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49enne di Agrigento, condannato a 3 mesi di reclusione, pensa sospesa con la condizionale, per aver minacciato moglie e uno dei figli avuto dalla donna, attraverso messaggini e post pubblicati sui social. Le minacce, erano iniziate nel 2016 dopo la separazione dei conuigi e si erano protratte nel tempo

La pena è stata inflitta dal giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Rossella Ferarro.

“Diceva Fëdor Dostoevskij: Fare un nuovo passo, dire una nuova parola, è ciò che la gente teme di più.  Direi che dalle nostre parti, è ciò che la politica teme di più. Finalmente la politica ha capito. Aria nuova finalmente al Nucleo di Valutazione del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Tanti giovani pronti a mettersi in gioco. Un futuro diverso per OIV (Organismo Indipendente di Valutazione)  che passa anche dall’entusiasmo e dalla voglia di mettersi in gioco di Fabio, Rosetta, Roberta, Beppe, Daniele, Simone, Alessandra, Giusy che sono solo alcuni dei  giovani “talenti” selezionati per un percorso di crescita che doterà l’ Organismo Indipendente di Valutazione di personale altamente qualificato e professionale.

Finalmente un cambio di rotta, un ”rilancio” della Città di Agrigento, soffocata dalla spazzatura e assetata da sempre. Il Commissario Vincenzo Raffo, ha pensato bene di rispolverare il passato, nominando tre “nuovi” componenti della “vecchia” politica. Recita un vecchio proverbio siciliano: “Megghiu riri chi sacciu ca chi sapia”.

Nella vita di ogni essere umano, ti trovi di fronte a due importanti scelte: accettare le condizioni in cui vivi o assumerti la responsabilità di cambiarle. Evidentemente la politica, quella intesa come scienza e tecnica, come teoria e prassi, che ha per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica, dalle nostre parti è tutt’altra cosa. I giovani talenti agrigentini di cui parlavamo? Cari maturandi e cari neolaureati, non sarà facile   là fuori, ma rinunciare mai. Iniziate a pretendere un lavoro, il rispetto dei vostri diritti, pretendete di essere valorizzati. Cominciate a dare un calcio nel sedere a quella politica affarista, alla quale non interessa il vostro futuro. Non lasciate che il “potente” politico di turno, decida della tua vita”.

Lo dichiara Aldo Mucci, responsabile del sindacato Sgb.

di Filippo Cardinale

A dirlo è una sentenza di 28 pagine che rende illegittime le tariffe decise da Regione e Siciliacque e apre le porte ad un mare di richieste per la restituzione di quanto pagato in più dal 2016 a oggi. Le tariffe idriche in Sicilia valgono il doppio di quelle applicate in Calabria e più del triplo di quelle in vigore nelle Marche. Sono genericamente più alte di quelle in vigore nel resto del Paese e oltre a essere troppo elevate sono state determinate da chi non aveva il potere di farlo, cioè la Regione e Siciliacque (la partecipata che dal 2004 è subentrata all’Eas).

E’ questo, in sostanza, che sentenzia il Consiglio di giustizia amministrativa. La sentenza ha origine da un ricorso dell’Amap, la ex municipalizzata di Palermo che acquista l’acqua da Siciliacque per fornirla anche ad alcuni Comuni della Provincia. Questo ricorso era già stato accolto dal Tar e la Regione ha provato a ribaltare la decisione, ottenendo però una nuova sconfitta dagli effetti contabili ancora tutti da determinare.

Sia il Tar che il Cga hanno stabilito che a determinare la tariffa in Sicilia debbano essere gli Ato, le autorità che gestiscono il servizio in ogni ambito provinciale mettendo insieme i Comuni.

Invece la giunta regionale, su input di Siciliacque, di cui è socia, ha fatto da sé, non potendolo fare. Con il risultato dim una tariffa troppo alta.   Siciliacque fornisce circa 90 milioni di metri cubi di acqua potabile all’anno, coprendo l’intero fabbisogno delle province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta ed Enna e parte di quello di Palermo e Messina.

La sentenza – spiegano gli esperti – avrà effetti diversi per i Comuni in cui è un ente intermedio (come nel caso dell’Amap) a fornire acqua acquistandola dalla partecipata regionale e per i centri dove invece è direttamente Siciliacque a fornire le utenze private. Nel primo caso è l’Amap a poter pretendere un rimborso da Siciliaque.

Siciliacque serve direttamente decine di Comuni in quasi tutte le province siciliane. In questo caso sono i cittadini che hanno pagato una bolletta a tariffe dichiarate ora illegittime. E dunque sono direttamente gli utenti a poter adesso chiedere un rimborso sulla base della sentenza definitiva pronunciata dal Cga. La sentenza è stata notificata alla Regione giovedì sera e dunque ancora all’assessorato alle Acque non è stato fatto il punto per valutarne gli effetti economici.

L’attuazione della riforma dell’acqua voluta dal governo Crocetta dopo il referendum è ancora molto parziale e questo complica, oltre alla determinazione delle tariffe, anche la gestione e lo sviluppo delle reti. La sentenza mette anche in evidenza le lacune della legge che attualmente regola il sistema idrico.

Per l’assessore Daniela Baglieri: “La sentenza impone una riflessione sull’attuale contesto normativo che prevede nove Ato provinciali ma con reti idriche di sovrambito. Conferma anche l’esigenza che vi sia un soggetto che a livello regionale determini le tariffe di sovrambito. In questo senso la Regione sta valutando le opportune iniziative finalizzate a creare un sistema omogeneo di tariffazione che in ossequio a quanto stabilito dall’agenzia nazionale sia in grado di assicurare una gestione efficiente della risorsa idrica a vantaggio dei cittadini”.

Filippo Cardinale

Esulta il deputato regionale Nicola D’Agostino per una legge che sta prendendo forma in Sicilia e che prevede l’introduzione nelle scuole dell’isola dell’insegnamento della lingua e cultura siciliane nelle scuole. Si tratta dell’applicazione delle leggi nazionali sull’autonomia scolastica siciliana, introducendo quindi nuove materia negli istituti siciliani. Per il parlamentare, che aveva proposto questo disegno di legge che poi fu votato dall’Ars nel 2011 si tratta di un passo avanti verso il compimento dell’autonomia nel recupero della tradizione culturale.
“Storia, lingua e letteratura siciliana finalmente applicata”
“Grazie al Presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla – commenta D’Agostino, capogruppo di Italia Viva all’Ars – per le iniziative intraprese dopo l’oblio del predente governo regionale guidato da Rosario Crocetta. Finalmente la legge da me proposta e dall’Ars votata nel 2011, durante la presidenza di Raffaele Lombardo, prende vita. Nasceva dalla possibilità data dalla riforma Gelmini di poter personalizzare le attività dell’orario scolastico. L’input politico era quello di approfondire storia, letteratura e lingua siciliana: un patrimonio culturale sottovalutato dai libri di istruzione tradizionali. Adesso che centinaia di docenti sono formati e che libri e siti aiuteranno nel reperimento delle fonti inizia un percorso di conoscenza e consapevolezza che interesserà le nuove generazioni”.

Cosa prevede il testo della legge
Il disegno di legge in questione che fu votato favorevolmente 10 anni fa si propone di promuovere la valorizzazione e l’insegnamento della storia, della letteratura e della lingua siciliana nelle scuole di ogni ordine e grado. A tal fine, sono previsti appositi moduli didattici, all’interno dei piani obbligatori di studio definiti dalla normativa nazionale, nell’ambito della quota regionale riservata dalla legge e nel rispetto dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche. La storia, la letteratura e la lingua siciliana sono così individuati come strumenti didattici di valorizzazione dell’identità siciliana e come tratti distintivi del sistema educativo dell’Isola, in relazione alla quota regionale dei piani di studio personalizzati prevista dalla legge, così valorizzando la specificità della nostra cultura e l’autonomia delle Istituzioni scolastiche.

Il ddl povertà varato dall’Ars è una risposta alla domanda di aiuto di chi è in difficoltà.
Adesso cerchiamo di non trovare peli nell’uovo tanto per bloccarlo, se ci sono problemi reali si trovano le soluzioni”.

Lo ha detto il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, alla conferenza stampa organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio a Palermo sul disegno di legge contro la povertà e l’esclusione sociale che nei prossimi giorni diventerà legge a tutti gli effetti con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
“Siamo di fronte alla situazione più difficile vissuta a livello economico dal dopoguerra a oggi – ha spiegato Miccichè – è un segnale di attenzione nei confronti di un problema che non va sottovalutato e che rischia di aumentare nei suoi numeri.
Sant’Egidio, Caritas, Biagio Conte e così via ci dicono che c’è la creazione di una nuova classe di povertà, di chi prima donava la busta di latte e ora va a chiederla. La situazione attuale in tempo di pandemia non mi consente di essere ottimista”.

Ad Agrigento, nella zona del Villaggio Peruzzo, il conducente di un motociclo non ha obbedito all’alt imposto da una pattuglia della Polizia ad un posto di blocco. Gli agenti lo hanno inseguito, ma il centauro è riuscito a dileguarsi. Alcune ore dopo, lo stesso ragazzo, accompagnato dall’avvocato Giuseppe Zucchetto, si è presentato spontaneamente alla caserma sede della Polizia Stradale, in via Crispi, e, avvalendosi della presenza del suo difensore, ha spiegato di non essersi fermato, proseguendo la corsa, semplicemente perchè, pur avendo i documenti tutti in regola, ha avuto paura. Inevitabile però è stata la denuncia per resistenza a Pubblico Ufficiale.

Aurelio Trupia, Vicesindaco di Agrigento con delega alle partecipate interviene, dopo la costituzione della Aica società consortile interamente pubblica che gestirà il servizio idrico integrato della nostra provincia con la sottoscrizione di 33 comuni su 43 alla nascita del nuovo soggetto  pubblico.

Si supera finalmente la gestione commissariale con tutti i risvolti critici degli ultimi anni che hanno condizionato l’ottimizzazione del servizio nei confronti dei cittadini.

 “E’ una scommessa difficile che mette da subito le amministrazioni comunali nel dover dimostrare che gestire l’acqua pubblica è una vittoria dei cittadini e di una visione politica diversa dopo 13 anni di gestione, prima prettamente privatistica, e poi straordinaria, adesso però si deve correre per ridare un servizio essenziale come l’erogazione dell’acqua a costi uniformi, calmierati in tutto il nostro territorio e senza inseguire il lucro.

Fermo restando però che il sistema complessivo va rimodulato, aggiungo che l’Aica nasce in maniera monca, due comuni non hanno ancora sottoscritto il passaggio alla nuova consortile; (Lampedusa e Camastra) e altri 8 comuni insistono sulla gestione diretta secondo i dettami dell’art.147 della legge 152/2006 , cosa a mio avviso non di facile soluzione.

Per questo si deve andare avanti con uno spirito diverso dall’inizio, chiudendo l’annosa storiella dei comuni ricchi perché hanno l’acqua nelle loro viscere e comuni senza autonomia idrica.

Voglio ricordare che comunque si dovrà fare una serie ricognizione dei beni dell’ex gestore Girgenti Acque e avere un rapporto proficuo con la curatela fallimentare, procedure che non possono chiudersi in tempi rapidissimi.

Si deve quindi gestire il servizio idrico seguendo logiche indirizzate agli investimenti infrastrutturali attraverso un percorso virtuoso che parte dal rifacimento delle reti idriche ,di depuratori funzionanti e moderni, della manutenzione degli invasi e di trovare una soluzione finale con la società di “sovrambito” Siciliacque che vende l’acqua all’ingrosso a circa 70 centesimi a metro cubo, cosa che non avviene facendo un report nelle altre regioni italiane e che sono esiziali sui costi finali in bolletta.

La cosa che mi lascia ancora perplesso sono le difficoltà economico-finanziarie che vivono i comuni, alcuni in dissesto, altri in riequilibrio e altri in sofferenza che, comunque si dovranno fare carico di ricoprire eventuali perdite dei costi di gestione del servizio attingendo dalle proprie risorse interne con seri rischi di squilibri o disallineamenti finanziari.

Per questo invito tutti i soci di lavorare all’interno dell’Aica con spirito di collaborazione e perseguendo criteri di buona amministrazione e di gestione oculata ed efficace nel dimostrare che il pubblico può raggiungere obiettivi concreti per un servizio essenziale quale l’acqua ,oggi finalmente pubblica.

 Un buon lavoro infine ai nuovo componenti del Cda e ai Sindaci nominati a capo dell’Aica in uno spirito di condivisione.”

Il primario del reparto di Cardiologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca, dott. Ennio Ciotta, ha coronato il sogno della sua vita oggi pomeriggio, sposando la signora Roberta Curella nello splendido scenario della Cappella Palatina di Palermo.

Tra gioia e felicità la coppia di sposi, dopo la celebrazione della Santa Messa, ha salutato parenti ed amici al Castello Lanza Branciforte di Trabia, in provincia di Palermo.

Ai novelli sposi tantissimi auguri!

Ieri a Palma di Montechiaro personale Polizia di Stato, a seguito di un controllo amministrativo presso un B&B sito nel comune di Campobello di Licata, dava esecuzione al provvedimento di Ordine per la carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Agrigento nei confronti di S. A., classe 1963, già gravato da numerosi precedenti di Polizia e Penali, il quale dovrà scontare la pena di anni 6 e mesi 3 per reati contro la persona.

Lo stesso, al termine delle formalità di rito, veniva associato presso la Casa Circondariale “Pasquale di Lorenzo” di Agrigento.