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A Gela la Polizia è stata impegnata in tre giornate di prevenzione e controllo del territorio. Sono state controllate e identificate 269 persone, 107 mezzi, 32 persone sottoposte a misure anticrimine, tra arresti domiciliari e sorveglianza speciale, poi rilevate 22 contravvenzioni al codice della strada, rinvenuti 3 veicoli rubati e denunciate 8 persone in stato di libertà per vari reati. Sequestrate anche modiche quantità di hashish e delle piantine di marijuana. E’ stato arrestato in carcere un uomo di 29 anni per il reato di fabbricazione e detenzione di materiale esplosivo. A casa sua è stato rinvenuto un ordigno esplosivo nascosto dentro una scatola a sua volta custodita all’interno di un letto contenitore. I poliziotti del nucleo artificieri antisabotaggio della Questura di Catania, intervenuti sul posto, dopo aver predisposto un cordone di sicurezza con l’evacuazione dello stabile, hanno neutralizzato l’ordigno, con dentro un chilogrammo circa di esplosivo.

 

“Misure straordinarie per un’emergenza straordinaria in attesa che cominci il cammino di democrazia che verrà certamente garantito dalla nuova società consortile”. Lo chiede al Prefetto il parlamentare regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, in riferimento alla situazione di grande preoccupazione che si sta vivendo in provincia di Agrigento nel contesto del servizio idrico.

“Siamo in una fase molto delicata di un servizio pubblico di primaria importanza – dice Catanzaro – occorre un’azione comune da parte di tutti per trovare soluzioni immediate nel particolare momento di transizione che interessa il traghettamento dalla gestione commissariale alla nuova Azienda Idrica Comuni Agrigentini. Sto personalmente sensibilizzando i sindaci e l’Ati per fare presto, so che il Consiglio di amministrazione della nuova società sta lavorando a ritmi elevati, è una fase in cui tutti, cittadini, enti e politici, devono collaborare per il bene comune e non creare allarmismo con azioni populistiche”, aggiunge Catanzaro che punta sul Prefetto per garantire, in attesa dell’insediamento della nuova società, la regolarità del servizio.

Ma la situazione è drammatica. La neo costituita consortile pubblica Laica non ha nè mezzi nè disponibilità finanziaria. Occorrono ingenti somme per rendere operativa la Laica. Soldi che devono necessariamente essere conferiti dai Comuni. Manca ancora il Piano finanziario e nessun Comune sa a cosa va incontro, a quali costi esosi, ma soprattutto come reperire il denaro visto che i Comuni battono cassa.

Vivere da nababbi a danno della collettività e con denaro pubblico. Un gioco criminale terminato questa mattina per i cugini Michele Lo Greco, 30 anni, Stefano Lo Greco, 36 anni e per Valentina Mangano, 27 anni (compagna di Stefano Lo Greco), arrestati e messi ai domiciliari nell’operazione congiunta di carabinieri e finanzieri delle compagnie di Partinico (articolo a parte). Una valanga di soldi pubblici grazie agli appalti per i mezzi della raccolta rifiuti in alcuni comuni della provincia di Palermo.

Hanno guidato Porsche, Ferrari e Range Rover, volato con jet privati, abitato in ville con piscina, ostentato un Rolex diverso per ogni giorno della settimana. Si sono comprati un appartamento a Montecarlo e nel principato di Monaco hanno aperto una pasticceria siciliana.

Vita da milionari ma creando una enorme voragine finanziaria nelle società di noleggio di mezzi per la raccolta dei rifiuti, gestite tramite prestanome e fatte fallire dopo averle prosciugate. Due milioni e mezzo di euro sottratti al fisco, agli enti previdenziali, a fornitori e dipendenti portando i libri in tribunale per le società decotte e continuando l’attività con nuove aziende pulite e senza debiti.

Un gioco criminale che è finito questa mattina per i cugini Michele Lo Greco, 30 anni, Stefano Lo Greco, 36 anni e per Valentina Mangano, 27 anni (compagna di Stefano Lo Greco), arrestati e messi ai domiciliari nell’operazione congiunta di carabinieri e finanzieri delle compagnie di Partinico.

Cinque le misure cautelari firmate dal gip di Palermo Paolo Magro su richiesta dei sostituti procuratori Vincenzo Amico e Andrea Fusco coordinati dall’aggiunto Sergio Demontis. Oltre ai tre ai domiciliari, per Vincenzo Lo Greco, 71 anni, è scattato l’obbligo di dimora, mentre per il funzionario del comune di Partinico Giuseppe Gallo (all’epoca dei fatti responsabile del settore Lavori pubblici e Servizi ambientali) il gip ha disposto la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio. Un sesto indagato, il commercialista del gruppo, A.G. è indagato a piede libero. Sequestrati beni per 2,5 milioni di euro fra immobili, quote societarie e auto di lusso.

Secondo i magistrati i sei indagati sono responsabili, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta, intestazione fittizia di beni e quote societarie, inadempimento di contratti per pubbliche forniture, utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio.

Il tutto nasce dall’incendio doloso nell’autoparco del comune di Partinico che ha distrutto diversi mezzi dell’amministrazione. Fatto che i acceso i riflettori investigativi sui Lo Greco. In quell’autoparco tutti i giorni venivano parcheggiati anche i mezzi della Cogesi srl, l’azienda riconducibile ai cugini Lo Greco e alla Mangano. Ma non erano lì la sera dell’incendio. Erano posteggiati in uno spiazzo poco distante e nessun mezzo è stato danneggiato. Per i carabinieri l’assenza dall’autoparco dei mezzi Cogesi fin da subito non è sembrata una coincidenza anche perché pochi giorni prima fra i Lo Greco e l’allora sindaco di Partinico Maurizio De Luca c’erano state diverse discussioni molto animate per le continue gravi inadempienze del contratto da parte della ditta degli indagati.

L’attività investigativa, con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, ha fatto emergere elementi di connessione tra l’incendio e la procedura di affidamento per il nolo dei mezzi raccolta rifiuti aggiudicato alla Cogesi. Da lì le indagini patrimoniali della guardia di finanza hanno scoperchiato un sistema di ruberie milionarie a scapito degli enti locali e del fisco.

Si è insediato ieri pomeriggio il Consiglio di amministrazione della Fondazione Architetti nel Mediterraneo per il mandato 2021-2025. Dopo l’apertura dei lavori a cura del presidente dell’Ordine degli architetti Rino La Mendola, il Consiglio della Fondazione appena insediatosi ha confermato Piero Fiaccabrino, nel ruolo di presidente mentre, nel ruolo di vicepresidente, segretario e tesoriere, sono stati eletti rispettivamente Giuseppe La Greca, Giusy Catalano e Pier Angelo Costanza.  Il Consiglio, in relazione agli esiti dell’Assemblea degli iscritti all’Ordine tenutasi nel giugno scorso, è composto anche dagli architetti Maria Antonietta Di Liberto (Sciacca), Vincenzo Florio (Casteltermini), Calogero Giglia (Favara), Giuseppe Lalicata (Canicattì), Alfonso Micciché (Agrigento), Lorenzo Violante (Cattolica Eraclea) e Alfredo Pinelli (Sciacca).

Alla cerimonia di insediamento ha partecipato anche Alfonso Cimino, già Presidente dell’Ordine durante il mandato 2017-2021.

“La Fondazione Architetti nel Mediterraneo – afferma il neopresidente, Pietro Fiaccabrino – quale parte integrante dell’Ordine degli architetti, sin dalla sua costituzione, ha sempre operato con il precipuo scopo di promuovere e organizzare iniziative volte alla valorizzazione e divulgazione delle risorse culturali e della qualità dell’architettura del nostro territorio nel più ampio contesto socioculturale del bacino Mediterraneo. Un percorso che i componenti del nuovo Consiglio continueranno a seguire, facendo tesoro delle esperienze passate e lavorando per creare i presupposti per nuove e diversificate occasioni di riflessione e approfondimento di tematiche fondamentali come la formazione professionale, la valorizzazione del patrimonio architettonico esistente e la promozione della figura dell’architetto quale protagonista del processo di sviluppo socio-culturale della nostra terra”.

“Sono certo – commenta Rino La Mendola – che il  neoeletto Consiglio della Fondazione, presieduto da Piero Fiaccabrino, da un lato, continuerà ad offrire all’Ordine un notevole contributo nell’organizzazione di eventi culturali e nelle attività finalizzate all’aggiornamento professionale degli architetti agrigentini e , dall’altro, promuoverà nuove occasioni di confronto socio-culturale  tra i Paesi del Mediterraneo, puntando sull’architettura, quale linguaggio universale  di confronto tra i popoli, in grado di superare le divergenze politiche e religiose che spesso  rendono difficile  il dialogo  nel bacino del Mediterraneo”.

“La Cgil tra memoria, lavoro e legalità”: se ne parlerà lunedì 19 luglio presso l’atrio del teatro Pirandello di Agrigento, a partire dalle 18.30, nel corso di un dibattito organizzato dalla camera del lavoro territoriale  e dalla Cgil Sicilia, al quale interverranno rappresentanti delle istituzioni, della Chiesa, giornalisti e , in video collegamento, il segretario generale  della Cgil Maurizio Landini. Nell’anniversario della strage di via D’Amelio, “il sindacato- dice il segretario generale della Camera del lavoro di Agrigento, Alfonso Buscemi- ribadisce la necessità di un forte impegno di tutta la società sana per l’affermazione della legalità in ogni posto di lavoro, unica certezza per contrastare la corruzione, la mafia, gli affari illeciti. Solo un percorso nella legalità – aggiunge- può favorire le condizioni di sviluppo per la nostra terra e garantire la sicurezza del mondo del lavoro”. Il ricordo dunque dei tanti caduti nella lotta contro la mafia, ma anche la riflessione su ciò che ancora oggi è necessario fare. Al dibattito promosso dalla Cgil interverranno Alfonso Buscemi, segretario della Cgil di Agrigento, il sindaco della città Francesco Miccichè, l’Arcivescovo Alessandro Damiano, il Prefetto Maria Rita Cocciufa, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, il giornalista Attilio Bolzoni, il magistrato Alfonso Sabella, il segretario della Cgil Sicilia,Alfio Mannino e, in collegamento Maurizio Landini. Nel corso dell’evento ci saranno anche momenti di spettacolo sui temi della legalità, della giustizia e della memoria.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA), con sentenza pubblicata in data 8 luglio 2021, ha annullato le due delibere della Regione Sicilia, con le quali venivano aggiornate le tariffe del Servizio Idrico Integrato per il periodo 2016-2019 di Sicilia Acque S.p.a.

La sentenza conferma quanto Federconsumatori Sicilia e Forum siciliano dei movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni ripetono da anni: va soppresso il “sovrambito”, meccanismo tramite cui Siciliacque SpA vende l’acqua all’ingrosso. La sentenza conferma anche che la tariffa applicata in base alla Convenzione con la Regione Siciliana era troppo alta.

Secondo il CGA, poi, le tariffe devono essere stabilite dagli Ambiti Territoriali Ottimali (ora Assemblee Territoriali Idriche – ATI) e non dalla Regione Siciliana. Quindi le tariffe idriche dell’acqua all’ingrosso non possono essere decise né da una Convenzione né dal governo regionale, ma dalle ATI e dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA).

Federconsumatori Sicilia – spiega il presidente Alfio La Rosa – monitorerà le ATI dei territori interessati dagli effetti della sentenza affinché si attivino nel più breve tempo possibile per richiedere le maggiori somme versate a Siciliacque dal 2016 al 2019”.

La Consulta Giuridica Regionale di Federconsumatori Sicilia, inoltre, sta studiando la possibilità di predisporre eventuali azioni legali al fine di estendere i rimborsi a tutti gli utenti del Servizio Idrico Integrato, in tutto il territorio siciliano.

Contagi sopra quota 350 e, rispetto alla fine dello scorso mese, incidenza del virus più che raddoppiata, salita a 32,2 casi ogni 100 mila persone, asticella più alta del Paese e sempre più vicina alla soglia critica dei 50 positivi ogni 100 mila abitanti che, per legge nazionale, farebbe scattare automaticamente il giallo.

Questa la situazione in Sicilia. Eppure, al 30 giugno, cioè due settimane dopo l’entrata in zona bianca, i contagi quotidiani da Covid erano  quota 150 e incidenza settimanale di infezioni sulla popolazione pari a 15 casi ogni 100 mila abitanti, il valore più basso registrato dal 21 settembre 2020. La fotografia di ieri, invece, alza l’asticella dell’incidenza, sempre più vicina alla soglia critica dei 50 positivi ogni 100 mila abitanti. Soglia della zona gialla.

L’Isola torna ad essere sorvegliata speciale nei monitoraggi Covid del ministero della Salute, con lo spettro del cambio di colore che si fa sempre più concreto.

I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Porto Empedocle, Salvo Ersini e Morena Cortelli, hanno presentato una mozione che impegna il sindaco, Ida Carmina, a pubblicare i bandi per i centri estivi, con i 42mila e 586 euro ricevuti per iniziative di carattere sociale, ovvero l’organizzazione di centri estivi o altri eventi di carattere sociale e culturale, anche a fini turistici. E poi, Ersini e Cortelli hanno presentato un’interrogazione affinchè si provveda alla manutenzione dei quartieri empedoclini, in particolare sulla ringhiera della strada che collega la parte alta alla parte bassa del paese, e al Lido Azzurro dove l’illuminazione pubblica è spenta.

Ad Agrigento, lunedì prossimo, 19 luglio, in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio contro il giudice Paolo Borsellino, l’Anm, l’Associazione nazionale magistrati di Agrigento, presieduta da Silvia Capitano, ha organizzato nella Valle dei Templi, al tempio di Giunone, un’iniziativa intitolata “57 giorni, conversazioni in ricordo delle vittime della strage di via d’Amelio”. Ospiti e relatori saranno il Sostituto Procuratore della Direzione Nazionale Antimafia Domenico Gozzo, il Procuratore della Repubblica di Agrigento Luigi Patronaggio, l’Avvocato Silvio Miceli del Foro di Agrigento ed il Direttore dell’associazione Strada degli Scrittori, Felice Cavallaro. La commemorazione, a cui parteciperà anche l’artista musicale Salvatore Nocera Bracco, è svolta con il patrocinio gratuito dell’Ente Parco Valle dei Templi e con la collaborazione dell’Associazione Strada degli Scrittori e dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento. L’ingresso al pubblico è gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

I sindaci Peppe Cassì per Ragusa, Roberto Gambino per Caltanissetta, Francesco Micciché per Agrigento e Giacomo Tranchida per Trapani, esprimono netta contrarietà al progetto di accorpamento delle rispettive Camere di Commercio, oltre che con la Camera di Commercio di Siracusa. Cassì, Gambino, Miccichè e Tranchida affermano: “La super Camera di Commercio che si vuole creare attraverso l’emendamento al Decreto Sostegni Bis rappresenta un conglomerato che nulla aggiunge alla necessità di fornire un supporto alle imprese presenti nei nostri territori. Unire le realtà territoriali di Ragusa e Siracusa con Caltanissetta, Agrigento e Trapani determinerebbe uno scompenso operativo destinato a creare danni alle attività produttive quando, invece, in questo momento, il nostro unico pensiero dovrebbe essere quello di sostenere le economie locali. Magari l’intento sarà stato assolutamente lodevole ma quello che è ne è venuto fuori è un mostro giuridico, oltre che operativo, che renderà impossibile la vita delle nostre imprese”.