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“La sistematica bruciatura di materiali plastici e spazzatura in diverse zone di Canicattì, soprattutto nelle ore notturne, sta comportando un notevole e pericolosissimo accumulo di inquinanti ambientali, tra i quali le diossine e altre sostanze tossiche e cancerogene che rischiano di compromettere non solo la salute di cittadini ma anche di animali e dell’intera catena alimentare”.
Lo affermano i coordinatori provinciali del Movimento politico “Servire Agrigento”, Raoul Passarello e Giuseppe Sortino.
“I livelli di diossina rilasciati nell’aria dai roghi tossici hanno assunto carattere di urgenza e forte preoccupazione nella popolazione locale in considerazione del fatto che da qualche giorno l’aria è irrespirabile. Colonne di fumo nere e dense che quotidianamente all’imbrunire dipingono il cielo di Canicattì finendo inesorabilmente per contaminare acque, terreni e coltivazioni.
Le gravi conseguenze che tale emergenza ambientale e sanitaria sta provocando impongono soluzioni immediate a cominciare dall’istituzione di un tavolo di lavoro, presieduto dal Prefetto di Agrigento, per affiancare e coordinare le attività di controllo degli enti preposti e assicurare una costante vigilanza dei siti ritenuti sensibili al fine di contrastare efficacemente la filiera criminale dello smaltimento illegale e irregolare e scongiurare ulteriori rischi per la salute pubblica”.

E’ il terzo paziente affetto da anemia mediterranea dell’intera penisola, il primo della Sicilia, ad essere sottoposto ad un “editing del genoma”, tecnica innovativa ad altissima precisione in grado di “correggere” in laboratorio le cellule prelevate dalla persona malata, per poi essere nuovamente infuse nell’organismo dove si riproducono con successo al posto di quelle difettose. Si tratta di un giovane adulto agrigentino che da circa quattro mesi, a seguito dell’ottimo esito dell’infusione di cellule geneticamente modificate, non ha più esigenza di sottoporsi alle cicliche trasfusioni di sangue che finora la cronicità della malattia talassemica gli ha imposto. Il risultato è frutto della sinergia fra l’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, dove il giovane ha potuto curarsi in maniera ottimale nel corso degli anni per poter giungere senza comorbilità al momento cruciale della terapia con “genome editing”, e l’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, centro iperspecialistico a valenza internazionale dove è stata impiegata con successo questa tecnica avveniristica.

“Aveva solo pochi mesi di vita – afferma la dottoressa Calogera Gerardi, responsabile del Centro di diagnosi e cura delle talassemie degli Ospedali riuniti di Sciacca e Ribera – quando, nel 2000, nel giorno della diagnosi di una malattia genetica cronica, la talassemia major, prendemmo in carico presso la nostra struttura il giovane. In quel momento di grande sconforto, strinsi una sorta di alleanza con la famiglia, non solo per assicurare che i migliori standard di terapia sarebbero stati garantiti al piccolo, ma anche per ragionare in prospettiva: le cure ottimali, negli anni, avrebbero consentito di far trovar pronto il futuro paziente quando i progressi dall’ingegneria genetica, già assolutamente promettenti in quel periodo, sarebbero divenuti una realtà. Così è stato, il giovane è risultato eleggibile all’intervento ed il risultato ci riempie oggi di soddisfazione”.

Il primo step concluso a Sciacca ha fatto da condizione essenziale per il trattamento innovativo perfezionato al “Bambino Gesù”. Il paziente agrigentino è stato seguito presso la struttura romana dalla validissima equipe del Dipartimento di Oncoematologia e Terapia Cellulare e Genica diretto dal professor Franco Locatelli. Le attività sono state coordinate dal dottor Mattia Algeri.

Il caso clinico del paziente agrigentino si è inserito all’interno di una sperimentazione internazionale promossa da Vertex Pharmaceuticals e Crispr Therapeutics i cui primi promettenti risultati sono stati presentati agli ultimi Congressi della Società Americana di Ematologia (ASH 2020) e dell’Associazione Europea di Ematologia (EHA 2021), i due appuntamenti annuali che raccolgono i contributi scientifici più qualificati al mondo nell’ambito delle malattie del sangue.

Talassemia e anemia falciforme sono due malattie del sangue causate dalle mutazioni dei geni coinvolti nella sintesi dell’emoglobina, la proteina dei globuli rossi che trasporta ossigeno nell’organismo. Il trattamento sperimentato si basa sul ripristino della sintesi dell’emoglobina fetale tramite l’editing del genoma. Le cellule staminali emopoietiche prelevate dai pazienti vengono modificate in appositi laboratori attraverso il sistema CRISPR-Cas9 che si basa sull’impiego della proteina Cas9, una sorta di forbice molecolare che viene programmata per tagliare o modificare specifiche sequenze del DNA di una cellula, potendo così portare alla correzione di varie malattie. Dopo questa manipolazione genetica, le cellule così modificate vengono infuse nei pazienti che nel frattempo sono stati sottoposti a una terapia farmacologica per “distruggere” il midollo, in modo da fare spazio alle nuove cellule staminali ingegnerizzate che si moltiplicheranno correggendo la malattia.

“L’editing del genoma – spiegano il professor Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Oncoematologia del Bambino Gesù e il dottor Mattia Algeri – rappresenta potenzialmente una rilevante opzione curativa per i pazienti con emoglobinopatie, ovvero talassemia e anemia falciforme, accompagnata da un profilo di rischio estremamente ridotto; certamente i risultati andranno verificati e confermati nel tempo. Normalmente, questi pazienti trovano nel trapianto di midollo la loro principale soluzione terapeutica. Il vantaggio dell’editing del genoma, che si affianca per profilo di sicurezza ed efficacia alla terapia genica, anch’essa assai innovativa e sviluppata con successo nel nostro Ospedale, è quello di poter essere applicato anche a chi non ha un donatore di midollo osseo o non può ricevere un trapianto a causa dell’età. Confidiamo che in futuro l’editing potrà essere utilizzato anche per il trattamento di altre malattie genetiche”.

La notizia dell’ottimo esito del percorso di cura e trattamento è stata accolta con viva soddisfazione dal commissario straordinario dell’ASP di Agrigento, Mario Zappia: “la rilevanza sotto il profilo sociale e sanitario del risultato raggiunto ha il sapore della conquista per i tanti pazienti affetti da patologie genetiche croniche. Siamo felici per il nostro giovane conterraneo che da oggi potrà beneficiare di un significativo miglioramento della qualità di vita e, al contempo, ci riempie di orgoglio aver costruito le basi di un traguardo così rilevante e promettente da estendere a tutti i pazienti con emoglobinopatie eleggibili”.

Il Sindaco Miccichè “Sostegno alle imprese, la cui attività è stata limitata causa Covid” Riduzioni degli importi fino al 100 per cento per le utenze non domestiche danneggiate dal covid, e la sforbiciata alla Tari, la tassa sui rifiuti, che ha messo in campo il Comune di
Agrigento.

Annuncia il Sindaco Miccichè, per sostenere le imprese la cui attività è stata chiusa o limitata – in misura diversa a seconda del settore – dalle normative e dalle restrizioni legate all’emergenza sanitaria, per il 2021, tenendo conto di alcuni criteri oggettivi: da una parte il periodo di chiusura previsto dalla normativa, dall’altro le difficoltà nella ripresa anche legate agli obblighi in tema di distanziamento sociale e di sanificazione dei locali”.

Nel regolamento approvato dal Consiglio comunale sono previste misure agevolative sulla Tari fino al 100 per cento per l’anno 2021 per tutte le attività commerciali che hanno subito o la chiusura o ingenti perdite, a seguito delle misure restrittive dovute al covid; ulteriori misure agevolative sulla tassa dei rifiuti sono previste anche per quelle aziende non soggette a chiusure ma che documentino una riduzione del fatturato 2020, raffrontato al fatturato 2019, almeno pari al 30%. Inoltre previste riduzione del canone patrimoniale per l’anno 2021 a favore dei soggetti passivi che pagavano l’imposta pubblicitaria e di IMU a favore dei proprietari, di immobili strumentali per lo svolgimento della propria attività.

Nella previsione di riduzione sulla Tari non solo imprese ma anche agevolazione ai soggetti ammessi al bonus sociale.

“L’Amministrazione Comunale di Agrigento vuole fortemente essere a sostegno delle attività commerciali e di tutti quei soggetti che hanno subito danni dalla pandemia – afferma il Sindaco Franco Miccichè – sono oltre 4 i milioni a disposizione per ridurre in modo netto nel 2021 le imposte comunali Tari, Imu, e canone patrimoniale”.

“A beneficiare delle agevolazioni non solo le aziende che hanno dovuto chiudere a seguito delle restrizioni, ma tutte le categorie produttive che hanno subito perdite minori. Voglio ringraziare il Consiglio comunale che con senso di grande responsabilità e collaborazione, ha votato il regolamento favorevolmente – conclude Franco Miccichè”.

“Spunta un’emergenza nell’emergenza rispetto alla gestione della raccolta differenziata a Favara. RTI, capogruppo  Iseda, hanno chiesto alla Regione in nuovi siti dove conferire i rifiuti indifferenziati che si sono accumulati durante i giorni di sciopero, ma al momento non vi sono nuovi impianti da poter utilizzare. Questo comporta che lo smaltimento sarà limitato alle quantità massime giornaliere concesse dalla struttura. Il risultato sarà un ulteriore dilatamento dei tempi necessari per rimuovere i rifiuti che ancora oggi sommergono la città. La grave crisi della raccolta della spazzatura a Favara, la paga naturalmente come sempre “cappiddazzu” cioè i cittadini ligi ai doveri civili e morali. Nel grande gioco delle carte, le RTI capofila ISEDA hanno fatto “scopa”. Nessuno si è preoccupato di risalire ai fatti accaduti, al recente passato, dove il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori (non è la prima volta) avrebbe provocato il “casino” che è sotto gli occhi di tutti. Nessuno, amministrazione favarese compresa, ha avuto l’accortezza di sanzionare le RTI come previsto dal contratto. Nessuno, tranne le coraggiose donne favaresi, ha gridato ad alta voce, lo stato di abbandono della loro Città. L’amministrazione comunale avrebbe dovuto presentare alla Regione – in casi drammatici come quello attuale – una richiesta di  “prestito” (oltre alla cifra degli 800mila euro erogata a tutti i comuni siciliani) accompagnata da un forte progetto analitico di recupero della tassa evasa, con la formazione di una “task force” addetta alla tracciabilità dei furbetti  (Si ha notizia che circa il 45% della tassa rifiuti non viene pagata)  il tutto accompagnato dalla rescissione del contratto, motivata dalla cattiva gestione e organizzazione della raccolta rifiuti, con RTI capogruppo ISEDA, segnatamente all’affissione in tutto il paese di un manifesto dove capeggia un  GRAZIE  a caratteri cubitali, alla politica che in questi giorni si è “spesa”, rinunciando alle vacanze estive, per alleviare le sofferenze morali e civili dei favaresi. Solo così la Città di Favara potrà rinascere”.

Lo scrive in un comunicato il sindacato Sgb.

Oggi dalle ore 10.00 alle 10.45 Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento ha incontrato le mamma di Favara sulla questione rifiuti, le quali sono state accompagnate dall’avv. Giuseppe Di Miceli, quale rappresentante di Konsumer Italia ad Agrigento.
Il Prefetto ha ascoltato il grido di aiuto delle mamme preoccupate sia per la salute dei propri cari che della situazione pandemica nella città di Favara, che vede oggi le dimissioni del proprio Sindaco ed in merito alle quali Sua Eccellenza si è impegnata a convocare subito, una volta nominato, il Commissario che verrà al fine di una corretta amministrazione della città e con particolare attenzione alla problematica della raccolta dei rifiuti.
Le mamme hanno consegnato al Prefetto le firme raccolte con la propria petizione online, quasi 300 in 48 ore, ed hanno compreso il proficuo lavoro svolto da Sua Eccellenza da quando è stata assegnata alla nostra provincia. In particolare è stato anche approfondito il lavoro svolto da Sua Eccellenza nello spronare le istituzioni locali, in particolare quella di Favara, ad adempiere ai propri doveri nei confronti dei cittadini.
Le mamme di Favara confortare dall’incontro avuto nel breve tempo con Sua Eccellenza si sono impegnate a sorvegliare l’attività amministrativa locale e a segnalare tramite l’avv. Giuseppe Di Miceli direttamente alla prefettura le inefficienze registrate. A tal fine le sig.re presenti all’incontro, Maria Nona, Stefania Saieva, Angela Vaccaro e Enza Caramazza, chiedono l’aiuto anche delle altre mamme favaresi e di tutti i cittadini in generale, affinché questa città si rialzi e riacquisti lo splendore oggi perduto vuoi per gli incivili, vuoi per gli evasori, vuoi per la mala gestio della politica locale.

Ad Agrigento, a San Leone, una donna di 34 anni, alla guida di un’automobile Lancia Y, verosimilmente perché ubriaca e saranno le analisi a confermarlo, procedendo a zig e zag lungo il viale Viareggio, ha investito tre automobili, due posteggiate e, invadendo la corsia opposta, un’altra auto in marcia. Lei, ferita, è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale da un’ambulanza del 118 intervenuta sul posto insieme ai Poliziotti della Volanti che si sono occupati dei rilievi stradali di rito.

I Carabinieri hanno scoperto oltre 70 indebiti percettori del reddito di cittadinanza nella provincia agrigentina. Denunciati alle Procure di Agrigento e Sciacca.

I Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, e del locale Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, a conclusione di una complessa e articolata attività d’indagine e di analisi documentale, hanno denunciato, alle Procure della Repubblica di Agrigento e Sciacca, 77 tra italiani e stranieri residenti nell’intera provincia, perché indebiti percettori del beneficio del reddito di cittadinanza. L’attività di polizia giudiziaria, che ha interessato complessivamente 4.500 soggetti, ha consentito di riscontrare numerose irregolarità nelle autocertificazioni prodotte, ovvero nelle dichiarazioni sul possesso dei requisiti imposti dalla legge per ottenere il sostegno economico. Ad esempio, non è stato dichiarato lo stato di detenzione o di essere sottoposti a misura cautelare, oppure è stato certificato falsamente di essere residenti nella provincia di Agrigento. Ancora più nel dettaglio, tra gli indagati con reddito di cittadinanza vi sono persone conosciute dalle forze dell’ordine per i loro trascorsi giudiziari, tra spaccio di droga e reati contro il patrimonio come furti e scippi, per i quali hanno già subito dei provvedimenti restrittivi. E poi, ancora, tra gli altri casi, è stato accertato che madre e figlia, nonostante lavorassero in una pizzeria a San Leone, hanno percepito regolarmente il reddito di cittadinanza. E a Naro un imprenditore è stato picchiato da un operaio che ha preteso di essere assunto in nero per continuare ad intascare il reddito di cittadinanza. Le somme indebitamente percepite ammontano a circa 750mila euro. L’Inps procederà al recupero coattivo del denaro, e alla revoca del beneficio introdotto in Italia su iniziativa del Movimento 5 Stelle.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ad Agrigento, all’ospedale “San Giovanni di Dio”, si è svolta oggi, venerdì 30 luglio, un’altra sessione chirurgica del programma socio-sanitario “Benessere Uomo”, che prevede, fra le altre iniziative, degli interventi di chirurgia andrologica con impianto di protesi per pazienti affetti da grave disfunzione erettile su base organica. I chirurghi urologi, professor Michele Ruoppolo, Direttore della Unità Operativa di Urologia ed Andrologia, e il professor Gabriele Antonini dell’Università La Sapienza di Roma, sono oggi intervenuti con l’impianto protesico su tre pazienti. La collaborazione fra i due chirurghi urologi ha già consentito, negli ultimi 2 anni, di guarire definitivamente oltre 30 pazienti che sono stati restituiti ad una normale attività sessuale e ad una vita di coppia pienamente soddisfacente. Con questi numeri e con la piena soddisfazione dei pazienti, il centro di andrologia di Agrigento, grazie anche al decisivo impulso fornito dalla Direzione generale e Sanitaria dell’Azienda sanitaria provinciale, si pone pertanto come eccellenza di primo piano nella realtà sanitaria siciliana.

E’ stata risolta la controversa questione se consentire ad 8 Comuni agrigentini su 43, che lo hanno espressamente richiesto, di mantenere la gestione diretta del servizio idrico, non aderendo quindi alla gestione comunale consorziata all’interno della neo costituita Aica, l’Associazione idrica dei Comuni agrigentini. Il commissario regionale ad acta, Maria Di Francesco, ha riconosciuto il diritto alla gestione diretta del servizio idrico agli 8 Comuni agrigentini in base a quanto disposto dall’articolo 147 della legge Galli. L’articolo 147 prevede il possesso dei seguenti requisiti: approvvigionamento da fonti pregiate, presenza di sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree protette, ed uso efficiente delle risorse idriche, tra contatori e depuratori funzionanti. Gli 8 Comuni interessati sono Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Cammarata, Cianciana, Menfi, Santa Margherita Belice e Santo Stefano Quisquina.

Secondo un articolo pubblicato giorni addietro da una testata giornalistica online, centinaia di litri di liquame vengono scaricati in mare dalle navi quarantena ormeggiate dinnanzi le coste agrigentine.

Dall’articolo si evince che il liquame in questione sarebbe costituito da rifiuti organici umani dei migranti sottoposti a sorveglianza sanitaria presenti sulle navi.

Se la notizia fosse confermata si tratterebbe di un fatto di una gravità assoluta probabilmente  configurante un ipotesi di reato.

Chiediamo alle autorità competenti di verificare le modalità di smaltimento dei reflui prodotti a bordo delle navi quarantena che dovrebbero essere stoccati in centri specializzati ed assolutamente non sversati nel mare agrigentino dove giornalmente residenti e turisti fanno il bagno cercando refrigerio”.