare per la fiducia tutti i miei colleghi, i capigruppo ed il Governo. E soprattutto il presidente Micciché, che ha sposato la causa e conferito all’iter legislativo un’accelerazione regolamentare. Con 15 milioni di euro si consentirà alle strutture di volontariato di potere meglio fronteggiare la maggiore sofferenza patita, a causa del coronavirus, da tanti siciliani in difficoltà, garantendo cibo e alloggio. Un grazie ad Emiliano Abramo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, che ha ispirato i nostri lavori” – conclude D’Agostino. E dunque, colui che è stato al timone della procedura, il presidente di Sala d’Ercole, Gianfranco Miccichè, apprezza, applaude e aggiunge: “Rivolgo un ringraziamento particolare a tutti i capigruppo e, inoltre, al dottor Emiliano Abramo, che ci ha dato un prezioso input per l’approvazione del disegno di legge per la lotta contro la povertà. E’ un momento difficilissimo quello che stiamo vivendo e non sappiamo in autunno che situazione sociale ci ritroveremo, anche a causa dello sblocco dei licenziamenti. Ringrazio l’assessore alla Famiglia, Scavone, e l’assessore all’Economia, Armao, per la disponibilità mostrata verso tale iniziativa legislativa. E’ una delle occasioni in cui sono contento di essere Presidente dell’Assemblea Regionale”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

L’imbarcazione e i corpi dei 9 migranti dispersi nel naufragio dello scorso 30 giugno, verificatosi tra Lampedusa e l’isolotto di Lampione, sono stati localizzati a 90 metri di profondità dalla Guardia Costiera.

La Procura di Agrigento ha disposto che vengano realizzate delle foto e delle video-riprese del relitto e dei corpi in modo da avere tutte le informazioni utili alle indagini, considerato che è stata aperta un’inchiesta per il naufragio e per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Le ricerche, con il robot della Guardia costiera, erano iniziate lo scorso martedì, e tanti erano stati i tentativi, tutti vani fino a questo pomeriggio, quando si è scoperto che il relitto si trovava molto più in basso rispetto a come si riteneva. Non a 60, 70 metri bensì a 90.

Dalle prime riprese fatte sul relitto si conferma la presenza di 9 cadaveri, 8 sul fondale e uno all’interno dello scafo. Tra questi 7 donne di cui una incinta.

Il recupero sarà un’operazione assai complessa, dai costi elevati, – hanno fatto sapere dalla Procura di Agrigento  – e serviranno le autorizzazioni del Governo

 

Giocava a calcetto con alcuni coetanei, un bambino di 12 anni è deceduto, morendo sul colpo, dopo che gli è caduta in testa la porta del campo di calcetto.

Il tragico incidente è avvenuto a Carini, in Via Aldo Moro e sembra che il ragazzino si sia attaccato alla porta che poi ha ceduto cadendogli addosso. Inutili i soccorsi.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Carini che hanno sequestrato l’area. I rilievi degli uomini della scientifica e le testimonianze dei compagni di gioco chiariranno la dinamica di quanto accaduto. .

I carabinieri e la polizia municipale di Carini stanno cercando di accertare se il gruppo stesse giocando in un campetto allestito dagli stessi ragazzi o in una struttura abbandonata. Il pubblico ministero, dopo la ricognizione del medico legale, sta valutando se effettuare o meno l’autopsia.