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L’ultimo bollettino diramato ieri in Italia accresce la paura per alcune regioni di ritornare in zona gialla. Fra queste c’è anche la Sicilia in quanto i dati degli ultimi giorni sono tornati a salire in modo preoccupante. Oltre la Sicilia, rischiano anche la Campania, Marche e Abruzzo.

Scenari che – seppure non imminenti – potrebbero affacciarsi nelle future settimane e su cui i tecnici si stanno concentrando. Le ipotesi vanno dalla soglia minima di tamponi da effettuare ogni 100mila abitanti – che alcuni esperti vorrebbero aumentare – al maggiore peso del cosiddetto Rt ospedaliero – vale a dire il tasso occupazione dei posti letto – rispetto a quello sull’incidenza. Tra le questioni poste, infatti, c’è quella di rendere più determinante, nell’ambito del monitoraggio settimanale, la valutazione dei rischi sulla pressione ospedaliera rispetto all’incidenza dei contagi, proprio in vista dell’alleggerimento delle strutture sanitarie dovute al calo dei casi gravi con l’avanzare delle vaccinazioni. Per il governo al momento non c’è il rischio ma si discute ancora di nuovi parametri, da più tamponi a ‘Rt ospedaliero’.

Trentaquattro condanne, alcune riduzioni di pena, un solo “ribaltone” e diverse assoluzioni “pesanti” confermate anche in secondo grado. Si chiude così il processo d’Appello – celebrato davanti la seconda sezione penale di Palermo – scaturito dalla maxi operazione “Montagna” – eseguita nel gennaio 2018 dai carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento – contro le famiglie mafiose dell’agrigentino e del neonato mandamento.

Il personaggio “chiave” dell’intera inchiesta è Francesco Fragapane, figlio del boss ergastolano ed ex capo provinciale di Cosa Nostra Salvatore Fragapane, considerato dagli inquirenti il vero promotore del nuovo mandamento della Montagna: i giudici di secondo grado lo hanno condannato a 14 anni, riducendo la pena a venti anni di reclusione inflittagli in primo grado. Leggeri sconti di pena anche nei confronti di Giuseppe Luciano Spoto, considerato boss di Bivona, e Giuseppe Nugara, ritenuto al vertice della famiglia mafiosa di San Biagio Platani (entrambi condannati a 16 anni dopo che in primo grado gli erano stati inflitti quasi venti anni). Scende a 13 anni e 4 mesi (dopo una condanna a 17 anni in primo grado) la pena inflitta allo “storico” boss di Sciacca, Totò Di Ganci.

Confermate le assoluzioni di Pasquale Fanara, ritenuto il boss di Favara (per lui erano stati chiesti 20 anni in primo grado), Angelo Giambrone, figlio del defunto boss di Cammarata Calogerino Giambrone, e Domenico Maniscalco, ritenuto invece il braccio destro del boss di Sciacca. L’unico vero “ribaltone” in Appello è quello a carico di Raffaele Fragapane, difeso dall’avvocato Giuseppe Barba, cugino del boss Francesco: condannato in primo grado a 10 anni e 8 mesi (e arrestato in seguito per una maxi rapina) è stato assolto in secondo grado. Lieve riduzione anche per il collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta, pentitosi subito dopo l’arresto nell’operazione Montagna: 7 anni e 6 mesi la condanna (8 in primo grado) con le attenuanti della collaborazione. Confermata, per il resto, la sentenza di primo grado.

Condanne

Francesco Fragapane (14 anni); Giuseppe Quaranta (7 anni, 6 mesi e venti giorni); Luciano Giuseppe Spoto (16 anni); Giuseppe Nugara (16 anni); Salvatore Di Gangi (13 anni e 4 mesi); Vincenzo Mangiapane cl.55 (11 anni); Calogero Limblici (10 anni e 4 mesi); Antonino Vizzì (10 anni e 8 mesi); Vincenzo Cipolla (10 anni e 8 mesi); Massimo Spoto (11 anni); Raffaele La Rosa (10 anni e 8 mesi); Giuseppe Vella (10 anni); Calogero Sedita (8 anni e 8 mesi); Angelo Di Giovanni (8 anni); Luigi Pullara (8 anni); Daniele Fragapane (6 anni); Stefano Valenti (6 anni); Gerlando Valenti (6 anni); Antonio Licata (3 anni e 8 mesi); Calogero Quaranta (4 anni e 13 giorni); Calogero Maglio ( 4 anni e 8 mesi); Antonio Domenico Cordaro (10 anni e 50 mila euro multa); Franco D’Ugo (4 anni e 4 mesi e 5 mila euro multa); Santo Di Dio (4 anni);Vincenzo Dolce (3 anni); Francesco Maria Drago (1 anno e 8 mesi e mille euro multa); Alessandro Geraci (3 anni); Francesco Giordano (6 anni e 80 mila euro multa); Antonio Maranto (12 anni e 12 mila euro multa); Pietro Paolo Masaracchia  (4 anni e 4 mesi e 5 mila euro di multa); Vincenzo Pilliterri (6 anni e 4 mesi e 14 mila euro multa); Salvatore Puma (6 anni e 20 mila euro multa); Concetto Errigo (4 anni e 4 mila euro di multa); Carmelo Battaglia (4 anni e 4 mila euro).

Assoluzioni

Adolfo Albanese; Giuseppe Blando; Vincenzo Mangiapane (cl54); Giacomo Di Dio; Stefano Di Maria; Salvatore Pellitteri; Pasquale Fanara; Salvatore La Greca; Roberto Lampasona; Domenico Maniscalco; Vincenzo Spoto; Salvatore Vitello; Raffaele Fragapane; Giovanni Guttuso.

Già assolti in maniera definitiva

Giacomo Di Dio, Stefano Di Maria, Salvatore La Greca, Viviana La Mendola, Vincenzo Mangiapane cl.71; Salvatore Pellitteri cl.92; Nazarena Traina e Vincenzo Valenti.

Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Antonino Gaziano, Salvatore Manganello, Giovanni Castronovo, Salvatore Virgone, Maria Alba Nicotra, Giuseppe Oddo, Angelo Nicotra, Rosalia Palumbo Piccionello, Giuseppe Sodano, Graziana Vella, Tanja Castronovo.

grandangolo Agrigento

“Altre due leggi arrivano al varo definitivo nella sessione estiva dell’Ars. Abbiamo dato il via libera alle norme che prorogano i termini per le concessioni demaniali dando la possibilità a tanti imprenditori, fortemente penalizzati dalla pandemia, di completare l’iter autorizzativo con maggiore tempo nella definizione delle pratiche amministrative. Inoltre la legge approvata migliora le norme per i corridoi di lancio che servono a fare uscire più agevolmente dai lidi le imbarcazioni. Le nuove norme risolvono anche la problematica relativa alla rimozione dei rifiuti abbandonati in aree demaniali marittime con misure per la messa in sicurezza in capo al Dipartimento Ambiente che potrà avvalersi anche dei Comuni, dell’Arpa e della Sas. La seconda legge approvata rivede alcune norme della legge regionale 24 del 2020 che contrasta il disturbo da gioco d’azzardo. In pratica, pur confermando le misure che impongono distanze di sicurezza dai luoghi sensibili per l’installazione di apparecchi per le scommesse e il gioco, fa salve le autorizzazioni precedentemente rilasciate anche davanti a cambiamenti contrattuali tra gli esercenti e le agenzie di scommesse”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

di siciliaonpress

I nodi dovevano arrivare al pettine e ci sono arrivati. Sono i nodi di una politica inadeguata calata in una realtà che titola “spirtitudine” non pagare le tasse, non pagare i servizi, non rispettare le regole, insomma, fregarsene del bene comune. Non solo, è ancor più “spirtitudine” protestare e pretendere non pagando e scroccando chi paga e mantiene in piedi il sistema.

È arrivata la lettera aperta dell’assessore comunale Maria Laura Maggiore che pubblichiamo integralmente perché fornisce validi argomenti sull’attuale situazione della città e su cosa comporteranno le dimissioni di Anna Alba.

“Caro direttore, in questi due anni ho provato a fare la mia parte nel rispetto dei cittadini e nel rispetto della politica locale.

Oggi però reputo opportuno dire la mia da componente della Giunta municipale e da Amica di Anna Alba. Vede, caro direttore, io ho vissuto con lei i dissidi interiori forse più di qualunque altro assessore della Giunta municipale perché a differenza di altri non ho sponsor politici né consiglieri che mantengono il mio ruolo. Ho solo avuto la fiducia di una donna cui mi lega una stima elevatissima.

Anna Alba fa male oggi ad aver annunciato le sue dimissioni perché da queste scaturiscono una serie di effetti: nessuno potrà più garantire il pagamento, come effettuato oggi per ulteriori 100.000 (che si sommano ai 100.000 di due settimane fa) alle ditte dei rifiuti.

Ad Agosto inoltre scade la proroga ai precari, proroga che è bene che la città sappia, abbiamo autorizzato con il PARERE CONTRARIO degli uffici in questi anni. Qua di mezzo non c’è solo la stabilizzazione, il cui percorso qualche soggetto politico vorrebbe intestarsi non avendo mai proposto alcuna soluzione al tema, ma addirittura la prosecuzione dal primo settembre. Proprio perché non sono candidata posso fare certe considerazioni.

A me non possono essere annoverati interessi di bottega ed è giusto chiamare le cose con il loro nome. A ciò è da aggiungersi la vicenda rifiuti. Anche su questo ci sarebbe da dire ma le valutazioni sono già sotto la lente degli organi inquirenti. Il 09 luglio alla presenza della Tenenza dei Carabinieri ho predisposto un verbale in due trance (perché due sono stati gli incontri). Alla fine ci impegnavamo a pagare, verificate alcune condizioni, in totale altri 300.000 euro che si aggiungevano ai 100.000 già pagati.

Alcuni operatori ci hanno posto un problema: i tempi. Ossia se noi versavamo alle ditte, le ditte avrebbero avuto la disponibilità la settimana dopo e loro avrebbero avuto le spettanze dopo due settimane e quindi a fine luglio.

Ho quindi proposto e verbalizzato che avremmo proposto alle ditte una delega di pagamento cosicché avremmo pagato direttamente loro. Bene, come in tutti gli spettacoli Pirandelliani, non hanno voluto sottoscrivere una richiesta che l’amministrazione comunale fa a loro esclusivo beneficio. E allora a me i conti non tornano più. Ma nonostante questo avevo scelto il silenzio.

Un silenzio cui non mi sento più vincolata che davanti al grido di una giovane Sindaca. Il silenzio è dolo, diceva taluno. Ed io al silenzio non mi piego perché è giusto che la città tutta sappia cosa ci sta dietro le parole della Sindaca di Favara”.

Non si vedevano in giro da parecchi giorni e e così i carabinieri hanno fatto alcuni accertamenti e alla fine sono entrati insieme ai vigili del fuoco nell’abitazione della coppia di anziani, a via Parlapiano a Ribera, rinvenendo i cadaveri dei due.

Secondo una prima ricostruzione potrebbe trattarsi di un omicidio-suicidio e all’interno della casa, dopo una prima ispezione, è stata anche rinvenuta una pistola (a quanto pare) detenuta legalmente dall’uomo. Le vittime sono G.V., 74 anni, e la moglie A.C., 75 anni.

Le indagini e i rilievi sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Sciacca, guidati dal tenente colonnello Vergato, e al capitano Fabio Proietti.

Ad Agrigento si svolgerà sabato prossimo 17 luglio, alle ore 20, al Piazzale Kaos, nei pressi della Casa Natale di Luigi Pirandello, la cerimonia di consegna della 22esima edizione del “Premio di Arte e Cultura Siciliana Ignazio Buttitta”, promosso dal Centro artistico culturale “Renato Guttuso” di Favara, presieduto da Lina Urso Gucciardino, che commenta: “Finalmente possiamo riprendere la nostra normale attività di promozione dell’arte e della cultura siciliana. Rieccoci di nuovo in campo, sicuri di far cosa gradita ai tantissimi poeti e scrittori che amano la lingua siciliana e che hanno partecipato al nostro concorso letterario”.
Ecco i vincitori delle varie sezioni del Premio:
Sezione Poesia: 1° “Cori e menti” di Licata Melina; 2° “Trizzi di Jorna” di Elena Musso; 3° exaequo “U surfararu” di Maria Rosa Vicari e “Mammuzza mia” di Lucia Milia. Segnalate: “L’ultimu ventu” di Carmelo Modica; “Spini santi” di Valeria Salvo; “Amuri ri rariggia” di Gioacchino Di Giovanni.
Sezione Cunti: 1° “U diavulu e Serafinu di” Giuseppe Palumbo Piccionello; 2° “Spuntica” di Antonio Famà, 3° “E dominediu criò lu suli” di Gioacchino Di Giovanni.
Poesia in siciliano (raccolta): 1° “Chiantu di Chiarìa” di Carmelo Modica; 2° “A Vinirazioni di Sammastianu” di Giovanni Grasso.
Poesia in italiano (raccolta): 1° “Oltre gli ancoraggi abituali” di Francesco Setticasi; 2° “Canzoniere per amanti in fuga” di Giovanna Enrica Costanzino.
Saggi antropologici: 1° “Da milocca a Milena” di Sam Migliore, Margaret Dorazio Migliore e Vincenzo Ingrascì; 2° “Se la memoria si fa storia” di Pippo Bufardeci.
Narrativa: 1° exaequo “Sigarette alla menta” Di Nuccio Vara e “Affinità negate” di Silvano Messina; 2° “Tonino” di Giovanni Volpe.
Saggi storici: 1° exaequo “Luigi Sturzo, antagonista di Mussolini” di Gerlando Lentini e “Tra storia e finzione” di Camilla Maria Cederna, 2° “La commedia dell’Arte e le sue maschere: lo strano caso di Giufà” di Marilisa Pendino; 3° “Fuoco sul ghiaccio. Dall’inverno all’inferno” di Santina Paradiso.
Saggi letterari: 1° “Luigi Pirandello. I romanzi, i miti” di Federico Guastella.
Sezione giornalismo e comunicazione: 1° “Fake News – manuale semiserio di sopravvivenza contro le bufale” di Francesco Pira e Raimondo Moncada.
Assegnati anche i “Premi Speciali” dedicati a donne, uomini, associazioni di Sicilia che si sono particolarmente distinti nel loro settore artistico, lavorativo o di impegno sociale e culturale: Pippo Di Falco, creatore della “Casa museo” di Leonardo Sciascia a Racalmuto; Roberto Sciarratta, direttore del Parco archeologico Valle dei Templi di Agrigento; Bernardo Barone, direttore del Parco letterario Luigi Pirandello; Giuseppe Agnello, scultore; Eduardo Cicala, fotografo; Antonio Occhipinti, pittore; Enzo Galluzzo, giornalista e scrittore; Giovanni Taglialavoro, autore televisivo; SiciliaONpress, giornale on line; Agrigento non si arrende, Associazione di volontariato.
La manifestazione sarà allietata dall’esibizione dei musicisti: Gigi Finistrella alla fisarmonica; Lillo Puccio alla chitarra; Federico Pivato e Marina Tesè al vìolino; Stefano Tesè al pianoforte. Ad accogliere i premiati e i graditi ospiti il Gruppo folkloristico “Fabaria Folk”.

L’assessore comunale di Agrigento, Gerlando Principato, annuncia che sono giunti i decreti di finanziamento, da parte dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali, per 1 milione e 400mila euro, dei lavori di recupero e salvaguardia dell’ex Collegio dei padri Filippini, in via Atenea. Si tratta di due progetti che il Comune di Agrigento ha candidato nell’ambito dell’Agenda Urbana regionale. Principato aggiunge: “Adesso, con gli uffici ed il Responsabile unico del procedimento, dobbiamo provvedere a predisporre, in tempi brevi, la gara ad evidenza pubblica per l’assegnazione dei primi lavori di demolizione, ricostruzione di tramezzi, rifacimento degli impianti, l’impermeabilizzazione del tetto, rifacimento di parte della pavimentazione, eliminazione delle infiltrazioni d’acqua e dell’umidità di risalita”.

Ancora un incidente sul lavoro mortale in Sicilia. L’operaio Vincenzo Ribaudo, 42 anni, di Belmonte Mezzagno, in provincia di Palermo, sposato e padre di due bambine, è morto dopo essere caduto da un’impalcatura a Mondello durante i lavori di ristrutturazione del locale Sirenetta. E’ trapelato che si sarebbe trattato del suo primo giorno di lavoro dopo il rientro da un periodo di isolamento causa covid. La zona del cantiere dove è accaduta l’ennesima ‘morte bianca’ è stata sequestrata. Le indagini sono condotte dagli agenti della Volanti del commissariato di Mondello. L’area di ristorazione al piano terra è stata appena inaugurata. I titolari avevano intenzione di inaugurare il primo piano tra qualche giorno.

Ad Agrigento, questa sera, martedì 13 luglio, al Museo “Griffo”, nella sala conferenze Fazello, alle ore 18:30, si presenta il libro di Eduardo Cicala e Maria Ala intitoalto “Paesaggio, arte e natura nella Valle dei Templi di Agrigento”. Intervengono Giuseppe Avenia, Roberto Sciarratta, Direttore del Parco dei Templi, e gli autori Eduardo Cicala e Maria Ala, dottoressa in Scienze forestali, specializzata in parchi e giardini.